Giornata Contro l’Oppressione e la Violenza Sulle Donne…

Gli uomini, cioè gli individui di sesso maschile, sono da sempre in conflitto tra loro, individualmente e collettivamente, aggregandosi in gruppi, branchi, tribù, popoli, nazioni, generando innumerevoli conflitti di potere e di rapina e alternativamente sono stati tanto massacratori quanto vittime nel corso di innumerevoli guerre, di lotte interne e rivoluzioni di vario genere per la supremazia, il dominio e lo sfruttamento di ricchezze o di risorse naturali…ma su una cosa sono sempre stati d’accordo …nel sottomettere il genere femminile, in qualsiasi epoca e luogo, facendo subire alle donne la sorte di vittime perenni ed esercitando gradi e livelli diversi di oppressione brutale o mascherata da ragioni fittizie di falsa protezione.
Tutti i popoli hanno fatto subire alle donne una condizione subalterna, che va dall’esclusione parziale o totale dei fondamentali diritti sociali, al vero e proprio schiavismo; tutt’ora in essere nella gran parte della realtà umana. Questa concezione del mondo al “maschile”, variegata secondo i luoghi e le culture, ma sostanzialmente omogenea, deve essere cambiata nelle menti deboli e ottuse dei maschi ma anche delle stesse donne, iniziando dalle culle, insegnando ai figli maschi il concetto di eguaglianza e il principio di libertà, che esclude tassativamente il POSSESSO di un’altra persona e sopratutto a far comprendere e rispettare il significato dell’avverbio di negazione “NO”…Sono le madri e i padri e le stesse istituzioni, a dover provvedere che questi concetti siano ben assimilati come princìpi fondamentali stabilendo chiaramente i confini della libertà individuale di ciascuno e il rispetto dell’indipendenza fisica e mentale di chiunque altro. Spesso, le madri di figli maschi che hanno commesso violenze e delitti nei confronti delle loro fidanzate, compagne e mogli, si esprimono come per scagionarsi, con la classica frase : “Io a mio figlio ho dato tutto …non gli ho mai rifiutato niente!” È proprio quello il problema: ai figli maschi si deve dare amore e protezione, ma anche direzione e correzione quando serve, e non si deve indulgere su ogni loro richiesta solo perché sono piccoli e amabili altrimenti sarà più facile che possano diventare adulti pensando che il possibile “No” di diritto di una donna, con la quale hanno avuto una esperienza di vita temporanea, sia un’offesa insostenibile e in molti casi mortale. Se date a loro “TUTTO” in realtà darete a loro il “NULLA” il vuoto esistenziale …li abituerete solo a ricevere e non a dare, e come conseguenza, quando verranno privati di un altro “tutto” ricevuto dall’esterno e che riempiva artificialmente le loro esistenze vuote, si renderanno drammaticamente conto del loro vuoto, del loro “niente” e nella disperazione di quella evidenza non sapranno far altro che distruggere quello che non hanno saputo apprezzare o comprendere, così come forse da piccoli hanno distrutto – senza un vero rimprovero – il giocattolo che gli era stato donato, ma che non hanno saputo far funzionare.
Ennio Romano Forina …2018 Per la difesa e i diritti fondamentali delle Donne in tutto il mondo.

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Insignificanti, Inconsapevoli Delitti

Una giorno, uno dei molti gatti che hanno vissuto nel “mio”, giardino si è presentata con uno di quei lunghi e sottili nastrini di plastica – che i produttori di buste insistono a inserire nelle buste stesse pensando ingenuamente di fornire un valore aggiunto al prodotto – che le usciva a metà della lunghezza dalla bocca, l’altra metà era infilata nell’esofago e nello stomaco…avrebbe finito per soffocarla perché essendo plastica scivolosa, un materiale non previsto dal meccanismo di espulsione della sua bocca, non se ne sarebbe mai potuta liberare da sola… uno dei tanti danni collaterali causati dall’impatto umano sul mondo vivente…Ma ciò che ancora di più sconcerta, è che le industrie non riescono a comprendere che questi nastrini non solo aggiungono inutile plastica alla plastica, ma sono del tutto inservibili perché scivolano mentre è molto più pratico ed efficace annodare la busta stessa… In un’altra occasione, ho salvato una mamma riccio che si era infilata completamente in una busta vuota gettata via aperta di surgelati che si era trasformata in una trappola letale…e in cui stava soffocando poiché le sue zampine erano immobilizzate all’interno e non aveva nessun modo di strapparla né di spingersi fuori … Un’altra volta tentai di liberare un piccione, che si era avvolto e drappeggiato in una di quelle retine sempre di plastica per contenere la frutta, purtroppo riuscì lo stesso a svolazzare via e in quel caso non mi fu possibile liberarlo. Per via dei prodotti che usiamo, di come li confezioniamo e dei modi casuali e incoscienti in cui li disponiamo, questi“incidenti” si ripetono miliardi di volte ogni giorno nel mondo…senza contare gli inquinamenti derivati dai veicoli e dalle sigarette sparse al suolo o lanciate accese dai finestrini, che spesso causano incendi minori o maggiori, ma sempre devastanti per la vita. Ma questi sono solo alcuni piccoli esempi di cose apparentemente innocue che produciamo o facciamo senza pensare alle conseguenze per il mondo vivente. Sembrano esempi irrisori, di nessuna importanza e invece per il loro numero e diffusione sono micidiali e ci rendono tutti responsabili e tutti colpevoli che ci piaccia o no ammetterlo. Ma se Atene piange, Sparta molto presto non riderà più, perché ciò che strangola, soffoca, brucia e avvelena il mondo vivente alla fine avvelena, strangola, soffoca, brucia anche noi, anche perché spesso i grandi disastri avvengono per la somma di tante piccole, “insignificanti ragioni”.. Chiamiamolo Karma se ci fa piacere. Ennio Romano Forina

Le Ali dell’Anima

Spesso il mio sonno è un vasto cielo
in cui mi trovo a veleggiare come un gabbiano dalle ali ferite
per i molti orizzonti aspri e lontani esplorati.
Ali plasmate dai venti che hanno attraversato le più dure tempeste
e che ancora sanno condurre nei sentieri del cielo.
Si libra lo stesso, levita, volteggia,
sfidando e sfruttando agilmente le correnti,
si staglia, fiero fra molti altri alati che con ali intatte,
ancora di tempeste ignare, indolenti e pigri
volano solo in cerchio irridendo ai negletti orizzonti.
Lui sa, che continuando a dispiegar le ali,
nuove forti penne nasceranno per seguir mete lontane
e per affrontare altre tempeste e i suoi occhi
a riempirsi dei colori di tutti i cieli e dei tanti perigliosi mari.
Così ora le ali ferite del mio cuore battono in uno spazio diverso
dove solo all’anima spinta da sincero amore è permesso navigare
poiché l’amore non è che un altro cielo immenso
che realizza i sogni di chi sa e vuol volare in esso,
ma non per ali lasciate troppo a lungo ripiegate
da non esser più capaci di condurre l’anima e il cuore
nel mirabile e infinito cielo dell’Amore.
Sei tu ora l’orizzonte verso cui voglio volare,
sei tu l’oceano da attraversare dove è sospesa l’isola sognante
e tu sei il lontano nido a cui voglio tornare.
Ennio Romano Forina 2018