Dal Poema della paura e dell’Amore…

…Lei ti odierà se non l’amerai abbastanza
ma ti odierà lo stesso per amarla troppo.
Sarà gelosa per la tua indifferenza
ma ti disprezzerà se sarà sempre nei tuoi pensieri,
perché Lei vuole che tu l’ami come il Sole ama
inondando il giorno di luce impetuosa
ma poi lentamente attenua la sua forza
e i suoi raggi sono carezze lievi
prima di sparire oltre l’orizzonte.
Lei vuole esser così immensamente amata,
per poi dimenticarti di Lei
e tornare ad amarla ancora e ancora
in ogni nuovo giorno
come fosse sempre il primo di infiniti giorni.
Questo è l’amore vero;
abbracci di fuoco che abbandonano la presa,
mani avvinte lasciate scivolare via,
ma se non conosci tutte queste cose
tu non sai ancora cosa voglia dire
essere amanti veri e senza tempo…

Ennio Romano Forina

Filastrocca dell’Amore che Vuole Volere

Ti voglio strega e ti voglio fatina

nei tuoi incantesimi avvolgermi

ed essere preso e smarrito

per poi liberarmi ogni volta

e da nuove magie restare incantato,

voglio vederti libera correre via

e aspettare tranquillo che torni.

Perché ti voglio fiera e ribelle

per poterti inseguire per sempre

senza mai fermarci

tra il sole e le stelle.

Ti voglio elettrica e misteriosa,

voglio seguirti nelle tue stagioni

e in tutti i tuoi umori cangianti,

in ogni giorno e in tutte le notti,

voglio invadere i tuoi sogni

per esser sicuro che tu sorrida.

Ti voglio vulcano e temporale,

giorno di sole e vento maestrale.

Voglio farti arrabbiare,

sorprendere sempre,

ma mai lasciarti annoiare

senza parole e sorprese

e teneri gesti d’amore,

ti voglio proprio così, come sei,

voglio vedere i tuoi sciolti capelli

scorrere come steli di grano nel vento

e infilarmi nelle loro tempeste.

Come il tempo ti voglio mutevole

aspro e persino improvviso,

ti voglio spavalda e anche distante

affamata di abbracci caldi e infiniti

ma anche affettuosa e ti voglio amante

di baci, carezze e altri baci mai sazia

e ti voglio arrabbiata, ti voglio ostinata,

ti voglio ammiccante e sensuale

e voglio che tu mi seduca,

che mi sfidi e mi prendi in giro,

ti voglio monella e ti voglio solare

ti voglio vogliosa,

ti voglio fiera e bellicosa,

ma infine arrendevole e dolce.

Ti voglio vento e correnti marine

navigare nelle tue acque in burrasca

affondare nei tuoi vortici d’onde.

Ti voglio arruffata dispettosa e sfrenata

ti voglio lunatica, misteriosa,

ti voglio prigioniera e poi liberata

timida ma coraggiosa.

Ti voglio quando sei nostalgica e triste

e in solitudine ti lasci andare,

voglio sentire i tuoi caldi sospiri

scorrere sempre sul mio viso,

come una brezza marina,

come un fortunale improvviso

e come onde che cullano il sonno.

Ma chiunque tu sia, sei già tutto questo

e non voglio volerti diversa

non voglio altro da te,

che essere sempre e per sempre

soltanto tutto quello che sei.

“Poiché quel che l’Amore vero

soltanto può volere è il donare”.

Ennio Romano Forina

Dimenticare la Luna

Povera luna, nessuno ora leva più lo sguardo

all’artefice di scenari suggestivi e perfetti

tu che ispiravi tutti gli amori

e suggerivi a poeti e amanti i versi più belli

confortavi il viandante notturno

alleviavi le angosce più oscure

eri la Dea che a tutti sorridevi intrigante

pervadendo di placida magia il mondo insonne.

Tu, ospite splendente, anfitrione eccelsa

della tua degna dimora celeste,

principessa e vestale delle notti più limpide

con la tua arcana, festosa presenza

volteggiando pigra nel cielo notturno

fugavi tutte le angosce e i timori

avvolgendo di soffice luce i sonni più inquieti.

Ci insegnavi che esiste l’irraggiungibile,

che non si può e non si deve possedere tutto

che nessuna piramide ambiziosa

nessuna torre svettante nel cielo

poteva minimamente sfiorarti

e quindi restavi, venerata, sacra e intatta

umiliando le umane brame e le tiranne pretese.

Ora lo scrigno in cui custodivi i sogni degli amanti

e dei poeti di tutti i tempi è stato violato,

e i desideri sono dispersi, catturati da altri mondi

e forse nessuno, per molto tempo

sarà più in grado di rimpiazzare quei tesori

da te finora, segretamente serbati.

Ti scrutano ancora, ma non per amore

soltanto per sapere se vi siano gioielli in te da rapinare,

o se si possa immettere in te la stessa vita

che qui nella tua sorella Terra per ironia atroce

viene indegnamente soffocata,

se si possa far di te e altri sterili mondi

dei gioielli azzurri, mentre questo pianeta

ferito, depredato e offeso

sempre più a te fanno somigliare

come un arido sasso senza vita,

un misero detrito nello spazio

ma senza il tuo incanto

e senza il tuo diafano e magico pallore.

E se fossi fatta di platino e d’oro

anziché di inutile sabbia e roccia

saresti in breve tempo invasa e divorata

da miriadi di potenti macchine brutali,

comandate da voraci parassiti umani

pronti a succhiare le tue vene profonde

scavando solchi, buche e sanguinanti ferite

per divorar ricchezze e niente altro,

come per lo splendente verde azzurro globo

che sempre più si ricopre dello spento grigiore

di città mostruose, gangli letali di una rete immane

di cemento e asfalto che si propaga ovunque

come le metastasi incontenibili del cancro.

Ti guardano ora nella tua intimità svelata

come si osservano gli animali oppressi

nelle prigioni della follia e della vergogna

degli zoo, dei circhi e degli allevamenti

e anche tu sei già rinchiusa in una gabbia

di ottusa e falsa conoscenza,

senza più meraviglia, né domande

solo una bizzarra e negletta decorazione

appesa in cielo per il nostro diletto

superata dalle potenti luci umane

che violentano i misteriosi ritmi vitali della notte

uccidono te e tutte le altre stelle.

Ma non sei tu o Luna,

ad aver perso il fascino e l’incanto

siamo noi, ad aver spento

le nostre più profonde sensazioni

ebbri delle nostre brutali luci false

che non possono come la tua riflessa luce,

far battere un cuore con nessuna vera ispirazione

e non illuminano l’anima e la mente

come tutti i negletti suoni e luci

che anche per noi continuano a vibrare

dal Cosmo intero e dalle Stelle.

Ennio Romano Forina

A un piccolo splendido fiore

Non so se hai mai pensato
che tra i tanti fiori vistosi e sensuali
di colori smaglianti e profumi inebrianti
l’umile e timida Margherita invece
somiglia così tanto al Sole a cui si volge
dialogando con i suoi raggi
durante tutto il giorno
e dai quali trae il suo nutrimento?

Un emisfero di vivido giallo al centro
e tutt’intorno raggi di splendente e bianca luce
che come il sole in cielo risplendono nei prati.
Nessun bianco eguaglia il bianco
dei petali di una Margherita
quando non è ferita o calpestata e subisce
oltraggi per esporsi indifesa nei passaggi
ma anche allora la Margherita si rialza
e fieramente riprende la sua forza
dalla potente energia del suo cosmico Tutore.

Se tu fossi un fiore Lisa, anima bella,
non potresti essere che una Margherita,
semplice, essenziale, nella tua candida,
eterea e d’anima pura delicata veste,
che soltanto si nutre di luce solare.

Io non colgo mai i fiori,
semmai li accarezzo gentilmente
e nel contatto fra la loro e la mia energia
sento ancor di più quella bellezza in me
che sarebbe spenta e morta se fossero recisi
e agonizzanti in uno stupido vaso,
li lascio essere e splendere nella loro luce,
specialmente una vulnerabile margherita
che è la più generosa, disprezzata e offesa
e a volte mi sdraio su un prato insieme a loro
per imparare anch’io dal Sole
come le Margherite da sempre sanno fare,
a vivere, a resistere e ad amare.

Ennio Romano Forina

FEDE E CORAGGIO

Lisa, cuore di margherita,
povero piccolo splendido fiore,
non so quali oscure minacce
come nubi cariche di pioggia prepotente,
stiano coprendo la luce del tuo cosmico tutore,
ma so per certo, che al di là di queste
i suoi raggi per te splendono sempre
e torneranno presto a restituirti tutto
il calore e l’energia che ti serve per lottare.
Ora sei avvolta nei tuoi petali richiusi
e senza la luce forse sei pervasa di paura,
ma guarda oltre le nubi con fiducia e forza
e presto le vedrai dissolversi e sparire
e sentirai la tua anima amante e dolce
riprendere sicuro il tuo molto lungo ancora
cammino nella vita.
Ne sono più che certo, credi, e questo sarà vero,
poiché tu hai l’ambito dono della fede
che attinge da ineffabili e misteriosi lidi
del Cosmo intero tutta l’energia,
qualunque sia il nome che ad essa viene dato
quel che conta e che solo l’Amore sia
la sostanza vera di qualunque fede.

Le anime come te servono a riflettere più luce
in questo perduto e folle mondo degli umani,
così sai, come le margherite, quel che devi fare:
Vivere, Resistere ed Amare.

Ennio Romano Forina

Quando

Quando ammiriamo un paesaggio quale è,

invece di cercare di cambiarlo

e siamo capaci di apprezzare lo svolgersi

di vita in ogni stagione,

quando abbiamo il palpito del cuore

pieno d’amore anche senza un amante,

quando con meraviglia guardiamo il firmamento,

e salutiamo le albe sorridendo,

quando affidiamo ai tramonti i nostri sogni,

e alla dolce e placida Luna i nostri desideri.

Quando accarezziamo invece di colpire,

quando conosciamo invece di ignorare,

quando sappiamo leggere l’anima in altri sguardi,

invece di volgere il nostro

per guardare solo un’immagine riflessa

nello specchio dell’insano egoismo,

quando ci chiediamo continuamente

se il nostro pensare e agire sia meno che perfetto

e non sia di danno alcuno fuori di noi.

ma non sia nato dall’attesa di un premio

né dal timore di una punizione,

ma venga da sé stesso generato per amore.

Quando la paura dell’ignoto

non ci fa sbagliare direzione.
Quando le nostre parole sono vere

e i pensieri cristallini e puri,

quando le nostre mani stringono fortemente

altre mani ma senza trattenere,

quando restiamo invece di fuggire,

quando non cerchiamo di prendere

la forza che ci manca dagli altri,

ma diventiamo forti noi

solo per donarla senza condizioni.

Quando la compassione è il terreno sicuro

in cui muoviamo tutti i nostri passi

senza affondare nelle sabbie mobili

e nel fango insensibile dell’indifferenza.

Quando abbracciamo invece di abbandonare,

quando sappiamo distinguere la direzione,

quando sappiamo che un gioiello

si può comprare e portare via,

ma lasciamo stare il fiore che se colto muore.

Allora il legame con l’armonia del Cosmo si unisce

all’energia pura dell’Amore Universale

e qualunque cosa accada noi siamo eternamente

in quell’amore avvinti e rigenerati.

Solo allora forse spegneremo le fiamme

che bruciano da sempre

negli inferni della mente umana.

Ennio Romano Forina

Sono il Senso delle Cose

Sono la Madre, nata dalla Madre Acqua sono la primigenia sono l’indefinibile sono l’Assoluto. Non nata da nessuno. Da un raggio di Sole trasformato in Acqua per Amore, null’altro. In me scorre l’energia che tutto muove. Sono l’orizzonte irraggiungibile e le lande che percorri. Sono dove mi puoi trovare, ma non cercare di legarmi, di confinarmi, di spiegarmi. Sono il senso delle cose. Rispettami, amami, e basta.
Ennio Romano Forina Primigenia2.jpg

Waves of Love’s Thoughts Onde di Pensieri d’Amore

Onde Di Pensieri D’Amore
Waves Of Love’s Thoughts
 

Non ti ho amata solo per la tua bellezza,

 

ma per lo sguardo e il timido sorriso

 

di una donna con l’anima di bimba,

 

sempre tradita da cuori indifferenti e vuoti.

 

E se la mia mente e il cuore

 

restano sempre in te perdutamente immersi

 

non è per seguire un’illusione vana

 

ma perché tu mi senta lo stesso accanto a te

 

a tenerti per mano se ti perdi.

 

Non so più come parlarti

 

ora che sei invisibile e distante

 

ma so come chiamarti,

 

come sempre.

 

Amore.

 

E non potrei, nemmeno adesso chiamarti

 

in nessun altro modo

 

o non sarebbe stato vero

 

che ti chiamassi Amore prima.

 

So che stai percorrendo sentieri ancora sconosciuti

 

che sembrano indicar mete sicure

 

eppure la tua anima esita a lasciare la mia mano

 

lo so, lo sento, perché io resto dove sono

 

e tu sai che questo amore

 

è ancora la più vera, unica certezza

 

in vita tua mai avuta.

 

Amare un volto, un corpo ci vuol poco,

 

ma amare un’anima è tutta un’altra cosa

 

e sono ancora qui, solo per esserci per te,

 

quando nella tempesta tu ne avrai bisogno

 

pensando di essere giunta nella tua nuova isola

 

che non sarà quell’isola sperduta

 

in cui io e te siamo approdati,

 

forse sarà un castello, da cui vorrai fuggire ancora,

 

Rapunzel, come allora?

 

Non so, devo per te sperare che così non sia,

 

ma conosco te e conosco dell’uomo la follia.

 

Allora sarò di nuovo il faro che ti guida

 

al tuo sicuro rifugio

 

e ti riporta all’isola vera che è ancora lì

 

dove sono io e aspetta il tuo approdare.

 

Aspetta te che sei della preziosa acqua un segno

 

e senti della Luna la marea,

 

che ogni notte solleva le onde dei tuoi sogni.

 

Sono stato a lungo sospeso sul molo di questo tempo

 

come chi davanti al vasto mare

 

scruta l’orizzonte degli eventi,

 

soltanto per sapere se almeno sei arrivata

 

indenne alla tua meta.

 

Vagando tra le tante anime, incomplete, perse e false

 

che si sfiorano senza mai toccarsi veramente,

 

pronte a carpire degli altri le vitali energie

 

senza nulla voler o poter dare

 

ma cercando solo compenso ai loro vuoti.

 

Solo le stelle sanno

 

perché tra tanti sguardi d’anime

 

indifferenti, vaghi e spenti

 

i nostri due si erano accesi

 

sigillando le nostre aure insieme,

 

in uno spazio e di un tempo diversi

 

e per un istante hanno brillato nel cielo

 

come astri, consumati da un unico fuoco.

 

Non ci sarebbe il moto delle onde,

 

se il vento non le amasse per giocare

 

e al vento ho affidato questo amore.

 

Ricorda, allora quando sarai

 

sorpresa dalla marina dispettosa brezza,

 

che scorrendo sul tuo viso

 

vorrà sollevare anche dei tuoi capelli l’onde,

 

che quello è il tocco delle mie carezze.

 

Ci sono parole che sono solo rumori

 

e non hanno nulla da dire

 

altre invece sono musiche rare,

 

nelle limpide notti

 

rischiarate dalla silenziosa Luna,

 

dove si costruiscono i sogni

 

e non risuonano mai invece nella nebbia

 

che genera solo mostri e le illusioni.

 

“È successo tutto tra noi”.

 

sono tue queste parole, forse il capitolo finale

 

di una storia perfetta nella sua imperfezione,

 

realizzata anche se irrealizzabile.

 

L’irraggiungibile distanza stessa

 

poteva solo dalle nostre anime essere valicata

 

o non sarebbe successo nulla,

 

ecco perché in questo dramma mirabile d’amore,

 

soltanto tra me e te scritto e immaginato,

 

eravamo più veri di molte realtà senza spessore.

 

Nel sogno, turbinavano parole come un vortice di sensi

 

e anche se un sogno era un sogno

 

quelle parole erano vere,

 

o cosa è meglio il contrario?

 

Vivere una realtà vera fatta di parole false e deboli?

 

Le nostre sgorgavano impetuose,

 

inarrestabili lo sai,

 

come limpida acqua dalla fonte

 

eravamo in esse immersi fino a naufragare.

 

Ora so, come sapevo, ero sicuro

 

che il solo modo di riaverti era di perderti,

 

so che mentre ti allontanavi

 

sentivi ancora la mia voce

 

e sentivi stringere le mie alle tue mani

 

intrecciare le dita come l’edera

 

si aggancia a un’altra pianta più forte

 

e sentivi i miei sguardi seguirti

 

mentre svanivi nella nebbia fitta

 

delle tue paure,

 

ma non potevi fare a meno

 

di voltarti indietro pur da lontano

 

ed è vero, leggevi le mie note e non rispondevi

 

ma nemmeno le rifiutavi,

 

che vuol dire questo?

 

Che tornerai lo so, ne sono certo

 

forse non ora, ci vorrà del tempo, ma tornerai,

 

forse le lunghe chiome color fuoco

 

saranno raccolte, argentee e spente

 

ma non potrai fare a meno di tornare,

 

sarai tu a voler lenire

 

dell’anima e del cuore le mie ferite

 

che sono anche le tue

 

quando staccandoti, parti di esse sono rimaste in te

 

e non sei riuscita a liberarti a scuoterle via ne sono certo.

 

Ricorderai la sciarpa

 

messa via, riposta, ormai senza più

 

l’essenza della tua femminea pelle,

 

o forse regalata a un altro, nell’indecisione

 

per liberarti del pensiero di me,

 

un ricordo solo imbarazzante, una promessa vana,

 

una ferita profondamente inflitta

 

e lo sai bene, per tutte le mie promesse mantenute

 

era quella l’unica da te e l’hai mancata.

 

Ma non importa, le ferite sono davvero tante

 

nelle tue parole nel tempo del distacco,

 

nel voler nella tua mente distruggere il mio viso e nome

 

e quello che per te e in te io ero stato,

 

quando hai spalancato la tua porta

 

e abbattuto le barriere e nel tuo cuore e anima

ero penetrato senza esitazione

 

inesorabilmente, varcando il confine della tua paura

 

ma sai che non potevi nulla nel tuo cuore,

 

la mente inganna, ciò che cuore e anima sanno vedere.

 

Forse ora non sono io che ancora penso a te,

 

ma è il tuo pensiero che mi cerca,

 

attraverso l’incanto spezzato e le ferite,

 

non avrebbe più senso l’attesa vana di un ritorno,

 

eppure sono ancora qui per te e aspetto.

 

Non ci siamo mai incontrati,

 

non ti ho mai stretta nell’incanto di un abbraccio,

 

tu non hai voluto,

 

avevi troppa paura di non poter più liberarti

 

dalle braccia del mio potente amore,

 

eppure ti ho riconosciuta e tu hai riconosciuto me,

 

ma poi ti sei smarrita in un carosello

 

di luci e giochi pieni di promesse diverse,

 

sapevi subito che non ti avrei mai fatto male

 

ma volevi vedere me come fossi il gioco

 

troppo impegnativo e rischioso e lo hai lasciato,

 

anche se io ero il tuo gioco preferito,

 

come una bimba abbandona l’orsacchiotto

 

che così tanto ha abbracciato,

 

cullato e accolto nei suoi sogni,

 

e poi con occhi lucidi di stelle, cerca giochi diversi,

 

ma la magia dell’orsacchiotto resta,

 

anche se dimenticata, nella scatola

 

dei vecchi giochi col mio nome,

 

troppo piccola per contenere questo amore.

 

Si può soffrire per aver perso il tocco di una mano

 

che non si è mai realmente stretta?

 

Puoi nasconderti ora nei tuoi segreti altrove,

 

ma conosci il mio impeto e la convinzione

 

solo il pensiero di te, solo le mie parole

 

che amavi così tanto leggere e sentire nel tuo cuore,

 

forse lo ridestano sono certo,

 

che puoi sentirlo anche adesso nella valle del tuo seno,

 

nel triangolo della vita dove da me

 

volevi tanto essere riempita,

 

e so che ancora lo vorresti anche se a te lo neghi

 

a te e al mondo, perché l’hai avuto e lo senti tuo

 

e ti appartiene, so che lo vuoi sempre

 

come l’hai voluto,

 

non troverai un tale potente amore

 

tutto a te donato e in ogni giorno

 

verso il tuo mondo alieno.

 

Come vedi quella fiamma era così accesa

 

che ancora non si è spenta nonostante tutto.

 

Tu dicevi: “In fondo sono solo parole”, e non credevi

 

che fosse un vero fuoco che non spegne mai.

 

Eppure non ti cerco,

 

mi distraggo, ho mille e mille cose da fare,

 

piani, progetti, idee, scritti e versi di luna sempre pieni,

 

poesia e arte, non mi fermo mai lo sai.

 

Ma ti sento sempre,

 

non sono io che ti penso e ti sento,

 

mi sta sempre addosso

 

questa sensazione di non essere mai solo

 

né libero, liberato da te.

 

Ma ora sono io ad essere distante,

 

sei dalla mia mente uscita per la prima volta

 

e forse non sai dove cercarmi più,

 

per paura di lasciarmi ancora entrare in te,

 

ogni tanto un tuo stupido inutile cuore giallo

 

nel silenzio delle parole,

 

che non serviva a nulla anzi acuiva il dolore,

 

era come un insulto, una briciola d’amore

 

anzi, una insormontabile barriera,

 

poi non mi hai scritto più , non mi hai risposto,

 

nemmeno con le parole fredde e vuote di prima,

 

contenute in spazi ben precisi, ora nemmeno quelle,

 

non metti più alcun segno

 

a tutte le mie parole scritte e lanciate nella rete.

 

Ma il ricordo dell’impeto d’amore che ti schiacciava

 

al muro e strappava i tuoi vestiti come volevi tu

 

che ti teneva a freno come un’indomita puledra
 

e l’impeto dei nostri corpi nelle menti impresso,

 

quello non puoi scordarlo ne sono certo,

 

anche se adesso lo provi con un altro,

 

presto forse vedrai che non è lo stesso fuoco.

 

Ero una distrazione? Non credo,

 

avevi capito che io ero chi poteva darti

 

quel vero amore che da sempre il tuo cuore aveva amato

 

e più e più volte lo hai detto

 

che ero io davvero l’uomo dei tuoi sogni

 

che veniva da un inverosimile futuro

 

o da un’altra lontana costellazione,

 

da un dislivello di tempo che tu vedevi

 

come un abisso di anni luce in cui cadere,

 

così ti sei tirata indietro, allontanata

 

come una cometa s’allontana per molto tempo

 

dal suo fuoco ma sa che al fuoco resta legata,

 

e deve prima o poi tornare indietro.

 

Ma questo amore tu l’hai conosciuto,

 

ed ora amore mio dovrai per sempre averne conto,

 

per ogni altro amore che non sia abbastanza

 

e non sia tale per fuoco e convinzione,

 

come un uragano,

 

come un vulcano,

 

niente di meno o non sarai contenta,

 

dovrai voltarti indietro,

 

a pensare a quel fuoco che stringevi fra le mani,

 

che era entrato in te così potente da lontano,

 

che ne sono certo, lo sento

 

me lo dicono le stelle e me lo dice la luna, tua sorella,

 

che non ha smesso di bruciare nel tuo cuore.
 

Ma forse sbaglio e tutto questo non è vero,

 

sono solo folate di vento nella mente,

 

forse alla fine, il volto di Luna a cui ho dedicato

 

così tanti versi di vero Amore intrisi,

 

non sei tu e non esiste.

 

Ennio Romano Forina – Da un Aprile a un Aprile

Elogio della Segregazione

Non dovremmo lamentarci troppo
per non poter girare a nostro piacimento
senza le distrazioni e le lusinghe,
di una fittizia libertà nell’agorà comune della vita,
esser costretti a chiudere i cancelli della libertà di agire
può servire ad aprire quelli della mente o dell’anima
che molti hanno da tempo serrati dietro le loro spalle
senza più ricordare dove siano le chiavi per aprirli.
Siamo puniti come dei discoli bambini
che non hanno ricevuto insegnamenti
dai loro genitori e dalla scuola
a loro spesso viene detto che possono far tutto
nelle leggi senza farsi mai male
ma non dicono di non far male ad altri
quando con le loro azioni e scelte
feriscono i loro simili, la vita e gli animali,
senza pensare mai che la vita è unica
quando una parte viene ferita e disprezzata
anche TUTTA la vita è offesa e danneggiata.
Hanno da sempre tutti i permessi e le licenze
di disporre del mondo come fosse un loro giocattolo
per dar piacere non per imparare
in modo tale che da adulti trattano come un gioco
anche chi dovrebbero amare
e quando a loro il gioco viene tolto
diventano pazzi di furore
e distruggono il gioco che non sapevano far funzionare.
Voi madri e padri ai vostri figli non dovete dar tutto
ma insegnare rispetto e compassione.
Gli altri animali vivono la vita, noi la consumiamo
loro l’arricchiscono, noi la sperperiamo.
Ho cercato invano e ovunque i veri luoghi
senza confini e restrizioni della libertà
e gli unici che ho trovato erano nella mia anima.
Restare a casa per me non è una restrizione
il mio mondo è la mente il mio cuore la casa
l’anima è il mio giardino
l’immaginazione il mio laboratorio,
i miei strumenti sono penne e tastiere,
i carboncini matite e i colori
le distese bianche di tele e cartoncino
i miei orizzonti inesplorati
in cui proietto i pensieri che riflettono tutte
le realtà che percepisco
e come i colori le fondo insieme con i sogni.
Vedo ampie porzioni di cielo da una parte all’altra
di questo mio rifugio,
ad est i raggi del sole mattutino
superano scintillando le chiome arboree
per riscaldare la mia colazione e i gatti che pigramente
assorbono energia da quel calore e luce
leggendo messaggi ineffabili
negli odori trasportati dalle turbinose brezze.
Ad ovest, quando scende oltre la collina
di viola, e rossastro invade cielo e nubi.
Venere gareggia spesso con la Luna e Giove
in un concerto di bellezza,
poco a destra vedo il grande e il piccolo carro
che mi guida alla stella del nord lungo il suo asse,
anche se la luce umana offende e spegne il cielo
e lo preclude allo sguardo dell’anima.
Ci sono ancora alberi tutt’ intorno
che attenuano l’oltraggio dell’asfalto e del cemento,
i miei gatti si affacciano al balcone e annusano odori
e sensazioni che non potrei conoscere
se non fossero loro a raccontarli a me,
essi ricevono messaggi a noi preclusi
ma per loro tramite posso anche io sentire, intuire
le ineffabili essenze e i messaggi della vera vita.
Ma stando dentro come del resto sono solito fare
provo un dolore nel ricordo di presenze perdute
quando lei era qui e per molto tempo allora
si udiva insieme il verso ritmico dei cuculi
e a notte, persino gli usignoli si esibivano
in melodiosi canti sempre diversi.
Mi manca sempre quel sorriso
e ora non sento più quei sublimi notturni canti,
né il gorgoglio del ruscello di limpida acqua
e i due filari di pioppi che si ergevano splendidi
ai lati del solco dove la vita si riproduceva
come per magia nel fluire argenteo scintillante al sole
le loro foglie vibravano nel vento
come un’orchestra di crespe onde marine
sinfonie di moltitudini di suoni.
Ora, davanti alle finestre c’è lo scempio umano
di palazzi circondati da cadaveri di costruzioni,
scheletri e scorie di cemento abbandonate da anni
fatte per finta e per profitto
che hanno lasciato, detriti infami
e ferite profonde nel terreno avvilito e fatto schiavo.
L’acqua del ruscello è stata rapinata dalle ville
e gli alberi estirpati, insetti e lucciole scomparsi.
Ma ora vedo nuove costruzioni e ampi parcheggi
sono queste le nostre vere prigioni.
Stare in casa, forse per una volta genera riflessione
siamo molto più prigionieri credendo di esser liberi
andando intorno in modo erratico
come le api che devono volare di fiore in fiore
per raccogliere il nutrimento,
facciamo anche noi le stesse cose
ma le api, le farfalle e gli insetti, gli uccelli e tutti gli animali
sono nel mondo vero, che abbiamo rapinato,
liberi nel fremito di vita universale
mentre il nostro andare sempre insoddisfatti
alla ricerca di compensazioni
dei vuoti e delle angosce
è un andare invano, dentro un mondo falso
che ci spinge sempre più nelle prigioni che noi stessi
abbiamo costruito intorno alle nostre esistenze
con l’acciaio più duro che soffoca
tutte le sensazioni ormai spente.
Vorrei chiedere agli usignoli e alle lucciole di tornare
ma loro conoscono ormai questa genia folle,
stanno alla larga dal velenoso deserto umano
in quel che è rimasto della selvaggia vita
e quando anche quello finirà dietro il manto falso
delle nostre illusioni, falsità e ipocrisie,
i mostruosi totem dell’immaginazione,
pensando di costruire un paradiso in terra
ci renderemo conto che quel che abbiamo davvero realizzato era un inferno.
C’è un Universo intero in un semplice angolo di prato,
uguale a quello che con un solo sguardo al cielo notturno
possiamo abbracciare di milioni di anni luce di distanze,
di sterminate stelle irraggiungibili ma vere,
mentre scrivo nel crepuscolo, vedo Venere
in alto che splende di una intensa luce.
Le stelle brillano anche per noi ovunque siamo.
Basta ascoltare il canto degli uccelli.
Basta saper vedere.
Basta alzare lo sguardo.

Ennio Romano Forina

I Nascondigli della Tua Anima

Prova LORI.jpeg

 

Ed è solo un altro gioco a nascondino

quando sulla porta della mia anima appari

e stai come una puledra selvaggia

fremente e scalpitante

che vuole solo fuggire al galoppo sfrenato

più veloce della fine di un sorriso,

come vedo nella mente l’altro mistico incanto

sparire dai tuoi selvaggi occhi scintillanti.

”Ecco, ora mi vedi, ora non mi vedi più,

solo un momento prima di volgerti via

e correre a infilarti nei nascondigli della tua anima.

Ma nel gioco senza fine che diverte tutti i bimbi

quelli che cercano e quelli che si nascondono

non possono essere sempre gli stessi

devono scambiarsi i ruoli,

è nelle regole del gioco, come nella vita,

nessuno può nascondersi sempre

e nessuno può cercare per sempre,

anche se sembra che in questo nostro strano gioco

io sono sono stato il cercatore senza fine

e tu quella che senza fine si nasconde,

nelle segrete stanze della tua anima

con tutti i sentimenti imprigionati

ma non ho io la chiave

per aprire tutte le tue serrate porte.

Il nascondino è un gioco di libertà e di volontà

ti insegna a perdere ciò che ti è più caro

e ti sfida anche a ritrovarlo

così ora è il tuo turno di assecondare me

se ancora resto qui a scriverti

queste parole che ti cercano tenaci

nei recessi rifugi della tua cercante anima.

 

Ennio Romano Forina

Quella che sei

In una Notte di Versi Pieni di Luna

Mi sono seduto nella notte profonda
e la Luna piena veleggiando dal cielo,
si è seduta al mio fianco
perché le ho chiesto di parlarle di te.
E lei mi ha risposto, prima di tornare
a danzar con le stelle: “So già tutto di te…
solo il pensiero di chi ama davvero
può superare lo spazio e raggiungere me”.
“Non devi far altro che seguire il tuo cuore,
non devi far altro che essere quello che sei.”

Ti voglio strega e ti voglio fatina
legarmi ai tuoi incanti
per poi scioglierli ogni volta
e in nuove magie essere avvolto
voglio vederti correre via
per aspettare che torni
Ti voglio fiera e ribelle
per inseguirti sempre
Ti voglio elettrica e misteriosa
voglio essere nelle tue stagioni
e in tutti i tuoi contrari umori
in ogni giorno e in tutte le notti
voglio proteggere i tuoi sogni
rassicurarti e farti ridere
farti arrabbiare, sorprendere sempre
ma mai annoiare
per le mie parole e gesti d’amore
ti voglio così come sei
voglio vedere i tuoi capelli
come il vento fluttuare
e tuffarmi nelle loro tempeste.
Come il tempo ti voglio
mutevole, improvviso importuno persino
ti voglio spavalda e distante
affamata di abbracci caldi e infiniti
ma anche affettuosa e ti voglio amante
di carezze e baci mai sazia
ma ti voglio anche arrabbiata, ti voglio ribelle
ti voglio ammiccante e sensuale
voglio che tu mi seduca,
che mi prendi in giro
ti voglio monella e ti voglio solare
ti voglio vogliosa,
ti voglio fiera e bellicosa
ma poi arrendevole e dolce
ti voglio vento e correnti marine
navigare nelle tue acque in burrasca
affondare nei tuoi vortici d’onde
ti voglio arruffata e sfrenata
ti voglio lunatica, misteriosa
ti voglio prigioniera e liberata
timida e coraggiosa
ti voglio quando sei triste e ti lasci andare
voglio sentire i tuoi sospiri gridare
scorrere sempre sul mio viso
come una brezza marina
e come un fortunale improvviso
e come onde che cullano il sonno.
Ma sei già tutto questo
e non voglio volerti diversa
non voglio altro da te
che essere sempre
quella che in ogni attimo sei.

Ennio Romano Forina 2018

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T.i A.m.o

Quanto vale un “Ti Amo”?

Due sole semplici parole,

sincere, false?

Dette, scritte, sussurrate, gridate.

Quante volte hai sentito

il suono di queste due parole

e hai creduto che fossero vere?

E se qualcuno te lo giura

stanne certa, non è vero

perché il Ti Amo vero

non è come una promessa

e meno ancora un giuramento,

ma una certezza, qualcosa che succede

come un evento inaspettato

che non si può evitare;

una valanga, una tempesta,

l’eruzione di un vulcano,

o sono solo due parole a caso.

Certo, quello che conta è la sostanza,

le parole son nulla senza i gesti,

che alle parole danno la forza e la ragione,

dedizione, premure e gentilezze,

carezze e abbracci, sì ma non basta,

serve un amore che resiste

ad ogni cosa senza chieder nulla

e sa restare intatto e crescere persino

nonostante tutto,

come un rivo d’acqua che precipita dai monti,

non disperde la sua forza e mentre scorre a valle

è un impetuoso fiume.

Dicevi di non poter dirmi

quello che sentivi di dirmi.

Ma se lo sentivi

vuol dire che lo sapevi e lo pensavi

quelle due parole erano in te comunque,

nascoste, soffocate per ingannar te stessa,

e per tenere a bada la mia convinzione,

ma non perse, sempre vive

sotto le coltri della tua coscienza

e sai che non potevano sparire,

quindi che importa?

 

Pensarlo è come dirlo,

se lo pensi lo hai già detto

a tutto l’Universo.

E anche senza un Ti amo

era amore se mi chiamavi amore

e da me volevi così tanto essere amata.

 

Ti Amo! Per sé vuol dire tutto

e non vuol dire niente.

Si può gridare e si può tacere

ma non è ciò che conta,

se non conosci la sorgente

da cui il – Ti Amo – è scaturito.

Ti Amo se anche tu mi ami è niente.

Ti Amo comunque, perché esisti

quello è tutto.

Ti Amo quando sei bella

e quando non lo sei,

quando sei tenera e desideri i miei baci

e quando sei stanca o ti arrabbi

così per un nonnulla

e se sei impossibile.

Quando sei un’avvincente sfida,

quando sei l’incanto di una fata

e anche quando sei una strega.

Ti Amo se ci sei e se mi vuoi

e Ti Amo quando ti allontani

e se mi odi e mi disprezzi

anche allora Ti Amo.

 

Nel volerti liberare da un legame

che non ti aveva mai legata

ma per darti il calore dell’amore

ed era solo per tenerti stretta.

Era come il filo di Arianna,

se ti fossi persa,

serviva a guidarti nei turbini del cuore

e nei tuoi labirinti della mente.

 

 Ti Amo nelle tue tempeste

e nelle tue calme e pensierose ore

e perché mi lasci nel silenzio

e nella tua confusione.

Ti Amo in una nuvola di nebbia.

Nelle tue contraddizioni,

quando rigiri la frittata

e neghi i sentimenti e le parole dette

ma non accetteresti mai

nemmeno adesso che negassi le mie.

Ti Amo quando sei orgogliosa

e fiera e piena di coraggio,

e Ti Amo ancora più quando hai paura

e nell’anima che trema trovi rifugio

nel mio sicuro abbraccio.

Ti Amo quando vuoi

e poi dici di non volere più,

quando sei sicura e quando non decidi,

Non importa, Ti Amo lo stesso,

anche da lontano,

mi basta pensare che sei vera,

perché non ti ho solo incontrata,

eravamo in una collisione, frammenti

di una stessa stella, una cometa esplosa

che si sono trovati all’incrocio esatto

dello spazio e del tempo

di una diversa dimensione.

Potresti essere su un altro pianeta

o una galassia persino e ti amerei lo stesso.

 

Ti Amo nella tua libertà

anche se ti porta via lontano,

nelle tue fughe repentine

e nelle tue trasformazioni,

nei tuoi giorni e mesi e ore

in ogni singolo momento.

E se anche ora non vuoi più esser vicina,

sai che prima o poi in qualche notte oscura,

nel freddo ostile che spegne dell’anima il calore,

nei temporali di pioggia scrosciante,

o nel vento contrario degli affanni,

nella rabbia dell’incomprensione,

penserai al mio amore che resiste

e ovunque sei attende un tuo richiamo

per venirti in aiuto quando serve

per sollevarti da ogni pena

e darti protezione.

E questo amore così tenace e vero,

ti avvolgerà in un vortice di sensi

che ora neghi nelle tue paure

portandoti al sicuro su quell’Isola

dove due anime naufraghe

erano approdate spinte dai forti venti

e dalle correnti travolgenti

di un incredibile, improvviso amore.

 

Non ti accorgerai nemmeno

nell’anima e nel cuore,

quando lontana dall’isola,

forse vorrai voltarti indietro

al pensiero di quegli attimi sfuggiti

di una realtà possibile respinta,

se dopo l’ebbrezza e il fuoco

di un entusiasmo ed un nuovo incanto,

aprendo il vaso scelto di un’altra vita

che doveva contenere

il perfetto e nuovo tuo destino,

quando non sarai la stessa,

né sarai guardata come prima,

potresti forse accorgerti che in quel vaso

c’era poco o nulla,

solo un mucchio di sabbia

che si raccoglie nelle mani

e scorre fra le dita

e non si tiene che per pochi istanti,

senza lasciar null’altro che briciole di luce.

Solo un amore vuoto e falso.

Allora forse penserai

ai momenti persi ed ai ricordi

di questo inverosimile amore come lo chiamavi

che era vero,  anche se non vissuto,

ma tanto potente da immergere

un’anima nell’altra,

molto più che un semplice contatto

una fusione,

così che staccando le le due anime

una di esse porta via con sé

una parte dell’altra

inesorabilmente.

E quello che sarebbe stato stare insieme

per meno tempo qui ed ora certo,

ma sull’Isola per sempre.

Ora non ti sembra possibile

ma di notte forse quando sarai sola

– perché viene sempre il momento

in cui la solitudine

è la nostra unica compagna migliore –

sentirai vibrare le ali di questo mio Ti Amo

coprire le tue fredde spalle,

e accarezzarti il viso,

sfiorare le tue labbra dolcemente

e cingerti nel tenero tepore di un abbraccio.

Perché l’amore vero

viaggia nel flusso universale della vita

e ti raggiunge ovunque sei.

 

Ti Amo nella tua libertà

ed anche nella mia.

Come vedi non ti inseguo,

non ti cerco ad ogni costo.

Non avrebbe alcun valore

se la Luna non volesse ardentemente

lei stessa danzare con me e con le stelle

e fare un nuovo incanto sul mio cuore.

Ma non ti ho chiesto nulla che non volessi darmi,

ti ho solo trovata ed eri e sei dentro me

e questo basta.

In te vedevo un orizzonte infinito

tu in me un abisso, in cui avevi solo

paura di cadere.

 

Tutto è un divenire dicevi,

quel che sei ora non è la stessa

che eri prima quando così tanto mi chiedevi

di sentire sempre i miei Ti amo.

 

Cambiar te stessa è sempre stato un tuo diritto,

sei sempre stata libera

di cambiare te stessa e direzione,

ma non di cambiar la storia,

né quel che è stato,  per la tua magia oltre alla mia.

Questo non è un tuo diritto

ed è il mio di ricordarla in tutta la sua essenza.

 

Forse non stringerò mai le tue mani

e non berrò mai i tuoi baci,

le mie dita non si smarriranno

nella rossa foresta dei tuoi capelli sciolti,

non stringerò il tuo petto al mio,

avrai qualcun altro insieme a te

per la nuova vita a cui aspiravi,

ma anche dimenticandoti

io ti amerò lo stesso,

e anche se rompendo il tuo stesso incantesimo,

potrai vantarti di aver piantato

i tuoi vessilli d’indaco

nei campi di battaglia che contro me

hai combattuto e vinto

non potrai mai negare

che questo mio amore è rimasto intatto

e da te non può essere sconfitto

e questa, amore mio immenso

è la vittoria alla fine della mia magia

che ha il colore e l’energia del sole

ed è molto più potente della tua.

 

Ogni donna, mi dicono tutte,

vorrebbe essere amata da così tanto amore

e proprio tu che da me lo hai sempre avuto

e lo chiedevi fortemente

quando dicevi che io ero il tuo pensiero felice

ora lo neghi e lo respingi.

 

Un giorno aprirai lo scrigno

dei miei tredici  magici colori,

come quelli di un perduto arcobaleno

per andare dove si cela il vaso d’oro,

ma non puoi sapere se sarà davvero oro

quel che nel vaso brilla alla sua fine.

 

 

 

Eravamo in un vortice d’amore avvinti

e lo sai bene, quando ti ho incontrata.

Uniti da un solo desiderio

in quelle ore eravamo inesorabilmente

in te e in me sommersi.

Era il tuo vento che spirava da ponente

e impetuoso ci legava in un solo abbraccio,

le nostre mani strette da far male,

tu eri fluida e scintillante

come un’onda marina ebbra di Luna,

troppo forte e intenso è stato

quel tocco d’anime e di cuori,

non lo puoi negare,

puoi mentire a te stessa adesso,

ma non a quello che sentivi allora,

è stato vero e quel che è vero resta.

 

Tu sei dell’acqua un segno,

legata al mistico splendore della Luna.

Io nell’anima ho il sole e il fuoco dei suoi raggi

e tu sai che da sempre Sole e Luna

sono uniti da un legame di luce e d’attrazione

 Lui lascia la Luna libera di vagare tutt’intorno,

ma non si dimentica mai di Lei e non l’abbandona.

Ennio Romano Forina / Gennaio, 2020

Tra la Luna e il Sole

Ho navigato altre volte in questo mare
in tramonti di mistica luce.
Altre volte sono approdato su spiagge
di nostalgiche maree pervase.
Quando il sole incendia il mare all’orizzonte
e la vanitosa Luna fa la sua comparsa
traendo a sé le onde per specchiarsi in esse
e si esibisce nella sua veste di luce avvolta,
nel corteggiamento di poeti e amanti
che lusingano di versi e lodi la sua bellezza.

Gli orizzonti diversi dividono gli amanti
la Luna invece unisce il loro sguardo e i cuori
anche se son lontani
perché essi non vedono orizzonti uguali
ma possono guardar la stessa Luna
e a lei sola affidare i pensieri e i palpiti 
anche se il suo umore cambia sempre
e dispettosa non si fa vedere
quando alle volte si gira di lato
mostrando solo un piccolo sorriso di luce
o quando si nasconde e non sai dove si trova
ma prima o poi riappare nella scena
in tutto il suo candido splendore
perché lei è sempre la stessa Luna
scrigno dei sogni più profondi e veri.

Stasera ho toccato queste onde
bagnate di Luna per te
perché non potevo toccare le tue mani.
Ho abbracciato il vento marino per te
perché non potevo abbracciare te.
Ho bagnato le mie labbra di sapore salmastro
perché non potevo sfiorare le tue.
Ho guardato il sole immergersi nel mare
perché i miei occhi
non potevano immergersi nei tuoi.

Mi sono sdraiato sulla spiaggia
immaginando di averti al mio fianco.
Ho raccolto nell’acqua un piccolo sasso
levigato dalle correnti
sul quale ho scritto parole invisibili
e l’ho lanciato sulla superficie del mare
verso il tuo lontano mare
sperando che vincesse onde e venti contrari
perché tu lo raccogliessi
per leggere tutti gli infiniti versi
che il cuore stesso aveva in esso inciso.

Ho raccolto una conchiglia deserta
con dentro il sospiro delle onde che ami
per offrirla all’amata ferita e fiera
irreale e lontana eppur vera
ma nelle onde della mia anima riflessa
ti avvicinavi e ti allontanavi
come una timida e incerta risacca
che teme troppo di fermarsi sulla sabbia,
poi subito si ritrae nella fuga veloce
solo lambendo la deserta spiaggia del mio cuore
e subito dopo, avvolta in una danza sensuale
torna ad unirsi alle sue onde sorelle.

Forse allora avevo sentito il tuo richiamo
mentre mi dirigevo verso la mia isola
e invece inaspettatamente ero approdato alla tua
trascinato da una misteriosa corrente.
Ma i nostri orizzonti erano a distanze diverse
il tuo più lontano del mio e mi chiedevo se anche tu
dopo esserti in me immersa avresti voluto
almeno per un tratto insieme navigare
anche se credo che su una diversa nave
in un mare e in uno spazio diversi
due anime naufraghe vagando tra i flutti del tempo
si erano già collise e fuse inevitabilmente
unendo tutti i loro sogni e aspirazioni
e avevano iniziato un viaggio l’una nell’altra avvinta
come fossero sì smarrite ma non perse
per proseguire verso altre sicure promesse
ed orizzonti meravigliosi e sconosciuti.

Sì ho navigato senza paura altre volte
in questo aspro, dolce e sterminato mare
ed è vero, ho trovato molte tempeste da dimenticare
ma anche inesauribili tesori da spendere.

Ennio Romano Forina

Today I touched the waves for you,
‘cause I couldn’t touch you.
I hugged the wind for you,
for I couldn’t hug you.
I wet my lips with briny taste,
because I couldn’t lightly brush yours.
I saw the sun dive in the sea,
for my eyes couldn’t dive in yours.
I laid on the beach,
thinking you were on my side.
I picked up a pebble, sanded by the Sea
then I wrote invisible words on it
and I threw it on the water’s surface,
towards your far away island,
hoping would overcome
the hard waves and contrary winds
I picked up a small deserted shell,
with the voice of the sea that you love,
to offer you sweet Muse, hurt and proud
so unreal and far but still true,
reflected in the waves of my soul,
you came closer and moved back,
just like a shy and uncertain riptide,
who’s too scared to stay
and fast turns back away…

L’Amante Segreta

L’Amante Segreta
 
Una segreta amante
torna a trovarmi quando sono immerso
nella densa nebbia del silenzio
che i miei pensieri e le parole
non possono attraversare.
Un’amante libera e leale
che a volte si allontana ma non mi lascia mai
e sa quando tornare a stringer la mia mano.
 
Un’amante che riempie i miei giorni
e mi incoraggia in tutto quel che devo fare,
che di notte dolcemente si sdraia al mio fianco
avvolgendo il mio petto nel suo abbraccio
mi accarezza la fronte e rasserena la mia mente
e versa l’oblio del sonno sul mio sguardo.
 
Lei mi resta accanto, per darmi tutto il suo calore
e il conforto senza dir nulla
mentre attenta ascolta i miei pensieri,
e quando il sonno prende il sopravvento
veglia su me per allontanare
tutti i miei sogni tormentati.
E la mattina al risveglio non svanisce
ma la trovo sempre accanto a me
a sfidare fieramente un nuovo giorno
seguendomi in tutti i miei gesti,
mi parla sicura, e mi ricorda di volgermi
verso i potenti raggi di quel sole
che sa risvegliare tutto ciò che vive
e con voce suadente, decisa, mai gridando
mi invita a riprendere il cammino
con lei sempre al mio fianco
noi due, ineluttabili, inseparabili, invincibili.
 
Lei sola sa mostrarmi tutto ciò che è vero
è consapevole e conosce tutte, ad una ad una
le mie ferite e le magiche pozioni per guarirle
è lei che mi ricorda che se, nel silenzio
le parole e i pensieri non hanno più una direzione
l’amore invece trova sempre la sua certa via
attraverso la più fitta nebbia e non si perde mai.
Lei non cambia mai idea, è leale ed è sincera
ama la mia libertà e per me trova tutti i sentieri
aumenta i sensi e fa sognare ma non illude mai.
Lei apre gli impossibili orizzonti e non li occlude,
non disprezza, non invidia e non è gelosa
e nelle tempeste lascia la mia mano
stringere altre mani per tirarle a riva.
 
Un’amante limpida come acqua sorgiva
come l’aria tersa di pioggia dopo un temporale
in lei posso trovare il coraggio che serve
per superare le più aspre e avverse condizioni.
 
Via dalla folla, dai cuori fiacchi e le confuse menti,
dalla foschia densa e dalla nebbia,
dove vagano liberi i deformi fantasmi
che la paura genera da sempre,
ma non lei, che invece mi ricorda,
che quando hai veramente amato
nulla meno che amore si può solo dare,
perché l’amore genera altro amore
che spende sé stesso all’infinito,
l’inestinguibile energia propulsiva
più potente di tutto l’Universo.
 
Lei non non traccia mai confini,
non detta condizioni,
non alza barriere di paura
e non offende i sogni.
È lei l’orizzonte dove anche il Tempo,
nell’immenso vortice d’Amore è trascinato
dove tutto si perde, si consuma e si ricrea,
ed è così che se si vuole amar davvero
si deve al tempo stesso perdersi nell’Amore
ma nell’Amore ritrovar se stessi.
Perché l’amore vero è quell’orizzonte
dove l’alba e il tramonto
succedono insieme senza una scansione.
È lei, che sicura m’ama e mi sostiene,
quando l’anima per poco si allontana e perde
nel deserto di parole e sentimenti coraggiosi e veri,
in questo mondo senza sogni e direzione,
dove l’Amore fa paura più del dolore stesso,
lei infine mi raggiunge e nel suo calore mi avvolge
per risanar dell’anima, del cuore e della mente
tutte le ferite e mi circonda di sé,
come il mare circonda un’isola e l’abbraccia,
la protegge e la nutre di preziosa vita.
Solitudine. È questo il nome
della mia segreta e perfetta amante,
che quando sono stanco di lottare,
mi guida oltre le nebbie tenendomi per mano,
per ritrovar del Sole di giorno gli splendenti raggi,
mentre nel silenzio dolce della notte,
per me diventa fremito di stelle
e di Luna, luminosa e chiara Luce.
 
Ennio Romano Forina

Gratitudine d’Amore

Lo devo a te Amore

Se il cielo si tinge di più intensi colori

Se le pallide albe divengono radiose

Se i tramonti non si spengono senza stupore

Lo devo a Te se il sorriso delle stelle

affacciate nel cielo veglia i miei sonni

e se la Luna non si copre di veli

sollevando alte le onde dei miei pensieri.

Lo devo alla luce tuoi occhi e al tuo sorriso

se i giorni sono più luminosi e splendenti

se il vento forte è come una carezza

se più inebriante e più ricco

è il profumo e il colore dei fiori 

e se anche il melodioso canto degli uccelli

pervade l’aria come una sinfonia.

Lo devo a Te, se posso contemplare

il tuo volto che emerge luminoso

dal vortice dei tuoi disciolti capelli

così come i raggi del sole aprono un varco

attraverso la più scura tempesta

e di viva luce irradiano la terra.

Lo devo a Te, se la notte si riempie di magia

perché sei in ciò che dei miei sogni è vero

Lo devo a Te, se il mio sguardo

raggiunge e supera gli orizzonti più lontani

e se immaginando di tenere stretta la tua mano

il mio cammino ha una più certa direzione

e se sento nell’andare avanti

due cuori palpitare nel mio petto.

Sei tu la sorgente limpida e chiara

del fiume, ora calmo ora impetuoso, di sensi

che scorre e pervade la mia anima

come l’acqua percorre la terra e la vivifica

così tu ravvivi la vita che è già in me

e mi lascio quindi da Te solcare

ma nel mio forte abbraccio avvinta

come la terra catturata  nell’acqua si confonde 

e l’acqua si fonde con la terra che cattura

così che di preziosi elementi

ambedue divengono più ricche.

Lo devo a Te, se anche la mia libertà

amandoti diviene ancor più libera

perché non c’è vero amore senza libertà

né libertà vera senza profondo e vero amore.

Per questo, mille e mille volte mille, ti dirò amore…

che Ti sono grato di poterti amare.

Ennio Romano Forina

Al Coraggio di Amare

Enigma2 -180

Non è facile amare davvero
chi vi sorride e vi fa, venire vicino.
Non basta che lei vi lasci entrare nella sua mente
e nel territorio del suo cuore,
seguendo solo l’impulso dei sensi,
non sei tu o lei a decidere
ma i vostri corpi ancora prima
delle vostre ignare menti all’inizio.

Una donna che vi sorride 
non è un punto di arrivo,
un traguardo raggiunto, 
una meta conquistata,
niente di tutto questo; è un punto di partenza
per un viaggio verso l’ignoto,
verso terre ardue e sconosciute, 
che richiede un immenso coraggio.

È meglio riuscire a toccare l’anima prima 
e poi avventurarsi per conoscerla
dall’interno, in tutto il suo essere,
ma per entrare in un’altra anima
si deve essere dotati di un’anima 
già allenata ad amare,
un’anima che ha già accettato tutte le sfide 
e subito tutte le ferite dell’amore,
piena e orgogliosa delle sue cicatrici
un’anima, indomita, leale e guerriera.

È difficile essere donna, 
è difficile essere desiderate nel tempo, 
ma ancora più difficile è trovare
chi non si stanchi mai di conoscervi,
qualcuno che voglia e sappia 
prendersi cura della vostra libertà
che è la vostra innata ricchezza.

Partendo dall’anima nessun amore 
si può estinguere e disperdere
perché è il solo amore
che annulla la dimensione del tempo,
perché l’anima è sempre bambina, 
che infinitamente cresce, ma resta bambina
e il suo nutrimento è soltanto 
l’amore che è sempre capace di dare 
non quello che riceve.

Amore non è nel genere giusto
poiché l’amore è femmina,
fa parte dall’amore di madre,
come un fiume che nutre tutta la vita
da cui hanno origine gli emissari  
tutti le altre forme di amore.
E se non sai amare
questi versi non servono a nulla
perché ti illuderai di viaggiare 
restando sempre allo stesso posto.

Ma se vuoi e sai amare davvero,
preparati alla più aspra e pericolosa impresa
che un’anima possa affrontare 
e preparati a fallire perché sta sicuro
che fallirai molte volte,
e se hai paura resta dove sei, 
in un comodo grigiore,
rinuncia, 
se non sai sopportare un distacco,
se temi le ferite e persino le offese,
se il tuo orgoglio supera
l’energia d’amore,
se non sai per esso resistere e lottare,
vuol dire che è una forza debole
e arrenditi subito,
perché puoi star certo
che l’amore ti ferirà aspramente
e ti offenderà sempre 
e la tua anima starà bene dov’è
indenne, nel suo alveo sicuro 
ma inutile, arida e vuota.

Ma se superi il passo 
dove la paura si spegne, 
e si accende il vero coraggio,
se credi che il tuo è amore vero
và avanti sicuro segui il pulsare del cuore
perché se fuggirai senza aver lottato
con tutta l’anima per quello in cui credi
non sarai mai più capace di amare.

Ennio Romano Forina

L’Arcobaleno Dentro

Alla dolce Falena che un giorno

catturò l’Arcobaleno e lo nascose

nello Scrigno dell’Anima. A Simona

RAINBOW

Appari sempre così e subito scompari

come un folletto sospeso in diafane ali

vibranti di luce argentata

vieni fuori in volo dal tuo sognante

e misterioso rifugio

per versare la polverina magica

delle tue più intime emozioni

che si muta in nostalgici pensieri

e lascia immagini di teneri attimi

di abbracci d’anime ed emozioni intense

su una carta che sembra di colori priva.

 

Ma passando attraverso

il denso velo di mistica foschia

che nasconde il passaggio

al regno dei tuoi sogni

e dove, in una foglia smeraldina

ti addormenti avvolta fino all’alba

dissetandoti di limpida rugiada

e gustando bacche intrise di rubino.

 

Tu sai che io ho visto

tutti i tuoi vividi colori

custoditi dentro la tua dolce

e gentile anima bella

tutto l’arcobaleno è dentro te, al sicuro

ma non lo fai uscir fuori 

per paura di sbiadire i suoi colori

o che un improvviso forte vento,

lo catturi e lo trascini via da te.

 

Così ogni tanto accendo

per te anche i miei sinceri versi

in questo bosco oscuro

che io e te conosciamo bene

e aspetto che tu, piccola falena

attratta da una luce che non brucia

venga a visitare i miei pensieri.

e tendo la mano a te che voli intorno

invitandoti a posarti sulle mie dita

tese e aperte come fossero

il calice di un fiore

ma tu scendi dispettosa solo a sfiorarle

e subito ti allontani veloce per svanire

in una irridente nuvola di magica,

e dorata polverina.


Ma io so che prima o poi

ti poserai sulle mie mani e sulla fronte

e vorrai fermarti per un po’ accanto a me

nel velluto blu della notte trasparente 

a contemplare il mare e rider con le stelle.

 

Ennio Romano Forina

A un Piccolo Splendido Fiore

Non so se hai mai pensato
che tra i tanti fiori vistosi e sensuali 
di colori smaglianti e profumi inebrianti
l’umile e timida Margherita invece
somiglia così tanto al Sole a cui si volge 
dialogando con i suoi raggi 
durante tutto il giorno
e dai quali trae il suo nutrimento?

Un emisfero di vivido giallo al centro
e tutt’intorno raggi di splendente e bianca luce 
che come il sole in cielo risplendono nei prati.
Nessun bianco eguaglia il bianco 
dei petali di una Margherita 
quando non è ferita o calpestata e subisce 
gli oltraggi per essere esposta nei passaggi
ma anche allora la Margherita si rialza 
e fieramente riprende la sua forza 
dalla potente energia del suo cosmico Tutore.

Se tu fossi un fiore, anima bella,
non potresti essere che una Margherita
semplice, essenziale, nella tua candida
eterea e d’anima pura delicata veste 
che soltanto si nutre di luce solare.

Io non colgo mai i fiori,
semmai li accarezzo gentilmente 
e nel contatto fra la loro e la mia energia 
sento ancor di più quella bellezza in me 
che sarebbe spenta e morta se fossero recisi
e agonizzanti in uno stupido vaso,
li lascio essere e splendere nella loro luce,
specialmente una vulnerabile margherita 
che è la più indifesa, disprezzata e offesa, 
e a volte mi sdraio su un prato insieme a loro
per imparare anch’io dal Sole 
come le Margherite da sempre sanno fare 
a vivere, a resistere e ad amare.

Ennio Romano Forina

Versi Vaganti nel Cosmo e sulla Luna

Invidio il vento che scuote i tuoi capelli,
 
che non posso attraversare con le mani 


Invidio i raggi del sole che al mattino,
 
svegliandoti baciano il tuo volto.


Invidio la tazza di caffè che schiude le tue labbra


e il gatto che stringi sul tuo petto.

Vorrei essere il tepore del tuo morbido letto

in cui pigramente indugi il tuo riposo.

Il sussurro che tutte le tue paure fa sparire

La ragione che ogni tuo sorriso accende.

La strada, dove i tuoi passi scorrono veloci.
 

L’orizzonte, dove il tuo sguardo si smarrisce.

Le onde in cui t’immergi e avvolgono il tuo corpo.
 

La manciata di stelle che contempli estasiata

Le grandi ali per levarti libera in volo.
 

Il rifugio, che ti nasconde e rassicura.

La Luna vanitosa che nel respiro del mare
 

si specchia e solleva le onde del tuo seno.

Essere il desiderio che freme nel tuo cuore

per cadere nel tuo profondo abisso
 

in un viaggio senza confini e senza tempo.

In me sei sempre la realtà di un sogno
 

non il miraggio d’una semplice illusione.

L’unica vera essenza di un incanto senza fine

per tutto quel che sei nel cuore e nella mente
 

per la tua molte volte ferita e offesa
 

ma non vinta e indomita anima bella.

Sei presente e vera in tutti i miei momenti

 la tua dolce e calda voce nella mente

nella scia degli invisibili vortici 

che seguono del corpo le armoniche movenze
  
nel vento e l’aria stessa che attraversi,

sei sempre l’ineffabile musa ispiratrice.

Sono questi ancora i miei pensieri amanti e veri

come sinceri sono il sole, il vento e il mare,

che dall’anima continuano a fluire 

come un impetuoso e limpido fiume

che dalla sua sorgente scorre sicuro
 

solo per riversarsi nel tuo Mare.

Ennio Romano Forina

Poema Dell’Amore Vero

Dedicato a tutte le donne che hanno lasciato entrare il fuoco nei loro cuori per riscaldarli e non per farli bruciare. E.R.F.

Se vuoi sapere perché tra tanti sguardi ho scelto il tuo
non chiederlo a me chiedilo ai miei occhi
che non si stancano mai di perdersi nei tuoi.
Chiedilo alle mie mani che su te si librano
dispiegando ali di un rapace amore
che dolcemente strappa le vesti adagiate sul tuo corpo
per vederti affiorare splendida dal sogno
come diafana dea dall’acqua emerge
bagnandosi di sole.
Chiedilo alle mie labbra che accendono le tue
del rosso dorato che al mare regalano i tramonti
alla mia bocca che si posa leggera sul tuo viso
e bacia e morde quella tua dischiusa
per dissetarsi nei torrenti impetuosi e caldi dei tuoi baci.
Chiedilo alle mie mani mentre accarezzano
e stringono le tue al mio petto che adagiato
e premuto contro il tuo unisce in un’unico respiro
i nostri due sospiri
ai generosi seni in cui lascio che il viso mio si affondi
e in essi sommerso morderli e baciarli
per rinascere in te ancora e dissetarmi
alle tue sublimi sorgenti del dolce nettare
prezioso nutrimento della Vita.
Rincorrerti ovunque sei è più che il mio destino
stringere il tuo corpo e l’anima insieme
in un solo forte abbraccio
tenerti a me stretta prigioniera e senza via di scampo
e poi lasciarti, libera di correr via
in tutte le tue impreviste e repentine fughe
inseguirti e raggiungerti in ogni tua ribelle corsa.
Afferrare il turbine dei tuoi sciolti lunghi capelli
che scorrono fluidi nel vento
farti cadere dove le onde s’avvolgono costringendoti alla resa
e fra la sabbia e il mare accendere in te il fuoco
che brucia e non ferisce
ma lancia i sensi oltre l’orizzonte
superando ogni spazio e tempo conosciuti.
Scivolare lungo le vertiginose discese
delle tue gambe dischiuse
perdermi nel tuo viso di Luna e nel trionfo dei tuoi seni
sfiorando le tue guance le morbide e le sfacciate cupole del culo
tuffarmi nell’architettura perfetta
del trapezio al centro del tuo corpo di donna
che disegna e accoglie la dimora della nuova vita.
Tutto di te mi attrae e tutto voglio scoprire
pianure monti e valli della tua florida terra
un continente intero da percorrere ed esplorare senza fine
nei segreti templi ove si cela la primigenia essenza
e dalle tue piane distese scendere nei tuoi abissi
attraverso i passaggi dove scorrono tutti gli umori della vita.
L’Amore accade e non sappiamo come si accende
ma sappiamo quando per la sua potenza questo avviene
come il fuoco racchiuso nella profonda terra
trova sfogo senza alcun preavviso all’aria aperta
brucia la vita intorno ma al tempo stesso la rinnova.
L’amore vero non conosce paura e non si cela
dietro cortine di falsi e ipocriti pudori
ha il coraggio di mostrarsi in piena luce e in volto.
L’Amore avvolge nel suo immenso calore.
L’Amore irrompe prepotente, desidera diventa cresce straripa
e rompe argini e barriere come un impetuoso fiume in piena
come un uragano non si può arrestare
spazzando via ogni altro scialbo e spento sentimento
e tutto quanto non è forte ricco e vero.
Come l’immaginazione l’Amore è sconfinato
sregolato e ribelle visionario per mirabile follia creativa
pervade i sensi li accentua li accresce e li fa perfetti.
L’Amore è la certezza ed è paura che la certezza poi svanisca
e se è tutte queste cose l’Amore è anche unico e leale
quando è così tanto a lui non serve altro
che un infinito tempo per donare
L’Amore che non esita e che sceglie la sua strada
e non vacilla che indomito ama anche quando
viene sconfitto ma non vinto.
L’Amore vero non illude non si stanca e non si arrende.
L’Amore che si placa e non rinasce sempre
non è amore vero ma un fuoco di paglia
che si estingue in breve lasciando solo cenere
senza più calore e il cuore perso
in un deserto arido fatto di vuoto gelo.
L’Amore è quello che ti soffoca di baci
e che in ogni istante ti sorprende e quando a notte
il sonno ti pervade e sulla mente scende
mentre si destano le ombre di paure e ansie
invano nascoste di giorno dalla luce
l’Amore si adagia al tuo fianco
e avvolge strette le sue ali intorno a te per esser certo
che i tuoi sogni siano solo lieti e lievi
e ti copre e ti nasconde ti abbraccia ti colma
e ti rassicura e quando ti risvegli
l’Amore è un’alba d’oro e il fuoco di un vulcano.
L’Amore è quando dove tu cammini diventa il paradiso
è il tessuto che avvolge il calore del tuo corpo
che prende vita a toccarlo come fosse
la tua stessa diafana pelle e diffonde la tua femminea essenza
e tutta la fragranza del dolce tuo profumo.
L’Amore è nei tuoi veloci passi di donna
in ogni tuo sorriso e nel ritmo fluido
delle onde dei tuoi fianchi
che seguo e sento vibrare fra le mani.
L’Amore è quando ogni parte del mio corpo
freme solo al solo pensiero di sfiorare il tuo
è prenderti per mano mentre guardandomi
scosti i capelli dal tuo viso.
L’Amore è quando ci cattura nel vortice
di una nube mistica di oblio che
s’avvolge attorno a noi e tutto il resto esclude.
Non so quanta parte d’amore hai prima davvero conosciuto
ma l’amore non è parte di poco o tanto
deve esser tutto o non è niente
e qualunque in te sia stato il suo destino
nonostante tutto devi esser certa
che questo mio sincero amore
ti ha davvero immensamente amata.
Le parole vere anche se inascoltate
sono atti d’amore e quando sono dette non si possono negare
sono carezze e baci schiaffi e desideri
sono grida e gemiti e sussurri
di labbra dischiuse per pensieri intensi
che vogliono essere ascoltati
sono colpi d’Amore seni palpitanti al respiro eccitato
mani che stringono le tue e avvincono i cuori le anime le menti
e i corpi che si immergono nei vortici di tutti i loro abissi.
Sono sudore umore cosce che ti cingono
e ti fanno prigioniero senza scampo.
Le parole non sono solo suoni o segni
sono lo sguardo dell’anima e del cuore
messaggeri imperfetti ma potenti delle visioni e dei sensi
se sono sincere sanno realizzare atti più veri dei reali gesti
possono toccare accarezzare convincere o dissuadere ferire
e a volte far morire.
Sono le tumultuose labbra che consumano di baci
provocando tempeste e maree di fluidi vitali
e le parole sanno come il corpo sa
anche scopare
diventando energia pura che supera abissi di distanze
e accende di passione anche lontano un altro fuoco.
L’Amore è ciò che il solo tuo pensiero desta in me
che attinge dall’impulso della Vita
e non si può arrestare trascina inesorabilmente
come un vortice d’onda e in me e sopra me
si avvolge e mi sommerge.
Voglio essere tuo voglio riempirti di me voglio che mi divori.
Ma forse ormai sei passata oltre l’irripetibile collisione dei destini.
Sei una donna combattiva libera e fiera
e io un vero uomo prigioniero nella tua trappola d’amore.
Ma tu non sei solo una donna
sei un campo di battaglia
e ti presenti in armi alla disfida dell’Amore
piantando i tuoi vessilli d’indaco sulle battaglie vinte
anche se sai che vincere tutte le battaglie
non vuol dire affatto vincere la guerra.
Tutto il mio essere adesso può darti una risposta
siamo frammenti di Cosmo
stelle pianeti comete o meteore vaganti catturate
nell’onde di attrazioni misteriose per destini
diversi e sconosciuti e quando l’impatto d’anime
infine avviene cambia per sempre l’Universo intero.
Questo è l’unico Amore primordiale mistico e vero
ed è questo l’Amore così potente audace
che vuole che tu sia per sempre certa
che nel cuore e nell’anima tu sei ancora al tempo stesso
immensamente libera e immensamente mia.
Tu sei la forma visibile di tutto ciò che esiste…
Sei la spiaggia e le onde del mare
Sei l’aria e il vento
e sei le terre emerse
Sei le foreste e i laghi
Sei le calde e umide caverne e le distese d’erba
Sei del fiume la sorgente sei l’Amore
Sei polvere di stelle e sei la Luna.
Ennio Romano Forina

Il Cuore Pulsante Del Cosmo

I ritmi e i cicli dell’Universo sono in noi 
anche se non ce ne rendiamo conto 
perché le nostre percezioni sono deviate 
dalla realtà artificiale che abbiamo costruito
per comodità e apparente sicurezza,
ma che imprigiona e limita la capacità di sentire 
e nasconde la realtà vera.
L’Amore segue gli stessi impulsi delle stagioni,
ha un inizio potente e inebriante nella sua primavera, 
si esalta e fruttifica nell’estate,
si attenua e raccoglie i suoi frutti in autunno,
si addormenta nell’oblio dell’inverno
sotto le coltri della memoria delle stagioni vissute
e nel silenzio degli stimoli e delle sensazioni.
Ma la possibilità che possa rinascere vigoroso
in una sua nuova primavera,
dipende da quello di cui si è nutrito
e dai frutti che ha prodotto nelle stagioni attive, 
affinché l’inevitabile inverno delle sensazioni 
rappresenti solo un sonno e non la morte


Ennio Romano Forina

A Cat Will Always Love You If…


If you love a Cat 
He will love you forever
Give him the sureness
of your love
and he’ll give you the sureness
of his love
He will never betray you
If you will never betray a Cat 
He will always comfort you
When you are in sorrow
He’ll be your mate
Whewn you’re forsaken
When you hurt in loneliness
He’ll make you laugh
Whenever you are down

Whenever you are bored
He will tease you
He will bother you
He won’t let you alone
‘Till he sees you happy again
Whenever you are busy
He will give you warmth
Whenever you are cold

If you are in a silent room
he will jump on your lap
He will lick over your wounds
When nobody shows up
And when you are sore 
If no one raps at the door
He will purr for you
But if you disappoint a Cat
And you turn bad on him 
He will run away from you forever 
Till to the top of the Moon.

Ennio Romano Forina

It’s true for a Cat as well for whom has the soul of a Cat…

Un Gatto Ti Ama Se…

Se ami un gatto,
Lui ti amerà per sempre
Dagli la sicurezza del tuo amore
e lui ti darà la sicurezza del suo amore
Lui non ti tradirà mai
Se tu non tradirai mai un gatto
Ti darà sempre conforto.

Quando stai soffrendo
Sarà il tuo compagno
Quando sei solo e ferito
Ti farà ridere
Ogni volta che sei giù 
Ogni volta che sei desolato
Ogni volta che sei stanco
Ti stuzzicherà
Ti darà fastidio
Per ritornare alla vita.

Ogni volta che sei indaffarato
Ogni volta che avrai freddo
Ti darà il suo calore
E se sei in una stanza silenziosa
Ti salterà in braccio
E leccherà le tue ferite
Quando nessuno si fa vedere
Quando sei dolente
E se nessuno bussa alla porta
Farà le fusa per te.

Ma se tu deludi un gatto
e lo tratti male
Lui fuggirà lontano da te
per sempre
Fino in cima alla Luna.

Ennio Romano Forina
…Vale per i gatti e per chi ha l’anima dei gatti…

Alle Anime Coraggiose

Non è facile amare
chi ti ha sorriso e ti lascia venire vicino.
Non basta che lei ti lasci entrare
nella sua mente e nel suo territorio
seguendo solo l’impulso dei sensi
non sei tu o lei a decidere
ma i vostri corpi ancor prima
delle vostre ignare menti
una donna che vi sorride
non è un punto di arrivo
un meta raggiunta una conquista
niente di tutto questo,
è un punto di partenza
per un viaggio verso l’ignoto
verso sconosciute terre
che richiede un’immenso coraggio.
È meglio entrare nell’anima prima
e poi avventurarsi a conoscere il resto
dall’interno all’esterno
ma per entrare in un’altra anima
si deve esser dotati di una propria anima
allenata ad amare davvero
un’anima che ha accettato tutte le sfide
e tutte le ferite dell’amore
un’anima piena e orgogliosa delle sue cicatrici
un’anima, indomita, leale e guerriera.

È difficile essere donna,
è difficile essere desiderate nel tempo
ma ancora più difficile è trovare
chi non si stanchi mai di conoscervi
qualcuno che voglia e sappia prendersi cura
della vostra libertà
che è la vostra più sacra ricchezza.
Partendo dall’anima nessun amore
si può estinguere e disperdere
perché è solo l’amore
che annulla i confini del tempo
perché l’anima è sempre una bambina
che infinitamente cresce
senza mai invecchiare
e si nutre soltanto
dell’amore che è in grado di dare
non di quello che riceve.

Amore è un sostantivo di genere errato
poiché l’amore è energia
e l’energia è femmina
non può essere altro in tutta la sua natura
è parte dall’amore di Madre
che scorre nel Cosmo
come un fiume che nutre tutta la vita
da cui originano gli emissari
tutti gli altri tipi di amore.

Dunque se vuoi e sai amare davvero
preparati alla più ardua
e pericolosa impresa
che un’anima possa affrontare
e preparati a fallire
perché più volte fallirai
e se hai paura resta lì dove sei
in un comodo grigiore
rinuncia
se non sai sopportare il dolore
e se temi le offese arrenditi subito
perché puoi essere certo
che ti offenderà sempre l’amore
e la tua anima starà bene così
nel suo porto sicuro
negletta
inutile e indenne.

Ennio Romano Forina

I Nascondigli dell’Anima

Nascondino era il gioco che amavo di più 

da piccolo uomo perché era la metafora 

di quello che avrei dovuto affrontare nel mio futuro.

Gli altri giochi erano eccitanti 

almeno quelli che facevamo no

prima dell’era della generale idiozia elettronica, 

giocavamo con i nostri corpi, 

giochi fisici, lottavamo,

ci sfidavamo nella polvere e sui prati,

ci arrampicavamo sugli alberi e sulle rocce. 

Ma i giochi che i giovani uomini amavano 

di più erano quelli  che imitavano le battaglie, 

tutte le competizioni, come il calcio 

un vero surrogato di guerra

ma quelli non sono mai stati dei veri giochi, 

e nemmeno ora lo sono, anzi nei momenti di pace relativa, 

i giochi di guerra sono quelli più di successo 

perché la guerra è in noi 

e tutti la seguono e tutti partecipano per una banda 

o un esercito, piccolo o grande che sia, 

consacrandosi ad un simbolo, un colore o un luogo

come è sempre stato e sarà e niente più di quello. 

Il nascondino invece era un gioco incruento 

dal quale si imparava che nulla è certo 

negli eventi che sarebbero seguiti per ciascuno di noi 

nell’abituarsi che quello che è reale in un momento 

può sparire improvvisamente 

e diventare solo un ricordo il momento successivo, 

ma il Vero non è quello che accade al di fuori di noi 

solo ciò che si vuole che sia vero, 

sarà vero anche se non si realizza.

ORA MI VEDI…ORA NON MI VEDI PIU’

Ed è  solo un altro gioco a nascondino

quando sulla porta della mente appari

stando come una selvaggia puledra

scalpitante e fremente 

pronta a fuggire al galoppo sfrenato

più veloce della fine di un sorriso 

come vedo nella mente l’altro mistico incanto 

sparire dai tuoi soffici occhi scintillanti.

”Ecco, ora mi vedi, ora non mi vedi più, 

solo un momento prima di volgerti via 

e correre a infilarti nei nascondigli della tua anima. 

Ma nel gioco senza fine che diverte tutti i bimbi 

quelli che cercano e quelli che si nascondono

non possono essere sempre gli stessi

devono  scambiarsi i ruoli, 

è nelle regole del gioco, come nella vita, 

nessuno può nascondersi sempre 

e nessuno può cercare per sempre,

anche se sembra che in questo nostro strano gioco 

io sono sono stato il cercatore senza fine 

e tu quella che senza fine si nasconde,

nelle segrete stanze della tua anima

che cela tutti i tuoi sentimenti imprigionati.

Verrò a cercarti sempre in questo infinito

gioco a nascondino

per fare tana libera tutti i sentimenti

ma io non ho la chiave 

per aprire tutte le tue serrate porte.

Il nascondino è il gioco della libertà

di correre via, di allontanarsi,

per poco tempo o sempre,

ti insegna a perdere ciò che ti è più caro 

ma ti sfida anche a ritrovarlo se davvero vuoi.

Così le mie parole ancora cercano le tue

perse in nascondigli troppo distanti.

Ed ora è il tuo turno di assecondare me

se ancora resto qui a scriverti e inviarti 

queste mie cercanti parole

nei recessi rifugi della tua anima,

Ennio Romano Forina 

Poema D’Amore. Parte/1

Dedicato a tutte le donne che hanno aperto il cuore
al fuoco dell’Amore per riscaldarlo e non per farlo bruciare.

Se vuoi sapere perché tra tanti sguardi ho scelto il tuo,
non chiederlo a me, chiedilo ai miei occhi, 
che non si stancano mai di perdersi nei tuoi.
Chiedilo alle mie mani, che su te si librano
dispiegando ali di un rapace amore 
che strappa lentamente le vesti adagiate sul tuo corpo 
per vederti affiorare splendida dal sogno, 
come diafana dea dall’acqua emerge

bagnandosi di sole.

Chiedilo alle mie labbra, che accendono le tue 
del rosso dorato che al mare regalano i tramonti,
alla mia bocca, che si posa leggera sul tuo viso

e bacia e morde quella tua dischiusa 
per dissetarsi nei torrenti impetuosi e caldi dei tuoi baci.

Chiedilo alle mie mani, mentre accarezzano e stringono le tue, 
al mio petto, che adagiato e premuto contro il tuo 
unisce in un’unico respiro i nostri due sospiri, 
ai generosi seni in cui lascio che il viso mio si affondi 
e in essi sommerso morderli e baciarli,

per rinascere in te ancora e dissetarmi alle tue sublimi sorgenti 
del dolce nettare, prezioso nutrimento della Vita .

Rincorrerti, ovunque sei, è più che il mio destino,
stringere il tuo corpo e l’anima insieme in un solo forte abbraccio, 
tenerti a me stretta e prigioniera e senza via di scampo,
e poi lasciarti libera di correre via in tutte le tue repentine fughe,
e divenire ogni volta la mia selvaggia e ambita preda 
inseguirti e raggiungerti in ogni tua ribelle corsa.

Afferrare il turbine dei tuoi capelli lunghi sciolti nel vento, 
farti cadere dove le onde s’avvolgono costringendoti alla resa 
e fra la sabbia e il mare accendere in te il fuoco

che brucia e non consuma e lancia i sensi oltre l’orizzonte 
superando ogni spazio e tempo conosciuti.

Scivolare, lungo le vertiginose discese delle tue gambe dischiuse, 
perdermi nel tuo viso di Luna e nel trionfo dei tuoi seni, 
sfiorando le tue guance, le svettanti cupole dei glutei,
tuffarmi, nell’architettura perfetta del trapezio
al centro del tuo corpo di donna,

che disegna e accoglie la dimora della nuova vita.

Tutto di te mi attrae e tutto voglio scoprire senza fine, 
pianure, monti e valli, della tua terra fruttifera, 
un continente intero da scoprire ed esplorare senza fine,
nei segreti templi ove si cela la primigenia essenza,
e dalle tue distese piane scendere nei tuoi abissi
attraverso i passaggi dove scorrono tutti gli umori della vita
.

L’Amore accade e forse non sappiamo come si accende, 
ma sappiamo quando per la sua potenza questo avviene,
come il fuoco, racchiuso nella profonda terra 
trova sfogo senza alcun preavviso all’aria aperta,
brucia la vita intorno ma al tempo stesso la rinnova.

L’amore vero non conosce paura e non si cela 
dietro cortine di falsi e ipocriti pudori,
ha il coraggio di mostrarsi in piena luce e in volto. 
L’Amore avvolge nel suo immenso calore. 
L’Amore irrompe prepotente, desidera, diventa, cresce, straripa, 
e rompe argini e barriere come un impetuoso fiume in piena, 
come un uragano, non si può arrestare, 
spazzando via ogni altro scialbo e spento sentimento 
e tutto quanto non è forte, ricco e vero.

Come l’immaginazione, l’Amore è sconfinato,
sregolato e ribelle, visionario per mirabile follia creativa,
pervade i sensi, li accentua, li accresce e li fa perfetti, 
l’Amore è la certezza ed è paura che la certezza poi svanisca 
e se è tutte queste cose, l’Amore è anche unico e leale, 
quando è così tanto non serve altro che un infinito tempo per donare,
l’Amore che non esita e che sceglie la sua strada e non vacilla, 
che indomito ama sempre, anche sconfitto ma non vinto.

L’Amore vero non illude, non si stanca e non si arrende , 
non è un fuoco di paglia che si estingue in breve, 
l’ Amore che si placa e non rinasce sempre non è amore,

lascia solo cenere e polvere spenta che non dà calore, 
e il cuore perso in un deserto fatto di vuoto gelo.

L’Amore è quello che ti soffoca di baci, 
e che in ogni istante ti sorprende,
e quando di notte il sonno scende e tornano le ombre 
di paure e ansie invano obliate di giorno dalla luce, 
si adagia al tuo fianco e avvolge le sue ali strette intorno a te
per essere sicuro che i tuoi sogni siano lieti e lievi,
e ti copre e ti nasconde, ti abbraccia, ti colma e ti rassicura, 
e quando ti risvegli l’Amore è un’alba d’oro
e il fuoco di un vulcano.

L’Amore è quando dove tu cammini diventa il paradiso,
è il tessuto che avvolge il calore del tuo corpo

che prende vita a toccarlo come fosse la tua stessa diafana pelle 
e diffonde il tuo profumo di femmina e la tua dolce essenza.
L’Amore è nei tuoi veloci passi, in ogni tuo sorriso
nel ritmo fluido delle onde dei tuoi fianchi,

che seguo e sento vibrare fra le mani.

L’Amore è quando ogni parte del mio corpo 
freme al solo pensiero di sfiorare il tuo, 
è prenderti per mano mentre guardandomi scosti i capelli dal tuo viso, 
l’Amore è quando ci cattura nel vortice di una nube mistica di oblio,
che si avvolge attorno a noi e tutto il resto esclude.

Non so quanta parte d’amore davvero hai prima conosciuto 
ma l’amore vero non è parte di poco o tanto,
può esser solo tutto o non è niente,
ma il tutto fa paura più del niente anche se spesso lascia
scorrere via gli irripetibili incroci del destino. 
Ma questo non importa, quel che è certo,
qualunque sia stato il suo destino, qualunque cosa accada, 
devi esser certa che questo mio amore
ti ha davvero immensamente amata.

Le parole vere anche se inascoltate,
sono atti d’amore che non si possono negare, 
sono carezze e baci, schiaffi e desideri,

labbra dischiuse su frasi prigioniere e represse
sono colpi d’Amore, seni palpitanti al respiro eccitato,
sono sudore, umore, cosce che ti cingono e ti fanno prigioniero, 
Le parole non sono solo suoni o segni,

sono lo sguardo dell’anima e del cuore,
messaggeri imperfetti ma potenti delle visioni e i sensi, 
sanno esprimere pensieri più veri dei reali gesti, 
possono convincere o dissuadere, ferire e a volte far morire,
sono le tumultuose labbra che mi consumano di baci
provocando tempestose maree di fluidi vitali.

e le parole sanno far l’amore, diventando energia pura 
che viaggia senza limiti e accende anche lontano un altro fuoco.

L’Amore è ciò che il solo tuo pensiero desta in me, 
che attinge dall’impulso vero della Vita e non si può arrestare,
trascina inesorabilmente come un vortice d’onda,

e in me e sopra me si avvolge e mi sommerge.
Voglio essere tuo, voglio riempirti di me, voglio che mi divori, 
sei una donna combattiva, libera e fiera e io
ero
un uomo vero prigioniero nella tua trappola d’amore.
Ma tu non sei solo una donna, sei un campo di battaglia
e ti presenti in armi alla disfida dell’Amore 
piantando tutti i tuoi vessilli d’indaco sulle battaglie vinte,
ma spesso vincere tutte le battaglie,

non vuol dire affatto vincere la guerra.

Tutto il mio essere adesso può darti una risposta, 
siamo frammenti di Cosmo, stelle, pianeti,
comete o meteore vaganti, catturate nell’onde 
di attrazioni misteriose per destini diversi e sconosciuti, 
e quando un impatto d’anime infine avviene, 
cambia per sempre l’Universo stesso.
Questo è l’unico Amore, primordiale, mistico e vero,
ed è questo l’Amore così potente, audace e certo, 
che ancora vuol dirti che tu sei nel mio cuore al tempo stesso, 
immensamente libera e immensamente mia.

Tu sei la forma visibile di tutto ciò che esiste…
sei la spiaggia e le onde del mare
sei l’aria e il vento e sei le terre emerse, 
sei le foreste e i laghi, sei le calde e umide caverne 
e le distese d’erba, sei del fiume la sorgente
sei l’Amore, sei polvere di stelle e sei la Luna.

Ennio Romano Forina / Estate 2019

 

l’Isola Che Sogna

C’è un’isola sognante 

nata dalla collisione 

di due anime amanti

tra la Luna e il Mare

sopra le  calme acque

e sopra le tempeste.

È sospesa nel tempo

che le scorre intorno

senza trascinarla via.

Solo la Luna,

dimora dei sogni

più segreti e veri

conosce il suo destino.

Lei, che roteando in cielo

tutto osserva e scruta,

dall’oceano dell’anima 

attrae anche i miei pensieri

li riscrive e nei suoi raggi

sull’Isola splendente

li riflette con parole vive:

“Se ti terrò stretta a me,

l’Isola si stringerà a noi.

Se ti abbraccerò,

l’isola ci accoglierà.

Se sarai nei miei pensieri

l’Isola ci nutrirà.

Se vorrò raggiungerti

l’Isola aspetterà per noi.

Quando avrai paura

l’Isola sarà il riparo

e se ti perderai

l’Isola sarà il tuo faro.

Ma amarti ormai è una certezza

anche senza un’Isola

che incantata sogna,

sempre sospesa, fra la Luna e il Mare.

Ennio Romano Forina

Versi di Luna Pieni

Povera luna, nessuno leva più lo sguardo all’artefice
di scenari suggestivi e perfetti
tu che ispiravi tutti gli amori e suggerivi
a poeti ed amanti i versi più belli
confortavi il viandante notturno
alleviavi le angosce più oscure
eri la dea che a tutti sorridevi
pervadendo di magia il mondo assopito.
Tu, ospite splendente, anfitrione eccelsa
della tua degna dimora celeste,
principessa e vestale delle notti più limpide
con la tua arcana, festosa presenza
volteggiando pigra nel cielo notturno
fugavi tutte le angosce e i timori
avvolgendo di soffice luce i sonni più inquieti.

Ci insegnavi che esiste l’irraggiungibile,
che non si può e non si deve impossessarsi di tutto
che nessuna piramide ambiziosa
nessuna torre svettante in cielo
poteva minimamente sfiorarti
e quindi restavi, venerata, sacra e intatta
umiliando le umane brame e le tiranne pretese.


Ora ti scrutano ancora per sapere solo
se vi siano gioielli in te da depredare
e se si possa immettere in te la stessa vita
che viene soffocata nella tua sorella Terra
se si possa far di te e altri sterili mondi
dei gioielli azzurri mentre questo pianeta
rapinato e offeso sempre più a te fanno somigliare
ma senza il tuo grigiore allegro e senza incanto.

E se fossi fatta di platino e d’oro
anziché di inutile sabbia e roccia
saresti in breve tempo invasa e divorata
da miriadi di potenti e brutali macchine
popolate da voraci microbi umani
pronti a succhiare le tue vene profonde
scavando solchi, buche e sanguinanti ferite
per divorar ricchezze e niente altro
come per lo splendente verde azzurro globo
che sempre più si riveste dello spento grigiore
di città immani, gangli letali di una rete
di cemento e asfalto che si propaga ovunque
come le metastasi di un incontenibile cancro.


Ti guardano ora nella tua intimità svelata
come si osservano gli animali oppressi
nelle prigioni della follia e della vergogna
degli zoo, dei circhi e degli allevamenti
e sei già anche tu ormai rinchiusa
in una gabbia di ottusa e falsa conoscenza
senza più meraviglia né domande
solo una bizzarra e negletta decorazione
appesa in cielo per il nostro diletto
ma non sei tu Luna senza più il fascino e l’incanto
siamo noi che abbiamo perso il desiderio
di sognare sensazioni più ineffabili e vere
e ci inebriamo delle nostre false e violente luci
che non illuminano l’anima e la mente
come le luci e i suoni del Cosmo e della Vita.

Ennio Romano Forina – Dal vol. di poesie: “Versi di Luna Pieni” dell’autore

Le Ali dell’Anima

LE ALI DELL’ANIMA

Spesso il mio sonno è un vasto cielo

in cui mi trovo a veleggiare

come un gabbiano dalle ali ferite

per i molti orizzonti aspri e lontani esplorati.

Ali plasmate dai venti che hanno attraversato molte tempeste

e che ancora sanno condurre nei sentieri del cielo.

Eppure si leva in volo lo stesso, levita, volteggia,

sfidando e sfruttando agilmente le correnti,

si staglia, fiero fra molti altri alati che con ali intatte,

ancora di tempeste ignare, indolenti e pigri

volano solo in cerchio irridendo ai negletti orizzonti.

Lui sa, che continuando a dispiegar le ali,

nuove forti penne nasceranno per seguir mete lontane

e per affrontare altre tempeste e i suoi occhi

a riempirsi dei colori di tutti i cieli e dei tanti avversi mari.

Così ora le ali ferite del mio cuore battono in uno spazio diverso

dove solo all’anima spinta da sincero amore è permesso navigare

poiché l’amore non è che un altro cielo immenso

che realizza i sogni di chi sa e vuol volare in esso,

ma non per ali lasciate troppo a lungo ripiegate

da non esser più capaci di condurre l’anima e il cuore

nel mirabile e infinito cielo dell’Amore.

Sei tu ora l’orizzonte verso cui voglio volare,

sei l’oceano da attraversare dove è sospesa l’isola sognante

e tu sei il lontano nido che voglio ritrovare.

Ennio Romano Forina 2018

Pepite d’Amore

Ho scavato nelle miniere della vita

e nei fiumi che scorrono da tutti i cuori

e sopra i picchi delle montagne sognanti,

cercando qualche vera pepita d’amore,

solo per regalarle a chiunque.

Dentro ed oltre i nascosti paesaggi,

o cercando nei passi segreti,

attraverso le nebbiose montagne dei rimpianti,

vagando nelle vuote, affollate strade

e in ogni scenario dell’immaginazione.

Le ho cercato nel sole splendente,

o sotto la pioggia incessante,

in tutti i ventosi e morti giorni d’inverno,

le ho cercate quando la tempesta colpiva

o attraversando i deserti degli affetti,

le ho cercate a lungo, intorno e invano,

fin quando ho capito che nessuna pepita d’amore

era realmente dove io l’avevo cercata,

perché esse erano davvero tutte nel mio cuore.

E ora so, che tutte le pepite d’amore

che ho dato via, tutte, una ad una,

anche se nessuna era mai rimasta per me,

continuano sempre a splendere nel mio cuore,

mentre se le avessi tenute solo per me

peserebbero molto sulla mia anima

così come le pepite d’oro pesano sulle spalle,

perché tutte le pepite d’amore

non sono fatte per essere conservate,

e la loro luce non pesa affatto.

ennio forina  Gennaio 2018

L’Isola di Sogno

C’è un’isola sognante 

nata dalla collisione 

di due anime amanti

tra la Luna e il Mare

sopra le  calme acque

e sopra le tempeste.

È sospesa nel tempo

che le scorre intorno

senza trascinarla via.

Solo la Luna,

dimora dei sogni

più segreti e veri

conosce il suo destino.

Lei, che roteando in cielo

tutto osserva e scruta,

dall’oceano dell’anima 

attrae anche i miei pensieri

li riscrive nei suoi raggi

e sull’Isola splendente

li riflette con parole vive

“Se ti terrò stretta a me,

l’Isola si stringerà a noi.

Se ti abbraccerò,

l’isola ci accoglierà.

Se sarai nei miei pensieri

l’Isola ci nutrirà.

Se vorrò raggiungerti

l’Isola aspetterà per noi.

Quando avrai paura

l’Isola sarà il riparo

e se ti perderai

l’Isola sarà il tuo faro.

Ma amarti ormai è una certezza

anche senza un’Isola che incantata sogna,

sospesa fra la Luna e il Mare.


Ennio Forina  – July 2018

Versi di Luna Pieni

LUNA.jpg

Tratto dal libro :“Versi di Luna Pieni”.
Riflessioni poetiche di ennio forina

Perché amo la Luna? Arcana, sacra vestale vagante, scrigno e custode dei sogni, e di intangibili gioie nascoste. Improvvisamente appare come una star raggiante imperiosa sul palco scuro di velluto blu della notte, e prende tutta la scena per se, facendo svanire delle altre stelle la luce, sempre puntuale ad esibirsi vestita d’argento nel suo show sfrontato, canta, sorride, ammalia, attrae a sé i fluidi terrestri e i miei come quelli del mare, ad un tratto scompare dietro una cortina di nubi e aspetta celata l’applauso che la richiama in scena, poi scostandole con un gesto riappare decisa, solo quando lei vuole. A volte si veste di nubi sottili, sensuale, come avvolta in una vaporosa, trasparente veste fluttuante, spiritosa e leggiadra, seducente, levitando in un vuoto pieno di tutti i colori e luminoso di tutte le luci. “Eccomi”, dice per essere amata e di solo desiderio, accarezzata, baciata, ma non fermata. Sì, vorrei che la Luna mi amasse davvero ma forse lo fa a modo suo anche quando rotolando via impietosa si prepara ad uscire di scena. Ed ora capisco, ecco perché amo la Luna e so che la Luna ama me… perché anche se so che la Luna non può amarmi lo stesso vuole che io ami lei e così è come se mi amasse del mio amore riflesso, come riflessa è la luce del sole che la rende così viva e felice…. Ed è per questo che torna sempre a me, per ricordami di continuare a sognare, poiché senza il sogno si spegne il desiderio dell’essere. In fondo tale è l’amore, il sogno di un’armonia incompiuta, sfuggente e come te o Luna, irraggiungibile, ma al tempo stesso vera e viva, sempre presente, pervadendo la realtà di chi sa come amarti, rassicurante, ispirante, ricordandomi che sognare è salire i gradini del cielo e senza il sognare non c’è null’altro che vale. Mi dici Luna, che i sogni sono le scintille che accendono il fuoco sacro dell’anima e la rendono ricca di sensazioni, sono il passaggio segreto che porta ad uno spazio più distante e diverso, dove nessuna strada o mezzo può arrivare. Poiché sognare è lo stesso che amare. ennio forina May, 2018

You Can Not…

You can't.jpg

You can protect yourself by the wind but you can’t stop it. You can take cover from the rain but you can’t impede it to fall, whether you want it or not clouds shall form and dissolve in the sky. You can’t stop the ocean’s breathing or the waves endless caress of the beach. You must not stop the river flowing or you’ll kill it. Neither impede the grass to grow or you’ll spread deserts. You can’t persuade the moon, to dance with you all night long, neither you can tell her to not go away in the daylight. You can’t stop the merry carousel of the planets like captive moths around the charming, shining, arcane lamp lingering in Space. All of these things have sense because are free to express their right energy. And if you can’t stop all this,by will, how can you stop Love to love over and over, since among all the forces that move the Universe by far is the greatest?

ennio forina

Risposta a un Quesito

Sì anche quando faccio l’amore io penso,

il pensiero per me è come un fiume

che nasce sprigionato dai monti, si insinua,

precipita giù dalle rocce impetuoso,

le scava deciso, a tratti sereno,

a volte impedito da ostacoli improvvisi,

ma li supera e scende fra i terreni e le valli

diventando sempre più grande e più calmo,

è un fiume che mi trasporta e da cui mi lascio trasportare,

passa per i dirupi, supera i salti a cascata,

si perde in rivoli e poi si ricompone,

penetra nel terreno e poi risale alla luce,

raccoglie detriti preziosi e li porta con sé,

scorre, scorre sempre e scorrendo e pensando “ama”,

sì, quando faccio l’amore penso,

perché anche l’amore è pensiero fluido che scorre,

per raggiungere il grande pensiero della Vita..

ennio forina

La Stanza Segreta

Deve esserci una stanza segreta

nella tua casa d’amore

dove poterti isolare ogni tanto

lasciando scorrere pensieri e riflessioni.

Dove poter serbare i gioielli

di molte esperienze anche soltanto sfiorate.

Dove poter spazzare via la polvere

dalla libreria di tutti i tuoi sogni mai letti

e rievocare memorie prigioniere, sottomesse

ma non mai dimenticate.

Dove ogni giorno del calendario della tua vita

è diventato un cassetto arrugginito

che solo tu hai la chiave per aprire

e guardare indietro alle volte e ai luoghi

che sono stati persi in amore e comprensione.

Una stanza di insoddisfatta nostalgia

con quattro orizzonti aperti e senza fine

al posto delle sue quattro mura

con un soffitto così inconsistente

da permetterti di toccare il cielo

e invitare un gruppo di stelle

a restare a cena con te.

Cosicché lasciando questa stanza, 

sarai di nuovo lo straniero improvviso

dal tocco gentile e i luminosi occhi

che il tuo vero amore ha sempre saputo che eri,

e ancora una volta potrai presentare

il più prezioso e affascinante dono

che avrai mai la possibilità di offrire.

Quello che si conosce, sconosciuto,

da conoscere ancora.

ennio forina  3 agosto 2015

Pepite d’Amore

Ho scavato nelle miniere della vita
e nei fiumi che scorrono da tutti i cuori
e sopra i picchi delle montagne sognanti,
cercando qualche vera pepita d’amore,
solo per regalarle a chiunque.

Dentro ed oltre i nascosti paesaggi,
o cercando nei passi segreti,
attraverso le nebbiose montagne dei rimpianti,
vagando nelle vuote, affollate strade
e in ogni scenario dell’immaginazione.

Le ho cercato nel sole splendente,
o sotto la pioggia incessante,
in tutti i ventosi e morti giorni d’inverno,
le ho cercate quando la tempesta colpiva
o attraversando i deserti degli affetti,
le ho cercate a lungo, intorno e invano,
fin quando ho capito che nessuna pepita d’amore
era realmente dove io l’avevo cercata,
perché esse erano davvero tutte nel mio cuore.

E ora so, che tutte le pepite d’amore
che ho dato via, tutte, una ad una,
anche se nessuna era mai rimasta per me,
continuano sempre a splendere nel mio cuore,
mentre se le avessi tenute solo per me
peserebbero molto sulla mia anima
così come le pepite d’oro pesano sulle spalle,
perché tutte le pepite d’amore
non sono fatte per essere conservate,
e la luce che resta non pesa affatto.

ennio forina  Gennaio 2018

Love Nuggets

I have been digging in the mines of life
and in the rivers flowing from all hearts,
and up to the dreamy mountains peaks,
searching for some true love’s nuggets,
just to give them away for free.
Been searching Inside and beyond
many hidden landscapes,
and looking for the secret passages
through the misty sorrow mountains,
wandering through the empty crowded streets
and all over every imagination skylines.
I have been looking for them in the shining sun
or under the steady falling rain,
in all the dead and windy winter days,
looking for them when the storm was blasting
and when crossing the deserts of the affections,
looking for them around in vain,
until I realised that no love nuggets,
were really where I’d been looking for
‘cause indeed they were all inside my heart.
And I know now that all my love nuggets
I’ve given one by one and all away
even if no one was ever left for me,
their light still keeps shining inside,
while if I kept them just for myself,
they would now weigh heavily upon my soul,
just like any real golden nuggets on your shoulders,
for love nuggets aren’t meant to keep,
and their light doesn’t weigh at all.
ennio forina, 2018

Potresti Essere…

Potresti essere schiavo,

o una mente libera.

Potresti essere una spina,

o un fiore sbocciato.

potresti essere grandine,

o pioggia gentile.

Potresti essere un vento forte,

o leggera brezza,

Potresti essere tempesta,

o una nuvola splendente.

Potresti essere un fortunale,

o un’onda leggera,

o una dura tempesta,

o un calmo giorno di sole.

Potresti essere una cascata,

o un ruscello che scorre.

Potresti essere un’alluvione

o un laghetto tranquillo.

Potresti essere una pietra,

o soffice sabbia.

Potresti essere un deserto,

o un grande campo verde.

Potresti essere rude,

o d’animo gentile.

Potresti essere avaro,

o anima generosa.

Potresti essere una morta autostrada,

o una foresta vivente.

Potresti essere un cancello,

o un orizzonte infinito.

potresti essere lacrime,

o un sorriso splendente.

Potresti essere una fine,

o un nuovo principio.

Potresti essere rammarico

o puoi essere Amore.

ennio forina gennaio, 2018

You Could Be…

You could be slave,

or a free thinker.

You could be a spine, 

or an open flower.

You could be hail,

or a gentle rain.

You could be a blast,

or a light breeze.

You could be a storm,

or a shining cloud.

You could be a squall,

or you could be a wave,

or an harsh tempest, 

or a calm and shining  day.

You could be a fall,

or a flowing stream.

You could be a flood,

or a placid pond.

You could be a stone,

or a soft sand.

You could be a desert,

or a wide green field.

You could be rough,

or kindly hearted.

You could be mean,

or a giving soul.

You could be a dead highway

or a living forest.

You could be a gate,

or a vast horizon.

You could be tears,

or a shining smile.

You could be an end,

or a new beginning.

You could be regret

or you can be Love.

ennio forina  january, 2018

Un’altra Alba senza Te

Vado a letto, ed è un’altra notte senza te.

Mi sveglio ed è un’altra alba senza te.

I nostri gatti stanno vicino e mi guardano,

penzolando dai mobili e dal lavandino.

Fuori dalla finestra il Timo sorride,

attraverso il vetro polveroso

e il basilico saluta anche.

Stancamente faccio un po’ di caffè.

Ora c’è sempre molto caffè nel vaso

e non devo riempirlo così spesso,

non come dovevamo fare prima,

perché è un’altra alba senza te.

Sono seduto dentro un raggio di sole in cucina

ed è un altro mattino di sole senza te.

Vago attraverso le mie ore del giorno

in tutte le stanze “vuote”,

che sono ancora piene di te,

ma è proprio un’altra mattina senza te.

Desidero sedere con te

e mangiare qualcosa insieme,

penzolando al balcone

nel pomeriggio assolato.

Cammino ancora a volte in città

per le strade strette

dove camminavo con te,

o nel parco, come facevamo di solito.

Ma adesso le strade sono solitarie

e anche il parco è coperto da silente nebbia.

So che non dovrei lasciarmi andare,

perché se io fossi dove tu sei

e tu dove io sono adesso,

non vorrei che tu fossi così triste, 

sola e indifesa per avermi perso,

vorrei che almeno ci fosse

un altro me al tuo fianco

per proteggerti come ho fatto io

e restando in te lo stesso.

Non potrei pensare diversamente ora,

qualcosa si perde lungo la via 

ma ci sono sempre altre possibilità

perché l’essenza di noi si trasforma,

e fonde insieme in altre realtà e resta

una volta che il contatto è avvenuto

non può svanire, lo so per certo.

Mi piacerebbe portarti al mare di autunno,

sdraiarmi con te sulla sabbia splendente,

e toccare delicatamente le tue labbra salmastre.

Ma adesso sono sospeso nei miei pensieri solitari

per tutte le cose che tu avresti amato fare

e che avrei amato fare anch’io.

Ci sarà un altra alba senza te?

Un’altro triste giorno e solitaria notte senza te?

Ci saranno di sicuro altre tristi albe

e solitarie notti davanti a me,

ma nessuna di queste, amore,

sarà mai senza Te.

ennio forina   march 11, 2017

versione in italiano

Viaggiatore della Mente

Oggi l’umanità viaggia su un mezzo

troppo veloce da un punto A ad altri punti B,

pensando di averli conosciuti

per essere stata ed aver visto quei luoghi,

e nell’illusione di trovare nel punto B

quello che non ha saputo trovare nel punto A,

ma questo mezzo è sempre troppo veloce

e la sua anima sempre più lenta,

quindi non impara nulla viaggiando,

né dal percorso né dalla destinazione.

Nei miei tempi di attesa io ho viaggiato molto,

anche se sono salito su pochi mezzi veloci

e ho raggiunto poche destinazioni.

Ma ho viaggiato sempre dentro di me

e invece di partire alla ricerca di altri mondi,

ho lasciato che altri mondi viaggiassero dentro me,

perché sopratutto…

sono Un Viaggiatore della Mente.

 

ennio forina

 

I’d just like to stress the fact that the urge of traveling always, is becoming an unreasonable addiction…

Without you…For You…With You

The Perfect Love,

that beyond the happiest moments,

passing through the life’s storms,

the small and harsher failures,

all through every regrets and mistakes,

the obstinacies and defenses,

the barriers, and misunderstandings,

the disillusions, the fears and the tears,

through all the unspoken words 

and unexpressed thoughts,

the retained kisses and buried caresses… 

is the love that not only has overcome intact

all the adversities and hindrances,

but that kept growing

and became still greater in all them…

 

“I’m still holding the empty space where your hand held mine”


Dedicated to Margaret Mary Healy.  March 11, 2017

…For maybe our life together hasn’t been perfect,

but our love was and is…

ennio forina

Another Daybreak without You…with You

This painting – already published – was meant for the poetry that I was still writing.

Daybreak.jpg

I go to bed and it’s another night without you

I wake up and it’s another daybreak without you

Our cats hang around and stare at me

perching over the furnitures and the sink.

Outside the window, through the foggy and dusty glass

the thyme smiles and the basil greets too.

Tiredly I make some coffee,

there’s plenty of coffee in our pot now

and I don’t have to fill it up so often

not like we had to do before,

‘cause it’s another breakfast without you.

I sit, within a sunbeam in the kitchen

and it’s another sunny morning without you.

I wander through my day’s hours

working in all the empty rooms still filled of you.

But it’s just another daybreak without you.

I long to sit and talk with you

hanging lazily out on the balcony

and holding hands in the sunny afternoon.

But the sun rays miss you

and the weak breeze can’t caress your face.

I still walk sometimes downtown,

over the narrow streets

like when I walked with you

or in the park, like we used to.

But now the streets are lonely

and the park is misty too.

I know I shouldn’t let myself be down

‘cause if I were where you are now

and you were where I’m still here

I wouldn’t like you to be down or suffer

for not having me around.

I’d like to drive you to the autumn sea,

lay down with you on the sunset’s shining sand

and lightly touch your briny lips,

but now I can only linger in my lonely thoughts

for all the things you would have loved to do

and I hoped too, I could have done again with you.

Will there be other sad daybreaks without you?

Other downcast days and lonely nights without you?

There may be still many sad daybreaks

and lonely nights for me ahead

but none of them will ever be without you

and your beautiful smile I’ll always have and see 

shining around and all inside of me.

 

Dedicated to the one I love,  Margaret Mary Healy,  September 2017

Al PerSempre Amore

Peggy park

LA PAROLA “PERSEMPRE” SPEZZATA

Quando due mani si uniscono in una stretta PerSempre

cosa accade se improvvisamente il duro destino spezza la parola PerSempre

e la mano di un amante deve lasciar l’altra andare via

svanire in uno sconosciuto mondo di PerSempre amore?

Quanti altri PerSempre possono entrare in una sola vita

quando la mano che ha perso la prima presa

non si rassegna a perdere il tocco dell’amore PerSempre

ma continua PerSempre a stringere la presa

anche se un’altra mano stringente

appare improvvisamente dal nulla

anelando una nuova stretta di un PerSempre amore?

Forse i due PerSempre continueranno a tenere il tocco dell’amore

in una unica PerSempre stretta ?

La mia mano, amore mio, ancora stringe lo spazio vuoto

dove la tua mano stringeva la mia sperando

che tu possa ancora sentire la mia stretta di amore

per un PerSempre tempo.