Come chi ha le Radici in Terra e la Chioma in Cielo

La realtà che conosciamo è limitata in una dimensione orizzontale spessa pochi metri, non conta salire su un grattacielo o viaggiare in aereo il nostro orizzonte è piatto e confuso. Raramente volgiamo lo sguardo sotto o sopra di noi per conoscere e sentire quello che gli alberi e tutta la vita vegetale sente da miliardi di anni. Dovremmo fare come loro poiché hanno le radici saldamente nella terra e la chioma proiettata in cielo e nel Cosmo.
Noi siamo di fronte all’evidenza di tutto quello che gli alberi e le piante possono sempre insegnarci e che hanno capito molto tempo prima che noi imparassimo a usare la loro conoscenza attribuendocene il merito.
Ennio Romano Forina

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Quello che le Piante Conoscono

DOVREMMO IMPARARE DA LORO
La Terra non è altro che una parte di Cosmo addensata in un globo, e contiene tutta la ricchezza degli elementi che sono sparsi nel Cosmo stesso. Le piante lo sanno, e hanno imparato a trasformare le rocce in un suolo fertile e dall’humus che hanno generato, saturo dei minerali necessari ai processi vitali a trarre tutto ciò che a loro e a tutto il mondo vivente serve non solo come nutrimento, ma anche per curarsi e difendersi. Sanno discernere le sostanze benefiche per usarle (sia per crescere che come moneta di scambio), da quelle tossiche, che esse utilizzano per difendersi nei loro delicati processi di crescita e propagazione e riescono impeccabilmente ad assorbire e utilizzare efficacemente le une e le altre.Dovremmo imparare da loro, poiché anche la nostra esistenza temporale non è altro che l’humus di eventi in cui affondiamo le radici delle esperienze, dalle quali possiamo assorbire il nutrimento benefico o i veleni dannosi anche per noi stessi, ma a differenza delle piante quasi sempre non siamo capaci né di saper distinguere il nutrimento dalle tossine, né tantomeno di saperli utilizzare per crescere bene, difenderci e nutrirci di conoscenza e di saggezza e di vera Vita.
Per chi ha interesse a riflettere di più sulla intelligenza sensibile delle piante, segue a breve un mio racconto metaforico sulla relazione travisata e nefasta dell’animale umano verso l’animale pianta.

Ennio Romano Forina

24 settembre – Un cappuccino con latte di soya al bar.

To My Dearest Friend, Fani Ardelean.

Dimentico sempre qualcosa, ne ricordo mille, ma fra le mille una la dimentico, non c’è nulla da fare e di solito è la più importante.
Vado al centro di Roma, con il preciso scopo di comprare uno dei migliori caffè, al S. Eustachio caffè storico, vicino al Pantheon, materiale per dipingere, pennelli, tele, ma anche per andare nelle librerie. Sono luoghi che vale sempre la pena visitare, non leggo quasi mai libri interi ma singole pagine, parti di qualsiasi libro o argomento che desti il mio interesse, e di solito questo avviene nelle librerie, specie quelle in America che sono più accoglienti, più favorevoli alla consultazione. C’è molto spazio e posti in abbondanza in cui sedersi comodamente e ristorarsi e i commessi si danno da fare moltissimo nell’aiutare i clienti. 
Le nostre sono più frenetiche, almeno a Roma, non c’è posto per la calma e la sosta meditativa in questa città, tutto ruota freneticamente nel”touch and go” turistico.
Le “sirene” con i corpi impeccabilmente infilati nei loro sacrali tubini e magliette nere, stazionano all’esterno dei ristoranti e delle trattorie invitando a sedersi per un’aperitivo, un pranzo una cena, e i negozi anche con le loro vestali anch’esse con insostituibili uniformi nere essendo il nero il colore più autorevole, della religione e della legge, anche quella del consumo. Una colazione, un’aperitivo, dunque ma prima ancora di finire sei contagiato dal loro nervosismo e ansia di catturare nuovi clienti mostrata così bene che anche tu lasci mezza colazione o pranzo e te ne vai prima possibile. 
Spesso è così anche in amore.

Ma sto dimenticando ora di parlare di quello che dimentico sempre; quella stupida, singola cosa più necessaria delle altre che resta nell’oblio della memoria ma che è quella che serve di più, più di tutte le altre. Distrazione, certo, forse dimentichiamo e trascuriamo le cose più importanti proprio perché “sono” le più importanti. 
Dunque, stamattina sono uscito di casa, con la netta sensazione di aver dimenticato qualcosa, allora ho guardato con ansia mentre ero in macchina con il motore avviato: le chiavi? no, sono tutte insieme infilate nel cruscotto, lo smart phone? Non se ne può fare a meno, ma lo dimentico spesso, il note-book e le note scribacchiate su un mucchio di pezzi di carta da rivedere? Le penne i carboncini? Gli occhiali da sole e da lettura? Nemmeno, sono nella borsa grande che porto sempre con me per definire una eventuale ispirazione. 
No, accidenti, sembra che ci sia proprio tutto quello che mi serve per la giornata, quindi parto, arrivo al centro commerciale ed entro subito, ma stranamente dimenticando di lasciare briciole di pane e semi per i passeri nell’area di parcheggio, come sono solito fare.

Mentre supero l’ingresso, mi rendo conto di non aver eseguito questo rituale e sento un lieve turbamento, ma niente di più. Il ristorante è pieno di gente, sono tutti lì come sempre, vociferano, si destreggiano in acrobatiche evoluzioni fra forchette e cellulari video games e sms, grandi e piccoli, nelle loro espressioni di nevrotica socialità, ma in quel momento mi sembrano come fantasmi, grigi e inconsistenti, e non ho sensazioni, ricordi, impressioni di simpatia e curiosità, allora sono percorso da un brivido quasi glaciale, mi fermo come sospeso nella nebbia e sento un forte impulso di guardare dentro, dentro di me, introspezione,eseguo e vedo un vuoto, una voragine ed una assenza fuori e dentro me e finalmente mi rendo conto, di aver dimenticato l’anima a casa.

Dunque, in preda all’ansia torno alla macchina e guido velocemente verso casa, per riprendermela prima che possa volare e finire chissà dove, lasciandomi senza. 
Apro la porta, entro di corsa senza fiato e, respiro di sollievo, la ritrovo, proprio lì sul divano dove ho passato l’intera notte a dormire un po’ e riflettere, ma non a sognare. 
Se ne sta bella sdraiata con i gatti come durante la notte, non l’hanno graffiata, come il divano nuovo ridotto a brandelli, è intera, tra i plaid e gli sguardi sornioni di Letizia, Ciuffetta e Martino che si sono sdraiati sopra a lei e tutti insieme se ne stanno beati e compiaciuti. 
Tra le pieghe e i risvolti dell’anima, posso vedere affiorare anche tutte le nostalgie, le aspirazioni e i ricordi persi e lontani nel tempo o nello spazio, e prima di indossarla di nuovo, mi accorgo che ancora avvolto nella parte nuova c’è lo sguardo limpido dei tuoi occhi di giada. Ennio Romano Forina

Poema Dell’Amore Vero

Dedicato a tutte le donne che hanno lasciato entrare il fuoco nei loro cuori per riscaldarli e non per farli bruciare. E.R.F.

Se vuoi sapere perché tra tanti sguardi ho scelto il tuo
non chiederlo a me chiedilo ai miei occhi
che non si stancano mai di perdersi nei tuoi.
Chiedilo alle mie mani che su te si librano
dispiegando ali di un rapace amore
che strappa lentamente le vesti adagiate sul tuo corpo
per vederti affiorare splendida dal sogno
come diafana dea dall’acqua emerge
bagnandosi di sole.
Chiedilo alle mie labbra che accendono le tue
del rosso dorato che al mare regalano i tramonti
alla mia bocca che si posa leggera sul tuo viso
e bacia e morde quella tua dischiusa
per dissetarsi nei torrenti impetuosi e caldi dei tuoi baci.
Chiedilo alle mie mani mentre accarezzano
e stringono le tue al mio petto che adagiato
e premuto contro il tuo unisce in un’unico respiro
i nostri due sospiri
ai generosi seni in cui lascio che il viso mio si affondi
e in essi sommerso morderli e baciarli
per rinascere in te ancora e dissetarmi
alle tue sublimi sorgenti del dolce nettare
prezioso nutrimento della Vita.
Rincorrerti ovunque sei è più che il mio destino
stringere il tuo corpo e l’anima insieme
in un solo forte abbraccio
tenerti a me stretta prigioniera e senza via di scampo
e poi lasciarti, libera di correr via
in tutte le tue impreviste e repentine fughe
inseguirti e raggiungerti in ogni tua ribelle corsa.
Afferrare il turbine dei tuoi sciolti lunghi capelli
che scorrono fluidi nel vento
farti cadere dove le onde s’avvolgono costringendoti alla resa
e fra la sabbia e il mare accendere in te il fuoco
che brucia e non ferisce
ma lancia i sensi oltre l’orizzonte
superando ogni spazio e tempo conosciuti.
Scivolare lungo le vertiginose discese
delle tue gambe dischiuse
perdermi nel tuo viso di Luna e nel trionfo dei tuoi seni
sfiorando le tue guance le morbide e le sfacciate cupole del culo
tuffarmi nell’architettura perfetta
del trapezio al centro del tuo corpo di donna
che disegna e accoglie la dimora della nuova vita.
Tutto di te mi attrae e tutto voglio scoprire
pianure monti e valli della tua florida terra
un continente intero da percorrere ed esplorare senza fine
nei segreti templi ove si cela la primigenia essenza
e dalle tue piane distese scendere nei tuoi abissi
attraverso i passaggi dove scorrono tutti gli umori della vita.
L’Amore accade e non sappiamo come si accende
ma sappiamo quando per la sua potenza questo avviene
come il fuoco racchiuso nella profonda terra
trova sfogo senza alcun preavviso all’aria aperta
brucia la vita intorno ma al tempo stesso la rinnova.
L’amore vero non conosce paura e non si cela
dietro cortine di falsi e ipocriti pudori
ha il coraggio di mostrarsi in piena luce e in volto.
L’Amore avvolge nel suo immenso calore.
L’Amore irrompe prepotente, desidera diventa cresce straripa
e rompe argini e barriere come un impetuoso fiume in piena
come un uragano non si può arrestare
spazzando via ogni altro scialbo e spento sentimento
e tutto quanto non è forte ricco e vero.
Come l’immaginazione l’Amore è sconfinato
sregolato e ribelle visionario per mirabile follia creativa
pervade i sensi li accentua li accresce e li fa perfetti.
L’Amore è la certezza ed è paura che la certezza poi svanisca
e se è tutte queste cose l’Amore è anche unico e leale
quando è così tanto a lui non serve altro
che un infinito tempo per donare
L’Amore che non esita e che sceglie la sua strada
e non vacilla che indomito ama anche quando
viene sconfitto ma non vinto.
L’Amore vero non illude non si stanca e non si arrende.
L’Amore che si placa e non rinasce sempre
non è amore vero ma un fuoco di paglia
che si estingue in breve lasciando solo cenere
senza più calore e il cuore perso
in un deserto arido fatto di vuoto gelo.
L’Amore è quello che ti soffoca di baci
e che in ogni istante ti sorprende e quando a notte
il sonno ti pervade e sulla mente scende
mentre si destano le ombre di paure e ansie
invano nascoste di giorno dalla luce
l’Amore si adagia al tuo fianco
e avvolge strette le sue ali intorno a te per esser certo
che i tuoi sogni siano solo lieti e lievi
e ti copre e ti nasconde ti abbraccia ti colma
e ti rassicura e quando ti risvegli
l’Amore è un’alba d’oro e il fuoco di un vulcano.
L’Amore è quando dove tu cammini diventa il paradiso
è il tessuto che avvolge il calore del tuo corpo
che prende vita a toccarlo come fosse
la tua stessa diafana pelle e diffonde la tua femminea essenza
e tutta la fragranza del dolce tuo profumo.
L’Amore è nei tuoi veloci passi di donna
in ogni tuo sorriso e nel ritmo fluido
delle onde dei tuoi fianchi
che seguo e sento vibrare fra le mani.
L’Amore è quando ogni parte del mio corpo
freme solo al solo pensiero di sfiorare il tuo
è prenderti per mano mentre guardandomi
scosti i capelli dal tuo viso.
L’Amore è quando ci cattura nel vortice
di una nube mistica di oblio che
s’avvolge attorno a noi e tutto il resto esclude.
Non so quanta parte d’amore hai prima davvero conosciuto
ma l’amore non è parte di poco o tanto
deve esser tutto o non è niente
e qualunque in te sia stato il suo destino
nonostante tutto devi esser certa
che questo mio sincero amore
ti ha davvero immensamente amata.
Le parole vere anche se inascoltate
sono atti d’amore e quando sono dette non si possono negare
sono carezze e baci schiaffi e desideri
sono grida e gemiti e sussurri
di labbra dischiuse per pensieri intensi
che vogliono essere ascoltati
sono colpi d’Amore seni palpitanti al respiro eccitato
mani che stringono le tue e avvincono i cuori le anime le menti
e i corpi che si immergono nei vortici di tutti i loro abissi.
Sono sudore umore cosce che ti cingono
e ti fanno prigioniero senza scampo.
Le parole non sono solo suoni o segni
sono lo sguardo dell’anima e del cuore
messaggeri imperfetti ma potenti delle visioni e dei sensi
se sono sincere sanno realizzare atti più veri dei reali gesti
possono toccare accarezzare convincere o dissuadere ferire
e a volte far morire.
Sono le tumultuose labbra che consumano di baci
provocando tempeste e maree di fluidi vitali
e le parole sanno come il corpo sa
anche scopare
diventando energia pura che supera abissi di distanze
e accende di passione anche lontano un altro fuoco.
L’Amore è ciò che il solo tuo pensiero desta in me
che attinge dall’impulso della Vita
e non si può arrestare trascina inesorabilmente
come un vortice d’onda e in me e sopra me
si avvolge e mi sommerge.
Voglio essere tuo voglio riempirti di me voglio che mi divori.
Ma forse ormai sei passata oltre l’irripetibile collisione dei destini.
Sei una donna combattiva libera e fiera
e io un vero uomo prigioniero nella tua trappola d’amore.
Ma tu non sei solo una donna
sei un campo di battaglia
e ti presenti in armi alla disfida dell’Amore
piantando i tuoi vessilli d’indaco sulle battaglie vinte
anche se sai che vincere tutte le battaglie
non vuol dire affatto vincere la guerra.
Tutto il mio essere adesso può darti una risposta
siamo frammenti di Cosmo
stelle pianeti comete o meteore vaganti catturate
nell’onde di attrazioni misteriose per destini
diversi e sconosciuti e quando l’impatto d’anime
infine avviene cambia per sempre l’Universo intero.
Questo è l’unico Amore primordiale mistico e vero
ed è questo l’Amore così potente audace
che vuole che tu sia per sempre certa
che nel cuore e nell’anima tu sei ancora al tempo stesso
immensamente libera e immensamente mia.
Tu sei la forma visibile di tutto ciò che esiste…
Sei la spiaggia e le onde del mare
Sei l’aria e il vento
e sei le terre emerse
Sei le foreste e i laghi
Sei le calde e umide caverne e le distese d’erba
Sei del fiume la sorgente sei l’Amore
Sei polvere di stelle e sei la Luna.
Ennio Romano Forina