T.i A.m.o

Quanto vale un “Ti Amo”?

Due sole semplici parole,

sincere, false?

Dette, scritte, sussurrate, gridate.

Quante volte hai sentito

il suono di queste due parole

e hai creduto che fossero vere?

E se qualcuno te lo giura

stanne certa, non è vero

perché il Ti Amo vero

non è come una promessa

e meno ancora un giuramento,

ma una certezza, qualcosa che succede

come un evento inaspettato

che non si può evitare;

una valanga, una tempesta,

l’eruzione di un vulcano,

o sono solo due parole a caso.

Certo, quello che conta è la sostanza,

le parole son nulla senza i gesti,

che alle parole danno la forza e la ragione,

dedizione, premure e gentilezze,

carezze e abbracci, sì ma non basta,

serve un amore che resiste

ad ogni cosa senza chieder nulla

e sa restare intatto e crescere persino

nonostante tutto,

come un rivo d’acqua che precipita dai monti,

non disperde la sua forza e mentre scorre a valle

è un impetuoso fiume.

Dicevi di non poter dirmi

quello che sentivi di dirmi.

Ma se lo sentivi

vuol dire che lo sapevi e lo pensavi

quelle due parole erano in te comunque,

nascoste, soffocate per ingannar te stessa,

e per tenere a bada la mia convinzione,

ma non perse, sempre vive

sotto le coltri della tua coscienza

e sai che non potevano sparire,

quindi che importa?

 

Pensarlo è come dirlo,

se lo pensi lo hai già detto

a tutto l’Universo.

E anche senza un Ti amo

era amore se mi chiamavi amore

e da me volevi così tanto essere amata.

 

Ti Amo! Per sé vuol dire tutto

e non vuol dire niente.

Si può gridare e si può tacere

ma non è ciò che conta,

se non conosci la sorgente

da cui il – Ti Amo – è scaturito.

Ti Amo se anche tu mi ami è niente.

Ti Amo comunque, perché esisti

quello è tutto.

Ti Amo quando sei bella

e quando non lo sei,

quando sei tenera e desideri i miei baci

e quando sei stanca o ti arrabbi

così per un nonnulla

e se sei impossibile.

Quando sei un’avvincente sfida,

quando sei l’incanto di una fata

e anche quando sei una strega.

Ti Amo se ci sei e se mi vuoi

e Ti Amo quando ti allontani

e se mi odi e mi disprezzi

anche allora Ti Amo.

 

Nel volerti liberare da un legame

che non ti aveva mai legata

ma per darti il calore dell’amore

ed era solo per tenerti stretta.

Era come il filo di Arianna,

se ti fossi persa,

serviva a guidarti nei turbini del cuore

e nei tuoi labirinti della mente.

 

 Ti Amo nelle tue tempeste

e nelle tue calme e pensierose ore

e perché mi lasci nel silenzio

e nella tua confusione.

Ti Amo in una nuvola di nebbia.

Nelle tue contraddizioni,

quando rigiri la frittata

e neghi i sentimenti e le parole dette

ma non accetteresti mai

nemmeno adesso che negassi le mie.

Ti Amo quando sei orgogliosa

e fiera e piena di coraggio,

e Ti Amo ancora più quando hai paura

e nell’anima che trema trovi rifugio

nel mio sicuro abbraccio.

Ti Amo quando vuoi

e poi dici di non volere più,

quando sei sicura e quando non decidi,

Non importa, Ti Amo lo stesso,

anche da lontano,

mi basta pensare che sei vera,

perché non ti ho solo incontrata,

eravamo in una collisione, frammenti

di una stessa stella, una cometa esplosa

che si sono trovati all’incrocio esatto

dello spazio e del tempo

di una diversa dimensione.

Potresti essere su un altro pianeta

o una galassia persino e ti amerei lo stesso.

 

Ti Amo nella tua libertà

anche se ti porta via lontano,

nelle tue fughe repentine

e nelle tue trasformazioni,

nei tuoi giorni e mesi e ore

in ogni singolo momento.

E se anche ora non vuoi più esser vicina,

sai che prima o poi in qualche notte oscura,

nel freddo ostile che spegne dell’anima il calore,

nei temporali di pioggia scrosciante,

o nel vento contrario degli affanni,

nella rabbia dell’incomprensione,

penserai al mio amore che resiste

e ovunque sei attende un tuo richiamo

per venirti in aiuto quando serve

per sollevarti da ogni pena

e darti protezione.

E questo amore così tenace e vero,

ti avvolgerà in un vortice di sensi

che ora neghi nelle tue paure

portandoti al sicuro su quell’Isola

dove due anime naufraghe

erano approdate spinte dai forti venti

e dalle correnti travolgenti

di un incredibile, improvviso amore.

 

Non ti accorgerai nemmeno

nell’anima e nel cuore,

quando lontana dall’isola,

forse vorrai voltarti indietro

al pensiero di quegli attimi sfuggiti

di una realtà possibile respinta,

se dopo l’ebbrezza e il fuoco

di un entusiasmo ed un nuovo incanto,

aprendo il vaso scelto di un’altra vita

che doveva contenere

il perfetto e nuovo tuo destino,

quando non sarai la stessa,

né sarai guardata come prima,

potresti forse accorgerti che in quel vaso

c’era poco o nulla,

solo un mucchio di sabbia

che si raccoglie nelle mani

e scorre fra le dita

e non si tiene che per pochi istanti,

senza lasciar null’altro che briciole di luce.

Solo un amore vuoto e falso.

Allora forse penserai

ai momenti persi ed ai ricordi

di questo inverosimile amore come lo chiamavi

che era vero,  anche se non vissuto,

ma tanto potente da immergere

un’anima nell’altra,

molto più che un semplice contatto

una fusione,

così che staccando le le due anime

una di esse porta via con sé

una parte dell’altra

inesorabilmente.

E quello che sarebbe stato stare insieme

per meno tempo qui ed ora certo,

ma sull’Isola per sempre.

Ora non ti sembra possibile

ma di notte forse quando sarai sola

– perché viene sempre il momento

in cui la solitudine

è la nostra unica compagna migliore –

sentirai vibrare le ali di questo mio Ti Amo

coprire le tue fredde spalle,

e accarezzarti il viso,

sfiorare le tue labbra dolcemente

e cingerti nel tenero tepore di un abbraccio.

Perché l’amore vero

viaggia nel flusso universale della vita

e ti raggiunge ovunque sei.

 

Ti Amo nella tua libertà

ed anche nella mia.

Come vedi non ti inseguo,

non ti cerco ad ogni costo.

Non avrebbe alcun valore

se la Luna non volesse ardentemente

lei stessa danzare con me e con le stelle

e fare un nuovo incanto sul mio cuore.

Ma non ti ho chiesto nulla che non volessi darmi,

ti ho solo trovata ed eri e sei dentro me

e questo basta.

In te vedevo un orizzonte infinito

tu in me un abisso, in cui avevi solo

paura di cadere.

 

Tutto è un divenire dicevi,

quel che sei ora non è la stessa

che eri prima quando così tanto mi chiedevi

di sentire sempre i miei Ti amo.

 

Cambiar te stessa è sempre stato un tuo diritto,

sei sempre stata libera

di cambiare te stessa e direzione,

ma non di cambiar la storia,

né quel che è stato,  per la tua magia oltre alla mia.

Questo non è un tuo diritto

ed è il mio di ricordarla in tutta la sua essenza.

 

Forse non stringerò mai le tue mani

e non berrò mai i tuoi baci,

le mie dita non si smarriranno

nella rossa foresta dei tuoi capelli sciolti,

non stringerò il tuo petto al mio,

avrai qualcun altro insieme a te

per la nuova vita a cui aspiravi,

ma anche dimenticandoti

io ti amerò lo stesso,

e anche se rompendo il tuo stesso incantesimo,

potrai vantarti di aver piantato

i tuoi vessilli d’indaco

nei campi di battaglia che contro me

hai combattuto e vinto

non potrai mai negare

che questo mio amore è rimasto intatto

e da te non può essere sconfitto

e questa, amore mio immenso

è la vittoria alla fine della mia magia

che ha il colore e l’energia del sole

ed è molto più potente della tua.

 

Ogni donna, mi dicono tutte,

vorrebbe essere amata da così tanto amore

e proprio tu che da me lo hai sempre avuto

e lo chiedevi fortemente

quando dicevi che io ero il tuo pensiero felice

ora lo neghi e lo respingi.

 

Un giorno aprirai lo scrigno

dei miei tredici  magici colori,

come quelli di un perduto arcobaleno

per andare dove si cela il vaso d’oro,

ma non puoi sapere se sarà davvero oro

quel che nel vaso brilla alla sua fine.

 

 

 

Eravamo in un vortice d’amore avvinti

e lo sai bene, quando ti ho incontrata.

Uniti da un solo desiderio

in quelle ore eravamo inesorabilmente

in te e in me sommersi.

Era il tuo vento che spirava da ponente

e impetuoso ci legava in un solo abbraccio,

le nostre mani strette da far male,

tu eri fluida e scintillante

come un’onda marina ebbra di Luna,

troppo forte e intenso è stato

quel tocco d’anime e di cuori,

non lo puoi negare,

puoi mentire a te stessa adesso,

ma non a quello che sentivi allora,

è stato vero e quel che è vero resta.

 

Tu sei dell’acqua un segno,

legata al mistico splendore della Luna.

Io nell’anima ho il sole e il fuoco dei suoi raggi

e tu sai che da sempre Sole e Luna

sono uniti da un legame di luce e d’attrazione

 Lui lascia la Luna libera di vagare tutt’intorno,

ma non si dimentica mai di Lei e non l’abbandona.

Ennio Romano Forina / Gennaio, 2020

Tra la Luna e il Sole

Ho navigato altre volte in questo mare
in tramonti di mistica luce.
Altre volte sono approdato su spiagge
di nostalgiche maree pervase.
Quando il sole incendia il mare all’orizzonte
e la vanitosa Luna fa la sua comparsa
traendo a sé le onde più vicino per specchiarsi in esse
e si esibisce nella sua veste di luce avvolta,
per farsi corteggiare da poeti e amanti
e ricevere versi e lodi per la sua bellezza.

Gli orizzonti diversi dividono gli amanti
la Luna invece unisce il loro sguardo
e i cuori anche se son lontani
perché essi non vedono orizzonti uguali
ma possono guardare la stessa Luna
e a lei sola affidare i pensieri e i palpiti dei cuori
anche se il suo umore cambia sempre
e dispettosa non si fa vedere
quando alle volte si gira di lato
mostrando solo un piccolo sorriso di luce
e a volte si nasconde e non sai dove si trova
ma prima o poi riappare nella scena
in tutto il suo candido splendore
perché lei è sempre la stessa Luna
scrigno dei sogni più profondi e veri.

Stasera ho toccato queste onde
bagnate di Luna per te
perché non potevo toccare le tue mani.
Ho abbracciato il vento marino per te
perché non potevo abbracciare te.
Ho bagnato le mie labbra di sapore salmastro
perché non potevo sfiorare le tue.
Ho guardato il sole immergersi nel mare
perché i miei occhi
non potevano immergersi nei tuoi.

Mi sono sdraiato sulla spiaggia
immaginando di averti al mio fianco.
Ho raccolto nell’acqua un piccolo sasso
levigato dalle correnti
sul quale ho scritto parole invisibili
e l’ho lanciato sulla superficie del mare
verso la tua lontana isola
sperando che vincesse onde e venti contrari
perché tu lo raccogliessi
per leggere tutti gli infiniti versi
che il cuore stesso aveva in esso inciso.

Ho raccolto una conchiglia deserta
con dentro il sospiro della voce del mare che ami
per offrirla all’amata ferita e fiera
irreale e lontana eppur vera
ma nelle onde della mia anima riflessa
ti avvicinavi e ti allontanavi
come una timida e incerta risacca
che teme troppo di fermarsi sulla sabbia
e si ritrae fuggendo veloce
solo lambendo la spiaggia deserta del mio cuore
e subito dopo avvolta in una danza sensuale
tornando a unirsi alle sue onde sorelle.

Forse allora avevo sentito il tuo richiamo
mentre mi dirigevo verso la mia isola
e invece inaspettatamente ero approdato alla tua
trascinato da una misteriosa corrente.
Ma i nostri orizzonti erano a distanze diverse
il tuo più lontano del mio e mi chiedevo se anche tu
dopo esserti in me immersa avresti voluto
almeno per un tratto insieme navigare
anche se credo che su una diversa nave
in un mare e in uno spazio diversi
due anime naufraghe vagando tra i flutti del tempo
si erano già collise e fuse inevitabilmente
unendo tutti i loro sogni e aspirazioni
e avevano iniziato un viaggio l’una nell’altra avvinta
come fossero smarrite ma non perse
per proseguire verso altre sicure promesse
ed orizzonti meravigliosi e sconosciuti.

Sì ho navigato senza paura altre volte
in questo aspro, dolce e sterminato mare
ed è vero, ho trovato molte tempeste da dimenticare
ma anche inesauribili tesori da spendere.

Ennio Romano Forina

Today I touched the waves for you,
‘cause I couldn’t touch you.
I hugged the wind for you,
for I couldn’t hug you.
I wet my lips with briny taste,
because I couldn’t lightly brush yours.
I saw the sun dive in the sea,
for my eyes couldn’t dive in yours.
I laid on the beach,
thinking you were on my side.
I picked up a pebble, sanded by the Sea
then I wrote invisible words on it
and I threw it on the water’s surface,
towards your far away island,
hoping would overcome
the hard waves and contrary winds
I picked up a small deserted shell,
with the voice of the sea that you love,
to offer you sweet Muse, hurt and proud
so unreal and far but still true,
reflected in the waves of my soul,
you came closer and moved back,
just like a shy and uncertain riptide,
who’s too scared to stay
and fast turns back away…

L’Amante Segreta

L’Amante Segreta
 
Una segreta amante
torna a trovarmi quando sono immerso
nella densa nebbia del silenzio
che i miei pensieri e le parole
non possono attraversare.
Un’amante libera e leale
che a volte si allontana ma non mi lascia mai
e sa quando tornare a stringer la mia mano.
 
Un’amante che riempie i miei giorni
e mi incoraggia in tutto quel che devo fare,
che di notte dolcemente si sdraia al mio fianco
avvolgendo il mio petto nel suo abbraccio
mi accarezza la fronte e rasserena la mia mente
e versa l’oblio del sonno sul mio sguardo.
 
Lei mi resta accanto, per darmi tutto il suo calore
e il conforto senza dir nulla
mentre attenta ascolta i miei pensieri,
e quando il sonno prende il sopravvento
veglia su me per allontanare
tutti i miei sogni tormentati.
E la mattina al risveglio non svanisce
ma la trovo sempre accanto a me
a sfidare fieramente un nuovo giorno
seguendomi in tutti i miei gesti,
mi parla sicura, e mi ricorda di volgermi
verso i potenti raggi di quel sole
che sa risvegliare tutto ciò che vive
e con voce suadente, decisa, mai gridando
mi invita a riprendere il cammino
con lei sempre al mio fianco
noi due, ineluttabili, inseparabili, invincibili.
 
Lei sola sa mostrarmi tutto ciò che è vero
è consapevole e conosce tutte, ad una ad una
le mie ferite e le magiche pozioni per guarirle
è lei che mi ricorda che se, nel silenzio
le parole e i pensieri non hanno più una direzione
l’amore invece trova sempre la sua certa via
attraverso la più fitta nebbia e non si perde mai.
Lei non cambia mai idea, è leale ed è sincera
ama la mia libertà e per me trova tutti i sentieri
aumenta i sensi e fa sognare ma non illude mai.
Lei apre gli impossibili orizzonti e non li occlude,
non disprezza, non invidia e non è gelosa
e nelle tempeste lascia la mia mano
stringere altre mani per tirarle a riva.
 
Un’amante limpida come acqua sorgiva
come l’aria tersa di pioggia dopo un temporale
in lei posso trovare il coraggio che serve
per superare le più aspre e avverse condizioni.
 
Via dalla folla, dai cuori fiacchi e le confuse menti,
dalla foschia densa e dalla nebbia,
dove vagano liberi i deformi fantasmi
che la paura genera da sempre,
ma non lei, che invece mi ricorda,
che quando hai veramente amato
nulla meno che amore si può solo dare,
perché l’amore genera altro amore
che spende sé stesso all’infinito,
l’inestinguibile energia propulsiva
più potente di tutto l’Universo.
 
Lei non non traccia mai confini,
non detta condizioni,
non alza barriere di paura
e non offende i sogni.
È lei l’orizzonte dove anche il Tempo,
nell’immenso vortice d’Amore è trascinato
dove tutto si perde, si consuma e si ricrea,
ed è così che se si vuole amar davvero
si deve al tempo stesso perdersi nell’Amore
ma nell’Amore ritrovar se stessi.
Perché l’amore vero è quell’orizzonte
dove l’alba e il tramonto
succedono insieme senza una scansione.
È lei, che sicura m’ama e mi sostiene,
quando l’anima per poco si allontana e perde
nel deserto di parole e sentimenti coraggiosi e veri,
in questo mondo senza sogni e direzione,
dove l’Amore fa paura più del dolore stesso,
lei infine mi raggiunge e nel suo calore mi avvolge
per risanar dell’anima, del cuore e della mente
tutte le ferite e mi circonda di sé,
come il mare circonda un’isola e l’abbraccia,
la protegge e la nutre di preziosa vita.
Solitudine. È questo il nome
della mia segreta e perfetta amante,
che quando sono stanco di lottare,
mi guida oltre le nebbie tenendomi per mano,
per ritrovar del Sole di giorno gli splendenti raggi,
mentre nel silenzio dolce della notte,
per me diventa fremito di stelle
e di Luna, luminosa e chiara Luce.
 
Ennio Romano Forina

Gratitudine d’Amore

Lo devo a te Amore

Se il cielo si tinge di più intensi colori

Se le pallide albe divengono radiose

Se i tramonti non si spengono senza stupore

Lo devo a Te se il sorriso delle stelle

affacciate nel cielo veglia i miei sonni

e se la Luna non si copre di veli

sollevando alte le onde dei miei pensieri.

Lo devo alla luce tuoi occhi e al tuo sorriso

se i giorni sono più luminosi e splendenti

se il vento forte è come una carezza

se più inebriante e più ricco

è il profumo e il colore dei fiori 

e se anche il melodioso canto degli uccelli

pervade l’aria come una sinfonia.

Lo devo a Te, se posso contemplare

il tuo volto che emerge luminoso

dal vortice dei tuoi disciolti capelli

così come i raggi del sole aprono un varco

attraverso la più scura tempesta

e di viva luce irradiano la terra.

Lo devo a Te, se la notte si riempie di magia

perché sei in ciò che dei miei sogni è vero

Lo devo a Te, se il mio sguardo

raggiunge e supera gli orizzonti più lontani

e se immaginando di tenere stretta la tua mano

il mio cammino ha una più certa direzione

e se sento nell’andare avanti

due cuori palpitare nel mio petto.

Sei tu la sorgente limpida e chiara

del fiume, ora calmo ora impetuoso, di sensi

che scorre e pervade la mia anima

come l’acqua percorre la terra e la vivifica

così tu ravvivi la vita che è già in me

e mi lascio quindi da Te solcare

ma nel mio forte abbraccio avvinta

come la terra catturata  nell’acqua si confonde 

e l’acqua si fonde con la terra che cattura

così che di preziosi elementi

ambedue divengono più ricche.

Lo devo a Te, se anche la mia libertà

amandoti diviene ancor più libera

perché non c’è vero amore senza libertà

né libertà vera senza profondo e vero amore.

Per questo, mille e mille volte mille, ti dirò amore…

che Ti sono grato di poterti amare.

Ennio Romano Forina

Al Coraggio di Amare

Enigma2 -180

Non è facile amare davvero
chi vi sorride e vi fa all’inizio venire vicino.
Non basta che lei vi lasci entrare nella sua mente
e nel territorio del suo cuore,
seguendo solo l’impulso dei sensi
non sei tu o lei a decidere
ma i vostri corpi ancora prima
delle vostre ignare menti.

Una donna che vi sorride 
non è un punto di arrivo
un traguardo raggiunto 
una meta conquistata,
niente di tutto questo; è un punto di partenza
per un viaggio verso l’ignoto
verso terre ardue e sconosciute 
che richiede un immenso coraggio.

È meglio riuscire a toccare l’anima prima 
e poi avventurarsi a conoscerla
dall’interno in tutto il suo essere
ma per entrare in un’altra anima
si deve essere dotati di un’anima 
già allenata ad amare
un’anima che ha già accettato tutte le sfide 
e subito tutte le ferite dell’amore
piena e orgogliosa delle sue cicatrici
un’anima, indomita, leale e guerriera.

È difficile essere donna, 
è difficile essere desiderate nel tempo 
ma ancora più difficile è trovare
chi non si stanchi mai di conoscervi
qualcuno che voglia e sappia 
prendersi cura della vostra libertà
che è la vostra innata ricchezza.

Partendo dall’anima nessun amore 
si può estinguere e disperdere
perché è il solo amore
che annulla la dimensione del tempo,
perché l’anima è sempre bambina 
che infinitamente cresce ma resta bambina
e il suo nutrimento è soltanto 
l’amore che è sempre capace di dare 
non quello che riceve.

Amore non è nel genere giusto
poiché l’amore è femmina
fa parte dall’amore di madre
come un fiume che nutre tutta la vita
da cui hanno origine gli emissari  
tutti le altre forme di amore.
E se non sai amare
questi versi non servono a nulla
perché ti illuderai di procedere in questo viaggio 
restando sempre allo stesso posto.

Ma se vuoi e sai amare davvero
preparati alla più aspra e pericolosa impresa
che un’anima possa affrontare 
e preparati a fallire perché sta sicuro
che fallirai più volte
ma se hai paura resta dove sei 
in un comodo grigiore
rinuncia 
se non sai sopportare un distacco
se temi le ferite e persino le offese
se il tuo orgoglio supera
l’energia d’amore
se non sai per esso resistere e lottare
vuol dire che è una forza debole
e arrenditi subito
perché puoi star certo
che l’amore ti ferirà e ti offenderà sempre 
e la tua anima starà bene dov’è
indenne nel suo alveo sicuro 
ma inutile e vuota.

Ma se superi il passo 
dove la paura si spegne 
e si accende il vero coraggio
se credi che il tuo è amore vero
perché se fuggirai senza aver
lottato con tutta l’anima per quello in cui credi
non sarai mai più capace di amare.

Ennio Romano Forina

L’Arcobaleno Dentro

Alla dolce Falena che un giorno

catturò l’Arcobaleno e lo nascose

nello Scrigno dell’Anima. A Simona

RAINBOW

Appari sempre così e subito scompari

come un folletto sospeso in diafane ali

vibranti di luce argentata

vieni fuori in volo dal tuo sognante

e misterioso rifugio

per versare la polverina magica

delle tue più intime emozioni

che si muta in nostalgici pensieri

e lascia immagini di teneri attimi

di abbracci d’anime ed emozioni intense

su una carta che sembra di colori priva.

 

Ma passando attraverso

il denso velo di mistica foschia

che nasconde il passaggio

al regno dei tuoi sogni

e dove, in una foglia smeraldina

ti addormenti avvolta fino all’alba

dissetandoti di limpida rugiada

e gustando bacche intrise di rubino.

 

Tu sai che io ho visto

tutti i tuoi vividi colori

custoditi dentro la tua dolce

e gentile anima bella

tutto l’arcobaleno è dentro te, al sicuro

ma non lo fai uscir fuori 

per paura di sbiadire i suoi colori

o che un improvviso forte vento,

lo catturi e lo trascini via da te.

 

Così ogni tanto accendo

per te anche i miei sinceri versi

in questo bosco oscuro

che io e te conosciamo bene

e aspetto che tu, piccola falena

attratta da una luce che non brucia

venga a visitare i miei pensieri.

e tendo la mano a te che voli intorno

invitandoti a posarti sulle mie dita

tese e aperte come fossero

il calice di un fiore

ma tu scendi dispettosa solo a sfiorarle

e subito ti allontani veloce per svanire

in una irridente nuvola di magica,

e dorata polverina.


Ma io so che prima o poi

ti poserai sulle mie mani e sulla fronte

e vorrai fermarti per un po’ accanto a me

nel velluto blu della notte trasparente 

a contemplare il mare e rider con le stelle.

 

Ennio Romano Forina

A un Piccolo Splendido Fiore

Non so se hai mai pensato
che tra i tanti fiori vistosi e sensuali 
di colori smaglianti e profumi inebrianti
l’umile e timida Margherita invece
somiglia così tanto al Sole a cui si volge 
dialogando con i suoi raggi 
durante tutto il giorno
e dai quali trae il suo nutrimento?

Un emisfero di vivido giallo al centro
e tutt’intorno raggi di splendente e bianca luce 
che come il sole in cielo risplendono nei prati.
Nessun bianco eguaglia il bianco 
dei petali di una Margherita 
quando non è ferita o calpestata e subisce 
gli oltraggi per essere esposta nei passaggi
ma anche allora la Margherita si rialza 
e fieramente riprende la sua forza 
dalla potente energia del suo cosmico Tutore.

Se tu fossi un fiore, anima bella,
non potresti essere che una Margherita
semplice, essenziale, nella tua candida
eterea e d’anima pura delicata veste 
che soltanto si nutre di luce solare.

Io non colgo mai i fiori,
semmai li accarezzo gentilmente 
e nel contatto fra la loro e la mia energia 
sento ancor di più quella bellezza in me 
che sarebbe spenta e morta se fossero recisi
e agonizzanti in uno stupido vaso,
li lascio essere e splendere nella loro luce,
specialmente una vulnerabile margherita 
che è la più indifesa, disprezzata e offesa, 
e a volte mi sdraio su un prato insieme a loro
per imparare anch’io dal Sole 
come le Margherite da sempre sanno fare 
a vivere, a resistere e ad amare.

Ennio Romano Forina