La Giustizia Nelle Parole

Non esistono
“bestie da macello”.

Esistono animali
da noi bestialmente
macellati.

ennio forina

Perché non c’è giustizia nei fatti, vi sia almeno giustizia nelle parole. Tutti noi conosciamo la verità, facciamo agli altri quello che non vorremmo mai che fosse fatto a noi stessi… inventando ogni tipo di giustificazione e sigillandola anche con le espressioni verbali.

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Vite Bruciate

Al centro del grande abbraccio di un bellissimo colonnato anche quest’anno si vedranno insieme altre due colonne di forma e materia diverse ma che hanno almeno due fattori in comune, ambedue sono state strappate a un mondo lontano e ambedue sono senza vita, ma con la differenza che mentre una di queste colonne la vita non l’ha mai avuta, l’altra invece sì e ne aveva tanta. Era una vita ricca di sensazioni che offriva sicuro conforto, riparo e cibo a molti altri esseri viventi specie nella stagione invernale,  passeri, scoiattoli, corvi, per nominarne alcuni, donando anche la sua brava parte di ossigeno a questo pianeta soffocato da gas venefici e letali, tutte sostanze immesse nell’atmosfera principalmente dalle attività umane, sostanze che solo gli alberi sanno metabolizzare nella loro immensa saggezza e rendere innocue per tutti gli animali mobili del pianeta incluso gli ingrati bipedi umani, sedicenti “evoluti” che ancora oggi continuano a sacrificare esseri viventi per celebrare le loro tradizioni negli stessi modi barbari in cui i popoli antichi, primitivi e pagani le celebravano. Non potremmo esistere senza le piante, non saremmo nemmeno comparsi su questo pianeta se non fosse stato per loro,  non saremmo approdati sulla terraferma senza di loro e da loro prendiamo sostanze elaborate dalla loro più profonda conoscenza. Sono esseri viventi, intelligenti e senzienti e noi li trattiamo come oggetti. Molto, molto tempo prima che noi smettessimo di considerare il sole una divinità a cui offrire sacrifici tanto crudeli quanto idioti, le piante sapevano già sfruttare la sua energia con sistemi biochimici sofisticatissimi, tuttavia non abbiamo ancora finito di sacrificare animali alle improbabili divinità di molte culture umane così ancora una volta e chissà per quanti anni a venire saremo spettatori dell’ulteriore sacrificio di uno di questi giganti verdi spezzato, umiliato e soffocato dai decori luccicanti festivi, un triste simulacro di falsa felicità coperto di luci fatue che celano la sua agonia e le cui foglie durante tutto il trasporto e la collocazione in situ hanno cercato invano di dialogare con le radici perse per sempre. Ma quello che ancora più sconcerta è che nonostante la consapevolezza della vita che scorre nella linfa di tutte le piante e della loro evidente intelligenza si continua a trattarle come se ciò non importasse nulla e per questo il genere umano è doppiamente e perversamente colpevole.

E lo stesso genere umano che pretende da vari pulpiti di voler proteggere la Natura e l’ambiente che ritiene gli appartengano non sa insegnare ai propri figli amore e rispetto verso queste creature portatrici di protezione e benessere essenziali per tutto ciò che vive su questa terra, ma se non abbiamo rispetto del ramoscello o dell’arbusto o del piccolo albero non saremo mai capaci di fermare la distruzione delle foreste.

Anche questa volta un albero sarà sacrificato, non alla gioia festiva, ma all’altare dell’ignoranza, all’interpretazione arbitraria e distorta del concetto di felicità e sacralità, la sua “esecuzione”finale sigillata dal fuoco che consumerà il suo corpo nei vari camini  non è diversa dal rogo di un’altra piazza in un altro tempo, allora non si volevano ammettere le evidenze rilevate da una mente geniale ed evoluta, qui ed oggi si ignora l’evidenza di una realtà vivente che finisce miseramente bruciata nel rogo di una tradizione peraltro aliena. Le puerili e insulse dichiarazioni  provenienti dai media che giustificano l’uccisione dell’albero con il contemporaneo semina di altri alberi da sacrificare aggiungono al danno e alle ferite le beffe. Noi parliamo di vite loro parlano di prodotti, non riconoscere la pianta come essere vivente e senzienti a tutti gli effetti significa essere totalmente immersi nel buio della ragione oltre a quello dell’anima.

Ma gli eventi passano e passa anche l’illusione della gioia festiva, dei fuochi artificiali, degli addobbi e dei decori e quando tutte le luci della festa si spegneranno, più tardi e altrove si accenderanno le luci dei piccoli roghi dei pezzi del gigante verde e dei tanti piccoli roghi di tanti altri piccoli giganti verdi nati o fatti nascere solo per morire.

La gioia che esige il prezzo di una vita – quale essa sia – non potrà mai essere una vera gioia.

From “A Different Evolution”. The Living Matter.

All living beings are organisms made of the same association of cells and cosmic substance but as far as individuals we have different attitudes and these attitudes are generated by different levels of sensitivity. Sensitivity is the real soul of the organisms in that it can give conscience and ethical principles making a difference between those who are good makers and others who are bound and choose to be destroyers. All the other animals have a truthful sensitivity because they are closer to the very essence of life meanwhile the major part of the human beings have lost it substituting it with factitious, unreal and distorted entities. We are all made of the same stardust but sensitivity makes the difference and it makes the difference between us and the rest of the living world, call it Nature if you like, that seen as a whole is an entity that although pitiless and cruel in most of its aspects brings more life than it kills while we bring more death and destruction than life in it. ennio forina “ A Different Evolution”

True Joy needs candles not fireworks which scare and harm animals by the millions in the world.

IN QUESTO MOMENTO IL CIELO DI ROMA È SCOSSO DALLE ESPLOSIONI DEI PETARDI E DEI FUOCHI D’ARTIFICIO E QUINDI SONO GLI UCCELLI, I CANI, I GATTI E TUTTI GLI ALTRI ANIMALI CHE STANNO SUBENDO IL TERRORISMO UMANO. COMPLIMENTI POPOLO DI ROMA! TU CHE CHIEDI IL CAMBIAMENTO PER IL BENE COMUNE,  PER L’AMBIENTE, L’ORDINE E LA SICUREZZA ALLA CLASSE POLITICA CHE ELEGGI, NON VUOI CAMBIARE TE STESSO LASCIANDO DIETRO DI TE LE PIU’ BARBARE USANZE.

MA DI SICURO NIENTE SARA’ DIVERSO O MIGLIORE NELL’ANNO FUTURO PERCHÈ ANCHE QUESTA NOTTE NON È STATA DIVERSA.