Il Cuore Pulsante Del Cosmo

I ritmi e i cicli dell’Universo sono in noi 
anche se non ce ne rendiamo conto 
perché le nostre percezioni sono deviate 
dalla realtà artificiale che abbiamo costruito
per comodità e apparente sicurezza,
ma che imprigiona e limita la capacità di sentire 
e nasconde la realtà vera.
L’Amore segue gli stessi impulsi delle stagioni,
ha un inizio potente e inebriante nella sua primavera, 
si esalta e fruttifica nell’estate,
si attenua e raccoglie i suoi frutti in autunno,
si addormenta nell’oblio dell’inverno
sotto le coltri della memoria delle stagioni vissute
e nel silenzio degli stimoli e delle sensazioni.
Ma la possibilità che possa rinascere vigoroso
in una sua nuova primavera,
dipende da quello di cui si è nutrito
e dai frutti che ha prodotto nelle stagioni attive, 
affinché l’inevitabile inverno delle sensazioni 
rappresenti solo un sonno e non la morte


Ennio Romano Forina

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A Cat Will Always Love You If…


If you love a Cat 
He will love you forever
Give him the sureness
of your love
and he’ll give you the sureness
of his love
He will never betray you
If you will never betray a Cat 
He will always comfort you
When you are in sorrow
He’ll be your mate
Whewn you’re forsaken
When you hurt in loneliness
He’ll make you laugh
Whenever you are down

Whenever you are bored
He will tease you
He will bother you
He won’t let you alone
‘Till he sees you happy again
Whenever you are busy
He will give you warmth
Whenever you are cold

If you are in a silent room
he will jump on your lap
He will lick over your wounds
When nobody shows up
And when you are sore 
If no one raps at the door
He will purr for you
But if you disappoint a Cat
And you turn bad on him 
He will run away from you forever 
Till to the top of the Moon.

Ennio Romano Forina

It’s true for a Cat as well for whom has the soul of a Cat…

Un Gatto Ti Ama Se…

Se ami un gatto,
Lui ti amerà per sempre
Dagli la sicurezza del tuo amore
e lui ti darà la sicurezza del suo amore
Lui non ti tradirà mai
Se tu non tradirai mai un gatto
Ti darà sempre conforto.

Quando stai soffrendo
Sarà il tuo compagno
Quando sei solo e ferito
Ti farà ridere
Ogni volta che sei giù 
Ogni volta che sei desolato
Ogni volta che sei stanco
Ti stuzzicherà
Ti darà fastidio
Per ritornare alla vita.

Ogni volta che sei indaffarato
Ogni volta che avrai freddo
Ti darà il suo calore
E se sei in una stanza silenziosa
Ti salterà in braccio
E leccherà le tue ferite
Quando nessuno si fa vedere
Quando sei dolente
E se nessuno bussa alla porta
Farà le fusa per te.

Ma se tu deludi un gatto
e lo tratti male
Lui fuggirà lontano da te
per sempre
Fino in cima alla Luna.

Ennio Romano Forina
…Vale per i gatti e per chi ha l’anima dei gatti…

Delirio di Onnipotenza

Ho sempre pensato che il delitto più orrendo e insopportabile di tutti sia la separazione forzata dei figli da una madre, sia che avvenga brutalmente, come spesso è avvenuto nella storia per le guerre, le invasioni, le scorrerie, sia che venga fatta, come è cronaca di questi giorni, da chi avendo un mandato di autorità ne abusa in modi subdoli per interessi ben diversi da quelli indicati nel mandato stesso: – assicurarsi della salute psichica e fisica dei nuclei familiari e non della disgregazione degli stessi con la scusa di stati di necessità inesistenti -, un mandato che viene conferito per aiutare famiglie in difficoltà e non per rapinarle dei loro affetti trasformandolo in uno strumento di coercizione psichica per appropriarsi dei figli altrui e distribuirli in giro come fossero regali o pacchi dono. Oggi dunque, ho deciso di parlare del caso Bibbiano…senza parlare di Bibbiano. E non dirò nulla sul caso specifico come su altri analoghi, di cui si è parlato troppo poco o per niente nel recente passato, perché non potrei aggiungere nulla di più alle informazioni che comunque si stanno diffondendo a macchia d’olio in internet e dai media meno condizionati dal sistema di controllo dei partiti. Mi interessa di più come è nei miei principi, di andare alla ricerca delle motivazioni profonde e del terreno di coltura in cui simili aberrazioni possono svilupparsi e agire impunemente senza che per molto tempo nessuno intervenga per fermarle ed estirparle alla radice e per impedire che si ripetano. Da cittadino comune posso basare le mie considerazioni sui dati che vengono diffusi pubblicamente e quindi sulle conseguenti deduzioni. Continuo a notare con amarezza e sgomento che questo scandalo, come tanti altri rilevanti, non abbia ricevuto finora l’attenzione che merita, al contrario, si continuano a trattare fino alla nausea, argomenti risibili, stantii e poco importanti per la salute pubblica, ma solo per la salute dei partiti.Questi esemplari, orrendi casi di distorsione e uso di funzioni istituzionali per trarne vantaggi personali e per persone collegate, in ossequio e con la scusa di un modello ideologico cosiddetto “progredito” di famiglia che si vorrebbe imporre in contrapposizione a quello più opportuno – che io non chiamo “naturale” come tutti fanno – ma “biologico”cioè che risponde ai criteri fondamentali della vita, sembra così che una serie di situazioni ricoperte dietro le quinte di un comodo oblio prontamente stese per attutirne la risonanza, stiano di nuovo affiorando, ma solo grazie alla forte reazione spontanea del popolo dei social network, che chiede a gran voce ormai di indagare fino in fondo e rivelare tutti i fatti e tutte le responsabilità. E non può sfuggire l’impressionante quantità di riferimenti e agghiaccianti dettagli che solo ora vengono riferiti ormai da tutte le fonti secondarie. Si parla dell’uso di una possibile perversione psichica e abuso di compiti istituzionali svolti con cinismo come se si ritenesse di avere l’autorità assoluta e insindacabile di decidere a propria discrezione della sussistenza integra di interi nuclei familiari o della loro dissoluzione, e quindi del destino di piccoli individui per mezzo della manipolazione delle loro influenzabili, giovani menti. Questo nel momento in cui ci troviamo in mezzo a due indirizzi politici e culturali opposti, tra chi vorrebbe il ritorno ad una famiglia quasi patriarcale, obbrobrio del passato, e chi invece vorrebbe famiglie che sconvolgono tutte le principali basi biologiche, per cui un cucciolo possa essere allevato da coppie di uomini anziché da una madre ed eventualmente, ma non necessariamente, anche un padre. Il rapporto fra madre e figlio è viscerale, non culturale, perché è bio-logico, attiene alla logica degli organismi, alla migliore garanzia del positivo sviluppo di una nuova vita, come avviene per quasi tutti gli altri esseri viventi “superiori”. Certo, possiamo adattarci a tutto anche da piccoli, ma questo non vuol dire ignorare ciò che è vero e ciò che è opportuno, l’importanza della figura e del calore di una madre non è paragonabile con la presenza di uno o due uomini negli anni dello sviluppo. Tutto ciò dunque, mentre sentiamo parlare di altre nuove proposte di legge che consentirebbero ancora di più l’invadenza del controllo di un tipo di assistenza sociale non a sua volta debitamente controllata, conferendo a questa un potere eccessivo sulle separazioni in atto, anche attraverso l’imposizione ai componenti di famiglie, di dolorosi percorsi e improbabili ricongiungimenti forzati, vere e proprie costose “vie crucis”, contando solo sull’incontestabile giudizio dei giudicanti, che sono umani fallibili come tutti, o come può accadere, inclini come è anche umanamente frequente, ad emettere valutazioni in base a criteri arbitrari basati sulla simpatia o antipatia verso i singoli soggetti di famiglie problematiche o in fase di separazione. Mi chiedo come sia possibile, laddove si verificano queste realtà che una simile concentrazione di persone diverse, possano operare in perfetta armonia, indisturbati in una rete operativa che include un certo numero di soggetti, più o meno coinvolti, attori e fruitori di una indegna manipolazione di giovani menti e di genitori vulnerabili e condizionabili, che nella maggior parte dei casi hanno bisogno soltanto di un vero piccolo incisivo supporto, ma incapaci di reagire di fronte all’autorevolezza imposta abilmente su di loro da personaggi che hanno una distorta visione della loro funzione o peggio ancora senza sensibilità, e non di essere rapinati dei loro affetti, delle loro ragioni di vita come sembra sia accaduto più volte in questi anni, sempre riferendo alle notizie pubbliche. Come è possibile che si trovino poi negli stessi posti, uffici e sedi, collegati tra loro e a collaborare tutti insieme in modi sia attivi che passivi in queste azioni perverse? È difficile che in un’unica struttura pubblica si possa verificare un’aggregazione di persone le cui menti contorte siano così compatibili fra loro, tanto da formare efficientissime squadre in grado di attuare meccanismi così complessi ed efficienti. Verosimilmente dovrebbero tutti provenire da diverse esperienze di vita, carattere, intelligenza, mentalità coscienza ed etica, e invece sembra che riescano a trovarsi tutti insieme, protagonisti o passivamente indifferenti e non interessati in un unico girone d’inferno a gestire questa turpe rapina di anime in piena omertà e per molti anni. E come è possibile che individui che hanno fatto un così lungo percorso educativo, tutti i passaggi e gli esami istituzionali, diplomi, lauree, corsi di specializzazione, vincite di concorsi pubblici, assegnazioni di responsabilità vitali, non abbiano imparato e assimilato nessuna nozione elementare di etica universale e non solo deontologica e nessuno degli esaminatori se ne sia mai accorto? Da quanto viene riferito, da alcuni dialoghi intercettati e resi pubblici è facile che la mente e il ricordo cadano in qualche tipo di associazione di idee, che ritrovino i riferimenti di orrori pregressi, (regimi totalitari tutti) completamente dimenticati dalle nuove generazioni, come fossero avvenuti in un passato surreale e lontanissimo, mentre solo l’altro ieri, in termini storici, sono stati reali e irrisolti alla loro radice con tutta la loro devastante virulenza e quindi facilmente ancora ripetibili. Vi sono solo due possibili risposte: – o sono in grado di farsi collocare tutti in queste strutture in modo da interagire in perfetta sincronia, oppure, parafrasando Amleto, “C’è qualcosa di marcio in Danimarca!”, e dove si verificano le condizioni favorevoli i Belzebù vari a capo delle legioni demoniache possono attivarsi per creare sistemi diabolici di sfruttamento di risorse e di persone, laddove esiste qualcosa o qualcuno da rapinare dei propri diritti e delle proprie vite. Personalmente propendo più per la seconda ipotesi, non a caso stiamo assistendo in questi tempi, ad un effetto domino di devastante entità, ad uno ad uno tremano o cadono tutte le tessere e con esse i pilastri cosiddetti “etici” e portanti di questa società in disgregazione, unita solo dal mito e dagli dei del profitto, dato che non c’è settore della società civile e delle istituzioni che sia esente da scandali e ruberie, imposizioni, abusi, favoritismi e aggregazioni illecite in ambiti burocratici, istituzionali, di ogni genere. E sono molti quelli che si celano dietro le quinte della normalità, ma hanno invece lo scopo di consolidare un potere privato utilizzando abilmente anche il bene e le strutture pubbliche e controllando le altrui esistenze, sono sistemi minori di potere che ambiscono anch’essi al protagonismo in un mondo fatto di comparse, pensando di influire sulle loro menti e sulle loro esistenze. Penso che, oltre questo caso e altri casi simili, vi sia una gravissima carenza del sistema educativo generale che mira a formare “tecnici”e non vera conoscenza e senso di missione sociale, non persone che abbiano chiara visione delle loro vitali funzioni di supporto, cura e consiglio dei più deboli, e identifico questa carenza nella differenza di base profondamente insita alla decadente attuale società civile per via delle deboli e scadenti motivazioni per cui si studia e delle altrettanto deboli motivazioni che attengono all’insegnamento. I bravi tecnici vanno bene per progettare e costruire palazzi, grattacieli, ponti, strade, macchine, aerei e strumenti tecnologici, ma non per osservare ed aiutare la psiche delicata e l’organismo di individui che possono anche trovarsi in difficoltà facilmente risolvibili se aiutati con senso di dedizione sincera e competenza da coloro che sono preposti a tale compito e senza secondi fini, né ideologici né men che meno di lucro e favoritismi nelle sfere delle amicizie. Aiutare non vuol dire nemmeno invadere brutalmente le esistenze di famiglie in disagio, approfittare delle loro debolezze per fare scorrerie, per saccheggiarli delle loro vere ragioni di vita, con il raggiro e l’abuso di un mandato di ben diversa natura. Essere in grado di assistere senza sconvolgere, senza supponenza e senza presunzione e sopratutto senza prepotenza e sfruttamento della debolezza altrui e aggiungo ancora anche senza favorire nelle famiglie in fase di separazione, l’uno o l’altro degli attori in ragione dei propri pregiudizi e antipatie . È un’enorme responsabilità svolgere compiti di assistenza sociale. Ed è appunto l’intento della mia analisi cercare di scoprire da dove possano originare tali scellerati comportamenti, perché, si badi bene, il terreno di coltura del Male è sempre lo stesso, parte dagli stessi presupposti che nelle condizioni favorevoli possono gradualmente portarlo ai livelli peggiori e alle forme di espressione peggiori, e quando questo accade, quando il Male si è manifestato non serve solo esternare sgomento e riprovazione verso i responsabili del momento, ma se si vuole cambiare le cose veramente bisogna andare oltre, dritti alla sorgente. Perché il Male solo represso si rigenera. Chi restituirà la vita rubata a milioni e milioni di anime che nella storia sono stati massacrati, se non guarderemo nel profondo della natura umana? Cattivi si nasce e cattivi si diventa, sono vere ambedue le cose. Dunque, ognuno di noi può diventarlo se ignora il fatto di poterlo diventare, perché siamo figli della stessa genìa, tutti noi. Ognuno di noi ha un corredo di memorie ancestrali genetiche dei nostri predecessori che nella staffetta delle generazioni hanno lasciato le loro impronte e gli impulsi, le inclinazioni positive e anche quelle negative; siamo umani, con una combinazione di codici biologici comuni a tutte le specie e con l’aggiunta di altri codici buoni che si sviluppano in noi, solo per scelta, solo se lo vogliamo. E se l’ambiente in cui cresciamo è infettato dai geni peggiori allora il baratro della barbarie si allarga sempre di più di fronte al futuro di tutti. In natura la crudeltà è una condizione, per noi la crudeltà è solo una scelta, avendo i mezzi e il potere di discernere tra tutti i diversi comportamenti biologici quelli meno cruenti e più evoluti, come i processi simbiotici, ma non lo facciamo, se non in misura trascurabile e generalmente solo come reazione alle immani tragedie causate proprio dalla nostra pervicace follia. Abbiamo preferito usare tutti i più crudeli sistemi di sussistenza naturali peggiorandoli e aggiungendone altri inediti, fatti di una perfidia mai prima esistita, perché il potere, cioè la capacità di soggiogare gli altri che abbiamo acquisito sempre più nel corso della evoluzione come sempre accade, rende folli. Di solito ci soffermiamo a considerare solo la follia prepotente dei grandi tiranni della storia come se fossero gli unici responsabili elle immani distruzioni e ingiustizie come se avessero fatto tutto da soli mentre erano seguiti e sostenuti da milioni altrettanto responsabili, altrettanto colpevoli e ignoriamo del tutto le follie minori che provengono dalla stessa matrice, dalla stessa sorgente e che essendo molto diffuse, sono lo stesso altamente distruttive.Si deve anzitutto partire dal comprendere e decifrare la natura umana e la sua naturale inclinazione a deformare la realtà: troppe volte nella vita, ho visto il carattere delle persone mutare quando conseguivano un titolo di preminenza, specialmente se non era per merito ma per grazia ricevuta, quando ad essi veniva consegnato un mandato ufficiale che comportava un esercizio di controllo sugli altri. Succede da sempre, sono stati fatti esperimenti emblematici in simulazione, di quanto la personalità umana cambi quando un individuo assume un ruolo di comando e di rilievo su altri. Il famoso, di triste memoria – e mai estinto ma che ha solo cambiato forma espressiva: “ Lei non sa chi sono io!”, fa parte della natura umana. La pretesa di aver ragione sempre n ragione della posizione che si occupa, è l’eterna favola del Lupo e l’Agnello, “Superior stabat Lupus…”, l’attitudine ad aggregarsi con altri soggetti in branchi, gruppi o fazioni, che abbiano le stesse caratteristiche egoistiche, opportunistiche e predatorie, e costituire gruppi sotto comode e artefatte bandiere ideologiche e culturali. Gli esempi di tali trasformazione sono infiniti e non è questa la sede per elencarne nemmeno una piccola parte.

IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA Parte II Alla base di queste attitudini c’è una potentissima tossina che agisce da sempre, motivando le azioni peggiori del genere umano, sia a livello collettivo che individuale e questo veleno si chiama: Delirio di Onnipotenza, e attiene unicamente alla specie umana. Troppe volte nella vita, ho visto ripetersi la trasformazione di tanti doctor Jekill in altrettanti mister Hyde, niente affatto un racconto puramente fantasioso, ma una rappresentazione pittorica estrema fantasiosa di una realtà evidente, di quanto succede da sempre tra noi a livelli diversi. Ci si sente onnipotenti con un’arma in mano, un fucile da caccia o guidando una macchina potente o disponendo di molto denaro. Il delirio di onnipotenza infetta il ladro individuale quanto l’associazione criminale, il serial killer, il truffatore, lo stupratore, il mafioso, che pensa che i santi siano dalla sua parte e di meritarsi comunque il paradiso perché da piccolo ha pensato che la prepotenza fosse una virtù, il bullo, l’uomo politico, il dittatore, il semplice monarca, che non si vergogna di avere ereditato quella posizione per semplice dinastia – ce ne sono ancora diversi in giro – così come ancora oggi gli eserciti delle nazioni hanno tutti ancora Dio dalla loro parte, oppure eleggono a divinità il despota di turno per nutrire il loro delirio. Spesso, persino i titoli accademici sono infettati da questa tossina, la storia umana è stracolma di scienziati che hanno con disinvoltura usato la loro intelligenza e conoscenza per realizzare mezzi di distruzione sempre più perversi ed efficaci, lo faceva Leonardo preso dal suo dèmone creativo progettando micidili armi di guerra, lo faceva Von Braun, con i suoi missili che non si sarà mai posto il problema etico di aver massacrato migliaia di civili con suoi razzi imbottiti di esplosivo con la scusa postuma che gli imponevano di farlo, e se avesse avuto una coscienza avrebbe dovuto farli saltare in aria sulle rampe di lancio, ma per lui contava il suo personale delirio di onnipotenza e quello che importava sopra ogni cosa era il successo, per non parlare delle devastazioni causate dalle migliaia di esperimenti atomici realizzati anche questi da eminenti scienziati dominati sempre dal delirio di onnipotenza e dai soldi, ad onta dei loro cosiddetti “superiori” intelletti. Questa è l’umana natura. Io chiamo motivazione debole la conoscenza che si consegue per fare carriera e non per la conoscenza in sé al servizio esclusivo delle cose buone, e non per accedere a livelli sociali elevati. La scienza coatta, derivata da motivazioni deboli ha creato nella sua presunzione e nelle sue finalità spesso più danni che benefici nella storia umana e non è affatto sempre una condizione generatrice di progresso e migliori comportamenti etici. Aberrazioni possibili, da un lato all’altro proprio quando alla radice mancano le motivazioni forti. Eppure vi sono persone sincere, che credono e nella costruzione del bene comune, che si impegnano davvero e considerano gli aspetti sociali in modo illuminato. Parliamo del Male piuttosto. Il Male è Uno, ma assume ogni volta forme diverse e si manifesta in modi diversi anche se la radice è sempre la stessa “io conto se tu non esisti o meglio se ti elimino”. Il delirio di onnipotenza necessita sempre di un altro elemento sacrificabile per poter essere esercitato, come il fuoco per liberarsi e compiere la sua azione, ha bisogno di un comburente da consumare, così il delirio di onnipotenza ha bisogno di vittime…e queste vittime possono essere tante e di vario tipo. Vittime sacrificali da offrire al dio dell’onnipotenza ce ne sono una infinità, possono essere gli animali /prodotto, negli allevamenti di tutti i tipi, possono essere gli alberi dell’Amazzonia, le foche canadesi, i tori delle corride, i delfini giapponesi, le capre e le giovenche di Katmandu, le poche balene rimaste, i tacchini, gli agnelli e capretti che vengono sacrificati per profitto o per tradizione religiose, i tori delle corride, quelli torturati e uccisi per vanità, possono essere le donne uccise da mariti ed amanti, quelle stuprate dai branchi, possono essere i bambini vittime del bullismo crudele di altri bambini..e vi possono essere famiglie e i loro bambini che cadono nella rete di un nuovo delirio di onnipotenza che non dovrebbe esistere nelle istituzioni, in questo caso, alcuni individui che hanno interpretato il loro compito di supporto come un diritto di prelazione e hanno travisato la competenza e l’autorevolezza con il potere. Questo ed altri casi potrebbe rappresentare un campanello di allarme per l’insorgenza possibile ancora una volta, di una nuova generazione di oppressori tesi a dominare il mondo secondo i loro folli criteri sempre seguendo l’antica logica che seleziona quelli che devono vivere da quelli che devono estinguersi. I più giovani e i più giovani già adulti non credono sia possibile che gli orrori del nazismo, del comunismo, degli imperialismi e di tutti quei regimi tirannici di tutti i popoli e di tutti i tempi che hanno devastato il mondo con le loro scellerate aspirazioni, possano verificarsi di nuovo, perché vivono solo il loro presente regalato e perché non capiscono che forse siamo già in una forma di oppressione che si presenta come mercato finanziario e non sembra un regime ma condiziona tutti come se lo fosse. Tutti quelli che si sono incipriati di candida polvere farisaica per decenni, ponendosi come la parte più sana e progredita di questo paese hanno visto in questi ultimi anni sgretolarsi sotto i loro piedi il castello di illusioni per via dei continui numerosi scandali e non avendo più ideologie addomesticate aggreganti, né indirizzi sicuri di direzione, vanno a riesumare gli spettri e i démoni del passato purtroppo facendoli anche risorgere in alcuni casi per fortuna limitati, ignorando le nuove forme del male che sono presenti tra loro come in ogni settore della società umana civile.Il mio impegno filosofico di cercare sempre la ragione delle cose, è simile a quello di un investigatore, quando mi trovo ad osservare gli effetti di un delitto compiuto, non posso limitarmi alla riprovazione e allo sgomento, ma cerco di trovare, come in tutti i delitti, il terreno di coltura, il movente e infine il complice del colpevole. Chi conosce i miei scritti sa che faccio questo da anni per denunciare i crimini verso gli animali e le risibili motivazioni che dovrebbero giustificarli.Se i media ora sono costretti ad affrontare un caso in cui è stato rilevato un delitto, alcuni presunti colpevoli individuati, il movente, o meglio i moventi identificati; un mix di lucro, favoritismi, perversioni mentali e ideologie, ovviamente prosperando nel delirio di onnipotenza, manca solo l’ambiente favorevole, il terreno di coltura in cui simili fenomeni si possono sviluppare senza che nessuno se ne accorga. E quale terreno di coltura potrebbe esserci più idoneo e ideale della burocrazia? Di per sé non è affatto una cattiva cosa, non si potrebbe gestire uno Stato senza di essa, ma è “questa” burocrazia abnorme e mostruosa che tutti dicono di voler semplificare mentre continuano a renderla sempre più complessa e mostruosa e che diventa il contrario di ciò che dovrebbe essere e fare, così complessa e intricata da poter essere usata in moltissimi modi criminali. Come spesso accade, molte cose che nascono buone, necessarie e utili generate dal migliore pensiero e azione umana, perdono nel loro divenire la ragion di essere e la loro primaria funzione, sviluppandosi in modi contorti nei quali i furfanti di sempre possono sia rifugiarsi che operare con la possibilità di stabilire nell’intrico le loro basi operative a proprio vantaggio o vantaggio della loro parte. È accaduto per i buoni propositi di alcune religioni che venivano facilmente infettate dai malevoli virus del potere e della corruzione, come è accaduto per il cristianesimo che per secoli ha agito sfacciatamente contro i suoi principi essenziali e fondanti, proprio come fanno i virus che penetrano le cellule con l’inganno e poi utilizzano il loro plasma sano per replicarsi. Dunque, perché nonostante i buoni principi e le persone oneste e buone che lavorano in silenzio, così tanti cancri si sviluppano lo stesso nel seno della società più sana? La risposta è nella modificazione progressiva di un sistema di gestione indispensabile ad uno Stato : la burocrazia, che è divenuta poi sempre più ingestibile e complessa per via di tutte le legislazioni che invece di semplificarla per una maggiore efficienza hanno continuato a rendere ancora più arcana e impraticabile, costruendo una rete intricata di regole e condizioni che rendono impossibile ai non addetti ai lavori e a chiunque la consideri dall’esterno di orientarsi in essa senza il supporto e l’interpretazione, appunto dei burocrati di turno. Si sa bene che in questa intricata foresta di leggi sovrapposte e persino contrastanti tra loro che da decenni paralizza buona parte delle attività produttive, è anche divenuta un alveo di impunità varie del fare e del non fare, in quanto i vari settori si neutralizzano tra loro impedendo qualsiasi decisione e in cui solo i suoi sacerdoti possono navigare senza perdersi, laddove si possono facilmente creare micro-sistemi di potere favorevoli alla corruzione politica e delle imprese. Un sistema che invece dovrebbe servire per la gestione corretta, ottimale e costruttiva di tutto un popolo e a promuovere e agevolare le attività benefiche. L’Italia invece a me sembra essere costituita da una miriade di piccole e grandi aggregazioni di potere che agiscono nell’ambito di questa burocrazia liberamente in base delle loro convenienze, in barba all’interesse collettivo spesso riuscendo a sfruttare abilmente le complicate strutture burocratiche per gestire interessi particolari e non generali. Ed è proprio la burocrazia secondo me la foresta oscura in cui possono degenerare le funzioni senza che nessuno se ne accorga e se ne accorga solo quando diventano così imponenti e sfacciate da non poter più essere nascoste per la loro dimensione. Se la burocrazia diventa come una tela di ragno, solo i ragni possono camminarci dentro, tutti gli altri sono vittime e restano invischiati fino a morirne. E i soggetti che hanno strappato i bimbi all’amore materno e alle famiglie creando voragini di dolore sono proprio i predatori titolati, indegnamente prodotti da tutte le burocrazie, che fabbricano le tele ideate per favorire i ragni predatori e condannare quelli che non lo sono. Ed è proprio questo labirinto questa mostruosa entità a più livelli che ha consentito ai ragni di fare tanto scempio degli affetti, delle menti e delle vite dei più deboli e indifesi.

Ennio Romano Forina

La Paura, all’Origine del Male

Non è vero che il timore della certezza della morte

sia un impedimento ai pensieri e alle azioni malvagie,

per una immaginata giustizia suprema

in attesa al termine di ogni esistenza

al contrario, la natura umana 

considera la morte nient’altro che una ingiusta punizione,

e per compensare il rancore e la frustrazione che ne derivano  

ha da sempre creato falsità e miti per attribuirne

 la colpa alle donne, che hanno il potere di generare la vita, 

ma non hanno la capacità di mantenerla in essere,

e come rivalsa all’angoscia della consapevolezza

di questo ineluttabile evento che considera un torto,

l’umanità segue i comportamenti peggiori 

nel tentativo di ricavare dal tempo di esistenza stabilito 

il massimo del premio che pensa di meritare in ricchezze e possesso

come risarcimento di ciò che pensa essere un suo diritto

e un premio rapinato: l’immortalità.

Ennio Romano Forina