Nel Tempo della Segregazione

Chi potrebbe dire quale sia
la differenza fra realtà e illusione?
Ovvero fra sogno e realtà?
Sembra una facile risposta: “Vero”, è tutto ciò
che realmente, fisicamente accade.
Sogno o illusione è ciò che non si concretizza.
Ma è pur vero che tutto quanto veramente
ci accade o facciamo accadere,
prima o poi scompare con le nostre esistenze
in questa dimensione
in modo che nel tempo gradualmente,
la realtà è sempre meno reale
perché proprio è legata allo scorrere del tempo
e fa parte del tempo,
al contrario, il sogno è pura espressione dell’anima
e non subisce questa trasformazione temporale né fisica,
resta intatto, nell’energia che lo ha concepito
e ci segue ovunque, in ogni dimensione in cui siamo.
La realtà è reale al di fuori di noi e prima o popi svanisce,
mentre il sogno è vero in noi e non ci abbandona mai.
Dunque cosa è più vero del vero apparente ?
Una realtà che accade che va affrontata
e che viene trascinata dallo scorrere del tempo
o un sogno che realizziamo in noi stessi
solo per averlo concepito e curato
e fatto diventare il nostro bagaglio?
Io penso che ciò che permane è lo spirito e l’intensità
con cui sappiamo e vogliamo vivere ambedue
sia la realtà che il sogno, è allora che tutti e due
diventano unicamente veri e a noi eternamente avvinti.
 
Ennio Romano Forina – Marzo 2020

La Caduta dell’Impero Umano

Non so quante persone, camminando sui marciapiedi, si soffermino ad osservare il suolo e guardando i fori di ingresso dei nidi di formiche, si siano mai chieste perché attorno ai fori ci sono delle montagnole di sabbia finissima giallastra, che esse accumulano intorno meticolosamente. Ebbene, io penso che la ragione sia evidente, quei cumuli di sabbia chiaramente sminuzzata, servono a tappare l’apertura del nido in caso di pioggia, quando l’acqua cade e sale, la sabbia si amalgama con l’acqua e viene trascinata sull’apertura, formando un tappo che può essere ulteriormente consolidato anche dall’interno, in modo tale che il nido resta impermeabile.
Sono formiche, sappiamo che le formiche sono particolarmente intelligenti, ma è la VITA che è intelligente e che ce lo dice e mostra le soluzioni più efficaci e ingegnose che ogni specie attua ma che noi diamo per scontato, come diamo per scontata l’aria che respiriamo e la luce del sole.
Ora, qualcuno mi chiederà, cosa c’entrano i nidi di formiche e le loro soluzioni nell’essere incazzati per un’epidemia?
C’entrano eccome, perché le formiche sono COSCIENTI che la pioggia è un evento ritmico, che prima o poi si riverserà sulle loro costruzioni sotterrane e in previsione di questo, miracolo! SI PREPARANO!
Ma noi, con la nostra superiore intelligenza, pur sapendo e avendo la possibilità di riferirci alle cronache di passate e recenti epidemie, sventate o limitate per puro culo non abbiamo, a differenza delle formiche imparato nulla, altrimenti non mancherebbero le mascherine, i disinfettanti, i respiratori, le sale di rianimazione, i medici, gli infermieri, le ambulanze attrezzate, la coerenza nel dare informazioni giuste e non farraginose, come quelle date dall’insorgere dell’infezione e in ultimo non mancherebbero le strategie, i piani di attuazione già pronti. Le formiche sono meglio dei cinesi, e ovviamente più intelligenti di noi, europei supponenti pieni di boria, avvezzi a riposare sugli allori, popoli che non credono in niente e credono in tutto, secondo le convenienze. Avevo avvertito amiche e amici fin dalle primissime notizie cinesi, che questa era una cosa seria, attesa, prevista da anni, e quindi di procurarsi delle provviste il prima possibile, per la loro sicurezza ma anche per diradare gli approvvigionamenti, che si sarebbero poi scatenati come una stampede di cavalli imbizzarriti, ma non mi hanno preso sul serio, preferivano pensare a complotti oscuri o a scienziati malefici, che progettavano come sterminare l’umanità in laboratori segreti. Certo accade anche quello, la scienza è sempre stata al servizio della malvagità, pensare che Scienza sia sinonimo di Bene è un’illusione, il progresso scientifico tecnologico è stato enormemente velocizzato nell’ambito dei più grandi conflitti e imperialismi. Io amo i cani, ma i cani hanno un difetto: l’ingenuità, si lasciano smarrire nelle perversioni umane diventando complici a volte dei loro delitti, ma non è colpa loro, sono anime gregarie innocenti e sono facilmente plasmabili dalla malevole arte umana di addomesticare con l’inganno, oltre che con la brutalità. Non così i gatti, i gatti non amano per quello che gli date, ma per quello che siete o non vi amano affatto. Ma gli scienziati non hanno scuse, non sono ingenui, perché sono consapevoli di quello che fanno. I missili non li costruiscono certo, gli agricoltori. Ho scritto ad una mia nuova amica che questa epidemia è reale grave, ma sin dall’inizio è stata gestita da quasi tutti e da quelli che hanno le responsabilità maggiori, come una farsa – tragica – dai toni politici da parte di TUTTI, con le oscillazioni e i tentennamenti, corredate dalla scusa di non procurare allarme, con le diverse avventate opinioni tediose e senza spessore espresse su un aggressore del tutto sconosciuto, mentre la realtà era la mancanza di coraggio delle parti, per il timore di perdere credibilità e consensi si è esitato troppo e questo è risultato evidente a molti, senza capire che l’allarme peggiore, anzi il vero panico lo causano l’incertezza e la confusione, non la cruda verità.
Inoltre, si continuano a ignorare o a tener nascoste dietro le quinte dell’ipocrisia e dell’indifferenza, le reali cause che hanno permesso al virus di trasferirsi e adattarsi comodamente all’animale uomo. Virologi e scienziati continuano semplicisticamente a riferirsi a uno o più animali sorvolando il vero soggetto e autore dell’infezione: le condizioni e gli abusi che imponiamo al mondo vivente. Le imputazioni sono globali, le epidemie sono ineluttabili, poiché gli equilibri sono stati devastati e gli addensamenti mostruosi di animali umani e animali altri, sono intollerabili per il sistema VITA.
E la soluzione di certo non è quella di disinfettare tutto il globo, causando altri immani disastri. Quando finirà questo evento, i sopravvissuti colpiti nelle loro famiglie, penseranno a piangere i cari persi, gli altri, i più fortunati, andranno di nuovo a riempire le piazze agitando le braccia al cielo, a ringraziare improbabili santi ascoltando stupidi frastuoni di suoni ed effetti di luce laser, ignorando l’inferno degli animali, penseranno solo a godersi lo scampato pericolo, torneranno cantare canzoncine di gioia e a far esplodere fuochi d’artificio, i governi a fare parate militari con potentissimi missili ridicolmente inutili contro i virus, a giocare con gli intrattenimenti, consumare le stesse cose superflue che danneggiano l’ambiente, a spianare foreste a soffocare il mare e la vita, che dal mare dipende, con milioni di litri di detersivi e di tonnellate di plastica inutile che continuerà ad essere prodotta, in attesa della prossima catastrofe equilibratrice che potrebbe essere l’ultima, forse e non forse. E devo continuare a gridarlo forte : non sono gli ANIMALI il soggetto, ma le CONDIZIONI in cui gli animali sono fatti crescere detenuti in lager che di allevamento non hanno nemmeno il nome, in numeri mostruosi e mischiati tutti insieme, trasportati, torturati, mangiati anche vivi, scuoiati e fatti bollire vivi, anche negli stessi mercati, che si aggiungono alle infezioni che possono scaturire da qualsiasi allevamento intensivo, in qualsiasi parte del mondo o negli stessi insediamenti umani fatiscenti e affollati.
I virus esistono, servono anche loro, noi siamo vivi e possiamo fare e dire idiozie, grazie anche ai virtus e ai batteri che convivono in noi e al di fuori di noi, e a tutti gli agenti che rendono il mondo fertile e vivibile per gli organismi, ma l’esagerazione è sempre tossica, l’acqua è indispensabile ma non possiamo ubriacarci di acqua, qualsiasi sostanza VITALE presa in eccesso può uccidere, il modo in cui consideriamo e trattiamo gli animali è altamente TOSSICO oltre che infame e ingiusto, degno di un giudizio e di una punizione universale, poiché siamo tutti colpevoli nelle scelte, nell’azione e nell’indifferenza. Io non mi chiudo nella prospettiva di scampare il pericolo personalmente senza lanciare il mio grido di sdegno con tutto il risentimento che avvelena i mie giorni e i miei sogni. Se non lo facessi, salverei forse il mio corpo, ma non la mia anima, e quella è la cosa peggiore di tutte.

Ennio Romano Forina Gennaio – Marzo 2020 –
L’Anno della caduta dell’Impero Umano – Parte I segue….INKAZZ.jpg

Una Diversa Evoluzione

Inizio da qui un lungo viaggio a tappe nei sentieri della mente e della riflessione profonda, come un investigatore che percorre le scene di molti delitti compiuti dalla presunzione umana che da sempre ha tentato di nascondere la sue responsabilità per i danni compiuti con i pretesti più assurdi e falsi di molte  religioni.

Mi scuso in anticipo con chi mi segue, per i testi che pubblicherò, concepiti come semplici note di viaggio, poco curate, anche a causa dei terribili tempi che stiamo attraversando.

Appunto, “Note di un viaggiatore della mente”, che per anni ha dedicato tutto il tempo possibile raccogliendo indizi ovunque, per conquistare non la Verità assoluta ma elementi, parti di verità da utilizzare come punti di riferimento nel lungo infinito cammino della conoscenza dell’origine di tutto quanto è e vive . Fuori dei pretestuosi schemi e architetture fittizie di tante religioni, filosofie e stadi di conoscenze scientifiche stabilite come assolute, a volte con caratteristiche di veri e propri dogmi o quantomeno assiomi accettati senza poter essere verificati ma convenienti spesso a confortare la mente umana nei suoi limiti.

Ennio Romano Forina 

 

PIRAMIDI E ALTRE MERAVIGLIE

Sì, la storia della civilizzazione del genere umano è costellata da opere straordinarie e mirabili, che richiedevano l’impiego di intelligenti soluzioni, ma il cui scopo e ragioni erano decisamente stupide.

Molta intelligenza impiegata e sprecata per idee senza senso o addirittura perverse e malefiche.

Farò alcuni esempi- Tutti lodano le piramidi cercando di trovare in quelle forme geometriche così perfette e nelle dimensioni, nella capacità di essere stati in grado di costruire simili edifici, l’esempio dell’intelligenza umana nelle più antiche civiltà. Egiziani, Assiro Babilonesi, e numerosi altri esempi riscontrabili in popoli diversi collocati su continenti diversi, hanno suscitato la fantasia e le congetture più bizzarre o più affascinanti, come il possibile intervento di esseri alieni che avrebbero, visitando il pianeta in un tempo lontano, influito sui preistorici umani consegnando loro le chiavi di una intelligenza superiore e la capacità di sfruttare meglio i loro cervelli.

Un esempio emblematico di queste attitudini di pensiero lo abbiamo trovato nel film 2001 Odissea nello spazio, così tanto lodato e che personalmente ho trovato assolutamente mediocre e persino mistificante.

L’idea che la specie umana abbia sviluppato un tipo di intelligenza “superiore” per l’intervento di un monolito alieno che avrebbe acceso la scintilla di altre intelligenze cosmiche già evolute, non è soltanto ridicola ma nemmeno originale.Derivata da concezioni bibliche analoghe a quelle di tutte le religioni.

Niente altro che la replica in chiave moderna tecnologica del fuoco divino che ha plasmato l’uomo  privilegiandolo di una intelligenza superiore, per chissà quali meriti e quali fini. Perché mai poi solo l’umanoide erectus simile in tutto agli altri animali, avrebbe meritato di acquisire un ruolo speciale nell’ambito del mondo vivente? Perché non tutti allora? È semplice, il film non fa altro che riportare la concezione mitica biblica della predilezione del creatore per la sua opera ultima che tra l’altro, si è dimostrata la meno riuscita e la più distruttiva se volessimo fare una constatazione di fatto ,specie alla luce degli avvenimenti di tutti i millenni, di tutti i secoli, fino all’attuale era.

Io penso che la spiegazione della indubbia bellezza delle piramidi non sia da cercare nell’intelligenza degli architetti umani del tempo, ma nel seguire le condizioni fisiche che la natura dettava e detta e mi spiego: l’ambizioso progetto di costruire una tomba per uno singolo, stupido soggetto, venerato come un dio ma che non era capace di costruirsela da solo, alla ricerca di una impossibile immortalità organica, era dettata da considerazioni di fatto, solo in questo la scintilla del genio si era accesa nella mente degli architetti, la consapevolezza che se si volevano costruire edifici tanto grandi e pesanti questi non potevano che avere QUELLA forma. Non avrebbero mai potuto costruire un cubo di pietra di quelle dimensioni nemmeno sacrificando il triplo di esistenze di animali e schiavi e sarebbe difficile persino oggi, nonostante tutte le energie meccaniche e materiali nuovi di cui disponiamo. Quindi qual’è la logica conclusione di questa mia riflessione se non il fatto che la ragione stupida della costruzione di una tomba immensa, che non serviva assolutamente a nulla è che le piramidi non sono state costruite dall’intelligenza umana, ma che l’intelligenza umana non ha fatto altro che rendersi conto delle possibilità che “l’intelligenza cosmica” concedeva per realizzare simili costruzioni, in pratica, non gli umani, ma la Natura stessa ha progettato quella forma così come progetta e realizza un infinito numero di opere e gli architetti non hanno fatto altro che seguire le indicazioni e i limiti del progetto scritte nelle leggi della fisica naturale.

Nulla di diverso di quanto fanno anche altre specie viventi, Api, Termiti, Formiche, Castori, tutte le piante che progettano una infinità di soluzioni assecondando le indicazioni che provengono dalle armonie cosmiche che loro sanno decifrare e usare in molti casi molto più di noi. Porterò ulteriori evidenze di quanto affermo tese a sostenere la mia idea che l’intelligenza umana non ha nulla di particolare e di eccezionale ma che ha avuto fortuitamente delle possibilità di esprimersi diversamente, una diversa evoluzione ma non per merito ma per condizione.

Questo concetto e molti altri esempi della dicotomia fra intelligenza motivata dalla stupidità, e quella originale creativa, dovrebbe farci riconsiderare tutta l’ammirazione che poniamo per moltissime altre realizzazioni e  opere umane, a meno che non si voglia attribuire alle piramidi la stessa ammirazione e meraviglia che poniamo ammirando i cristalli o la magnificenza delle montagne. Partirò da qui per un viaggio nell’evoluzione umana rivista in un modo credo del tutto nuovo, stanco come sono di sentire gli stessi stereotipi ereditati, inculcati che fanno parte del debole pensiero comune, anche di quello di un mondo scientifico ancorato ai risultati fin qui raggiunti come fossero dogmi di una religione ottusa che cerca e costruisce risposte artefatte comprensibili e facili per convalidare la presunta superiorità del genio umano che ha portato a compiere così tanti progressi e altrettanti delitti, verso il mondo vivente e verso sé stesso.

Ennio Romano Forina

Il Tocco di Mida

Bene, tutti alla ricerca del “caso” zero, ma molto meno interessati alla “causa” zero, come se non fosse importante risalire all’origine dalle condizioni che hanno favorito lo sviluppo di questo nuovo ceppo virale, in grado di compiere il salto fatale da specie a specie. Questo è il problema maggiore della società umana globale: il pensiero debole e la visione corta, o nessuna visione del tutto.
Eppure, adesso ci danno i consigli migliori, ora che l’epidemia è in pieno corso e bisogna chiedere un finanziamento per comprare un paio di bottigliette di disinfettante e due mascherine, ma tant’è un pochino di sana e moderata prudenza non sarebbe stata superflua sapendo che questo pianetino, piccolo piccolo e così sovraffollato nel Cosmo, tutto viaggia e si trasferisce da un continente all’altro, trasportato dai venti, dalle correnti marine dalle nubi e infine da noi.
Abbiamo visto la “nuvoletta” radioattiva di Chernobyl invadere tutta l’Europa e oltre, era una minaccia invisibile, non potevamo accorgercene, ma il bagno di radiazioni ce lo siamo fatti tutti, alcuni anche nel grembo delle loro madri, anche lì c’era un evidente rischio potenziale, una causa “zero” del disastro nucleare che rappresenta ancora e per molti anni a venire una minaccia, tuttavia ignorata dalla maggior parte delle nazioni, visto che le centrali nucleari si continuano a costruire e le scorie non si sa bene dove finiscano.
La Cina, mi risulta ne ha molte di centrali nucleari e quante ce ne sono nel mondo intero? Visto che ne basta una fuori controllo per inguaiare mezzo mondo? Fino a che non succederà ancora. Fino alla prossima volta.

Ma ora finalmente, abbiamo degli input seri, ponderati ed efficaci, prima no, non si poteva allarmare, era meglio non parlarne. Eppure io sono convinto che se ci fossimo allarmati un po’ prima, non ci saremmo allarmati così tanto adesso. Tra l’altro nell’altalena dei “stiamo sereni, ma preoccupiamoci” sublime ossimoro della classe “dirigibile” italiana, si evidenziano delle contraddizioni, ad esempio, dicono che le mascherine servono solo per chi è già contagiato e per non infettare chi non lo è…strano, perché al tempo stesso è stato anche rilevato il fatto che questo virus si possa trasmettere lo stesso nel periodo di incubazione anche se i sintomi nel soggetto infetto non sono ancora del tutto o in parte manifesti, e se è così, la logica conclusione sarebbe che mascherina serve lo stesso eccome anche a chi non ha il virus! Evitare i luoghi affollati, lavarsi spesso le mani con detergenti disinfettanti e uno stato di buona salute, con il sistema immunitario efficiente, tutte cose valide, anche per le influenze stagionali, ma in ritardo, più enfasi dovrebbe essere data a queste informazioni utilissime anche senza l’immanente arrivo di una nuova epidemia, ma prima dell’inizio di una influenza stagionale che tra l’altro include varianti di virus già conosciuti si parla solo di vaccini sempre solo di vaccini. Cerchiamo sempre la soluzione più improbabile e costosa chissà perché. Quando accadde il fenomeno della “mucca pazza” che pazza non era ma era la mucca alimentata dall’umano demente, dopo poco tempo misero a punto un vaccino per neutralizzare la malattia che ne derivava dal consumare le carni dei poveri animali. Un vaccino? Non sarebbe stato più intelligente riconoscere la perversione e la stupidità della pretesa di alimentare i grandi erbivori con proteine animali e tornare ai vecchi e sicuri foraggi d’erba come prima senza provocare anche i nostri organismi a reazioni imprevedibili.
E non sarebbe meglio ora impiegare le migliori risorse mentali anche per indagare sulla causa, sull’origine di questa variazione, dato che negli ultimi decenni ci siamo trovati in varie occasioni di fronte all’insorgenza di nuovi pericolosissimi virus, volenti e capaci di adattarsi per invadere le cellule di organismi diversi da quelli per loro soliti? Consideriamo alcuni fattori certi: i virus sono esseri viventi, che ci piaccia o no, si comportano intelligentemente e sono in grado di sfruttare le situazioni per loro più vantaggiose.

Il virus del raffreddore è antico e ci colpisce da tempo immemore, perciò è diventato benevolo, poiché in effetti qualsiasi virus non ha nessun interesse a uccidere il proprio ospite, ma cerca solo un terreno fertile di cellule vive non morte, per potersi replicare il più possibile, come del resto fanno tutte le forme viventi noi compresi.
Il virus da raffreddore può dare disagi più o meno seri, in relazione alle condizioni immunitarie del soggetto. I virus passano da un organismo all’altro veicolandosi nell’aria con le microscopiche goccioline emesse con la respirazione e mentre si parla, e sono così capaci di risorse. Lo starnuto non è affatto, secondo me, un sistema che l’organismo raffreddato usa per liberarsi dai virus, ma una reazione che il virus stesso provoca per infettare altri organismi più efficacemente facendosi “sparare” all’esterno a una velocità altissima, quale è quella di uno starnuto, quindi un’azione pianificata e voluta.

Ciò detto, vorrei precisare che io sono abituato a fare le mie ricerche secondo processi di indagine intuitivi mettendo insieme le varie informazioni ed evidenze pere poi sintetizzarle in un processo logico e mi chiedo, se a noi per contenere la diffusione e il contagio di una epidemia indicano di lavare spesso e bene le mani, disinfettare, evitare assembramenti, coprirsi il naso e la bocca, se si starnutisce o si hanno colpi di tosse restare ad una certa distanza di sicurezza da altre persone, e mantenere in gran forma il nostro sistema immunitario, questo vuol dire che, in assenza di queste condizioni, un virus vecchio o nuovo che sia fa la bella vita e tutti i suoi comodi nell’animale umano, ma questo non accade negli allevamenti intensivi e nella maggior parte di allevamenti di tutto il mondo, per cibo e pelli per miliardi di persone che ogni giorno si nutrono di ogni tipo di animali, che da quanto si evidenzia da filmati elargiti generosamente nel web che ha il pregio di rendere note certe orrende realtà, vengono mangiati anche non cotti e persino vivi.

So che continuerò a rappresentare questa orrenda realtà fino a che questa realtà esiste; polli, suini, bovini, pecore, capre, cani, gatti, oche, pipistrelli, serpenti, topi, insetti e qualunque cosa palpiti di vita, tutti mischiati insieme da vivi e da morti negli allevamenti industriali e nelle fattorie piuttosto che nei cortili domestici addensati, stipati e pressati dalla nascita alla morte, in condizioni igieniche orrende e trasportati in camion, legati e avvolti strettamente in reti come sacchi di patate anche se le patate godono di maggiore spazio dei cani, gatti che si vedono nei video online, dove sono schiacciati fra loro fino a essere scaricati nei mercati dove vengono indifferentemente, suppongo a richiesta venduti vivi, uccisi sul posto o scuoiati vivi bolliti vivi a fuoco lento nei mercati stessi o nei cortili familiari, ma i nostri scienziati, i politici, i media, pensano che a questi poveri animali si lavino le zampe e vengano disinfettati e possano godere di buona salute e che i loro fiati, e umori separati e se starnutiscono possano mettere la zampa davanti alla bocca per evitare di contagiare gli altri sopra e sotto di loro e se un virus presente in un pipistrello vede l’opportunità che modificandosi un pochino come i virus sanno ben fare per trovare altre territori di replicazione, pensano che vogliano rinunciare a simili occasioni?

Virus, batteri e insetti, hanno largamente dimostrato di non essere stupidi, meccanismi di replicazione, esistono da miliardi di anni e non sono affatto nella lista degli esseri viventi in estinzione, abbiamo imparato a difenderci in qualche misura ma vincerli è una illusione e tra l’altro sarebbe anche sbagliato e pericoloso, come è sbagliato e pericoloso modificare i vegetali, creare immense monocolture, clonare gli animali e tutti gli esperimenti e stregonerie che ci piace fare per vedere cosa c’è dentro la vita e come si possa sfruttare più di quanto non la stiamo già sfruttando.
Gli OGM sono un pericolo altrettanto grande del cambiamento climatico. Le bombe nucleari ci hanno finora salvati da una terza guerra mondiale, ma gli OGM, i disinfestanti, le monocolture, potrebbero distruggerci senza nemmeno che ce ne accorgiamo. Ma anche in questo caso il problema è sempre lo stesso, l’avidità del profitto, alleata e complice del delirio di onnipotenza. L’Oro rosso, il sangue degli animali… l’Oro verde, la linfa degli animali vegetali, che possiamo trasformare nell’antico, omnipotente Oro giallo, che non si mangia e non dà vita, ma che ci dà il potere.

I popoli umani globali sono da sempre in conflitto tra loro, si fanno guerre piccole e grandi, guerre combattute con le clave delle armi e guerre con la clava del denaro, si fanno rivoluzioni per e contro qualcuno e non per delle idee benefiche in senso universale. Si gioca al surrogato della guerra chiamandolo sport e divertimento ma in fondo è competizione, una forma di conflittualità mitigata, incruenta ma la sostanza del prevalere, del battere è la stessa della guerra vera. L’impulso barbaro del conflitto pervade l’intera umanità da sempre e si placa solo dopo che ha provocato grandi disastri e massacri ma per poco tempo, è un circolo vizioso che si ripete, ma su due cose tutti i popoli della terra e della storia in culture diverse, sono stati e sono da sempre in accordo, fare la guerra e trattare gli altri animali come schiavi e oggetti senza diritti e in misura e modi diversi sono stati sempre d’accordo anche nel sottomettere le donne alle culture e alle varie mitologie inventate apposta per giustificare in pratica il dominio e l’arbitrio del più forte sul più debole.
Uno stesso destino ha quindi accomunato le specie animali nell’oppressione subita e il genere femminile, proprio perché sia gli animali che le donne, rappresentano la sostanza e l’essenza del mondo vivente. Ho da tempo pensato che la vera ragione per cui l’uomo, cioè il maschio umano, odia e vuole possedere e controllare le donne, non sia solo per soddisfare i suoi impulsi sessuali quando fa comodo, se non in parte, ma per invidia, poiché sia le donne umane che gli animali non si annoiano mai, sostanzialmente la loro natura creativamente immersa nell’essenza dei principi vitali, rende le donne e gli animali esseri che sono semplicemente felici di esistere, e questo genera invidia nell’uomo che in fondo sente di non avere questa certezza e pienezza dell’essere e quindi che a loro sia stata assegnata una posizione di subordine nel processo creativo e generativo, come del resto lo sono tutti i maschi nel mondo animale, che spesso, dopo aver fornito il loro bagaglio genetico alle femmine vengono tranquillamente eliminati ed escono di scena.

Un uomo non può essere creativo come la donna e non può essere felice come gli animali, perché si è distanziato dalla funzione perfetta che le donne sentono nella loro essere madri, mentre gli animali, maschi e femmine, vivono insieme senza artefici di un cervello razionale opportunista e subiscono da sempre la rapina e l’oppressione della schiavitù.

Il Re Mida, aveva ottenuto per gratitudine dal dio Dioniso, il dono di trasformare in oro tutto ciò che toccava e questa è infatti, l’ambizione primaria di una umanità governata in grande prevalenza da uomini che per gelosia, invidia e noia, riempiono i loro vuoti esistenziali rapinando la vita degli animali e schiavizzando e imprigionando le donne in modi più o meno evidenti, più o meno oppressivi. Con questo io non scagiono le donne dal vizio umano del delirio di onnipotenza e dalla crudeltà e indifferenza a loro volta verso gli animali, esempi ne possiamo fare molti, donne cacciatrici e impellicciate che sorridono dei pezzi di cadaveri che indossano come trofei e che non esaltano la loro bellezza e rendono goffo e ridicolo l’aspetto delle meno belle, ma è pur vero che l’amore e l’impulso materno innato le rende più naturalmente sensibili e amorevoli in senso universale, in quanto l’amore materno è un sentimento universale e non potrebbe essere altro. Anche nelle società più illuminate da varie rivoluzioni, che hanno dovuto ammettere una condizione di apparente parità tra uomini e donne, resta sempre un sottofondo di predominio maschio, mentre altrove esiste e si attua un vero e proprio schiavismo e sottomissione del genere femminile.
Sembrerebbe che questa divagazione sulle specie e sui generi, non sia attinente al tema iniziale di questa riflessione, invece lo è, perché ogni nostra azione e credo, alla fine ha sempre un senso e un riflesso universali. Se siamo buoni per scelta, lo saremo sempre e per tutti, se siamo cattivi e crudeli lo saremo sempre e per tutti, chi uccide un animale con quell’atto supera un confine preciso, il confine fra compassione e una diversa dimensione, passando quel confine, dove la compassione finisce comincia la sua capacità e volontà di assassinare, quindi l’inferno.
Se sceglie e vuole possedere, una donna, un animale, delle ricchezze, nella sua mente la “funzione” primaria sarà quella di voler possedere qualsiasi cosa. Ecco perché il tocco di Mida è la metafora della specie umana. Il potente re che non si accontentava di ciò che aveva ma voleva tutto, usando il potere di trasformare in oro tutto quanto toccava, noi facciamo lo stesso, vogliamo sempre di più quello che non ci serve, non è cambiato niente ma non ci accontentiamo come il Mida ingordo vogliamo trasformare in oro tutto quello che ci circonda e così facendo lo uccidiamo come re Mida uccide la sua propria figlia toccandola. Solo che la nostra capacità di trasformare gli elementi e di crearne di nuovi non viene da un dio, viene dalla creatività della vita, che ci ha fornito questi micidiali e onnipotenti attrezzi: le mani.
Per questo diciamo di voler salvare questo “nostro” giocattolo prezioso che non ci appartiene affatto, per la nostra noia , il nostro vuoto e per invidia, non sopportando la felicità che il mondo vivente esprime, mentre noi, specie umana, siamo così miseramente infelici che nel tentativo di costruire un nostro paradiso artificiale uccidiamo quello vero. Ipocrisia! Salvare il mondo per continuare a rapinarlo di vita all’infinito e non per amore. Ma il giocattolo della vita disprezzata, umiliata e uccisa è delicato, non è come i diamanti, non è per sempre, e non è mai stato un dono. Gli uomini vedono tutto come ricchezze da possedere e da divorare, hanno trasformato le donne in “oro” e le hanno uccise nelle loro esistenze e spesso nelle loro vite, uccidono gli animali per la stessa ragione, e uccidono la Vita nella Natura, ma alla fine la Vita non può amare chi non sa amarla e non la rispetta.
Ennio Romano Forina – Gennaio 2020

Amicizia e Amore

L’ amore e l’amicizia sono molto diversi.
L’amicizia è un impulso biologico primitivo per gli animali gregari come noi siamo,
e alla fine diventa sempre un “do ut des”, un’alleanza che richiede una certa misura di reciprocità, considerando la locuzione “ut des”, come qualsiasi cosa,
non necessariamente materiale, ma anche attenzione, considerazione, ricordo.
La formula dell’amore “vero” al contrario, è un semplice “Do” “sine des” che se vi fosse, il sentimento espresso non sarebbe amore vero.
Io non riconosco la condizione “ut des”; ho imparato molto tempo fa anche dagli animali – che non fanno distinzione fra amore e amicizia – che per loro, tra loro e con noi, “ut des” è soltanto accidentale e non come per noi una “conditio sine qua non ” e i loro sentimenti si esprimono con un semplice
“Do – Do”, riflesso ed infinito.
Ed è in questo unico modo che io ho sentito e scelto di relazionare da sempre, sia con loro che con gli individui della mia specie.

L’amicizia incondizionata non può esistere è contro le opportunità biologiche, l’amore vero e un sentimento trascendente, illimitato e universale, non può basarsi sul concetto simbiotico di scambio.
Ennio Romano Forina

Karmavirus e “Umanotteri”

Esiste un limite o una dimensione del Male? Non direi, il Male è tale quando è piccolo o quando è grande, è Male comunque chiunque lo commetta, chiunque lo permetta, chiunque lo tolleri, non ci sono scuse per nessuno, salvo rendersene conto e lottare contro il Male.
Ora, premesso che non esiste e non è mai esistito un popolo che non abbia commesso, permesso, tollerato e persino giustificato il Male, in alcuni paesi la dimensione e la qualità del Male ha raggiunto dei livelli pericolosissimi che possiamo definire la “massa critica” del Male. Eh sì, perché la realizzazione della crudeltà estesa e senza limiti e l’arbitrio manipolativo di moltissime forme di vita, non può che portare a conseguenze nefaste.
Possiamo chiamarlo Karma, ma credo non ci sia bisogno di scomodare le filosofie orientali per capire che se miliardi di individui compiono azioni tanto perverse quanto distruttive verso le forme viventi sconvolgendo tutti gli “equilibri” stabiliti in milioni e milioni di anni, qualche cosa di grave prima o poi accade, semplicemente perché l’intero organismo vivente del pianeta si ammala lasciando altre “infezioni” oltre quella umana, via libera di propagarsi esponenzialmente finché dopo aver a sua volta raggiunto il suo apice distruttivo, venga ristabilito un nuovo equilibrio tra esse e non certo per merito nostro come specie.
Se io, navigando in internet vedo una azione buona, di amicizia e affetto, anche di amore, tra specie diverse, vedo purtroppo migliaia di azioni malvagie tali da far sembrare risibili le pene dell’inferno dantesco, è un dato di fatto, non si tratta di fake news ma di documenti seri filmati, esposti anzi quasi con orgoglio spesso anche dagli stessi autori, talvolta invece occultati dietro le quinte dell’ipocrisia del pensiero debole comune e della non meno colpevole indifferenza.
Ma internet non perdona, è lo specchio del mondo reale, è una rete mostruosa che avvolge il pianeta e lo tiene prigioniero delle sue verità che non si possono negare.
Si può paragonare internet alla macchina dello sviluppo globale: il mondo umano ha costruito sistemi e meccanismi di sussistenza troppo complessi e potenti in un moto ormai inarrestabile. In pratica un realtà senza freni dove vige il principio assoluto dello SVILUPPO a tutti i costi.
Sperare di arrestare questa realtà è una pura illusione. E quindi se sopravviveremo ai disastri che provochiamo, il risultato sarà la costruzione di un mondo dove tutto sarà finto e automatico. Come accade negli organismi costituiti dagli insetti sociali, gli imenotteri, dove gli individui sono come cellule specializzate di un unico animale: l’alveare, perdendo ogni carattere e indipendenza. Quindi, se sopravviveremo saremo come loro, soggetti specializzati a tutti livelli così da diventare parti di meccanismi indispensabili, non persone, ma componenti.
E proprio nell’ambito di questa realtà immanente che ironicamente ho pensato di attribuire alla specie umana la definizione di UMANOTTERI.
Allevamenti intensivi e industriali, macchine tremende che solo delle menti abbiette potrebbero ideare nell’esercizio di una intelligenza sadica…ma ormai siamo tutti coscienti di questo. E poi vedo delle persone – le chiamo persone – perché hanno un aspetto innocuo, che sorridono mentre reggono una fiamma ossidrica puntata sui genitali e orifizi anali di animali, cani, capre, vitelli, qualunque tipo di animale che non ha più il pelame perché è stato scuoiato da vivo e ancora vivo subisce l’ulteriore tortura della fiamma che servirebbe a fargli produrre sostanze ritenute salutari o afrodisiache nell’ambito di convinzioni “culturali”sacre, prima di essere anche bollito vivo e a fuoco lento nei pentoloni. Che se anche fossero valide per i benefici cercati, anche tali demoniache pratiche di tortura rappresentano, se ve ne fosse bisogno, la fine e la sconfitta della mitologica superiorità etica del genere umano.
Non c’è da stupirsi se qualcosa prima o poi si ribella al Male assoluto producendo un altro Male assoluto, che non bada a nulla e non fa sconti e non ha confini, che non conosce compassione e non ha pietà, ma agisce per puro opportunismo, proprio come noi, come queste persone e industrie che per opportunismo bieco, cieco e senza anima, torturano, uccidono e distruggono le esistenze e i corpi di animali innocenti e sensibili.
E che nessuno di questi solerti esponenti dell’opinionismo facile, superficiali rappresentanti del pensiero debole, venga a dirmi che anche da questa parte del mondo facciamo cose orrende. CERTAMENTE!!! Non c’è dubbio alcuno, solo che noi non abbiamo ancora raggiunto la massa critica fisica mentre abbiamo superato e calpestato di gran lunga e da tempo quella etica, ma state tranquilli, il nostro livello di Male sta anch’esso per traboccare o esplodere se preferite e presto vedremo le conseguenze della giustizia -non divina – ma di quella naturale e cosmica, anche se potremmo non avere nemmeno il tempo di accorgercene, dato che, per osmosi, possiamo subire tranquillamente le conseguenze del Male assoluto altrui.
Ennio Romano Forina
– Febbraio 2020 -L’Anno del Karmavirus

Il Virus Dell’Onnipotenza

Qual’è il nemico peggiore della verità fra le seguenti attitudini? La voluta ignoranza, l’indifferenza, la superficialità, la cecità, il pregiudizio, la distorsione delle evidenze, la presunzione? Credo che lo siano tutte e quando tutte agiscono all’unisono la confusione prende il sopravvento e le menti deboli agiscono come soltanto sanno fare, brutalmente e in modi inconsulti.
Fra poco potremmo vedere anche da noi persone che si liberano di cani e gatti gettandoli dai balconi e aumentare gli abbandoni indiscriminati o sparare e tirare di fionda ai pipistrelli per paura che possano trasmettere i virus. Se si continua a imputare agli animali di essere la causa di questo nuovo virus senza toccare le probabili condizioni che hanno permesso a questi virus di svilupparsi, il pensiero comune, (in pratica l’idiozia vigente) semplificherà il concetto in : – Gli animali portano i virus. _ e qualsiasi reazione illogica e nefasta può essere la prevedibile conseguenza. Perché quello che si sente dire è solo la punta dell’iceberg della verità; cioè che questi virus provengono dai pipistrelli e che possono aver transitato in altri animali per poi riuscire ad infettare le cellule umane attraverso quegli adattamenti che virus e batteri nelle giuste condizioni sanno fare benissimo.
Ma come mai si parla di animali e non si parla di “condizioni favorevoli” in cui virus e batteri prosperano e possono fare tutti i loro trasformismi più comodamente?
In tempi di diffusione di influenze, non consigliano forse gli eminenti scienziati i professori e qualsiasi medico di evitare i luoghi affollati e di mantenere un sistema immunitario sano e rafforzato da buone vitamine naturali e nutrienti appropriati? Infatti un efficiente sistema immunitario, un organismo sano e una diluizione nei contatti, oltre ad una igiene accurata, costituiscono un’ottima, se non la migliore delle difese individuali e collettive e un argine contro le malattie infettive in genere.
Ma il fatto è che gli animali chiamati in causa come responsabili di questo dramma, peraltro incombente da tempo nelle sue variazioni, non possono godere di nessuna di queste condizioni ottimali e al contrario subiscono tutte quelle avverse, con i loro corpi martoriati e soffocati a centinaia, nelle gabbie nei camion e nelle reti che li trasportano, assetati, nel loro sangue, negli umori e nei loro escrementi, con i sistemi immunitari già devastati negli allevamenti intensivi, con stress indicibili fisici e psichici, per finire in mercati dove a quanto sembra vengono uccise moltissime specie diverse senza tanto stare attenti se per caso il sangue dei pipistrelli possa mischiarsi con quello dei serpenti o dei cani o dei ratti e di tutti gli altri animali in “commercio”in modo tale che un virus che in una specie è ancora relativament debole, nel trasferimento in un’altra specie possa potenziarsi. Io non accetto dogmi né dalle religioni né dalla scienza, accetto le evidenze e i processi logici. Eppure tutti possono vedere queste cose…in internet ci sono filmati, foto e documentazione di quello che accade agli animali e sono pazzo io che ne vedo così tanti da non poter trattenere lo strazio del dolore atroce e dell’impotenza, per non poter fare nulla contro questa immane carneficina mondiale, contro questo olocausto senza fine che potrebbe essere anche l’origine di effetti collaterali come quelli a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni? Sono pazze le grandi e piccole associazioni e movimenti animalisti che pubblicano questi documenti? Ma se non lo facessero loro lo fanno già abbondantemente gli stessi autori e carnefici che pubblicano orgogliosamente nel web i filmati delle loro prodezze di macelleria, basta scrivere poche sillabe giuste nei browsers e tutta questa orrenda realtà salta fuori a disposizione di chiunque voglia conoscere ammettere la verità e non dare solo briciole di informazioni ovvie dai pulpiti mediatici senza toccare il cuore e le ragioni di un problema, e aggiungo di qualsiasi problema, non solo di questo enorme problema.
Ma tutto questo viene ignorato o giudicato irrilevante visto che non se ne parla, quello che conta per la pubblica informazione è che i virus vengono dagli animali. Come se noi non lo fossimo.
Ed è proprio questo il punto cruciale e la ragione della nostra pervicace e ignobile incapacità di voler capire e saggiamente rispettare limiti ed equilibri non solo quantitativi ma qualitativi al nostro esercizio arbitrario di una crudeltà senza limiti.
Ciò non è possibile perché il termine “uomo” nella mente umana, ( che non mi stanco mai di rilevare come definizione errata poiché sarebbe la femmina la parte primaria ed essenziale di tutte le specie e non il maschio ) non significa “ animale” ma “semidio” ed è da questa illusione e delirio di onnipotenza che derivano la maggior parte di tutte le nefandezze che questa specie compie verso il pianeta, il mondo vivente e verso sé stessa.
Ma il nostro potere è solo apparente e il nostro dominio, senza una visione di saggezza e il giusto rispetto universale è destinato a implodere proprio nella sua dimensione mostruosa e se il mondo falso degli umani non cambierà, il mondo vero universale cambierà noi, e non “se” o “come”, ma solo quando.
Ennio Romano Forina –

T.i A.m.o

Quanto vale un “Ti Amo”?

Due sole semplici parole,

sincere, false?

Dette, scritte, sussurrate, gridate.

Quante volte hai sentito

il suono di queste due parole

e hai creduto che fossero vere?

E se qualcuno te lo giura

stanne certa, non è vero

perché il Ti Amo vero

non è come una promessa

e meno ancora un giuramento,

ma una certezza, qualcosa che succede

come un evento inaspettato

che non si può evitare;

una valanga, una tempesta,

l’eruzione di un vulcano,

o sono solo due parole a caso.

Certo, quello che conta è la sostanza,

le parole son nulla senza i gesti,

che alle parole danno la forza e la ragione,

dedizione, premure e gentilezze,

carezze e abbracci, sì ma non basta,

serve un amore che resiste

ad ogni cosa senza chieder nulla

e sa restare intatto e crescere persino

nonostante tutto,

come un rivo d’acqua che precipita dai monti,

non disperde la sua forza e mentre scorre a valle

è un impetuoso fiume.

Dicevi di non poter dirmi

quello che sentivi di dirmi.

Ma se lo sentivi

vuol dire che lo sapevi e lo pensavi

quelle due parole erano in te comunque,

nascoste, soffocate per ingannar te stessa,

e per tenere a bada la mia convinzione,

ma non perse, sempre vive

sotto le coltri della tua coscienza

e sai che non potevano sparire,

quindi che importa?

 

Pensarlo è come dirlo,

se lo pensi lo hai già detto

a tutto l’Universo.

E anche senza un Ti amo

era amore se mi chiamavi amore

e da me volevi così tanto essere amata.

 

Ti Amo! Per sé vuol dire tutto

e non vuol dire niente.

Si può gridare e si può tacere

ma non è ciò che conta,

se non conosci la sorgente

da cui il – Ti Amo – è scaturito.

Ti Amo se anche tu mi ami è niente.

Ti Amo comunque, perché esisti

quello è tutto.

Ti Amo quando sei bella

e quando non lo sei,

quando sei tenera e desideri i miei baci

e quando sei stanca o ti arrabbi

così per un nonnulla

e se sei impossibile.

Quando sei un’avvincente sfida,

quando sei l’incanto di una fata

e anche quando sei una strega.

Ti Amo se ci sei e se mi vuoi

e Ti Amo quando ti allontani

e se mi odi e mi disprezzi

anche allora Ti Amo.

 

Nel volerti liberare da un legame

che non ti aveva mai legata

ma per darti il calore dell’amore

ed era solo per tenerti stretta.

Era come il filo di Arianna,

se ti fossi persa,

serviva a guidarti nei turbini del cuore

e nei tuoi labirinti della mente.

 

 Ti Amo nelle tue tempeste

e nelle tue calme e pensierose ore

e perché mi lasci nel silenzio

e nella tua confusione.

Ti Amo in una nuvola di nebbia.

Nelle tue contraddizioni,

quando rigiri la frittata

e neghi i sentimenti e le parole dette

ma non accetteresti mai

nemmeno adesso che negassi le mie.

Ti Amo quando sei orgogliosa

e fiera e piena di coraggio,

e Ti Amo ancora più quando hai paura

e nell’anima che trema trovi rifugio

nel mio sicuro abbraccio.

Ti Amo quando vuoi

e poi dici di non volere più,

quando sei sicura e quando non decidi,

Non importa, Ti Amo lo stesso,

anche da lontano,

mi basta pensare che sei vera,

perché non ti ho solo incontrata,

eravamo in una collisione, frammenti

di una stessa stella, una cometa esplosa

che si sono trovati all’incrocio esatto

dello spazio e del tempo

di una diversa dimensione.

Potresti essere su un altro pianeta

o una galassia persino e ti amerei lo stesso.

 

Ti Amo nella tua libertà

anche se ti porta via lontano,

nelle tue fughe repentine

e nelle tue trasformazioni,

nei tuoi giorni e mesi e ore

in ogni singolo momento.

E se anche ora non vuoi più esser vicina,

sai che prima o poi in qualche notte oscura,

nel freddo ostile che spegne dell’anima il calore,

nei temporali di pioggia scrosciante,

o nel vento contrario degli affanni,

nella rabbia dell’incomprensione,

penserai al mio amore che resiste

e ovunque sei attende un tuo richiamo

per venirti in aiuto quando serve

per sollevarti da ogni pena

e darti protezione.

E questo amore così tenace e vero,

ti avvolgerà in un vortice di sensi

che ora neghi nelle tue paure

portandoti al sicuro su quell’Isola

dove due anime naufraghe

erano approdate spinte dai forti venti

e dalle correnti travolgenti

di un incredibile, improvviso amore.

 

Non ti accorgerai nemmeno

nell’anima e nel cuore,

quando lontana dall’isola,

forse vorrai voltarti indietro

al pensiero di quegli attimi sfuggiti

di una realtà possibile respinta,

se dopo l’ebbrezza e il fuoco

di un entusiasmo ed un nuovo incanto,

aprendo il vaso scelto di un’altra vita

che doveva contenere

il perfetto e nuovo tuo destino,

quando non sarai la stessa,

né sarai guardata come prima,

potresti forse accorgerti che in quel vaso

c’era poco o nulla,

solo un mucchio di sabbia

che si raccoglie nelle mani

e scorre fra le dita

e non si tiene che per pochi istanti,

senza lasciar null’altro che briciole di luce.

Solo un amore vuoto e falso.

Allora forse penserai

ai momenti persi ed ai ricordi

di questo inverosimile amore come lo chiamavi

che era vero,  anche se non vissuto,

ma tanto potente da immergere

un’anima nell’altra,

molto più che un semplice contatto

una fusione,

così che staccando le le due anime

una di esse porta via con sé

una parte dell’altra

inesorabilmente.

E quello che sarebbe stato stare insieme

per meno tempo qui ed ora certo,

ma sull’Isola per sempre.

Ora non ti sembra possibile

ma di notte forse quando sarai sola

– perché viene sempre il momento

in cui la solitudine

è la nostra unica compagna migliore –

sentirai vibrare le ali di questo mio Ti Amo

coprire le tue fredde spalle,

e accarezzarti il viso,

sfiorare le tue labbra dolcemente

e cingerti nel tenero tepore di un abbraccio.

Perché l’amore vero

viaggia nel flusso universale della vita

e ti raggiunge ovunque sei.

 

Ti Amo nella tua libertà

ed anche nella mia.

Come vedi non ti inseguo,

non ti cerco ad ogni costo.

Non avrebbe alcun valore

se la Luna non volesse ardentemente

lei stessa danzare con me e con le stelle

e fare un nuovo incanto sul mio cuore.

Ma non ti ho chiesto nulla che non volessi darmi,

ti ho solo trovata ed eri e sei dentro me

e questo basta.

In te vedevo un orizzonte infinito

tu in me un abisso, in cui avevi solo

paura di cadere.

 

Tutto è un divenire dicevi,

quel che sei ora non è la stessa

che eri prima quando così tanto mi chiedevi

di sentire sempre i miei Ti amo.

 

Cambiar te stessa è sempre stato un tuo diritto,

sei sempre stata libera

di cambiare te stessa e direzione,

ma non di cambiar la storia,

né quel che è stato,  per la tua magia oltre alla mia.

Questo non è un tuo diritto

ed è il mio di ricordarla in tutta la sua essenza.

 

Forse non stringerò mai le tue mani

e non berrò mai i tuoi baci,

le mie dita non si smarriranno

nella rossa foresta dei tuoi capelli sciolti,

non stringerò il tuo petto al mio,

avrai qualcun altro insieme a te

per la nuova vita a cui aspiravi,

ma anche dimenticandoti

io ti amerò lo stesso,

e anche se rompendo il tuo stesso incantesimo,

potrai vantarti di aver piantato

i tuoi vessilli d’indaco

nei campi di battaglia che contro me

hai combattuto e vinto

non potrai mai negare

che questo mio amore è rimasto intatto

e da te non può essere sconfitto

e questa, amore mio immenso

è la vittoria alla fine della mia magia

che ha il colore e l’energia del sole

ed è molto più potente della tua.

 

Ogni donna, mi dicono tutte,

vorrebbe essere amata da così tanto amore

e proprio tu che da me lo hai sempre avuto

e lo chiedevi fortemente

quando dicevi che io ero il tuo pensiero felice

ora lo neghi e lo respingi.

 

Un giorno aprirai lo scrigno

dei miei tredici  magici colori,

come quelli di un perduto arcobaleno

per andare dove si cela il vaso d’oro,

ma non puoi sapere se sarà davvero oro

quel che nel vaso brilla alla sua fine.

 

 

 

Eravamo in un vortice d’amore avvinti

e lo sai bene, quando ti ho incontrata.

Uniti da un solo desiderio

in quelle ore eravamo inesorabilmente

in te e in me sommersi.

Era il tuo vento che spirava da ponente

e impetuoso ci legava in un solo abbraccio,

le nostre mani strette da far male,

tu eri fluida e scintillante

come un’onda marina ebbra di Luna,

troppo forte e intenso è stato

quel tocco d’anime e di cuori,

non lo puoi negare,

puoi mentire a te stessa adesso,

ma non a quello che sentivi allora,

è stato vero e quel che è vero resta.

 

Tu sei dell’acqua un segno,

legata al mistico splendore della Luna.

Io nell’anima ho il sole e il fuoco dei suoi raggi

e tu sai che da sempre Sole e Luna

sono uniti da un legame di luce e d’attrazione

 Lui lascia la Luna libera di vagare tutt’intorno,

ma non si dimentica mai di Lei e non l’abbandona.

Ennio Romano Forina / Gennaio, 2020

Alle Donne

Penso a una prova sicura che suggerisco alle donne per sapere se un uomo vi ama davvero e desidera amarvi davvero.
Quando tutto il mondo in cui vivete per lui diventerà pieno di magia, quando sarà attratto non solo da voi ma anche da tutto quello che fate. Quando la strada su cui camminate per lui sarà il Paradiso e quando sentirà voi in tutte le cose che toccate, i vestiti che scegliete di indossare, gli animali che amate, quando il vostro nome nella sua mente risuonerà come una leggenda al mattino e un dolce canto la sera prima di dormire quando da lontano volgerà lo sguardo dell’anima nella vostra direzione per inviare il suo palpito del cuore e il messaggio di essere sempre a voi connesso e se, sopra ogni cosa, non vi lascerà mai piangere da sola e non fuggirà dai vostri momenti oscuri, più che a soddisfarsi facilmente solo nei momenti della vostra allegria e gioia.

Ennio Romano Forina

In “Virus Veritas”

In Natura esistono equilibri che hanno richiesto molti milioni di anni per stabilirsi fra i vari organismi viventi. La stupidità dei governi (e dei popoli) del mondo si evidenzia proprio nella globalizzazione disorganica che ha destabilizzato in breve tempo quei pochi equilibri ancora sani causando uno sfruttamento parossistico ancora più incontrollato in nome del profitto senza limiti e uno spostamento troppo rapido di grandi masse di individui che vivono in ambienti diversi, in condizioni diverse e portano germi e virus diversi. È logico che simili spostamenti possano comunque portare enormi problemi di adattamento e controllo.
Ma i governi del mondo, i politici se ne fregano e/o non capiscono, non sono così preparati e saggi, sono bravi solo nelle alchimie di potere. Le pandemia sono una conseguenza diretta dei nostri eccessi, della nostra prepotenza e della nostra stupidità. Virus, insetti e batteri se la ridono della nostra sedicente intelligenza superiore e sfruttano velocemente tutte le condizioni favorevoli e le opportunità che noi stessi gli diamo. Alla base di tutto c’è il delirio di onnipotenza la verta droga globale che fa credere alla specie umana di essere l’eletta e di avere la licenza di fare quello che vuole.
Non abbiamo il corpo di predatori, ma abbiamo la mente dei predatori più feroci crudeli e spietati mai esistiti e lasciamo sempre più marcire l’anima individuale e collettiva, e i virus sono tra le conseguenze. Oltre al clima, sono cambiate molte cose negli ultimi anni, non abbiamo più boschi e campagne, non abbiamo più primavere, estati e autunni vivibili per le zanzare tigre, anch’esse portatrici di virus e imbattibili specie se ci illudiamo di sconfiggerle con le disinfestazioni occasionali che uccidono gli insetti loro antagonisti.
Il discorso è immenso e riguarda tutta una serie di cose sbagliate e distruttive e si sa che i più grandi disastri sono quasi sempre causati da una serie di errori apparentemente innocui che messi insieme formano la massa critica per il grande disastro.
Con i virus siamo a rischio da anni, ci sono state una serie di vittorie di Pirro e nessun cambiamento nelle attitudini scellerate che li avevano fatti sviluppare e diffondere, derivate dall’allevamento e dalle uccisioni orrifiche di ogni tipo di animale come nei costumi orientali e questa potrebbe essere la resa dei conti naturale inevitabile e se anche questa volta si riuscirà a contenerla, se non cambieremo il perverso modo in cui trattiamo la VITA, tutta la Vita, la prossima sarà quella giusta anche per noi.
I virus non sono cattivi e non sono buoni, ma possono prosperare sui disequilibri causati dalla nostra malvagità.
Il Male è un messaggio mandato nel Cosmo con un indirizzo di ritorno. È il sistema postale cosmico funziona assai bene.
Ennio Romano Forina

Falsi Miti Linguistici

SE NEL LINGUAGGIO PERMANE IL SEME DELL’INGIUSTIZIA…E DELLA FALSITA’
Da molto tempo sostengo
che l’uso del sostantivo maschile “uomo”
per definire la specie e l’intero genere umano,
è incorretto, ingiusto e falso. 
Finora ho preferito usare l’aggettivo “umano”
che però deriva lo stesso da “uomo”,
ma poiché io mi ribello da sempre a tutto ciò
che è ingiusto, incorretto e falso, ho deciso di attuare
un’operazione linguistica rivoluzionaria individuale
per contrastare questa odiosa prevaricazione
maschile sulle donne, ancora oggi costrette a subire
un indebito oltraggio linguistico e sostanziale,
dunque staccando l’ultima sillaba del nome “donna”
che indica il genere femminile
e anteponendola alle prime tre lettere di “umano”
ottenendo il risultato seguente:
NA-UMA = NAUMA : prima “lei”, dopo l’uomo.
D’ora in avanti io userò questo mio neologismo
nel merito e nella forma per designare l’intera specie
e rendere così giustizia alla verità biologica
ma sopratutto al genere femminile,
privato del suo primato esistenziale

dato che la femmina è l’origine e l’essenza di tutte le specie da sempre.
Chi vuole può continuare a conservare i propri miti e falsità.

Ennio Romano Forina

A Global Mankind Shame

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E mentre tutta l’Australia con i suoi animali bruciava, il resto del mondo incurante incendiava i cieli e spaccava il cuore di moltissimi uccelli e altri animali costretti a vivere troppo vicino ai loro umani distruttori con i fuochi di artificio e le esplosioni della festa del nulla.

And while Australia with all the animals was burning, the rest of the world unconcerned, was setting fire the skies breaking the heart of myriad of birds and other animals forced to live near their human destroyers by the explosions of  fireworks celebrating the festival of the nothing.

Tra la Luna e il Sole

Ho navigato altre volte in questo mare
in tramonti di mistica luce.
Altre volte sono approdato su spiagge
di nostalgiche maree pervase.
Quando il sole incendia il mare all’orizzonte
e la vanitosa Luna fa la sua comparsa
traendo a sé le onde per specchiarsi in esse
e si esibisce nella sua veste di luce avvolta,
nel corteggiamento di poeti e amanti
che lusingano di versi e lodi la sua bellezza.

Gli orizzonti diversi dividono gli amanti
la Luna invece unisce il loro sguardo e i cuori
anche se son lontani
perché essi non vedono orizzonti uguali
ma possono guardar la stessa Luna
e a lei sola affidare i pensieri e i palpiti 
anche se il suo umore cambia sempre
e dispettosa non si fa vedere
quando alle volte si gira di lato
mostrando solo un piccolo sorriso di luce
o quando si nasconde e non sai dove si trova
ma prima o poi riappare nella scena
in tutto il suo candido splendore
perché lei è sempre la stessa Luna
scrigno dei sogni più profondi e veri.

Stasera ho toccato queste onde
bagnate di Luna per te
perché non potevo toccare le tue mani.
Ho abbracciato il vento marino per te
perché non potevo abbracciare te.
Ho bagnato le mie labbra di sapore salmastro
perché non potevo sfiorare le tue.
Ho guardato il sole immergersi nel mare
perché i miei occhi
non potevano immergersi nei tuoi.

Mi sono sdraiato sulla spiaggia
immaginando di averti al mio fianco.
Ho raccolto nell’acqua un piccolo sasso
levigato dalle correnti
sul quale ho scritto parole invisibili
e l’ho lanciato sulla superficie del mare
verso il tuo lontano mare
sperando che vincesse onde e venti contrari
perché tu lo raccogliessi
per leggere tutti gli infiniti versi
che il cuore stesso aveva in esso inciso.

Ho raccolto una conchiglia deserta
con dentro il sospiro delle onde che ami
per offrirla all’amata ferita e fiera
irreale e lontana eppur vera
ma nelle onde della mia anima riflessa
ti avvicinavi e ti allontanavi
come una timida e incerta risacca
che teme troppo di fermarsi sulla sabbia,
poi subito si ritrae nella fuga veloce
solo lambendo la deserta spiaggia del mio cuore
e subito dopo, avvolta in una danza sensuale
torna ad unirsi alle sue onde sorelle.

Forse allora avevo sentito il tuo richiamo
mentre mi dirigevo verso la mia isola
e invece inaspettatamente ero approdato alla tua
trascinato da una misteriosa corrente.
Ma i nostri orizzonti erano a distanze diverse
il tuo più lontano del mio e mi chiedevo se anche tu
dopo esserti in me immersa avresti voluto
almeno per un tratto insieme navigare
anche se credo che su una diversa nave
in un mare e in uno spazio diversi
due anime naufraghe vagando tra i flutti del tempo
si erano già collise e fuse inevitabilmente
unendo tutti i loro sogni e aspirazioni
e avevano iniziato un viaggio l’una nell’altra avvinta
come fossero sì smarrite ma non perse
per proseguire verso altre sicure promesse
ed orizzonti meravigliosi e sconosciuti.

Sì ho navigato senza paura altre volte
in questo aspro, dolce e sterminato mare
ed è vero, ho trovato molte tempeste da dimenticare
ma anche inesauribili tesori da spendere.

Ennio Romano Forina

Today I touched the waves for you,
‘cause I couldn’t touch you.
I hugged the wind for you,
for I couldn’t hug you.
I wet my lips with briny taste,
because I couldn’t lightly brush yours.
I saw the sun dive in the sea,
for my eyes couldn’t dive in yours.
I laid on the beach,
thinking you were on my side.
I picked up a pebble, sanded by the Sea
then I wrote invisible words on it
and I threw it on the water’s surface,
towards your far away island,
hoping would overcome
the hard waves and contrary winds
I picked up a small deserted shell,
with the voice of the sea that you love,
to offer you sweet Muse, hurt and proud
so unreal and far but still true,
reflected in the waves of my soul,
you came closer and moved back,
just like a shy and uncertain riptide,
who’s too scared to stay
and fast turns back away…

Vedono quello che noi soltanto guardiamo

Un mondo senza animali sarebbe come un cielo notturno senza stelle, senza di loro non avremmo più la dimensione della vita e dell’Universo. I nostri sensi si spegnerebbero e saremmo tutti cechi e sordi, prigionieri in una crisalide oscura piena di illusioni e mostri e destinata a non schiudersi mai. E questa è la condizione di chi prova piacere a uccidere gli animali e ad ignorare le stelle. Eppure, invece di ammirare la Vita e contemplare le stelle, il genere umano continua a distruggere il mondo vivente e pensa alle stelle solo per conquistarle.
Sappiamo solo fare calcoli di profitto e di possesso. Pensiamo di essere così onniscienti da poter spiegare l’Universo con una formula matematica, e usiamo la scienza come uno strumento di dominio sulla vita e sugli antagonisti e non di saggezza.
I cuori degli animali palpitano anche per noi ma non li sentiamo. Le stelle brillano anche per noi ma non impariamo nulla dalla loro luce.
Ennio Romano Forina

Perché Amo e non per…

Nulla indietro.jpg

A tutte le donne con ferite d’amore.
Se qualcuno corteggiandovi vi dice
che voi siete diventate speciali e importanti per lui,
non credete che quello sia amore, 
se siete importanti vuol dire che riempite
un “suo” bisogno o un vuoto della “sua” anima,
che prima o poi si rivelerà deludendovi
e che non si preoccupa davvero di voi ma di sé stesso.
Al contrario,
è colui che ama davvero, che deve essere importante
per la donna che dice di amare,
per donare tutto quello che ha, per non lasciarla mai
se lei vuole, senza la sua cura e dedizione
e senza aspettare nulla in ritorno.

Ennio Romano Forina

L’Amante Segreta

L’Amante Segreta
 
Una segreta amante
torna a trovarmi quando sono immerso
nella densa nebbia del silenzio
che i miei pensieri e le parole
non possono attraversare.
Un’amante libera e leale
che a volte si allontana ma non mi lascia mai
e sa quando tornare a stringer la mia mano.
 
Un’amante che riempie i miei giorni
e mi incoraggia in tutto quel che devo fare,
che di notte dolcemente si sdraia al mio fianco
avvolgendo il mio petto nel suo abbraccio
mi accarezza la fronte e rasserena la mia mente
e versa l’oblio del sonno sul mio sguardo.
 
Lei mi resta accanto, per darmi tutto il suo calore
e il conforto senza dir nulla
mentre attenta ascolta i miei pensieri,
e quando il sonno prende il sopravvento
veglia su me per allontanare
tutti i miei sogni tormentati.
E la mattina al risveglio non svanisce
ma la trovo sempre accanto a me
a sfidare fieramente un nuovo giorno
seguendomi in tutti i miei gesti,
mi parla sicura, e mi ricorda di volgermi
verso i potenti raggi di quel sole
che sa risvegliare tutto ciò che vive
e con voce suadente, decisa, mai gridando
mi invita a riprendere il cammino
con lei sempre al mio fianco
noi due, ineluttabili, inseparabili, invincibili.
 
Lei sola sa mostrarmi tutto ciò che è vero
è consapevole e conosce tutte, ad una ad una
le mie ferite e le magiche pozioni per guarirle
è lei che mi ricorda che se, nel silenzio
le parole e i pensieri non hanno più una direzione
l’amore invece trova sempre la sua certa via
attraverso la più fitta nebbia e non si perde mai.
Lei non cambia mai idea, è leale ed è sincera
ama la mia libertà e per me trova tutti i sentieri
aumenta i sensi e fa sognare ma non illude mai.
Lei apre gli impossibili orizzonti e non li occlude,
non disprezza, non invidia e non è gelosa
e nelle tempeste lascia la mia mano
stringere altre mani per tirarle a riva.
 
Un’amante limpida come acqua sorgiva
come l’aria tersa di pioggia dopo un temporale
in lei posso trovare il coraggio che serve
per superare le più aspre e avverse condizioni.
 
Via dalla folla, dai cuori fiacchi e le confuse menti,
dalla foschia densa e dalla nebbia,
dove vagano liberi i deformi fantasmi
che la paura genera da sempre,
ma non lei, che invece mi ricorda,
che quando hai veramente amato
nulla meno che amore si può solo dare,
perché l’amore genera altro amore
che spende sé stesso all’infinito,
l’inestinguibile energia propulsiva
più potente di tutto l’Universo.
 
Lei non non traccia mai confini,
non detta condizioni,
non alza barriere di paura
e non offende i sogni.
È lei l’orizzonte dove anche il Tempo,
nell’immenso vortice d’Amore è trascinato
dove tutto si perde, si consuma e si ricrea,
ed è così che se si vuole amar davvero
si deve al tempo stesso perdersi nell’Amore
ma nell’Amore ritrovar se stessi.
Perché l’amore vero è quell’orizzonte
dove l’alba e il tramonto
succedono insieme senza una scansione.
È lei, che sicura m’ama e mi sostiene,
quando l’anima per poco si allontana e perde
nel deserto di parole e sentimenti coraggiosi e veri,
in questo mondo senza sogni e direzione,
dove l’Amore fa paura più del dolore stesso,
lei infine mi raggiunge e nel suo calore mi avvolge
per risanar dell’anima, del cuore e della mente
tutte le ferite e mi circonda di sé,
come il mare circonda un’isola e l’abbraccia,
la protegge e la nutre di preziosa vita.
Solitudine. È questo il nome
della mia segreta e perfetta amante,
che quando sono stanco di lottare,
mi guida oltre le nebbie tenendomi per mano,
per ritrovar del Sole di giorno gli splendenti raggi,
mentre nel silenzio dolce della notte,
per me diventa fremito di stelle
e di Luna, luminosa e chiara Luce.
 
Ennio Romano Forina

Gratitudine d’Amore

Lo devo a te Amore

Se il cielo si tinge di più intensi colori

Se le pallide albe divengono radiose

Se i tramonti non si spengono senza stupore

Lo devo a Te se il sorriso delle stelle

affacciate nel cielo veglia i miei sonni

e se la Luna non si copre di veli

sollevando alte le onde dei miei pensieri.

Lo devo alla luce tuoi occhi e al tuo sorriso

se i giorni sono più luminosi e splendenti

se il vento forte è come una carezza

se più inebriante e più ricco

è il profumo e il colore dei fiori 

e se anche il melodioso canto degli uccelli

pervade l’aria come una sinfonia.

Lo devo a Te, se posso contemplare

il tuo volto che emerge luminoso

dal vortice dei tuoi disciolti capelli

così come i raggi del sole aprono un varco

attraverso la più scura tempesta

e di viva luce irradiano la terra.

Lo devo a Te, se la notte si riempie di magia

perché sei in ciò che dei miei sogni è vero

Lo devo a Te, se il mio sguardo

raggiunge e supera gli orizzonti più lontani

e se immaginando di tenere stretta la tua mano

il mio cammino ha una più certa direzione

e se sento nell’andare avanti

due cuori palpitare nel mio petto.

Sei tu la sorgente limpida e chiara

del fiume, ora calmo ora impetuoso, di sensi

che scorre e pervade la mia anima

come l’acqua percorre la terra e la vivifica

così tu ravvivi la vita che è già in me

e mi lascio quindi da Te solcare

ma nel mio forte abbraccio avvinta

come la terra catturata  nell’acqua si confonde 

e l’acqua si fonde con la terra che cattura

così che di preziosi elementi

ambedue divengono più ricche.

Lo devo a Te, se anche la mia libertà

amandoti diviene ancor più libera

perché non c’è vero amore senza libertà

né libertà vera senza profondo e vero amore.

Per questo, mille e mille volte mille, ti dirò amore…

che Ti sono grato di poterti amare.

Ennio Romano Forina

Vegan Poem – Part 1

The Good feeds itself with Truth
Evil thrives within the Lie.
Il Bene si nutre di Verità,
Il Male prospera nella menzogna.
Ho visto il sole diventare nero
per tutte le creature torturate e uccise
nei luoghi infami del dolore e della morte
un sole nero senza calore e senza luce.
Ho visto le più scure nubi
dell’indifferenza addensarsi
sopra il bugiardo mondo degli umani
per nasconder la vergogna dell’orrore .
Ho visto la gioia fugace della nascita
mutarsi subito in disperato dolore
dei nuovi nati anelanti nutrimento e amore
strappati brutalmente alle mammelle.
Ho visto l’invisibile legame
tra una madre e un figlio reciso
nell’aria fetida di camere di morte
da cieche mani brutali.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Ho visto il sangue uscire
dagli squarci di ferite crudeli.
e l’inutile lotta per l’impossibile fuga.
Ho visto orchi spezzare colli e crani
di animali indifesi e innocenti
con gli occhi densi di stupito terrore
che gridavano solo pietà
con urla soffocate nella gola
per chiedere la salvezza negata.
Ho visto le anime sensibili degli esseri viventi
ignorate e diventate con disprezzo cose
uccise nell’anima, nel cuore e nella mente
uccise due, tre, più volte
prima che i loro corpi fossero spezzati.
Tutti possono vedere queste cose
ma gli occhi umani guardano soltanto
quello che vogliono vedere.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Un animale vuol dire occhi, polmoni,
bocca e un cuore palpitante di emozioni,
vuol dire tenero amore di una madre,
vuol dire ricordo ed affezione
e vuol dire anima e vuol dire verità.
Vediamo in loro tutte queste cose
che non si possono negare
ma la compassione nasce solo da un’anima
e soltanto un’anima sana la può generare
come il seme nasce e germoglia nella fertile terra.
La compassione è lo sguardo dell’anima
e un’anima senza compassione
è cieca e spenta, solo una pianta morta.
Compassione e anima sono un’anima sola,
non esiste un’ anima senza compassione,
e non c’è compassione senza un’anima.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Nessuno ha una vera buona ragione
per rubare una vita che non gli appartiene,
noi tutti siamo tutto per l’amore di una madre
lo stesso che genera quelli che uccidiamo
siamo i doni di questo materno amore universale
che per noi resta intatto e non spezzato.
Siamo vivi, possiamo al cielo e al sole
volger lo sguardo e respirar nel vento
pensare, parlare, amare, ridere
o star senza far niente,
per quell’amore che ci è stato regalato
e non vorremmo mai che a noi
fosse brutalmente tolto lo stesso amore
strappandolo dal seno di una madre.
Non serve chiedere compassione
serve liberare il cielo da ogni falsità
perché solo quando la verità è vittoriosa
anche la giustizia vince nella libertà.
Ma gli animali non saranno mai liberi
se non saremo noi stessi infine liberati
da ogni nostra ipocrita e distorta convinzione,
senza la verità non si può esser liberi,
e quel che è vero è che l’umano
ha ancora adesso come un lontano tempo
un organismo adatto per nutrirsi
di frutti, bacche, semi, noci, radici ma non carne,
ma la mente deformata dal dominio
vuole avere tutto nelle nostre mani,
le armi più micidiali e distruttive mai create
che sono pregne del veleno dell’onnipotenza
che da sempre la mente umana inebria,
rendendola la mente predatrice
più spietata e crudele mai esistita.
Nessuno è libero dentro la menzogna
e nessuno può essere innocente
se sceglie la menzogna alla verità.
Per liberare gli altri animali
si deve dunque prima liberar la Verità.
Non siamo carnivori,
ma siamo predatori e questo è vero,
zanne e artigli tremendi si sono formati
nel vuoto di quest’anima persa e nelle nostre menti
dove alloggiano tutti ad uno ad uno
i piani e i livelli orrendi dell’inferno
sempre nuovi e perversi e più crudeli
che per gli animali abbiamo costruito.
Mai come ora essi sono vittime designate
del predatore umano che mentre conquista
nuove ambiziose mete di tecnologia e scienza
lascia la sua anima sempre più marcire
nelle grandi e piccole industrie e nelle fattorie,
della strage e della morte sparse
in tutto questo mondo senza amore,
negli allevamenti che spianano foreste ed esistenze
dove le immagini di brutali torture ed uccisioni
sono ormai nelle menti eternamente impresse,
anche di chi ignobilmente ne rifiuta l’esistenza.
Ma anche se la mente ottusa può nascondere
e confondere tutto quel che vede
l’anima non può evitare ciò che è vero
e non ha le stesse scuse della mente.
Che gli animali siano vivi a noi basta
per essere a loro fraternamente avvinti
e restituire la vita tolta è la nostra vera direzione,
e questa amiche e amici è più che una promessa.
Li faremo uscire dalle gabbie atroci
di freddo metallo sporco di sangue ed escrementi
solo quando apriremo le prigioni dell’indifferenza
che rinchiudono le menti umane e i cuori
che muoiono in gabbie infami uguali
a quelle che per tutti gli esseri viventi
hanno voluto costruire.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Non c’è anima vera che non abbia compassione
e se la compassione manca anche l’anima manca
quindi è inutile chiedere compassione
sapere e credere questo è la rivoluzione.
Solo liberando il cielo da tutto ciò che è falso
e guardando tutti dentro noi salveremo
le vite uccise e depredate della carne
nel riflesso delle umane anime spente
ancora incapaci di sentire, capire che
quelle gabbie sono in noi, perciò son vere
e sono state fatte da menti umane abbiette
che osano chiamare prodotto ciò che è Vita
dietro l’ipocrita cortina che nasconde l’orrore.
Siamo tutti colpevoli per essere umani
per quel che gli umani han fatto e stan facendo.
C’é uno spazio vuoto dove forse una volta
c’era un’anima umana pura
come pura era l’anima innocente
di tutti gli altri animali che abbiamo rinchiuso
nei gironi d’inferno esiste e resta viva
mentre la nostra nella viltà muore.
Nemmeno il più feroce predatore
ha mai allevato le sue prede
per venderle ad altri predatori
e vivere nel lusso ricavato
dal loro sangue e morte atroce
ma tutto quello che ormai si deve fare
per metter fine all’olocausto
per fermare questa ingiustizia immane
è di restituire agli animali
la luce del sole che gli abbiamo tolto
restituendo anche alla verità il suo splendore.
L’amore di una madre è lo stesso in ogni specie
è un ‘unica energia che non si può negare.
Chi osa pensare che una vita
sia diversa da un’altra vita?
La vita è solo vita, la morte è solo morte
quella che c’è fuori di noi, qualunque forma abbia,
è la stessa delle parti di vita che sono dentro noi.
In quale angolo dell’universo
c’è una legge che dice questo è giusto
che non sia stata scritta da noi?
Quale dio l’avrebbe mai dettata
se ogni popolo e ogni uomo uccide
perché un dio a lui soltanto parla
mentre da solo sta parlando come un folle.
Gli dei e le menzogne sono sempre
dalla parte di chi tutti e due inventa.
Agli animali abbiamo tolto il sole vero
e da noi hanno avuto un sole nero e senza luce:
le fioche lampade spettrali degli allevamenti .
Dove c’è il sole nero c’è il terrore e c’è la morte
e sono luoghi pieni d’odio e di rancore,
mangiar carne vuol dire anche questo
nutrirsi di odio e di rancore.
Perché chiunque odierebbe chi lo uccide
chi pensa che gli animali non possano
provare odio né rancore sbaglia assai
loro son puri, ma la morte violenta è velenosa
e questo veleno puro e giusto si riversa nella carne
il terrore, la sofferenza della tortura e della morte.
Ed è quello infatti che nella carne resta.
il veleno di una morte ingiusta.
C’è una formula nel Cosmo
che non si può evitare:
Il Cosmo intero è amore ed armonia
armonia vuol dire carezza e compassione
l’armonia si nutre di energia d’amore
e la Natura ha trovato molte altre vie migliori
di sopravvivenza valide e incruente,
noi le chiamiamo forme di simbiosi;
sono l’evoluzione, il futuro ideale
per tutti gli esseri viventi,
mangiar carne fa andare in senso inverso
indietro nel buio dei primordi.
Ma io voglio nutrirmi di gioia e di sole
e non di oscurità, dolore e morte
nutrirmi dei frutti della terra
e non del veleno del terrore
nutrirmi di cibo regalato e non di cibo rapinato
nutrirmi di nettare dell’anima di vita
che cresce respira al sole e all’aria aperta.
Questo è l’orgoglio e la ragione d’essere vegani.
Cogliere una mela è un atto gentile 
voluto dalla pianta che offre i frutti
in cambio di un semplice trasporto dei suoi semi.
Chi mangia un animale è un uccisore di vita
chi mangia un frutto è un propagatore di vita;
un grande passo nell’evoluzione.
Sgozzare un animale è la rapina
di una vita che non ci appartiene
che non è una cosa, non è una pietra, un sasso
non è sabbia o fango e non è oro.
Oro rosso d’innocente sangue sparso.
Come non sentire le grida di dolore
come non vedere quegli occhi sgranati
e umidi di pianto e quegli sguardi colmi di terrore,
come non immaginare di trovar sé stessi
nati in una gabbia e per sempre non veder la luce
e non sentire il calore di una madre
il dolore che una madre prova a partorir dei figli 
senza la gioia di poterli accogliere
al suo seno ed alle sue mammelle
senza potersi muovere per tutta un’esistenza breve.
Tutti gli esseri viventi hanno una madre
che li ama in più modi diversi
e non esiste vita che non sia vita
d’amor materno generata
e chi la uccide, uccide quello stesso amore
che la sua propria vita ha generato.
Come si chiama un agnello?
si chiama figlio, figlio di una madre
o si pensa che sia il “prodotto” di una madre?
E quando si sgozza un agnello per far festa
cosa pensiamo è solo un animale?
Chi siamo noi, di cosa siamo fatti?
siamo forse divini, fatti di eterea energia?
I capezzoli che le nostre bocche hanno succhiato
erano gli stessi di quelli di tutte le altre madri
e se qualcuno avesse strappato noi allora
da quel nettare vitale del seno
e dal dolce amore di una madre?
Madre non è un nome, ma è un’essenza.
Vegani non è solo una parola
vuol dire anime che hanno compassione
che credono nella resilienza e nella restituzione
di libertà a tutti gli altri esseri viventi.
Ed essere vegani non vuol dire solo compassione
ma soddisfare fame e sete di giustizia,
e restituire al sole nero e a tutti gli animali
la splendente luce del dono della Vita,
della libertà rapita che da sempre gli appartiene
e del diritto sacro all’universale Amore.
Ennio Romano Forina
There’s an empty space
were once there was a soul
inside the human race.
The Good feeds itself with Truth
Evil thrives within the Lie.
What we see is what we do
the horrendous cages are not a lie
the shining light of their stolen sun
the green grass they never saw,
that they‘ll never see.
We shall free them by the force of Truth
more than asking for compassion
’cause the assassins do not know compassion
and they’ll only be free
when we’ll be free from all our lies.
Non one can be free within the lie…
no one can know the truth when he’s not free.
We’ll save and set them free only
if we fight the thousands years of lies.
We’ll set them all free at last
from the horrendous cages
our wicked minds have made.
Ennio Romano Forina

Allegoria dell’Anima

Quando nasciamo siamo lasciati nudi

sul bordo di un fiume d’acqua

che scorre veloce ma non bagna.

Sappiamo di dover camminare in questo fiume

nella sua discesa verso il mare

e per far questo,

ci vengono affidati due doni:

il nostro corpo e un bellissimo setaccio,

per cercare i grani e la polvere d’oro nell’acqua.

Così iniziamo il cammino immergendo il setaccio

e raccogliendo molta sabbia e inutili detriti

ma ogni tanto nella melma, che il setaccio scarta,

vediamo granelli d’oro splendere nella luce del sole.

Finché il setaccio è tenuto ben pulito,

potrà estrarre tante preziose sabbie e grani d’oro

dal grigio fango, dalla terra e dai sassi

ma quasi sempre accade che la nostra mente

e i nostri sensi siano affascinati e attratti

da altre seducenti pietre preziose,

più grandi e lucenti che le mani possono prendere

perché a noi l’oro non basta.

Quindi ci diamo da fare a raccoglierne tante

provando a metterle nel setaccio,

ma il setaccio non è fatto per quelle grosse pietre

è uno strumento fine e delicato

e sotto tutto quel peso e le asperità

che i granelli d’oro non hanno,

il setaccio si storce e si lacera

e a quel punto con disprezzo lo buttiamo via.

Così ci dotiamo di grossi sacchi

per mettere dentro le grosse pietre preziose

e le vogliamo davvero tutte, ne vogliamo

più di quante ce ne occorrano, più di quante

possano essere trasportate da noi soli,

allora convinciamo altri a unirsi nella raccolta

e tutti si procurano grossi sacchi

gettando via i loro setacci

moltissimi setacci, sbattuti sulle rocce,

strappati, calpestati e distrutti

che non possono nemmeno più essere utilizzati

per trattenere tra le fini maglie,

la sabbia d’oro come prima.

Il fiume è il Tempo,

che scorre veloce per ognuno di noi.

Il setaccio con cui siamo nati è la nostra Anima.

La mente e le mani sono il raziocinio e il potere.

I sacchi sono gli scrigni dove pensiamo

di conservare le pesanti pietre

che sono le nostre illusioni

che il setaccio non potrà mai contenere.

Solo alla fine del viaggio ci rendiamo conto

che senza un setaccio per filtrare,

insieme alle pietre preziose nei sacchi

abbiamo messo anche le scorie e la melma

dell’inevitabile Male,

che il setaccio dell’Anima invece avrebbe scartato

lasciandolo disperdere e dissolvere nelle acque.

I grani d’oro infine, sono tutte le preziose emozioni,

l’Amore e la compassione, il sussurro dei sogni

e la meraviglia e la carezza dell’amicizia

con tutto ciò che vive nel fluire dell’acqua del Tempo

e che rimangono splendenti in un setaccio integro e puro

così da portarle insieme a noi, fino alla fine del fiume,

in quell’immenso Oceano, dove finisce il Tempo.

Ennio Romano Forina

Uragani d’Amore

URAGANI.jpg

 

Gli uragani liberano energie

che hanno un tremendo potere distruttivo,

più grande è la loro forza

più devastanti sono gli effetti che causano

Non è così in amore,

il potere distruttivo dell’amore

non deriva da una grande forza ed energia

ma da una grande debolezza.

A tutte le donne sopratutto dico:

“Non fidatevi di amori che siano di livelli inferiori

a quello di una tempesta tropicale”.

E non lasciatevi ingannare dalle false energie,

la prepotenza e il possesso non sono delle forze,

ma armi letali. Ennio Romano Forina

Le Zanne e gli Artigli nella Mente

“Nessuno può essere libero all’interno di una menzogna”. E.R.F.

Non c’è Libertà nella Menzogna e non c’è Verità senza Libertà, e se il genere umano continua a credere nelle sue menzogne, sarà sempre schiavo di esse e al tempo stesso, con mille ragioni false, renderà schiavi tutti gli altri esseri viventi.
E il genere umano infatti ha scelto da tempo immemore la schiavitù credendo alla menzogna che lo rende colpevole dell’infame ingiustizia che compie sugli animali. Se, in altri momenti della storia della sua evoluzione aveva avuto qualche giustificata ragione – per la sopravvivenza – di doversi adattare a nutrirsi di animali, ora queste ragioni sono decadute nella degenerazione di un immane eccidio fatto in nome del profitto e non della necessità.
La schiavitù fisica imposta agli animali è la stessa che opprime quella mentale della specie umana, segregata nella prigione della sua menzogna, con cui costruisce le infernali prigioni e metodi per depredare della vita tutti gli esseri viventi.
Depredare è la parola giusta poiché l’uomo non è un predatore…nel corpo, ma purtroppo lo è nella mente.
Ed è il predatore più feroce, vorace e insaziabile mai esistito su questo pianeta. Le sue zanne e i suoi artigli sono nella sua mente che domina su un’anima spenta.
Ma non ci si può definire carnivori senza avere il corpo di un predatore, e nessun individuo onesto di qualsiasi livello intellettuale e culturale può negare l’evidenza che noi NON abbiamo nessuna caratteristica morfologica di un animale predatore.
Se il nostro organismo fosse stato progettato per mangiare carne, sarebbe dotato di zanne, artigli, e sensi come la vista, udito e odorato, molto più acuti di quelli che abbiamo, avremmo conservato una coda, che agisce da propulsore, da bilanciere nei salti e come un timone per scartare direzione rapidamente all’inseguimento di una preda come i felini, che sono predatori veri, mentre senza accessori e armi “esterni” ai nostri corpi, non potremmo sopravvivere cercando di catturare altri animali, né piccoli né grandi. Tutti corrono, saltano, volano, nuotano si nascondono, meglio di noi, e per quelli più grandi saremmo noi le loro prede. È talmente evidente che è incredibile che si continui a sostenere una dieta da onnivori che include una cospicua quantità di carne, rifiutando di considerare la realtà, come fino a non molto tempo fa, si negava la rivoluzione della terra intorno al sole.

Ma la ragione di questa negazione risiede in una peculiare caratteristica umana che affligge anche le menti degli intellettuali e dei titolati di ogni disciplina: il rifiuto delle evidenze per opportunismo. L’ipocrisia è uno dei peggiori vizi della mente umana, una specie di droga che offusca non solo le emozioni più alte come la compassione e i sentimenti, ma anche la ragione, può essere cosciente e malevole o indotta dal pensiero debole ma la sua azione è comunque devastante. L’ipocrisia rende possibile credere a quello che fa comodo, che è conveniente, non a quello che è vero. Le caratteristiche umane, sono certamente state deviate in parte, dal consumo millenario di carne, ma che ancora non ci rende dei veri carnivori anche se ci siamo assuefatti come ci si abitua a tutto. Gli organismi hanno un grande capacità di adattamento anche alle sostanze più tossiche, come le droghe, il fumo all’alcol, che alterano gli equilibri creando stimoli insani, gli organismi sopportano molti veleni anche se gli effetti nefasti occorrono dopo qualche tempo, e quindi anche i veleni della carne oltre a quelli che alla carne aggiungiamo noi.
Ma la dipendenza dal consumo di carne è stimolata sopratutto dal fatto di costituire un carburante facile e completamente rinnovabile a tutti i livelli, familiare tribale e industriale. Il petrolio: l’Oro Nero, può anche finire prima o poi, il sangue degli animali no, è l’Oro Rosso, inestinguibile, quindi l’ipocrisia umana si è concentrata sull’allevamento di animali che provvedono altissimi profitti con pochissima fatica, mistificandolo come necessario per la fame nel mondo. Sappiamo che questo è falso, al contrario gli allevamenti intensivi son placano nessuna fame, anzi causano fame di ossigeno e fame di sana nutrizione. Così la vergogna e l’orrore è ammessa e istituzionalizzata ovunque nel mondo, tanto loro sono bestie e possono sopportare qualsiasi trattamento bestiale senza che governi, istituzioni, partiti politici, coscienza collettiva, religioni, mai intervengano con un rigurgito di elementare compassione a limitare almeno le loro sofferenze.

Ma, come sempre avviene nella storia di questa specie deviata e smarrita, il potere è una droga formidabile, un delirio di onnipotenza che non sa viaggiare nel sentiero della saggezza, ma percorre ad alta velocità la strada maestra della follia e della distruzione.
Ennio Romano Forina

HUMAN SPREAD

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Ovvero lo spread di cui dovremmo davvero preoccuparci.

Anche i miti più assurdi a volte contengono elementi di verità.

Si crede che un tempo venne comminata una condanna tremenda per aver dato un semplice morso a una mela. E quale condanna dovremmo aspettarci per divorare un intero mondo vivente?

– I popoli le industrie e le corporazioni di tutto il mondo non si preoccupano del futuro ma del presente.

– I partiti politici non si preoccupano né del presente né del futuro, ma di come affermare la loro supremazia sugli altri partiti e di come acquisire consensi e potere, gareggiare con gli avversari e risolvere le divisioni e i conflitti interni.

– Qualsiasi governo una volta instaurato si preoccupa di mantenere il potere e il controllo del bilancio finanziario dello Stato, molto poco del benessere dei cittadini e per niente del futuro globale.

– La protesta per il cambiamento climatico ripete lo slogan e l’idea che di fatto è la causa primaria del massacro del mondo vivente e fisico:

“ Salviamo il Nostro pianeta per il nostro futuro! ”

Ed è proprio in questo slogan la matrice del fallimento umano. Il modello mentale derivato dal concetto espresso dell’aggettivo possessivo“NOSTRO” che determina TUTTI i comportamenti e le scelte negative.

Quindi, sommando tutti questi fattori di egoismo, opportunismo, incapacità, negligenza, superficialità e perversione malefica, non c’è modo di evitare l’imminente catastrofe che io definisco la IV Guerra Mondiale, in quanto la III è già in atto da millenni, ma mai è stata così feroce e crudele come nell’era della globalizzazione nei confronti di tutto il mondo vivente per il suo incessante olocausto.

Ma gli effetti devastanti dell’aumento di una popolazione umana che si comporta in questo modo folle e perverso, arriveranno molto prima dei significativi cambiamenti climatici e saranno ancora più tremendi. Vale a dire l’incremento smisurato, incontrollato della popolazione umana su questo pianeta che diventa sempre più egoista e meno etica e sempre più distruttiva, lo sta letteralmente divorando di ciò che con eufemismo ipocrita chiamano risorse e prodotti ma che in realtà è la Vita.

Il Global Village ci ha tolto l’identità individuale, ormai siamo diventati dei dati statistici dalle claque ammaestrate dei talk show che applaudono chiunque dica una frase ad effetto sonoro, alle audience e ai campioni di sondaggi siamo solo dei codici idiotizzati dalla tecnologia smart intelligente, che non a caso si chiama così, che ci suggerisce e cambia persino le parole che non abbiamo ancora deciso di dire, da qui a controllare anche i nostri pensieri ( cosa già in atto ) il passo è breve. Quindi è facile concludere che l’avvento e il progresso della tecnologia “intelligente” è direttamente proporzionale al regresso dell’intelligenza umana.

Ennio Romano Forina

Al Coraggio di Amare

Enigma2 -180

Non è facile amare davvero
chi vi sorride e vi fa, venire vicino.
Non basta che lei vi lasci entrare nella sua mente
e nel territorio del suo cuore,
seguendo solo l’impulso dei sensi,
non sei tu o lei a decidere
ma i vostri corpi ancora prima
delle vostre ignare menti all’inizio.

Una donna che vi sorride 
non è un punto di arrivo,
un traguardo raggiunto, 
una meta conquistata,
niente di tutto questo; è un punto di partenza
per un viaggio verso l’ignoto,
verso terre ardue e sconosciute, 
che richiede un immenso coraggio.

È meglio riuscire a toccare l’anima prima 
e poi avventurarsi per conoscerla
dall’interno, in tutto il suo essere,
ma per entrare in un’altra anima
si deve essere dotati di un’anima 
già allenata ad amare,
un’anima che ha già accettato tutte le sfide 
e subito tutte le ferite dell’amore,
piena e orgogliosa delle sue cicatrici
un’anima, indomita, leale e guerriera.

È difficile essere donna, 
è difficile essere desiderate nel tempo, 
ma ancora più difficile è trovare
chi non si stanchi mai di conoscervi,
qualcuno che voglia e sappia 
prendersi cura della vostra libertà
che è la vostra innata ricchezza.

Partendo dall’anima nessun amore 
si può estinguere e disperdere
perché è il solo amore
che annulla la dimensione del tempo,
perché l’anima è sempre bambina, 
che infinitamente cresce, ma resta bambina
e il suo nutrimento è soltanto 
l’amore che è sempre capace di dare 
non quello che riceve.

Amore non è nel genere giusto
poiché l’amore è femmina,
fa parte dall’amore di madre,
come un fiume che nutre tutta la vita
da cui hanno origine gli emissari  
tutti le altre forme di amore.
E se non sai amare
questi versi non servono a nulla
perché ti illuderai di viaggiare 
restando sempre allo stesso posto.

Ma se vuoi e sai amare davvero,
preparati alla più aspra e pericolosa impresa
che un’anima possa affrontare 
e preparati a fallire perché sta sicuro
che fallirai molte volte,
e se hai paura resta dove sei, 
in un comodo grigiore,
rinuncia, 
se non sai sopportare un distacco,
se temi le ferite e persino le offese,
se il tuo orgoglio supera
l’energia d’amore,
se non sai per esso resistere e lottare,
vuol dire che è una forza debole
e arrenditi subito,
perché puoi star certo
che l’amore ti ferirà aspramente
e ti offenderà sempre 
e la tua anima starà bene dov’è
indenne, nel suo alveo sicuro 
ma inutile, arida e vuota.

Ma se superi il passo 
dove la paura si spegne, 
e si accende il vero coraggio,
se credi che il tuo è amore vero
và avanti sicuro segui il pulsare del cuore
perché se fuggirai senza aver lottato
con tutta l’anima per quello in cui credi
non sarai mai più capace di amare.

Ennio Romano Forina

L’Arcobaleno Dentro

Alla dolce Falena che un giorno

catturò l’Arcobaleno e lo nascose

nello Scrigno dell’Anima. A Simona

RAINBOW

Appari sempre così e subito scompari

come un folletto sospeso in diafane ali

vibranti di luce argentata

vieni fuori in volo dal tuo sognante

e misterioso rifugio

per versare la polverina magica

delle tue più intime emozioni

che si muta in nostalgici pensieri

e lascia immagini di teneri attimi

di abbracci d’anime ed emozioni intense

su una carta che sembra di colori priva.

 

Ma passando attraverso

il denso velo di mistica foschia

che nasconde il passaggio

al regno dei tuoi sogni

e dove, in una foglia smeraldina

ti addormenti avvolta fino all’alba

dissetandoti di limpida rugiada

e gustando bacche intrise di rubino.

 

Tu sai che io ho visto

tutti i tuoi vividi colori

custoditi dentro la tua dolce

e gentile anima bella

tutto l’arcobaleno è dentro te, al sicuro

ma non lo fai uscir fuori 

per paura di sbiadire i suoi colori

o che un improvviso forte vento,

lo catturi e lo trascini via da te.

 

Così ogni tanto accendo

per te anche i miei sinceri versi

in questo bosco oscuro

che io e te conosciamo bene

e aspetto che tu, piccola falena

attratta da una luce che non brucia

venga a visitare i miei pensieri.

e tendo la mano a te che voli intorno

invitandoti a posarti sulle mie dita

tese e aperte come fossero

il calice di un fiore

ma tu scendi dispettosa solo a sfiorarle

e subito ti allontani veloce per svanire

in una irridente nuvola di magica,

e dorata polverina.


Ma io so che prima o poi

ti poserai sulle mie mani e sulla fronte

e vorrai fermarti per un po’ accanto a me

nel velluto blu della notte trasparente 

a contemplare il mare e rider con le stelle.

 

Ennio Romano Forina

Simbiosi Vs Predazione. Evoluzione contro Involuzione.

La vera differenza tra carnivori e vegani
è che i primi per nutrirsi devono
rapinare e uccidere le loro vittime,
mentre i vegani “acquistano” il nutrimento
che proprio le piante offrono come merce di scambio
agli altri animali, noi inclusi,
pagandolo con dei servizi necessari, utili e benefici.
I vegani usano i sistemi incruenti simbiotici
di reciproca convenienza,
cioè il commercio inventato dalle piante stesse.
E cosa sono quelli che allevano animali
per convertire il loro sangue in oro?
Nessun altro animale mai esistito nella pur crudele natura,
nemmeno il più feroce dei predatori
uccide per ottenere qualcosa
di diverso dal corpo dell’animale stesso.
E far nascere animali per depredarli della vita e delle carni,
vuol dire anche oltraggiare e spezzare l’energia
che regge l’universo vivente:
L’Amore Materno.
Il delitto peggiore che si possa mai commettere.


Ennio Romano Forina

A un Piccolo Splendido Fiore

Non so se hai mai pensato
che tra i tanti fiori vistosi e sensuali 
di colori smaglianti e profumi inebrianti
l’umile e timida Margherita invece
somiglia così tanto al Sole a cui si volge 
dialogando con i suoi raggi 
durante tutto il giorno
e dai quali trae il suo nutrimento?

Un emisfero di vivido giallo al centro
e tutt’intorno raggi di splendente e bianca luce 
che come il sole in cielo risplendono nei prati.
Nessun bianco eguaglia il bianco 
dei petali di una Margherita 
quando non è ferita o calpestata e subisce 
gli oltraggi per essere esposta nei passaggi
ma anche allora la Margherita si rialza 
e fieramente riprende la sua forza 
dalla potente energia del suo cosmico Tutore.

Se tu fossi un fiore, anima bella,
non potresti essere che una Margherita
semplice, essenziale, nella tua candida
eterea e d’anima pura delicata veste 
che soltanto si nutre di luce solare.

Io non colgo mai i fiori,
semmai li accarezzo gentilmente 
e nel contatto fra la loro e la mia energia 
sento ancor di più quella bellezza in me 
che sarebbe spenta e morta se fossero recisi
e agonizzanti in uno stupido vaso,
li lascio essere e splendere nella loro luce,
specialmente una vulnerabile margherita 
che è la più indifesa, disprezzata e offesa, 
e a volte mi sdraio su un prato insieme a loro
per imparare anch’io dal Sole 
come le Margherite da sempre sanno fare 
a vivere, a resistere e ad amare.

Ennio Romano Forina

Quel che Resta di un Amore

Le persone meravigliose
sono quelle che nonostante i loro cuori feriti,
le loro vite spezzate, deluse e confuse,
nonostante tutto,
sanno ancora provare meraviglia.

Quelli che si lamentano soltanto, di solito sono gli egoisti, perché anche loro sono vulnerabili e quando succede che vengono battuti dagli altri rinunciando a meravigliarsi e ad amare rivelano di pensare solo a sé stessi e quindi di essere incapaci di amare. Per questo dico che le persone meravigliose sono quelle che non rinunciano mai.

LETTERA A UN’AMICA

Ma tu sei una di quelle persone che non ha mai perso la capacità di meravigliarsi e quindi di amare. L’espressione della sofferenza in sé non è assolutamente indice di egoismo. La distinzione tra chi comunica il proprio dolore conservando tutta la capacità di amare e quelli che lo fanno solo per auto – compiangersi di essere stati feriti o sconfitti non è racchiusa in una formula. Nulla può essere definito da una formula nemmeno il Cosmo. Perciò la mia asserzione include altri elementi che rivelano e distinguono le anime egoiste da quelle amanti. Quindi sta tranquilla che non ho detto che esprimere mostrare al mondo la sofferenza sia egoismo anzi, è coraggio e sincerità.E le persone che hanno il coraggio e la sincerità sono anche quelle che sanno amare di più, cioè non sono egoiste. Si deve riconoscere l’egoismo sotto l’ipocrisia della sofferenza manifesta e questo ti assicuro non è il tuo caso. Infatti quello che sostengo è di guardare sempre in profondità tutto ciò che appare e avviene mentre al contrario molti si fermano solo alla superficie delle cose. Per concludere la mia distinzione è sostanziale non formale. Le lacrime sembrano uguali ma non sono tutte fatte dello stesso umore. Penso di dover pubblicare questa nota nel caso anche altre persone abbiano avuto le tue stesse perplessità che spero di aver chiarito.
Ennio Romano Forina

Versi Vaganti nel Cosmo e sulla Luna

Invidio il vento che scuote i tuoi capelli,
 
che non posso attraversare con le mani 


Invidio i raggi del sole che al mattino,
 
svegliandoti baciano il tuo volto.


Invidio la tazza di caffè che schiude le tue labbra


e il gatto che stringi sul tuo petto.

Vorrei essere il tepore del tuo morbido letto

in cui pigramente indugi il tuo riposo.

Il sussurro che tutte le tue paure fa sparire

La ragione che ogni tuo sorriso accende.

La strada, dove i tuoi passi scorrono veloci.
 

L’orizzonte, dove il tuo sguardo si smarrisce.

Le onde in cui t’immergi e avvolgono il tuo corpo.
 

La manciata di stelle che contempli estasiata

Le grandi ali per levarti libera in volo.
 

Il rifugio, che ti nasconde e rassicura.

La Luna vanitosa che nel respiro del mare
 

si specchia e solleva le onde del tuo seno.

Essere il desiderio che freme nel tuo cuore

per cadere nel tuo profondo abisso
 

in un viaggio senza confini e senza tempo.

In me sei sempre la realtà di un sogno
 

non il miraggio d’una semplice illusione.

L’unica vera essenza di un incanto senza fine

per tutto quel che sei nel cuore e nella mente
 

per la tua molte volte ferita e offesa
 

ma non vinta e indomita anima bella.

Sei presente e vera in tutti i miei momenti

 la tua dolce e calda voce nella mente

nella scia degli invisibili vortici 

che seguono del corpo le armoniche movenze
  
nel vento e l’aria stessa che attraversi,

sei sempre l’ineffabile musa ispiratrice.

Sono questi ancora i miei pensieri amanti e veri

come sinceri sono il sole, il vento e il mare,

che dall’anima continuano a fluire 

come un impetuoso e limpido fiume

che dalla sua sorgente scorre sicuro
 

solo per riversarsi nel tuo Mare.

Ennio Romano Forina

Il Mio Lato Oscuro

Il mio lato oscuro è che non mi interessa 

di quanto male e soprusi possa aver subito nella vita.

Quello che davvero conta e sempre conterà 

è di aver evitato il male che “io” potrei fare ad altri 

anche involontariamente, se avessi soltanto voluto 

odiare e rammaricarmi o se avessi scelto l’indifferenza, 

la superficialità e l’egoismo,

o se mi fossi fermato a compiangere me stesso 

per  la crudeltà, la falsità, la prepotenza

e la furbizia di molti altri,

che hanno sprecato l’anima per un posto nel sole, 

dei tanti che hanno incrociato il mio destino;

prevaricatori, sudditi di poteri e di fazioni

avidi e servili, ipocriti altruisti e colmi di invidia,

predatori ingordi di spazi vitali e spirituali.

e se tutta la crudeltà umana verso gli altri esseri viventi

mi avesse sconfitto per aver aperto in me

la ferita letale che non potrà mai essere sanata. 

Questa è la mia filosofia oscura:

ciò che gli altri han fatto o fanno nell’odio o nel disprezzo 

anche volutamente contro me non mi tocca affatto, 

sono io che alla fine devo esser certo 

di non essere mai la causa della sofferenza altrui

ma piuttosto la coscienza  di un contatto d’anime benefico

Ho visto e vedo ancora il predominio del Male,

dal passato al futuro imporsi sempre su tutto, 

e il continuo dilagare delle crudeltà più perverse.

Ma ho incontrato anche Angeli, li ho riconosciuti, 

sebbene molto pochi ma veri, come vere sono le stelle

e come le stelle mi hanno dato la certezza 

che il Male e chi lo sceglie come via maestra,

per quanto dominante e orrendo nei suoi molti aspetti

è finito in sé stesso e non può che essere il Nulla 

come soltanto l’energia cosmica dell’Amore  

genera Vita e certezza dell’Essere.

Ennio Romano Forina

Come chi ha le Radici in Terra e la Chioma in Cielo

La realtà che conosciamo è limitata in una dimensione orizzontale spessa pochi metri, non conta salire su un grattacielo o viaggiare in aereo il nostro orizzonte è piatto e confuso. Raramente volgiamo lo sguardo sotto o sopra di noi per conoscere e sentire quello che gli alberi e tutta la vita vegetale sente da miliardi di anni. Dovremmo fare come loro poiché hanno le radici saldamente nella terra e la chioma proiettata in cielo e nel Cosmo.
Noi siamo di fronte all’evidenza di tutto quello che gli alberi e le piante possono sempre insegnarci e che hanno capito molto tempo prima che noi imparassimo a usare la loro conoscenza attribuendocene il merito.
Ennio Romano Forina

Quello che le Piante Conoscono

DOVREMMO IMPARARE DA LORO
La Terra non è altro che una parte di Cosmo addensata in un globo, e contiene tutta la ricchezza degli elementi che sono sparsi nel Cosmo stesso. Le piante lo sanno, e hanno imparato a trasformare le rocce in un suolo fertile e dall’humus che hanno generato, saturo dei minerali necessari ai processi vitali a trarre tutto ciò che a loro e a tutto il mondo vivente serve non solo come nutrimento, ma anche per curarsi e difendersi. Sanno discernere le sostanze benefiche per usarle (sia per crescere che come moneta di scambio), da quelle tossiche, che esse utilizzano per difendersi nei loro delicati processi di crescita e propagazione e riescono impeccabilmente ad assorbire e utilizzare efficacemente le une e le altre.Dovremmo imparare da loro, poiché anche la nostra esistenza temporale non è altro che l’humus di eventi in cui affondiamo le radici delle esperienze, dalle quali possiamo assorbire il nutrimento benefico o i veleni dannosi anche per noi stessi, ma a differenza delle piante quasi sempre non siamo capaci né di saper distinguere il nutrimento dalle tossine, né tantomeno di saperli utilizzare per crescere bene, difenderci e nutrirci di conoscenza e di saggezza e di vera Vita.
Per chi ha interesse a riflettere di più sulla intelligenza sensibile delle piante, segue a breve un mio racconto metaforico sulla relazione travisata e nefasta dell’animale umano verso l’animale pianta.

Ennio Romano Forina

Un cappuccino con latte di soya al bar.

Un Cappuccino con Latte di Soya al Bar

To My Dearest Friend, Fani Ardelean.

Dimentico sempre qualcosa, ne ricordo mille, ma fra le mille una la dimentico, non c’è nulla da fare e di solito è la più importante.
Vado al centro di Roma, con il preciso scopo di comprare uno dei migliori caffè, al S. Eustachio caffè storico, vicino al Pantheon, materiale per dipingere, pennelli, tele, ma anche per andare nelle librerie. Sono luoghi che vale sempre la pena visitare, non leggo quasi mai libri interi ma singole pagine, parti di qualsiasi libro o argomento che desti il mio interesse, e di solito questo avviene nelle librerie, specie quelle in America che sono più accoglienti, più favorevoli alla consultazione. C’è molto spazio e posti in abbondanza in cui sedersi comodamente e ristorarsi e i commessi si danno da fare moltissimo nell’aiutare i clienti. 
Le nostre sono più frenetiche, almeno a Roma, non c’è posto per la calma e la sosta meditativa in questa città, tutto ruota freneticamente nel”touch and go” turistico.
Le “sirene” con i corpi impeccabilmente infilati nei loro sacrali tubini e magliette nere, stazionano all’esterno dei ristoranti e delle trattorie invitando a sedersi per un’aperitivo, un pranzo una cena, e i negozi anche con le loro vestali anch’esse con insostituibili uniformi nere essendo il nero il colore più autorevole, della religione e della legge, anche quella del consumo. Una colazione, un’aperitivo, dunque ma prima ancora di finire sei contagiato dal loro nervosismo e ansia di catturare nuovi clienti mostrata così bene che anche tu lasci mezza colazione o pranzo e te ne vai prima possibile. 
Spesso è così anche in amore.

Ma sto dimenticando ora di parlare di quello che dimentico sempre; quella stupida, singola cosa più necessaria delle altre che resta nell’oblio della memoria ma che è quella che serve di più, più di tutte le altre. Distrazione, certo, forse dimentichiamo e trascuriamo le cose più importanti proprio perché “sono” le più importanti. 
Dunque, stamattina sono uscito di casa, con la netta sensazione di aver dimenticato qualcosa, allora ho guardato con ansia mentre ero in macchina con il motore avviato: le chiavi? no, sono tutte insieme infilate nel cruscotto, lo smart phone? Non se ne può fare a meno, ma lo dimentico spesso, il note-book e le note scribacchiate su un mucchio di pezzi di carta da rivedere? Le penne i carboncini? Gli occhiali da sole e da lettura? Nemmeno, sono nella borsa grande che porto sempre con me per definire una eventuale ispirazione. 
No, accidenti, sembra che ci sia proprio tutto quello che mi serve per la giornata, quindi parto, arrivo al centro commerciale ed entro subito, ma stranamente dimenticando di lasciare briciole di pane e semi per i passeri nell’area di parcheggio, come sono solito fare.

Mentre supero l’ingresso, mi rendo conto di non aver eseguito questo rituale e sento un lieve turbamento, ma niente di più. Il ristorante è pieno di gente, sono tutti lì come sempre, vociferano, si destreggiano in acrobatiche evoluzioni fra forchette e cellulari video games e sms, grandi e piccoli, nelle loro espressioni di nevrotica socialità, ma in quel momento mi sembrano come fantasmi, grigi e inconsistenti, e non ho sensazioni, ricordi, impressioni di simpatia e curiosità, allora sono percorso da un brivido quasi glaciale, mi fermo come sospeso nella nebbia e sento un forte impulso di guardare dentro, dentro di me, introspezione,eseguo e vedo un vuoto, una voragine ed una assenza fuori e dentro me e finalmente mi rendo conto, di aver dimenticato l’anima a casa.

Dunque, in preda all’ansia torno alla macchina e guido velocemente verso casa, per riprendermela prima che possa volare e finire chissà dove, lasciandomi senza. 
Apro la porta, entro di corsa senza fiato e, respiro di sollievo, la ritrovo, proprio lì sul divano dove ho passato l’intera notte a dormire un po’ e riflettere, ma non a sognare. 
Se ne sta bella sdraiata con i gatti come durante la notte, non l’hanno graffiata, come il divano nuovo ridotto a brandelli, è intera, tra i plaid e gli sguardi sornioni di Letizia, Ciuffetta e Martino che si sono sdraiati sopra a lei e tutti insieme se ne stanno beati e compiaciuti. 
Tra le pieghe e i risvolti dell’anima, posso vedere affiorare anche tutte le nostalgie, le aspirazioni e i ricordi persi e lontani nel tempo o nello spazio, e prima di indossarla di nuovo, mi accorgo che ancora avvolto nella parte nuova c’è lo sguardo limpido dei tuoi occhi di giada. Ennio Romano Forina

Poema Dell’Amore Vero

Dedicato a tutte le donne che hanno lasciato entrare il fuoco nei loro cuori per riscaldarli e non per farli bruciare. E.R.F.

Se vuoi sapere perché tra tanti sguardi ho scelto il tuo
non chiederlo a me chiedilo ai miei occhi
che non si stancano mai di perdersi nei tuoi.
Chiedilo alle mie mani che su te si librano
dispiegando ali di un rapace amore
che dolcemente strappa le vesti adagiate sul tuo corpo
per vederti affiorare splendida dal sogno
come diafana dea dall’acqua emerge
bagnandosi di sole.
Chiedilo alle mie labbra che accendono le tue
del rosso dorato che al mare regalano i tramonti
alla mia bocca che si posa leggera sul tuo viso
e bacia e morde quella tua dischiusa
per dissetarsi nei torrenti impetuosi e caldi dei tuoi baci.
Chiedilo alle mie mani mentre accarezzano
e stringono le tue al mio petto che adagiato
e premuto contro il tuo unisce in un’unico respiro
i nostri due sospiri
ai generosi seni in cui lascio che il viso mio si affondi
e in essi sommerso morderli e baciarli
per rinascere in te ancora e dissetarmi
alle tue sublimi sorgenti del dolce nettare
prezioso nutrimento della Vita.
Rincorrerti ovunque sei è più che il mio destino
stringere il tuo corpo e l’anima insieme
in un solo forte abbraccio
tenerti a me stretta prigioniera e senza via di scampo
e poi lasciarti, libera di correr via
in tutte le tue impreviste e repentine fughe
inseguirti e raggiungerti in ogni tua ribelle corsa.
Afferrare il turbine dei tuoi sciolti lunghi capelli
che scorrono fluidi nel vento
farti cadere dove le onde s’avvolgono costringendoti alla resa
e fra la sabbia e il mare accendere in te il fuoco
che brucia e non ferisce
ma lancia i sensi oltre l’orizzonte
superando ogni spazio e tempo conosciuti.
Scivolare lungo le vertiginose discese
delle tue gambe dischiuse
perdermi nel tuo viso di Luna e nel trionfo dei tuoi seni
sfiorando le tue guance le morbide e le sfacciate cupole del culo
tuffarmi nell’architettura perfetta
del trapezio al centro del tuo corpo di donna
che disegna e accoglie la dimora della nuova vita.
Tutto di te mi attrae e tutto voglio scoprire
pianure monti e valli della tua florida terra
un continente intero da percorrere ed esplorare senza fine
nei segreti templi ove si cela la primigenia essenza
e dalle tue piane distese scendere nei tuoi abissi
attraverso i passaggi dove scorrono tutti gli umori della vita.
L’Amore accade e non sappiamo come si accende
ma sappiamo quando per la sua potenza questo avviene
come il fuoco racchiuso nella profonda terra
trova sfogo senza alcun preavviso all’aria aperta
brucia la vita intorno ma al tempo stesso la rinnova.
L’amore vero non conosce paura e non si cela
dietro cortine di falsi e ipocriti pudori
ha il coraggio di mostrarsi in piena luce e in volto.
L’Amore avvolge nel suo immenso calore.
L’Amore irrompe prepotente, desidera diventa cresce straripa
e rompe argini e barriere come un impetuoso fiume in piena
come un uragano non si può arrestare
spazzando via ogni altro scialbo e spento sentimento
e tutto quanto non è forte ricco e vero.
Come l’immaginazione l’Amore è sconfinato
sregolato e ribelle visionario per mirabile follia creativa
pervade i sensi li accentua li accresce e li fa perfetti.
L’Amore è la certezza ed è paura che la certezza poi svanisca
e se è tutte queste cose l’Amore è anche unico e leale
quando è così tanto a lui non serve altro
che un infinito tempo per donare
L’Amore che non esita e che sceglie la sua strada
e non vacilla che indomito ama anche quando
viene sconfitto ma non vinto.
L’Amore vero non illude non si stanca e non si arrende.
L’Amore che si placa e non rinasce sempre
non è amore vero ma un fuoco di paglia
che si estingue in breve lasciando solo cenere
senza più calore e il cuore perso
in un deserto arido fatto di vuoto gelo.
L’Amore è quello che ti soffoca di baci
e che in ogni istante ti sorprende e quando a notte
il sonno ti pervade e sulla mente scende
mentre si destano le ombre di paure e ansie
invano nascoste di giorno dalla luce
l’Amore si adagia al tuo fianco
e avvolge strette le sue ali intorno a te per esser certo
che i tuoi sogni siano solo lieti e lievi
e ti copre e ti nasconde ti abbraccia ti colma
e ti rassicura e quando ti risvegli
l’Amore è un’alba d’oro e il fuoco di un vulcano.
L’Amore è quando dove tu cammini diventa il paradiso
è il tessuto che avvolge il calore del tuo corpo
che prende vita a toccarlo come fosse
la tua stessa diafana pelle e diffonde la tua femminea essenza
e tutta la fragranza del dolce tuo profumo.
L’Amore è nei tuoi veloci passi di donna
in ogni tuo sorriso e nel ritmo fluido
delle onde dei tuoi fianchi
che seguo e sento vibrare fra le mani.
L’Amore è quando ogni parte del mio corpo
freme solo al solo pensiero di sfiorare il tuo
è prenderti per mano mentre guardandomi
scosti i capelli dal tuo viso.
L’Amore è quando ci cattura nel vortice
di una nube mistica di oblio che
s’avvolge attorno a noi e tutto il resto esclude.
Non so quanta parte d’amore hai prima davvero conosciuto
ma l’amore non è parte di poco o tanto
deve esser tutto o non è niente
e qualunque in te sia stato il suo destino
nonostante tutto devi esser certa
che questo mio sincero amore
ti ha davvero immensamente amata.
Le parole vere anche se inascoltate
sono atti d’amore e quando sono dette non si possono negare
sono carezze e baci schiaffi e desideri
sono grida e gemiti e sussurri
di labbra dischiuse per pensieri intensi
che vogliono essere ascoltati
sono colpi d’Amore seni palpitanti al respiro eccitato
mani che stringono le tue e avvincono i cuori le anime le menti
e i corpi che si immergono nei vortici di tutti i loro abissi.
Sono sudore umore cosce che ti cingono
e ti fanno prigioniero senza scampo.
Le parole non sono solo suoni o segni
sono lo sguardo dell’anima e del cuore
messaggeri imperfetti ma potenti delle visioni e dei sensi
se sono sincere sanno realizzare atti più veri dei reali gesti
possono toccare accarezzare convincere o dissuadere ferire
e a volte far morire.
Sono le tumultuose labbra che consumano di baci
provocando tempeste e maree di fluidi vitali
e le parole sanno come il corpo sa
anche scopare
diventando energia pura che supera abissi di distanze
e accende di passione anche lontano un altro fuoco.
L’Amore è ciò che il solo tuo pensiero desta in me
che attinge dall’impulso della Vita
e non si può arrestare trascina inesorabilmente
come un vortice d’onda e in me e sopra me
si avvolge e mi sommerge.
Voglio essere tuo voglio riempirti di me voglio che mi divori.
Ma forse ormai sei passata oltre l’irripetibile collisione dei destini.
Sei una donna combattiva libera e fiera
e io un vero uomo prigioniero nella tua trappola d’amore.
Ma tu non sei solo una donna
sei un campo di battaglia
e ti presenti in armi alla disfida dell’Amore
piantando i tuoi vessilli d’indaco sulle battaglie vinte
anche se sai che vincere tutte le battaglie
non vuol dire affatto vincere la guerra.
Tutto il mio essere adesso può darti una risposta
siamo frammenti di Cosmo
stelle pianeti comete o meteore vaganti catturate
nell’onde di attrazioni misteriose per destini
diversi e sconosciuti e quando l’impatto d’anime
infine avviene cambia per sempre l’Universo intero.
Questo è l’unico Amore primordiale mistico e vero
ed è questo l’Amore così potente audace
che vuole che tu sia per sempre certa
che nel cuore e nell’anima tu sei ancora al tempo stesso
immensamente libera e immensamente mia.
Tu sei la forma visibile di tutto ciò che esiste…
Sei la spiaggia e le onde del mare
Sei l’aria e il vento
e sei le terre emerse
Sei le foreste e i laghi
Sei le calde e umide caverne e le distese d’erba
Sei del fiume la sorgente sei l’Amore
Sei polvere di stelle e sei la Luna.
Ennio Romano Forina

Cold Case della Politica/ Parte 1a

Un mio articolo di alcuni anni fa, che riflette credo, per molti versi, le realtà politiche di questi ultimi anni.

C’era una volta un giovane avvocato in una piccola cittadina francese il cui nome era Massimiliano Robespierre, che aveva deciso di difendere un popolo vessato, trascurato e affamato dall’oppressione dell’aristocrazia e del clero e quindi di intraprendere l’esaltante e drammatica strada di un grande evento storico con il sogno di poter contribuire all’affermazione di innovativi principi etici di giustizia, libertà ed eguaglianza dovuti non per casta o dinastia, ma per il semplice fatto di esistere. I successori della sua breve ma significativa esperienza, fecero in modo, in seguito, di definire la sua azione politica con una brutale, sommaria e dispotica semplificazione negativa in tal modo consegnando la sua figura all’oblio della storia per più di due secoli.
Quindi, anche il giudizio storico superficiale e di comodo impresso nei programmi scolastici non è stato benevolo nei confronti di questo indiscusso protagonista principale che, fra altri profondi pensatori, aveva con più coraggio e abnegazione tentato concretamente di infondere al processo rivoluzionario obiettivi più elevati e che al culmine della sua influenza politica, invece di farsi nominare tiranno o imperatore, decise di suicidarsi politicamente e fisicamente, travolto dalla degenerazione degli eventi e dai complotti della restaurazione, ma sopratutto dall’evidenza della inutilità di proporre principi etici che nessuno avrebbe mai voluto seguire e tradito da quello stesso popolo che aveva con così tanta convinzione e ingenuità amato e cercato di difendere. Certo i principi etici devono prima essere definiti e non si possono imporre come le leggi, ma nel seno di una società civile che vuole davvero evolversi essi devono essere riconosciuti, allevati e custoditi non richiamandosi ad improbabili emanazioni divine o codici precostituiti irrefutabili, ma in base ad analisi convincenti ed evidenze tali da costituire le pietre miliari di un cammino verso una società umana civile davvero etica e giusta e sempre perfettibile. E l’uomo, che persino dai suoi nemici veniva riconosciuto come “incorruttibile” e che nei suoi primi interventi alla Convenzione, aveva proposto invano di abolire la pena di morte, venne poi accusato di essere il maggior responsabile di un sanguinoso periodo di cospirazioni e vendette private, prodotte da quei famosi e sciagurati Comitati di Salute Pubblica, tribunali posticci di improvvisata natura, che gestivano quella che si poteva definire una sagra delle vendette e delle intolleranze personali, denominata “Terrore” che finì col travolgere anche moltissime persone illustri e incolpevoli.Certo, al giorno d’oggi non ci sono più i Comitati di Salute Pubblica ma quelli di Salute Privata sì, e le teste anche se in senso metaforico, cadono lo stesso, perché si attua una selezione trasversale così radicale e diffusa in tutti i settori più remunerativi e importanti, mentre si costringono appena a sopravvivere i soggetti che hanno migliori qualità e inventiva. Sono ben rari gli accessi alle industrie e alla politica consentiti a quelli che davvero lo meritano, mentre per inserirsi in qualsiasi segmento di attività bisogna far parte o essere accolti nelle famiglie corporative per mezzo di adeguate introduzioni. E se si vuole iniziare una attività nuova le difficoltà burocratiche e finanziarie sono tali da scoraggiare qualunque impeto creativo.
Più che dei giudizi degli eventi basati sulle cronache e sul lavoro degli storici, preferisco di solito attenermi all’espressione originale del pensiero e delle ragioni che modellano e costruiscono le azioni umane. È possibile, dalla lettura dei concetti originali di una mente, essere in grado di distinguere meglio tra la retorica e la passione, tra la demagogia e la generosità d’animo, tra la sincerità e l’ipocrisia.Ma questo articolo non riguarda un personaggio storico né gli eventi nei quali si è svolta la sua vicenda, per quanto importante questa possa essere stata. Riguarda bensì la natura umana in genere e i conflitti che conseguono dall’incapacità di dialogare anche nell’ambito di questo presente storico.
Infatti, se si considera il clima attuale sembra che le varie aggregazioni politiche parlino lingue diversissime e siano anche mancanti di interpreti; sembra, ma non è così, in realtà esse parlano la stessa lingua e vogliono e fanno o non fanno le stesse cose, solo che appartengono a condomini diversi, squadre diverse, campanili diversi, regioni diverse, nazioni diverse. Credere che il disagio sociale attuale sia attribuibile ad un sistema ideologico o ad un governo piuttosto che un altro è una ingenuità o se lo è lo è in minima parte, e non fa altro che contribuire a riprodurre il terreno di coltura delle caratteristiche negative di una società civile. Credere che basti sostituire una squadra dirigente è ancor più una pura demagogia se prima la squadra che si candida al suo posto non dimostra chiaramente intenzioni e progetti e si prende la responsabilità di fronte al popolo di metterli realmente in atto. Il problema è biologico prima che antropologico perché nella natura umana è insito l’impulso a cercare aggregazioni circoscritte e”corporative”, anzitutto per essere più forti, per la sopravvivenza, poi spesso purtroppo, sconfinando nella sopraffazione di altre aggregazioni più deboli. Nessun sistema ideologico o politico ne è esente, ma è più evidente in quei sistemi che non hanno meccanismi di direzione etica e autoregolazione “sani”, sistemi nei quali invece queste tendenze primordiali si generano, si sviluppano incontrollate e diventano egemoni.
Le varie corporazioni esistenti anche se piccole, riflettono le regole e i comportamenti delle grandi corporazioni, consentendo l’ingresso non ai migliori e ai più onesti, ma a quelli più utili alle aggregazioni e soprattutto a mantenere equilibri di potere e di influenza pubblica. E la cosa pubblica, la burocrazia, è permeata dalle regole criptiche non interpretabili dai profani come oscure entità, dispettose e malevoli, che come veri e propri “Trolls” delle saghe nordiche, irretiscono, confondono, creano ostacoli, inibiscono, nascondono, terrorizzano e infine deridono chiunque abbia delle vere buone intenzioni vanificandole.
Che fare dunque ora di fronte all’evidenza di queste realtà? Certamente devono esserci, come ci sono sempre stati anche se in numero esiguo, dei generosi, altruisti e sconosciuti eroi-eroine della impopolarità che operano per il bene comune senza quasi chiedere nulla in cambio. Di loro non si sentirà parlare troppo, essi seguono percorsi di sofferta consapevolezza e di ideale lungimiranza, sconfitti ma non vinti, rappresentanti della ragione e dei buoni sentimenti, promotori di una generosità che va al di là del proprio clan e persino della propria specie, sconosciuti pilastri dell’etica universale essi studiano, lavorano, operano non per predare la vita ma per contribuire a migliorarne le condizioni. A loro storicamente viene data voce solo per il breve tempo di ritrovare la giusta direzione dopo le devastazioni causate dagli altri.
Adesso si guarda al cambiamento e tutti sono con il naso all’aria pronti a fiutare il vento in un suo possibile volgere di direzione e forse ad allinearsi ad esso. Certo l’allegoria del vento del cambiamento è il segnale di cui ha veramente bisogno un Paese come indicazione di percorso. Che sia il vento a decidere i piani, i progetti, le iniziative concrete, le valutazioni cristalline non offuscate da interferenze di interessi particolari. Si deve solo passare la mano e poi si comincerà a lavorare sul da farsi. Perché dopo, perché non prima? Le parti che si dichiarano competenti e alternative a guidare il paese imperversano come sempre nella denigrazione incessante e totale del lavoro altrui con generiche affermazioni sempre uguali, ripetitive e stanche, senza dire altro.
Ma tornando al riferimento iniziale del personaggio storico, si sa che persino al culmine della sua influenza politica, Robespierre sembra possedesse solo tre vestiti di cui aveva gran cura e abitasse in subaffitto nella modesta casa di una famiglia parigina, è significativo che i soggetti umani che hanno veramente rivoluzionato le leggi sociali ed etiche nel corso della storia, erano quasi tutti poveri, mentre i conquistatori di dominii, quando ci riuscivano, hanno costruito imperi di creta che si sono dissolti sulle loro ossa e quelle di milioni di esistenze sprecate. Se quindi davvero si anela al cambiamento, i soggetti preposti a farlo per incarico popolare dovrebbero avere la cultura e la volontà di iniziare a metterlo in atto finalmente su sé stessi, considerando la natura del loro impegno come una missione più che un lavoro comodo e sproporzionatamente remunerato, auto-riducendosi emolumenti e privilegi o proponendo in aula leggi e regole per farlo e disponendosi a porre sopra ogni cosa, sopra gli antagonismi, il bene della collettività. La domanda da porsi è se quelli che ambiscono al passaggio di consegne siano davvero diversi, più idonei e più impegnati a prendere in carica il controllo della cosa pubblica o si differenziano solo per il colore della cravatta?
Spesso i partiti politici quando si rivolgono al popolo si comportano come quei seduttori delle soap opera che promettono la luna alle amanti per convincerle a donare il loro corpo per poi abbandonarle o relegarle ad una esistenza negletta e di sacrifici, mentre loro vanno a sperperare fortune in dissolute aree mondane. Non servono promesse, né dichiarazioni di intenti generici e vaghi, servono certezze di percorsi. Questa società civile, come altre realtà analoghe, sperimenta il paradosso di Robin Hood nel difendere i poveri: togliere ai ricchi per dare ai poveri di per sé non è una soluzione, perché senza delle regole e dei percorsi virtuosi, quando i poveri saranno diventati ricchi si comporteranno anche loro da ricchi, egoisticamente e prepotentemente, sfruttando il loro potere e togliendo agli altri la possibilità di emanciparsi e sviluppare le loro esistenze. Forse sarebbe molto più positivo convincere e stimolare le imprese a investire le loro risorse e i loro surplus sui poveri, a condividere le loro attività, aprendo le strade ai loro ingegni e moltiplicando le loro possibilità. Qualcuno lo fa in altri paesi. Da noi le strade si aprono quasi esclusivamente ai soggetti più “familiari”.
E come si manifesta questo tanto decantato spirito di cambiamento? Nei dibattiti dei luoghi istituzionali il nome dei deputati è ancora preceduto dall’aggettivo “onorevole”. È una bella parola non c’è dubbio, molto significativa, che evoca rispetto per la figura rappresentativa che indica, anche se spesso se ne è abusato in casi di cronaca cittadina conflittuale con la famosa frase ” Lei non sa chi sono io!” Cambiare? È mai stato calcolato quanto tempo in più occorre per pronunciare in un discorso una parola composta da cinque sillabe come questa: o-no-re-vo-le, moltiplicato per tutte le volte in cui viene ripetuta in forma singolare, plurale, generi femminile, maschile e transeunti? Tanto, così tanto tempo da costituire uno spreco inutile e costoso. Si pensi se al posto dell’universale OK si sostituisse un termine di affermazione di cinque sillabe. Forse le comunicazioni globali subirebbero un rallentamento di trasmissione di dati drammatico. Ma per dare sostanza all’onorevole nostrano, bisognerebbe che coloro che ne sono titolati, si comportassero con la dovuta coerenza per il significato rappresentativo in esso contenuto. Invece si scambiano accuse e illazioni gravissime, usano il sarcasmo e il dileggio, lo scandalismo come armi improprie, come in una tifoseria calcistica, sono costantemente propensi alle risse, disprezzano gli avversari a priori e cercano di neutralizzarli con metodi molto diversi dalla dialettica, ma quando si confrontano fra loro, al di fuori e all’interno delle agoni della politica e dei media, ma lontani dallo sguardo pubblico, chissà perché, diventano tutti ossequiosamente colleghi.
Cambiare come le mode e i costumi, così anche adesso i flussi politici arcaici ritornano a proporre improbabili età dell’oro e del benessere solo vincendo la partita politica, ma come nel gioco nazionale così tanto amato da tutti, dove persino le opposizioni ideologiche si attenuano fino a scomparire risucchiate nell’alveo della fede calcistica, alla fine di una partita, dopo una vittoria, al conseguimento di un primato, alla fine della esultanza collettiva, al popolo dei tifosi non resta altro che la memoria dei colori della propria squadra sventolanti sulle teste dei vinti, della conquista di coppe e scudetti innalzate al cielo, mentre pochi altri, con basso profilo e senza tanti clamori, raccolgono i copiosi frutti del fervore sportivo. E la politica che sopravvive sempre negli agi è la stessa che in modo uniforme fa finta di piangere per il popolo che non arriva a fine mese, volendo ignorare che spesso il popolo, non arriva neanche all”‘inizio” del mese.
State tranquilli che un semplice cambio di personale, fatto con gli stessi criteri di sempre, non potrà portare nessun tipo di rivoluzione etica e pratica ma solo un rimescolamento di carte da uno stesso mazzo, che servono per giocare lo stesso solito gioco e come in una delle più semplici proprietà matematiche, anche invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia.
Ennio Romano Forina

Genesi 1: 26-29

Se, come dice quel complesso di scritti che si chiama Bibbia, un Dio avesse voluto creare degli animali al solo scopo di fornire cibo e sostanze per la specie umana, non li avrebbe creati senzienti e dotati di un’anima sensibile, quale essi manifestano di avere tale alla nostra. Non li avrebbe dotati di istinto materno, non sarebbero stati affettuosi, come è evidente che essi sono e non si sarebbero affezionati tra loro e nemmeno all’uomo che doveva solo ucciderli, e non avrebbero provato sofferenza e urlato di dolore quando li scanniamo, non avrebbero allattato e difeso i loro figli come noi allattiamo e nutriamo i nostri, o covato le loro uova e nutrito i loro pulcini difendendoli a costo della loro stessa vita. Non sarebbero stati né altruisti né generosi e non avrebbero avuto paura di essere sacrificati per i nostri comodi. Solo un dio incapace, sadico, insensibile o imperfetto, avrebbe creato delle specie per farle diventare un cibo che soffre, un cibo sensibile e dotato di sentimenti di puro amore incondizionato.
E quindi, se dovevano costituire il nostro cibo, li avrebbe creati insensibili alla sofferenza, al dolore e agli affetti come sono i frutti delle piante, (ma non le piante stesse). 
La realtà è che dio, se esistesse a somiglianza umana, avrebbe sbagliato specie, dando agli animali l’anima migliore, la sensibilità più vera e cristallina, la dedizione migliore e l’amore materno migliore e tralasciando tutti quei tanti umani adulti e piccoli che con la loro ignoranza e con le loro crudeltà sadiche e perverse, dimostrano che un’anima a loro, quel dio si è proprio dimenticato di darla.

“Crescete, moltiplicatevi , ( e moltiplicate gli animali per farli soffrire.) “Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo” – 
– Certo, per riempire la terra e gli oceani e i fiumi del loro dolore e del loro sangue e il Cosmo della nostra vergogna! – 
Ennio Romano Forina

Il Tempo, alla Fine e al Principio del Tempo.

IL TEMPO, ALLA FINE E AL PRINCIPIO DEL TEMPO.
Allora non importerà “quanto” avremo vissuto 
ma “come” e “perché” avremo vissuto. 
È facile che possa scorrere un’intera e lunga vita 
senza aver davvero vissuto nemmeno un giorno 
mentre in un giorno solo si può vivere un’intera vita.

Ennio Romano Forina

Ennio Romano Forina

Sul Cieco Amore…

Si pensa alla cecità come l’incapacità di vedere, oppure metaforicamente si usa il concetto di cecità connettendolo al sentimento dell’amore e quindi si accetta la formula che l’amore possa essere cieco; vale a dire che ci si possa innamorare senza ragione di qualcuno a causa di un difetto dell’amore che sarebbe per antonomasia incapace di distinguere. 
In questo modo si scarica la responsabilità al di fuori del nostro essere e del nostro volere, dando all’amore una connotazione di impulso irrazionale che ci dominerebbe in modo indeterminato al di fuori della nostra volontà e in balìa delle circostanze. 
Io non credo che questa sia la spiegazione di tanti fallimenti, tradimenti, delusioni, ripensamenti e rammarichi di unioni sofferte e spezzate. Al contrario, la cecità non attiene all’amore, l’amore è una energia che come tutte le energie scaturisce da una fonte ed è quello il luogo dove si deve cercare la vera cecità. 
Ma dunque, quale potrebbe essere la fonte dell’amore?
La mente? Il cuore? Tutto l’organismo? 
No, la fonte è l’anima, è l’anima stessa dunque che può vedere o essere cieca, miope e incapace di sentire. 
E se l’anima è una intelligenza, come spesso affermo, la vera ragione della cecità dell’anima e dell’amore erratico e inconsistente deriva dal mancato esercizio dell’intelligenza dell’anima, un esercizio che si attua facendo vibrare le sue corde all’unisono e nel riflesso di tutte le ineffabili ma VERE vibrazioni cosmiche, e delle sue armonie. 
In parole semplici amando, sempre e comunque.
Ennio Romano Forina