Tutti Coloro Che….

Advertisements

Non è vero che il timore della certezza della morte sia 

un impedimento ai pensieri e alle azioni malvagie.

Al contrario, la natura umana 

considera la morte una ingiusta punizione,

e per compensare la frustrazione che ne deriva  

ha creato falsità mitiche per attribuirne da sempre 

 la colpa alle donne, che hanno il potere di generare la vita, 

ma non hanno la capacità di mantenerla in essere,

e come rivalsa all’angoscia di questo ineluttabile evento

 che considera un torto, l’umanità segue i comportamenti peggiori 

nel tentativo di ricavare dal tempo di esistenza stabilito. 

il massimo del premio che pensa di meritare in ricchezze e possesso.

Ennio Romano Forina

Il Potere della Paura

Le religioni hanno fondato il loro potere di controllo sui popoli sfruttando da sempre l’innata paura della morte, considerata come un giudizio dal quale può derivare una punizione, oppure un premio.
In base a questa formula, ogni religione ha stabilito i propri parametri di comportamenti che possono determinare l’uno o l’altro dei verdetti.
Ma se un individuo si comporta, nel bene e nel male, in ragione di ricevere un compenso o di evitare una punizione, la sua azione non può avere valore né avere nulla di etico, è solo un riflesso condizionato primitivo che non eleva l’anima, poiché non riguarda la “sostanza” dell’azione ma solo le sue conseguenze e la forma dell’anima stessa.
Quindi, le religioni, promuovendo e imponendo una falsa etica di comportamenti per ottenere il controllo delle persone, hanno finito con l’inibire individui e popoli dalla ricerca di una “vera etica”, valida in se stessa e scevra dal detestabile miraggio di un premio o dalla surreale prescrizione di una pena.

Ennio Romano Forina

Alle Anime Coraggiose

Non è facile amare
chi ti ha sorriso e ti lascia venire vicino.
Non basta che lei ti lasci entrare
nella sua mente e nel suo territorio
seguendo solo l’impulso dei sensi
non sei tu o lei a decidere
ma i vostri corpi ancor prima
delle vostre ignare menti
una donna che vi sorride
non è un punto di arrivo
un meta raggiunta una conquista
niente di tutto questo,
è un punto di partenza
per un viaggio verso l’ignoto
verso sconosciute terre
che richiede un’immenso coraggio.
È meglio entrare nell’anima prima
e poi avventurarsi a conoscere il resto
dall’interno all’esterno
ma per entrare in un’altra anima
si deve esser dotati di una propria anima
allenata ad amare davvero
un’anima che ha accettato tutte le sfide
e tutte le ferite dell’amore
un’anima piena e orgogliosa delle sue cicatrici
un’anima, indomita, leale e guerriera.

È difficile essere donna,
è difficile essere desiderate nel tempo
ma ancora più difficile è trovare
chi non si stanchi mai di conoscervi
qualcuno che voglia e sappia prendersi cura
della vostra libertà
che è la vostra più sacra ricchezza.
Partendo dall’anima nessun amore
si può estinguere e disperdere
perché è solo l’amore
che annulla i confini del tempo
perché l’anima è sempre una bambina
che infinitamente cresce
senza mai invecchiare
e si nutre soltanto
dell’amore che è in grado di dare
non di quello che riceve.

Amore è un sostantivo di genere errato
poiché l’amore è energia
e l’energia è femmina
non può essere altro in tutta la sua natura
è parte dall’amore di Madre
che scorre nel Cosmo
come un fiume che nutre tutta la vita
da cui originano gli emissari
tutti gli altri tipi di amore.

Dunque se vuoi e sai amare davvero
preparati alla più ardua
e pericolosa impresa
che un’anima possa affrontare
e preparati a fallire
perché più volte fallirai
e se hai paura resta lì dove sei
in un comodo grigiore
rinuncia
se non sai sopportare il dolore
e se temi le offese arrenditi subito
perché puoi essere certo
che ti offenderà sempre l’amore
e la tua anima starà bene così
nel suo porto sicuro
negletta
inutile e indenne.

Ennio Romano Forina

I Nascondigli dell’Anima

Nascondino era il gioco che amavo di più 

da piccolo uomo perché era la metafora 

di quello che avrei dovuto affrontare nel mio futuro.

Gli altri giochi erano eccitanti 

almeno quelli che facevamo no

prima dell’era della generale idiozia elettronica, 

giocavamo con i nostri corpi, 

giochi fisici, lottavamo,

ci sfidavamo nella polvere e sui prati,

ci arrampicavamo sugli alberi e sulle rocce. 

Ma i giochi che i giovani uomini amavano 

di più erano quelli  che imitavano le battaglie, 

tutte le competizioni, come il calcio 

un vero surrogato di guerra

ma quelli non sono mai stati dei veri giochi, 

e nemmeno ora lo sono, anzi nei momenti di pace relativa, 

i giochi di guerra sono quelli più di successo 

perché la guerra è in noi 

e tutti la seguono e tutti partecipano per una banda 

o un esercito, piccolo o grande che sia, 

consacrandosi ad un simbolo, un colore o un luogo

come è sempre stato e sarà e niente più di quello. 

Il nascondino invece era un gioco incruento 

dal quale si imparava che nulla è certo 

negli eventi che sarebbero seguiti per ciascuno di noi 

nell’abituarsi che quello che è reale in un momento 

può sparire improvvisamente 

e diventare solo un ricordo il momento successivo, 

ma il Vero non è quello che accade al di fuori di noi 

solo ciò che si vuole che sia vero, 

sarà vero anche se non si realizza.

ORA MI VEDI…ORA NON MI VEDI PIU’

Ed è  solo un altro gioco a nascondino

quando sulla porta della mente appari

stando come una selvaggia puledra

scalpitante e fremente 

pronta a fuggire al galoppo sfrenato

più veloce della fine di un sorriso 

come vedo nella mente l’altro mistico incanto 

sparire dai tuoi soffici occhi scintillanti.

”Ecco, ora mi vedi, ora non mi vedi più, 

solo un momento prima di volgerti via 

e correre a infilarti nei nascondigli della tua anima. 

Ma nel gioco senza fine che diverte tutti i bimbi 

quelli che cercano e quelli che si nascondono

non possono essere sempre gli stessi

devono  scambiarsi i ruoli, 

è nelle regole del gioco, come nella vita, 

nessuno può nascondersi sempre 

e nessuno può cercare per sempre,

anche se sembra che in questo nostro strano gioco 

io sono sono stato il cercatore senza fine 

e tu quella che senza fine si nasconde,

nelle segrete stanze della tua anima

che cela tutti i tuoi sentimenti imprigionati.

Verrò a cercarti sempre in questo infinito

gioco a nascondino

per fare tana libera tutti i sentimenti

ma io non ho la chiave 

per aprire tutte le tue serrate porte.

Il nascondino è il gioco della libertà

di correre via, di allontanarsi,

per poco tempo o sempre,

ti insegna a perdere ciò che ti è più caro 

ma ti sfida anche a ritrovarlo se davvero vuoi.

Così le mie parole ancora cercano le tue

perse in nascondigli troppo distanti.

Ed ora è il tuo turno di assecondare me

se ancora resto qui a scriverti e inviarti 

queste mie cercanti parole

nei recessi rifugi della tua anima,

Ennio Romano Forina