Indagine Sulla Perversione

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Quando si parla di perversioni il riferimento immediato è alla sfera della sessualità, come se le perversioni si verificassero solo in quell’ambito. In realtà le perversioni sono innumerevoli e attengono a molte delle attitudini e scelte arbitrarie del genere umano. È perverso ciò che si fa per prepotenza volontaria o indifferenza e superficialità. Ogni azione invasiva o brutale che si compie senza porsi la domanda se sia giusta o meno, se non arrechi danno alle altrui esistenze, può essere perversa. Tagliare dei fiori per farli marcire in un vaso è una perversione. Un prato d’erba gradevole ai nostri gusti è una perversione, un albero o una siepe ritagliati e costretti a rappresentare forme geometriche forzate sono una perversione, la distinzione fra piante decorative ed “erbacce” è una perversione.
Ancora per far divertire i bambini si regalano retine acchiappafarfalle, questa è una perversione. Costringere un cavallo a trascinare un carretto o ad essere sellato per portare un centauro è altrettanto una perversione. Cosa distingue una perversione da un atto invece simbiotico e collaborativo? Tre cose essenzialmente: una motivazione opportuna in senso universale, l’assenza di un abuso di potere e infine il beneficio o il male che dall’atto consegue, tra chi lo effettua e chi lo subisce. Nella sfera della sessualità, la perversione semantica e linguistica è la prima evidenza di un utilizzo deforme di una funzione creativa e benefica che non dovrebbe essere soggetta a regole arbitrarie culturali imposte, e corrisponde alla perversione mentale che ha deformato il concetto e la funzione della sessualità anche in senso ludico. Nel linguaggio comune è subentrata l’espressione “fare sesso” al posto di “fare l’amore” o persino, a metafore popolari come “scopare” ad esempio, non essendovi in alternativa, altre espressioni in mezzo fra quelle cliniche e quelle volgari, dispregiative, popolari. Questo perché la sessualità è ancora vissuta come una cosa sporca, se esce dai parametri convenzionali del momento, condizionati da rituali e parametri specifici adattabili alle diverse situazioni. L’unione di due corpi e lo scambio dei fluidi di due organismi diventa preda ed oggetto delle deformazioni culturali stratificate della mente umana, e infatti “fare sesso” è del tutto errato, il sesso è un genere con il suo ambito, quindi il sesso non si può “fare” o avere, ma si può vivere semmai. Di fatto questa locuzione di derivazione anglosassone corrisponde alla trasformazione dell’atto in un oggetto, una cosa, un esercizio funzionale e non a una esperienza creativa e mistica che dovrebbe coinvolgere sia lo spirito dell’organismo che quello dell’anima sensibile, così come dovrebbe essere, laddove il “fare sesso” non è diverso nella sostanza di fare jogging.Quindi la vera perversione non è nell’atto stesso quando esce dai parametri convenzionali, ma nella motivazione e nella qualità dell’impulso che lo genera “prima” che si compia l’atto stesso.L’intelligenza della vita ha ideato impulsi e stimoli del piacere che non sono limitati alla mera procreazione, poiché essi sono impulsi vitali che devono essere sempre attivi, appaganti e variegati come varia, appagante e variegata è la creatività della vita stessa, così come altri impulsi che sono attivi indipendentemente dalla nostra volontà e danno sensazioni piacevoli salutari, insite nelle funzioni del vivere e del respirare come il battito del cuore e il respiro. Poiché la potentissima energia espressa dalle funzioni organiche dell’amore, può avere un immenso potere di scambio, quindi economico, la mente umana, nella sua generale attitudine perversa, ha capito di poterla sfruttare per ottenere cose del tutto diverse da questa energia e dalle ragioni per cui questa energia esiste, ed è questa la vera perversione fondamentale, ma solo una delle tante che vengono attuate, per ogni cosa su cui si possono mettere le mani e che viene così deformata a piacere per saziare questa mostruosa cupidigia che caratterizza la specie. Anche gli impulsi che possiamo in parte regolare, finiscono con il subire i danni dall’attitudine di deformare le funzioni per sfruttarle narcisisticamente allo scopo di ottenere cose diverse da quello che deriva solo dalla bellezza e armonia della funzione stessa. Siamo in grado a volte di fare cose lodevoli e di estendere il sentimento della compassione ma la predisposizione alla prepotenza malefica è ancora di gran lunga dominante nella mente e nelle culture della gran parte dell’umanità. segue.Da “A Different Evolution”, di Ennio Romano Forina Ennio Romano Forina

La Religione della Scienza

Quelli che irridono, dai vari pulpiti, allo scetticismo della parte minore di popolo che si è educata ad esercitare la facoltà del pensiero libero e profondo, i denigratori del pensiero libero, che non si ferma a considerare solo gli effetti degli eventi, ma a ricercarne le cause, dimostrano di non conoscere la storia o di non averne tratto un fruttuoso insegnamento. Da sempre, nel lontano passato fino quasi in questa era, tutti i popoli troppo indaffarati nella ricerca del benessere o adagiati in una comoda indolenza, idiotizzati da scaltri manipolatori, si sono lasciati trascinare spesso in avventure disastrose, colti nel vortice della follia collettiva o dei miti collettivi sono stati complici e autori dei più orrendi crimini, mistificati come azioni per il bene comune. E dunque ora, con la consapevolezza delle azioni orrende che la mente umana è riuscita a concepire e realizzare con la collaborazione anche dei pilastri fondanti della società umana globale, il potere dell’oro, la religione e la scienza tecnologica, dovremmo credere di trovarci al di fuori della nefasta dimensione di conflitti, stragi, schiavismi, menzogne, olocausti che hanno segnato anche i tempi a noi così drammaticamente vicini? Come se la natura umana sia stata colpita solo oggi da una improvvisa illuminazione, solo adesso? E perché questo non è mai veramente successo nei secoli e millenni precedenti, liberandoci della violenza, delle oppressioni e delle falsità che da sempre l’hanno caratterizzata? Le buone novelle filosofiche e scientifiche che contenevano segni veri di evoluzione e davano speranza alle aspirazioni dei popoli, quasi sempre sono state poi rapinate dei loro contenuti sostanziali, deformate e usate dalle diverse tirannie come motivazioni per affermare il loro potere all’interno e all’esterno delle nazioni. Non è il sottoscritto a dirlo, lo dice la storia, basta saperla leggere. Quindi, perché ora dovremmo accettare senza riflettere profondamente e seriamente, senza analizzare e discutere su quello che è accaduto o fatto accadere e sui modi e i termini del contrasto in attuazione che sembra assumere sempre di più i toni sinistri di una crociata dogmatica per la quale si deve credere o perire?. Come mai non si cercano le “cause” di questo drammatico evento? Si studiano da anni i nuovi virus definendoli scientificamente come zoonosi, sono d’accordo tutti su questo, ma io li chiamerei piuttosto”umanosi”, perché che siano nati dagli animali detenuti nei modi orrendi che nessuno può negare negli allevamenti intensivi torturati e uccisi nei mercati, oppure sfuggiti da qualche laboratorio nascosto alla coscienzqa pubblica e ai controlli, la responsabilità in un modo o nell’altro origina negli abusi che il genere umano compie sul mondo vivente. Inoltre, poiché il distanziamento sociale è un acclarato mezzo efficace di contrasto alla diffusione dei virus, come mai non si si considera di distanziare anche gli animali negli allevamenti intensivi? Ciò richiederebbe ovviamente un ripensamento totale dell’industria non solo per ragioni di opportunità medico – scientifiche ovvie ed evidenti, ma sopratutto per ragioni etiche, perché l’etica non è amici mie una astrazione, ma una fase evolutiva più alta che evidentemente non abbiamo ancora raggiunto al contrario di quanto è avvenuto nella tecnologia e badate bene, dico di proposito tecnologia, non Scienza. L’Etica è il modo di considerare le cose non egoistico ma altruistico, l’etica rappresenta l’universalità dei sentimenti e dell’azione, la ricerca dell’armonia nella filosofia di vita come nella ricerca della conoscenza, l’etica rappresenta il rispetto e attinge dall’energia cosmica dell’amore. Quindi non ci si può fidare così come è accaduto in tutta la storia umana del semplice progresso tecnologico-scientifico quando assume la connotazione di una religione. È lecito dubitare e se nella storia del genere umano si fosse esercitata l’arte e la virtù del dubbio piuttosto del vizio della certezza comoda, forse si sarebbero evitati tanti crimini, tanta ingiusta sofferenza a noi come al mondo vivente, ma è chiaro che così non è stato e non è, sopratutto ora che il mondo vivente subisce l’inferno che abbiamo realizzato per loro mai come prima, mai ai livelli tremendi attuali, un inferno popolato dai demoni tecnologici che tormentano gli esseri viventi senza pietà prima di sopprimerli. Ma è un inferno diverso da quello ipotizzato per noi dalle religioni e dai poeti, poiché nei nostri inferni sono destinati i malvagi, mentre gli inferni per gli animali sono costruiti per gli innocenti. Sostituendo semplicemente un sostantivo, direi che così come “Dio” non è mai stato dalla parte di nessuno, sembra al contrario che la religione ed anche la scienza siano troppo spesso stati dalla parte di qualcuno. E lo dimostrano bene quando sono imposti come assoluti. È la storia umana che lo dice.
Ennio Romano Forina

Memoria e Presente

Se per noi questo è il giorno della memoria, per gli animali è uno dei giorni senza fine della realtà.
La Compassione deve essere un sentimento universale, che suscita ed esprime empatia per la sofferenza imposta a tutti gli esseri viventi. Non può essere parziale, non può essere specifica, se fa distinzioni non è vera compassione.
Esiste un negazionismo ottuso e incolto del passato, ma esiste anche un negazionismo del presente, che non vuole ammettere una realtà orrenda nascosta e perversamente mistificata come giusta e lecita.
Ma qualsiasi ragionamento limpido e scevro di opportunismo, riconoscerebbe che alla base di tutti i razzismi ci sono sempre gli artefici delle distinzioni e della perversa presunzione di superiorità che è la potente tossina che li genera.
La vera coscienza universale si perde inesorabilmente nel pensiero sbagliato di vita maggiore e vita minore, ma la Vita è unica e non potrebbe essere altrimenti. La matrice di tutti i delitti che sono stati commessi nella storia, alternativamente, da tutti, in fondo è la stessa.

Ennio Romano Forina

Danni Collaterali

DANNI COLLATERALI

Penso che i danni collaterali della gestione globale di questa epidemia multipla potrebbero avere effetti peggiori persino di quelli dell’epidemia stessa, se considerati anche a lungo termine. Io la chiamo così: “epidemia” multipla, non pandemia, di pandemico c’è la realtà di una globalizzazione imposta non si sa da chi, altrettanto insana quanto questo virus, uno dei tanti, attivati dai nostri giochi di onnipotenza, globalizzazione che forse è anche alla base degli eventi che stiamo vivendo. 

L’impatto delle misure in corso ha già devastato larghe aree di economia privata, non entro ora nel merito in questa riflessione, la realtà parla da sé, basta seguire la cronaca di questi giorni, quello che invece mi preoccupa maggiormente sono le conseguenze nefaste di una condizione di terrore generalizzata sul sistema immunitario, sull’anima e sul corpo di un popolo intero. La soppressione e privazione di contatti famigliari, interpersonali, fondamentali, produttivi, aggravati da un clima di totale incertezza e plateale confusione, tutto questo già sta conducendo a stati depressivi gravi che si possono tranquillamente definire “epidemici”. Si può reagire alle malattie di qualunque genere, aprendosi di più alla vita e non richiudendosi in involucri di plastica che stanno oltretutto soffocando l’intero pianeta. Anche questo è un debito che stanno pagando gli ecosistemi e pagheranno le future generazioni. L’ossigeno e il movimento sono essenziali al sistema immunitario. Passare la maggior parte del tempo in casa, accasciati sul divano a riempirsi di “entertainment e tg che ripetono le stesse litanie e allegramente comunicano il racing dei contagi e dei decessi, questo è un modo sicuro per abbreviarsi la vita favorendo lo sviluppo di un numero vario e vasto di malattie gravi, non lo dico solo io, ma qualsiasi specialista e qualsiasi medico, che la depressione della psiche possa favorire l’insorgere di malattie gravissime, è un’altra acclarata verità.

Personalmente non credo affatto al racconto che si fa che la seconda ondata autunnale sia stata provocata dalla spensieratezza estiva, anzi, penso che le persone che hanno vissuto ed esposto i loro corpi al sole e fatto attività fisica hanno aumentato le difese e la resistenza di specie, hanno fatto qualcosa di salutare sia a livello individuale che collettivo mentre il virus era dormiente come d’estate sono i virus delle influenze, altrimenti avrebbe fatto strage allora e non in autunno, quando è ritornato ad esprimersi. 

Stimolare il sistema immunitario e la sanità mentale, non significa essere irresponsabili, significa voler essere sani. Sarebbe bastato e sarebbe stato meglio istruire tutti i cittadini subito, nel preciso momento in cui  l’epidemia era rivelata in Cina, quindi avere una strategia pronta per personale e mezzi, attuare le precauzioni ragionevoli e più efficaci indicando subito i comportamenti corretti per arginare il pericolo di contagio. Questo nuovo virus, che ha causato un così acceso dibattito, anzi dei veri scontri frontali nel mondo scientifico, è comunque opera della presunzione e degli abusi di questa epoca tecnologica quasi priva di etica, una zoonosi come le altre che incombono da decenni e io credo che quasi tutte derivino da una sintesi tra i giochi dei tanti apprendisti stregoni di tutto il mondo in concomitanza ai mostruosi e orrendi allevamenti intensivi nei quali il disprezzo degli esseri viventi e della loro salute supera qualsiasi immaginabile incubo mentre purtroppo è la realtà di umana fattura. Si può solo sopravvivere per un breve tempo, in quelle condizioni di atroci torture, gli animali sono già morti prima di essere uccisi, ma nei loro corpi macerati e ammassati, i virus invece possono proliferare e rimodellarsi nella loro funzione ancestrale forse anche come grandi equilibratori.

Ennio Romano Forina

Falsità e Dispotismi

Tutti gli olocausti, tutti gli schiavismi ed i razzismi, hanno una radice comune: la presunzione di essere superiori, prescelti e di avere un dio e un destino speciale dalla propria parte, che concede la licenza di esercitare un potere sugli altri. Questa è la stessa presunzione che consente al genere umano di attuare un olocausto incontrollato degli animali, giustificandolo con l’enorme menzogna che essi esistano per soddisfare i nostri bisogni e i nostri abusi. In nessuna parte del mondo la scienza, la religione, la politica e i popoli si impegnano per ammettere la verità di questo mostruoso abuso e decidere di demolire questa infame menzogna, ma alla fine l’idea della superiorità di specie è la stessa che alimenta anche tutte le idee perverse di superiorità etniche e razziali che segnano da sempre la storia umana, con le conseguenze nefaste ben note.
Le razze non esistono, sono una mistificazione come i confini geografici, esistono soltanto delle tipologie, umane e animali, ed esistono le diversità, di pensiero, culturali, fisiologiche che, in quanto tali sono biologicamente e intellettivamente benefiche. Ogni singolo individuo è diverso da un altro per morfologia e pensiero, quindi ogni singolo individuo potrebbe rappresentare una “razza” nella sua unicità, basterebbe rendersi conto di questa evidenza per cancellare tutte le discriminazioni e le intolleranze, ma si vede che questo mondo, solo tecnologicamente evoluto è condizionato dal primato e dal dominio dell’idiozia.
Per l’intelligenza della vita la diversità è un bene, se fossimo tutti uguali non vi sarebbe evoluzione, ma la diversità non conferisce nessun diritto alla prepotenza e all’abuso. Ciò che è davvero dannoso e pericoloso è il pensiero debole e superficiale e l’ottusità che ne consegue.
Il risultato della pretesa di presunzione di superiorità, porta come conseguenza l’alienazione e l’intolleranza e questo vale sia per chi opprime che per chi subisce alternativamente la discriminazione e la persecuzione. Tutti i popoli hanno subito oppressioni parziali o totali e tutti, quando ne hanno avuto la possibilità e il potere, hanno esercitato a loro volta il loro dominio su altri popoli o gruppi, questa è la sostanza dell’egoismo cieco umano e della sua presunzione, nessuno popolo ne è esente. Quindi, ammettendo che sia giusto e normale abusare del potere e condannando gli esseri viventi alle attuali atroci sofferenze e al sacrificio senza limiti, il genere umano decide anche di nutrire e coltivare nell’egoismo insano della sua coscienza il veleno della presunzione, che è la sorgente di tutte le perversioni e di tutti i massacri e i delitti della storia umana. Presunzione ed egoismo insano sono attigui e alleati nelle loro espressioni distruttive, l’offuscamento delle coscienze, l’ignoranza e il rifiuto della compassione per il mondo vivente, sono la conseguenza alla fine, anche dei delitti contro lo stesso popolo umano. Questo è dunque il tributo che sento di dare a tutti gli animali, miei simili, mie sorelle e fratelli, che continuano a soffrire per la presunzione, la prepotenza e l’ignoranza che da tempo immemore, hanno spento l’anima umana.

Ennio Romano Forina

L’Invenzione della Rotella Parte III

Sento ancora parlare di banchi a rotelle in termini critici di spesa eccessiva e ritardi delle consegne, ma non sento nessuno chiedersi ed esigere le “ragioni” scientifiche e pratiche per cui le ruote di questi banchetti fornirebbero un’efficace difesa contro il contagio nelle aule o per favorire lo studio.
Quali sono state le motivazioni di questa scelta? Su quale base logica l’idea è andata a compimento, senza che nessuno sia intervenuto in modo critico e analitico, reclamando spiegazioni ed evidenze tali da giustificarne l’attuazione? Io penso che quel denaro avrebbe potuto avere ben altre destinazioni davvero utili e proficue. Ma, visto che nemmeno dalle critiche più feroci espresse da più parti, ho mai recepito una richiesta di chiarimento sulle motivazioni, prima, durante e dopo il fatto compiuto, mi sono impegnato, come faccio sempre, a cercare da solo queste motivazioni. Ebbene, non ne ho trovata alcuna, eccetto una, tanto surreale quanto follemente ridicola. Forse c’era la convinzione che con i banchi a rotelle ci si potesse scansare velocemente all’arrivo di una nuvoletta di virus!? Se qualcuno ha una supposizione migliore della mia lo invito ad illuminare la mia ignoranza.Ennio Romano Forina

Pensiero Debole e Dispotismi


Non è la storia che si ripete ma siamo noi che ci ripetiamo, perché abbiamo scelto di evolvere solo la ragione, lasciando l’anima marcire. Ma la ragione lasciata da sola diventa tossica come una vera droga perché persegue il controllo e l’onnipotenza, ed è figlia e al tempo stesso serva dell’egoismo supremo, intendo quello cattivo, perché esiste un egoismo di base funzionale, necessario alla sopravvivenza, ma non alla distruzione della sopravvivenza altrui, quindi non c’è da stupirsi dei devastanti effetti prodotti dal predominio dell’egoismo cattivo in ogni generazione, questa attuale inclusa. La tecnologia si evolve rapidamente, mentre l’anima resta ai primordi, la tecnologia ha un grande potere ma non ha cuore, non ha sensibilità e non ha visione del bene comune. È arida e non ha direzione perciò per compensare ciò che la ragione non può fornire abbiamo da sempre costruito dei miti, degli artifici di improbabili entità sovrannaturali che compiacciono le nostre aspirazioni e placano le nostre angosce e fondato delle religioni, ma anche la scienza cerca l’assoluto e finisce con l’imporsi come una religione con i suoi dogmi. Non comprendiamo ciò che non ci somiglia perché abbiamo perso il contatto con l’essenza delle cose. Abbiamo seguito altre divinità che sono proiezioni delle nostre aspirazioni e infatti si comportano esattamente come noi, promettendo compensi e minacciando punizioni per seguire comportamenti tollerabili ma non giusti e sinceri. La ragione ci ha sedotto con gli strumenti del potere e dell’onnipotenza, perché ci ha protetti fatto sopravvivere e vincerei, ci ha consegnato solo un dominio illusorio sul mondo vivente ma in cambio gli abbiamo dato l’anima. Nel pianeta vivente esistono crudeltà insopportabili se considerate nel dettaglio, nella loro particolarità, ma queste rispondono all’intelligenza della vita e di ciò che è opportuno alla vita nel suo insieme, nel grande scenario, alla fine esse sono temporaneamente funzionali nel grande organismo vivente costituito dagli equilibri di specie diverse, così come all’interno dei nostri organismi avvengono alleanze e conflitti di cellule, siamo vivi per questa interazione anche cruenta per rendere creativo l’esperimento armonico della vita organica che persegue ciò che è opportuno per la Vita stessa nel suo complesso. Ma noi vogliamo solo quello che è opportuno e gratificante per noi stessi, individualmente e collettivamente nel disprezzo di tutto il resto. EGOISMO fine a sé stesso quindi, folle e distruttivo. Di fatto siamo un cancro, cellule creative ma impazzite, voraci e insaziabili, a cui non basta divorare tutto ciò che vive e distruggere tutti gli equilibri e la diabolica realtà che stiamo attraversando è la conseguenza inevitabile di questo nostro unico perverso egoismo, che in fondo è alla base di tutti i crimini umani. Divorare il mondo non ci basta più, l’ingordigia umana è mostruosa, senza limiti, ed ora stiamo semplicemente iniziando a divorare noi stessi. Ciclicamente gli imperi si instaurano nel vuoto del pensiero debole, sono castelli e prigioni costruiti sulla sabbia, non hanno futuro ma hanno effetti devastanti finché durano; sul muro della mia cucina scrissi anni fa questa riflessione: “La peggior tirannia è l’ignoranza generata dall’insano egoismo, poiché permette a tutti i bugiardi di regnare”. Se il dispotismo di questo 21 mo secolo regnerà, non sarà solo per colpa dei “cattivi” di turno, ma di tutti noi, per aver creduto e voler continuare a credere ai miti artificiali che abbiamo creato per giustificare da sempre le nostre azioni peggiori. Siamo tutti colpevoli.
Ennio Romano Forina

Pandemia/Pandemonium

Quando un’ infezione non si risolve
con una terapia durissima,
non è detto che questo dipenda
per forza dalla resistenza dell’infezione,
ma forse che la terapia non è quella giusta,
quindi, se invece di cambiare terapia
si inasprisce ulteriormente la somministrazione
di una medicina che dimostra di non avere effetti positivi,
la saggezza vorrebbe che si cambiasse la terapia
invece di aumentarne le dosi,
facendo ammalare l’intero organismo
e renderla ancora più devastante
per tutti i suoi effetti collaterali distruttivi.
Ennio Romano Forina

Analisi Logica del Distanziamento Sociale

Prendiamo un bicchiere colmo di lenticchie e teniamolo perpendicolare sopra un largo vassoio con una scarsa concavità quindi versiamolo, bene o male le lenticchie si spargeranno in tutta l’area del vassoio più o meno distanziate, alcune vicine tra loro, molte altre più distanziate. Poi riempiamo di nuovo il bicchiere di lenticchie e versiamolo in una piccola ciotola il cui volume interno corrisponda a quello del vassoio. Ebbene, le lenticchie si ammasseranno inevitabilmente tra loro fino a colmare la ciotola. Questo esperimento di elementare logica fisica dimostra che se si vuole ottenere un distanziamento di singole entità si deve disporre di uno spazio idoneo. Per l’appunto il vassoio rappresenta un territorio, mentre la sua ampiezza rappresenta uno spazio temporale ampio di 24 ore. Al contrario la ciotola rappresenta uno spazio e un tempo ristretti in cui le lenticchie invece di versarsi diradandosi si ammassano. La logica e l’esperienza diretta mi suggeriscono che se si vuole ottenere un distanziamento effettivo, data la costante delle inevitabili attività di sopravvivenza dei componenti di una società civile, occorre diluire le attività in un arco di tempo più ampio, invece di restringerlo. Ho verificato questo più volte in questi tempi di chiusure e aperture di impedimenti forzati di attività che non possono fermarsi laddove un ristorante era desolatamente vuoto, mentre pochi metri accanto, l’ufficio postale e il supermercato erano pieni di gente tra l’altro stremata e troppo nervosa per stare attenta a mantenere le distanze utopiche di un metro e mezzo. Penso che chiunque possa verificare che questo è davvero ciò che accade in molti luoghi pubblici dove il troppo vuoto si alterna e convive con il troppo pieno, nel momento in cui è possibile fare quello che si farebbe molto più saggiamente se fosse “sempre” possibile farlo. Mi sembra evidente che un reale distanziamento utile a contenere il contagio si otterrebbe di più “ampliando” gli orari di svolgimento delle attività civili e al tempo stesso mantenendo in essere la vitalità economica e sociale benefica alla salute e al sistema immunitario di un complesso di individui. Questa è la mia tesi che ho il diritto costituzionale DEMOCRATICO di esporre da libero pensatore e cittadino. Ci sono regole imposte da chi al momento guida la cosa pubblica ma non ho ancora avuto il beneficio di poter esaminare analiticamente le motivazioni e i termini della tesi opposta e imposta, che sostiene la necessità di chiusure e aperture limitate nel tempo e nello spazio, producendo inevitabilmente l’effetto “ciotola” a intermittenza, disposizioni decise con la pretesa di arginare la diffusione del contagio e non con la ragione, perché la ragione deve essere validata da evidenze che in questa situazione sono davvero carenti.

Ennio Romano Forina