Alle Anime Coraggiose

Non è facile amare
chi ti ha sorriso e ti lascia venire vicino.
Non basta che lei ti lasci entrare
nella sua mente e nel suo territorio
seguendo solo l’impulso dei sensi
non sei tu o lei a decidere
ma i vostri corpi ancor prima
delle vostre ignare menti
una donna che vi sorride
non è un punto di arrivo
un meta raggiunta una conquista
niente di tutto questo,
è un punto di partenza
per un viaggio verso l’ignoto
verso sconosciute terre
che richiede un’immenso coraggio.
È meglio entrare nell’anima prima
e poi avventurarsi a conoscere il resto
dall’interno all’esterno
ma per entrare in un’altra anima
si deve esser dotati di una propria anima
allenata ad amare davvero
un’anima che ha accettato tutte le sfide
e tutte le ferite dell’amore
un’anima piena e orgogliosa delle sue cicatrici
un’anima, indomita, leale e guerriera.

È difficile essere donna,
è difficile essere desiderate nel tempo
ma ancora più difficile è trovare
chi non si stanchi mai di conoscervi
qualcuno che voglia e sappia prendersi cura
della vostra libertà
che è la vostra più sacra ricchezza.
Partendo dall’anima nessun amore
si può estinguere e disperdere
perché è solo l’amore
che annulla i confini del tempo
perché l’anima è sempre una bambina
che infinitamente cresce
senza mai invecchiare
e si nutre soltanto
dell’amore che è in grado di dare
non di quello che riceve.

Amore è un sostantivo di genere errato
poiché l’amore è energia
e l’energia è femmina
non può essere altro in tutta la sua natura
è parte dall’amore di Madre
che scorre nel Cosmo
come un fiume che nutre tutta la vita
da cui originano gli emissari
tutti gli altri tipi di amore.

Dunque se vuoi e sai amare davvero
preparati alla più ardua
e pericolosa impresa
che un’anima possa affrontare
e preparati a fallire
perché più volte fallirai
e se hai paura resta lì dove sei
in un comodo grigiore
rinuncia
se non sai sopportare il dolore
e se temi le offese arrenditi subito
perché puoi essere certo
che ti offenderà sempre l’amore
e la tua anima starà bene così
nel suo porto sicuro
negletta
inutile e indenne.

Ennio Romano Forina

Advertisements

I Nascondigli dell’Anima

Nascondino era il gioco che amavo di più 

da piccolo uomo perché era la metafora 

di quello che avrei dovuto affrontare nel mio futuro.

Gli altri giochi erano eccitanti 

almeno quelli che facevamo no

prima dell’era della generale idiozia elettronica, 

giocavamo con i nostri corpi, 

giochi fisici, lottavamo,

ci sfidavamo nella polvere e sui prati,

ci arrampicavamo sugli alberi e sulle rocce. 

Ma i giochi che i giovani uomini amavano 

di più erano quelli  che imitavano le battaglie, 

tutte le competizioni, come il calcio 

un vero surrogato di guerra

ma quelli non sono mai stati dei veri giochi, 

e nemmeno ora lo sono, anzi nei momenti di pace relativa, 

i giochi di guerra sono quelli più di successo 

perché la guerra è in noi 

e tutti la seguono e tutti partecipano per una banda 

o un esercito, piccolo o grande che sia, 

consacrandosi ad un simbolo, un colore o un luogo

come è sempre stato e sarà e niente più di quello. 

Il nascondino invece era un gioco incruento 

dal quale si imparava che nulla è certo 

negli eventi che sarebbero seguiti per ciascuno di noi 

nell’abituarsi che quello che è reale in un momento 

può sparire improvvisamente 

e diventare solo un ricordo il momento successivo, 

ma il Vero non è quello che accade al di fuori di noi 

solo ciò che si vuole che sia vero, 

sarà vero anche se non si realizza.

ORA MI VEDI…ORA NON MI VEDI PIU’

Ed è  solo un altro gioco a nascondino

quando sulla porta della mente appari

stando come una selvaggia puledra

scalpitante e fremente 

pronta a fuggire al galoppo sfrenato

più veloce della fine di un sorriso 

come vedo nella mente l’altro mistico incanto 

sparire dai tuoi soffici occhi scintillanti.

”Ecco, ora mi vedi, ora non mi vedi più, 

solo un momento prima di volgerti via 

e correre a infilarti nei nascondigli della tua anima. 

Ma nel gioco senza fine che diverte tutti i bimbi 

quelli che cercano e quelli che si nascondono

non possono essere sempre gli stessi

devono  scambiarsi i ruoli, 

è nelle regole del gioco, come nella vita, 

nessuno può nascondersi sempre 

e nessuno può cercare per sempre,

anche se sembra che in questo nostro strano gioco 

io sono sono stato il cercatore senza fine 

e tu quella che senza fine si nasconde,

nelle segrete stanze della tua anima

che cela tutti i tuoi sentimenti imprigionati.

Verrò a cercarti sempre in questo infinito

gioco a nascondino

per fare tana libera tutti i sentimenti

ma io non ho la chiave 

per aprire tutte le tue serrate porte.

Il nascondino è il gioco della libertà

di correre via, di allontanarsi,

per poco tempo o sempre,

ti insegna a perdere ciò che ti è più caro 

ma ti sfida anche a ritrovarlo se davvero vuoi.

Così le mie parole ancora cercano le tue

perse in nascondigli troppo distanti.

Ed ora è il tuo turno di assecondare me

se ancora resto qui a scriverti e inviarti 

queste mie cercanti parole

nei recessi rifugi della tua anima,

Ennio Romano Forina 

Poema Dell’Amore

Se vuoi sapere perché tra tanti sguardi ho scelto il tuo
non chiederlo a me, chiedilo ai miei occhi, 
che non si stancano mai di perdersi nei tuoi.
Chiedilo alle mie mani, che su te si librano
dispiegando ali di un rapace amore 
che strappa lentamente le vesti adagiate sul tuo corpo 
per vederti affiorare splendida dal sogno, 
come diafana dea dall’acqua emerge bagnandosi di sole.

Chiedilo alle mie labbra che accendono le tue 
del rosso dorato che al mare regalano i tramonti,
alla mia bocca, che sfiora e morde la tua dischiusa 
per dissetarsi nei torrenti impetuosi e caldi dei tuoi baci.

Chiedilo alle mie mani, mentre accarezzano e stringono le tue, 
al mio petto, che adagiato e premuto contro il tuo 
unisce in un’unico respiro i nostri due sospiri, 
ai generosi seni in cui lascio che il viso mio si affondi 
in essi sommerso morderli e baciarli, e in te rinascere
ancora per carpire dalle tue sublimi sorgenti 
il dolce nettare, prezioso nutrimento della Vita .

Rincorrerti, ovunque sei, è più che il mio destino,
stringere il tuo corpo e l’anima insieme in un solo forte abbraccio, 
tenerti a me stretta e prigioniera e senza via di scampo,
e poi lasciarti fuggire libera nelle tue repentine fughe,
e divenire ogni volta la mia selvaggia e ambita preda 
da inseguire sempre in ogni tua ribelle corsa.

Afferrare il turbine dei tuoi lunghi capelli sciolti nel vento, 
farti cadere dove le onde s’avvolgono costringendoti alla resa 
e fra la sabbia e il mare accendere in te il fuoco che non brucia

e che lancia i sensi oltre l’orizzonte 
superando ogni spazio e tempo conosciuti.

Scivolare lungo le vertiginose discese delle tue gambe dischiuse 
perdermi nel tuo viso di Luna e nel trionfo dei tuoi seni, 
sfiorando le tue guance, le svettanti cupole dei glutei, tuffarmi nell’architettura perfetta del trapezio, al centro del tuo corpo di donna

che disegna e accoglie la dimora della nuova vita.

Tutto di te mi attrae e tutto voglio scoprire senza fine, 
pianure, monti e valli, come se tu fossi la terra fruttifera, 
un continente intero da scoprire ed esplorare senza fine,
nei segreti templi ove si cela la primigenia essenza,
e dalle tue distese scendere nei tuoi abissi attraverso
i passaggi dove scorrono tutti gli umori della vita
.

L’Amore accade e non sappiamo come s’accende, 
ma sappiamo quando per la sua potenza questo avviene,
come il fuoco, racchiuso nella profonda terra 
trova sfogo senza alcun preavviso all’aria aperta,
brucia la vita intorno ma al tempo stesso la rinnova.

L’amore vero non conosce paura e non si cela 
dietro cortine di falsi e ipocriti pudori,
e ha il coraggio di mostrarsi in piena luce e in volto. 
L’Amore avvolge nel suo immenso calore. 
L’Amore irrompe prepotente, desidera, diventa, cresce, straripa, 
e rompe argini e barriere come un impetuoso fiume in piena, 
come un uragano, non si può arrestare, 
e spazza via ogni altro scialbo e spento sentimento 
e tutto quanto non è forte, ricco e vero.

Come l’immaginazione, l’Amore è sconfinato,
sregolato e ribelle, visionario e folle di una mirabile follia creativa,
pervade i sensi, li accentua, li accresce e li fa perfetti, 
l’Amore è la certezza ed è paura che la certezza poi svanisca 
e se è tutte queste cose, l’Amore è anche unico e leale, 
quando è così tanto, a lui non serve altro che un infinito tempo per donare,
l’Amore che non esita e che sceglie la sua strada e non vacilla, 
che indomito ama sempre, anche sconfitto ma nonvinto.

L’Amore vero non illude, non si stanca e non si arrende , 
non è un fuoco di paglia che si estingue in breve 
l’ Amore che non ama sempre non è amore,

lascia solo cenere che non dà calore, 
e i cuori in un deserto arido fatto di vuoto gelo.

L’Amore è quello che ti soffoca di baci, e che in ogni istante ti sorprende,
e quando di notte il sonno scende e tornano le ombre 
di paure e ansie invano obliate di giorno dalla luce, 
con le sue ali s’avvolge intorno a te, adagiandosi al tuo fianco,
per esser certo che i tuoi sogni siano lieti e lievi,
e ti copre e ti nasconde, ti abbraccia, ti colma di sé e ti rassicura, 
e quando ti risvegli l’Amore è un’alba d’oro e il fuoco di un vulcano.

L’Amore è quando, dove tu cammini diventa il paradiso,
è il tessuto che avvolge il calore del tuo corpo e che prende vita a toccarlo come fosse la tua stessa diafana pelle 
e diffonde il tuo profumo e di femmina la tua dolce essenza.
L’Amore è nei tuoi veloci passi, in ogni tuo sorriso
nel ritmo delle onde dei tuoi fianchi, che seguo e sento fra le mani.

L’Amore è quando ogni parte del mio corpo 
freme al solo pensiero di sfiorare il tuo, 
è prenderti per mano mentre guardandomi scosti i capelli dal tuo viso, 
l’Amore è quando ci precipita nel vortice di una nube mistica di oblio,
che si avvolge attorno a noi e tutto il resto esclude.

Non so quanta parte d’Amore hai prima conosciuto, 
ma l’Amore vero non è parte di poco o tanto, è tutto o non è niente, 
e qualunque sia il suo destino, qualunque cosa ad esso accada 
devi esser certa che questo mio Amore ti ha davvero immensamente amata.

Le parole vere anche se sono inascoltate,
sono atti d’amore e non si possono negare, 
sono carezze e baci e schiaffi e desideri,
colpi d’Amore, seni palpitanti al respiro eccitato,
sono sudore, umore, cosce che ti cingono e ti fanno prigioniero, 
sono le tumultuose labbra che mi consumano di baci
provocando tempestose maree di fluidi vitali.
Le parole non sono solo suoni o segni,

sono lo sguardo del cuore e della mente, 
messaggeri perfetti delle visioni e dei sensi, 
che possono esprimere pensieri più veri dei reali gesti, 
possono convincere o dissuadere, ferire e a volte uccidere,
e le parole possono scopare, diventando energia pura 
che viaggia senza limiti e accende lontano un altro fuoco.

L’Amore è ciò che il solo tuo pensiero desta in me, 
che attinge dall’impulso vero della vita e non si può arrestare,
trascina inesorabilmente come un vortice d’onda,

e in me e sopra me si avvolge e mi sommerge.

Voglio essere tuo, voglio riempirti di me, voglio che mi divori, 
sei una donna combattiva, libera e fiera e io un uomo vero 
prigioniero nella tua trappola d’amore.
Ma tu non sei solo una donna, sei un campo di battaglia
e ti presenti in armi alla disfida dell’Amore 
piantando tutti i tuoi vessilli sulle battaglie vinte,
ma vincere anche tutte le battaglie, non vuol dire vincere la guerra.

Tutto il mio essere può darti una risposta, 
siamo frammenti di Cosmo, stelle, pianeti,
comete o meteore vaganti, catturate nelle onde 
di attrazioni misteriose per destini diversi e sconosciuti, 
e quando un impatto d’anime infine avviene, 
cambia per sempre l’Universo stesso.
Questo è l’unico Amore, primordiale, mistico, nobile e vero,
ed è questo l’Amore così potente, audace e certo, 
che ancora vuole che tu sia al tempo stesso, 
immensamente libera e immensamente mia.

Tu sei la forma visibile di tutto ciò che esiste…
sei la spiaggia e le onde del mare
sei l’aria e il vento e sei le terre emerse, 
sei le foreste e i laghi, sei le calde e umide caverne 
e le distese d’erba, sei del fiume la sorgente
sei l’Amore, sei polvere di stelle e sei la Luna.

Ennio Romano Forina

l’Isola Che Sogna

C’è un’isola sognante 

nata dalla collisione 

di due anime amanti

tra la Luna e il Mare

sopra le  calme acque

e sopra le tempeste.

È sospesa nel tempo

che le scorre intorno

senza trascinarla via.

Solo la Luna,

dimora dei sogni

più segreti e veri

conosce il suo destino.

Lei, che roteando in cielo

tutto osserva e scruta,

dall’oceano dell’anima 

attrae anche i miei pensieri

li riscrive e nei suoi raggi

sull’Isola splendente

li riflette con parole vive:

“Se ti terrò stretta a me,

l’Isola si stringerà a noi.

Se ti abbraccerò,

l’isola ci accoglierà.

Se sarai nei miei pensieri

l’Isola ci nutrirà.

Se vorrò raggiungerti

l’Isola aspetterà per noi.

Quando avrai paura

l’Isola sarà il riparo

e se ti perderai

l’Isola sarà il tuo faro.

Ma amarti ormai è una certezza

anche senza un’Isola

che incantata sogna,

sempre sospesa, fra la Luna e il Mare.

Ennio Romano Forina

Versi di Luna Pieni

Povera luna, nessuno leva più lo sguardo all’artefice
di scenari suggestivi e perfetti
tu che ispiravi tutti gli amori e suggerivi
a poeti ed amanti i versi più belli
confortavi il viandante notturno
alleviavi le angosce più oscure
eri la dea che a tutti sorridevi
pervadendo di magia il mondo assopito.
Tu, ospite splendente, anfitrione eccelsa
della tua degna dimora celeste,
principessa e vestale delle notti più limpide
con la tua arcana, festosa presenza
volteggiando pigra nel cielo notturno
fugavi tutte le angosce e i timori
avvolgendo di soffice luce i sonni più inquieti.

Ci insegnavi che esiste l’irraggiungibile,
che non si può e non si deve impossessarsi di tutto
che nessuna piramide ambiziosa
nessuna torre svettante in cielo
poteva minimamente sfiorarti
e quindi restavi, venerata, sacra e intatta
umiliando le umane brame e le tiranne pretese.


Ora ti scrutano ancora per sapere solo
se vi siano gioielli in te da depredare
e se si possa immettere in te la stessa vita
che viene soffocata nella tua sorella Terra
se si possa far di te e altri sterili mondi
dei gioielli azzurri mentre questo pianeta
rapinato e offeso sempre più a te fanno somigliare
ma senza il tuo grigiore allegro e senza incanto.

E se fossi fatta di platino e d’oro
anziché di inutile sabbia e roccia
saresti in breve tempo invasa e divorata
da miriadi di potenti e brutali macchine
popolate da voraci microbi umani
pronti a succhiare le tue vene profonde
scavando solchi, buche e sanguinanti ferite
per divorar ricchezze e niente altro
come per lo splendente verde azzurro globo
che sempre più si riveste dello spento grigiore
di città immani, gangli letali di una rete
di cemento e asfalto che si propaga ovunque
come le metastasi di un incontenibile cancro.


Ti guardano ora nella tua intimità svelata
come si osservano gli animali oppressi
nelle prigioni della follia e della vergogna
degli zoo, dei circhi e degli allevamenti
e sei già anche tu ormai rinchiusa
in una gabbia di ottusa e falsa conoscenza
senza più meraviglia né domande
solo una bizzarra e negletta decorazione
appesa in cielo per il nostro diletto
ma non sei tu Luna senza più il fascino e l’incanto
siamo noi che abbiamo perso il desiderio
di sognare sensazioni più ineffabili e vere
e ci inebriamo delle nostre false e violente luci
che non illuminano l’anima e la mente
come le luci e i suoni del Cosmo e della Vita.

Ennio Romano Forina – Dal vol. di poesie: “Versi di Luna Pieni” dell’autore

Le Ali dell’Anima

Spesso il mio sonno è un vasto cielo
in cui mi trovo a veleggiare come un gabbiano dalle ali ferite
per i molti orizzonti aspri e lontani esplorati.
Ali plasmate dai venti che hanno attraversato le più dure tempeste
e che ancora sanno condurre nei sentieri del cielo.
Si libra lo stesso, levita, volteggia,
sfidando e sfruttando agilmente le correnti,
si staglia, fiero fra molti altri alati che con ali intatte,
ancora di tempeste ignare, indolenti e pigri
volano solo in cerchio irridendo ai negletti orizzonti.
Lui sa, che continuando a dispiegar le ali,
nuove forti penne nasceranno per seguir mete lontane
e per affrontare altre tempeste e i suoi occhi
a riempirsi dei colori di tutti i cieli e dei tanti perigliosi mari.
Così ora le ali ferite del mio cuore battono in uno spazio diverso
dove solo all’anima spinta da sincero amore è permesso navigare
poiché l’amore non è che un altro cielo immenso
che realizza i sogni di chi sa e vuol volare in esso,
ma non per ali lasciate troppo a lungo ripiegate
da non esser più capaci di condurre l’anima e il cuore
nel mirabile e infinito cielo dell’Amore.
Sei tu ora l’orizzonte verso cui voglio volare,
sei tu l’oceano da attraversare dove è sospesa l’isola sognante
e tu sei il lontano nido a cui voglio tornare.
Ennio Romano Forina 2018