Gratitudine d’Amore

Lo devo a te Amore

Se il cielo si tinge di più intensi colori

Se le pallide albe divengono radiose

Se i tramonti non si spengono senza stupore

Lo devo a Te se il sorriso delle stelle

affacciate nel cielo veglia i miei sonni

e se la Luna non si copre di veli

sollevando alte le onde dei miei pensieri.

Lo devo alla luce tuoi occhi e al tuo sorriso

se i giorni sono più luminosi e splendenti

se il vento forte è come una carezza

se più inebriante e più ricco

è il profumo e il colore dei fiori 

e se anche il melodioso canto degli uccelli

pervade l’aria come una sinfonia.

Lo devo a Te, se posso contemplare

il tuo volto che emerge luminoso

dal vortice dei tuoi disciolti capelli

così come i raggi del sole aprono un varco

attraverso la più scura tempesta

e di viva luce irradiano la terra.

Lo devo a Te, se la notte si riempie di magia

perché sei in ciò che dei miei sogni è vero

Lo devo a Te, se il mio sguardo

raggiunge e supera gli orizzonti più lontani

e se immaginando di tenere stretta la tua mano

il mio cammino ha una più certa direzione

e se sento nell’andare avanti

due cuori palpitare nel mio petto.

Sei tu la sorgente limpida e chiara

del fiume, ora calmo ora impetuoso, di sensi

che scorre e pervade la mia anima

come l’acqua percorre la terra e la vivifica

così tu ravvivi la vita che è già in me

e mi lascio quindi da Te solcare

ma nel mio forte abbraccio avvinta

come la terra catturata  nell’acqua si confonde 

e l’acqua si fonde con la terra che cattura

così che di preziosi elementi

ambedue divengono più ricche.

Lo devo a Te, se anche la mia libertà

amandoti diviene ancor più libera

perché non c’è vero amore senza libertà

né libertà vera senza profondo e vero amore.

Per questo, mille e mille volte mille, ti dirò amore…

che Ti sono grato di poterti amare.

Ennio Romano Forina

Vegan Poem – Part 1

The Good feeds itself with Truth
Evil thrives within the Lie. E.R.F
Il Bene si nutre di Verità,
Il Male prospera nella menzogna.
Ho visto il sole diventare nero
per tutte le creature torturate e uccise
nei luoghi infami del dolore e della morte
un sole nero senza calore e senza luce.
Ho visto le più scure nubi
dell’indifferenza addensarsi
sopra il bugiardo mondo degli umani
per nasconder la vergogna dell’orrore .
 
Ho visto la gioia fugace della nascita
mutarsi subito in disperato dolore
dei nuovi nati anelanti nutrimento e amore
strappati brutalmente alle mammelle.
Ho visto l’invisibile legame
tra una madre e un figlio reciso
nell’aria fetida di camere di morte
da cieche mani brutali.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
Ho visto il sangue uscire
dagli squarci di ferite crudeli.
e l’inutile lotta per l’impossibile fuga.
Ho visto orchi spezzare colli e crani
di animali indifesi e innocenti
con gli occhi densi di stupito terrore
che gridavano solo pietà
con urla soffocate nella gola
per chiedere la salvezza negata.
 
Ho visto le anime sensibili degli esseri viventi
ignorate e diventate con disprezzo cose
uccise nell’anima, nel cuore e nella mente
uccise due, tre, più volte
prima che i loro corpi fossero spezzati.
Tutti possono vedere queste cose
ma gli occhi umani guardano soltanto
quello che vogliono vedere.
 
  • Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
Un animale vuol dire occhi, polmoni,
bocca e un cuore palpitante di emozioni,
vuol dire tenero amore di una madre,
vuol dire ricordo ed affezione
e vuol dire anima e vuol dire verità.
Vediamo in loro tutte queste cose
che non si possono negare
ma la compassione nasce solo da un’anima
e soltanto un’anima sana la può generare
come il seme nasce e germoglia nella fertile terra.
La compassione è lo sguardo dell’anima
e un’anima senza compassione
è cieca e spenta, solo una pianta morta.
Compassione e anima sono un’anima sola,
non esiste un’ anima senza compassione,
e non c’è compassione senza un’anima.
 
  • Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
Nessuno ha una vera buona ragione
per rubare una vita che non gli appartiene,
noi tutti siamo tutto per l’amore di una madre
lo stesso che genera quelli che uccidiamo
siamo i doni di questo materno amore universale
che per noi resta intatto e non spezzato.
Siamo vivi, possiamo al cielo e al sole
volger lo sguardo e respirar nel vento
pensare, parlare, amare, ridere
o star senza far niente,
per quell’amore che ci è stato regalato
e non vorremmo mai che a noi
fosse brutalmente tolto lo stesso amore
strappandolo dal seno di una madre.
 
Non serve chiedere compassione
serve liberare il cielo da ogni falsità
perché solo quando la verità è vittoriosa
anche la giustizia vince nella libertà.
Ma gli animali non saranno mai liberi
se non saremo noi stessi infine liberati
da ogni nostra ipocrita e distorta convinzione,
senza la verità non si può esser liberi,
e quel che è vero è che l’umano
ha ancora adesso come un lontano tempo
un organismo adatto per nutrirsi
di frutti, bacche, semi, noci, radici ma non carne,
ma la mente deformata dal dominio
vuole avere tutto nelle nostre mani,
le armi più micidiali e distruttive mai create
che sono pregne del veleno dell’onnipotenza
che da sempre la mente umana inebria,
rendendola la mente predatrice
più spietata e crudele mai esistita.
 
Nessuno è libero dentro la menzogna
e nessuno può essere innocente
se sceglie la menzogna alla verità.
Per liberare gli altri animali
si deve dunque prima liberar la Verità.
Non siamo carnivori,
ma siamo predatori e questo è vero,
zanne e artigli tremendi si sono formati
nel vuoto di quest’anima persa e nelle nostre menti
dove alloggiano tutti ad uno ad uno
i piani e i livelli orrendi dell’inferno
sempre nuovi e perversi e più crudeli
che per gli animali abbiamo costruito.
 
Mai come ora essi sono vittime designate
del predatore umano che mentre conquista
nuove ambiziose mete di tecnologia e scienza
lascia la sua anima sempre più marcire
nelle grandi e piccole industrie e nelle fattorie,
della strage e della morte sparse
in tutto questo mondo senza amore,
negli allevamenti che spianano foreste ed esistenze
dove le immagini di brutali torture ed uccisioni
sono ormai nelle menti eternamente impresse,
anche di chi ignobilmente ne rifiuta l’esistenza.
Ma anche se la mente ottusa può nascondere
e confondere tutto quel che vede
l’anima non può evitare ciò che è vero
e non ha le stesse scuse della mente.
 
Che gli animali siano vivi a noi basta
per essere a loro fraternamente avvinti
e restituire la vita tolta è la nostra vera direzione,
e questa amiche e amici è più che una promessa.
Li faremo uscire dalle gabbie atroci
di freddo metallo sporco di sangue ed escrementi
solo quando apriremo le prigioni dell’indifferenza
che rinchiudono le menti umane e i cuori
che muoiono in gabbie infami uguali
a quelle che per tutti gli esseri viventi
hanno voluto costruire.
 
  • Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
Non c’è anima vera che non abbia compassione
e se la compassione manca anche l’anima manca
quindi è inutile chiedere compassione
sapere e credere questo è la rivoluzione.
Solo liberando il cielo da tutto ciò che è falso
e guardando tutti dentro noi salveremo
le vite uccise e depredate della carne
nel riflesso delle umane anime spente
ancora incapaci di sentire, capire che
quelle gabbie sono in noi, perciò son vere
e sono state fatte da menti umane abbiette
che osano chiamare prodotto ciò che è Vita
dietro l’ipocrita cortina che nasconde l’orrore.
Siamo tutti colpevoli per essere umani
per quel che gli umani han fatto stan facendo.
 
C’é uno spazio vuoto dove forse una volta
c’era un’anima umana pura
come pura era l’anima innocente
di tutti gli altri animali che abbiamo rinchiuso
nei gironi d’inferno esiste e resta viva
mentre la nostra nella viltà muore.
Nemmeno il più feroce predatore
ha mai allevato le sue prede
per venderle ad altri predatori
e vivere nel lusso ricavato
dal loro sangue e morte atroce
ma tutto quello che ormai si deve fare
per metter fine all’olocausto
per fermare questa ingiustizia immane
è di restituire agli animali
la luce del sole che gli abbiamo tolto
restituendo anche alla verità il suo splendore.
L’amore di una madre è lo stesso in ogni specie
è un ‘unica energia che non si può negare.
 
Chi osa pensare che una vita
sia diversa da un’altra vita?
La vita è solo vita, la morte è solo morte
quella che c’è fuori di noi, qualunque forma abbia,
è la stessa delle parti di vita che sono dentro noi.
In quale angolo dell’universo
c’è una legge che dice questo è giusto
che non sia stata scritta da noi?
 
Da quale dio sarebbe stata dettata,
se ogni popolo e ogni uomo uccide
perché un dio a lui soltanto parla
mentre da solo sta parlando come come un folle.
Gli dei e le menzogne sono sempre
dalla parte di chi ambedue li ha inventati.
Agli animali abbiamo tolto il sole vero
e da noi hanno avuto un sole nero e senza luce:
le fioche lampade spettrali degli allevamenti .
Dove c’è il sole nero c’è il terrore e c’è la morte
e sono luoghi pieni d’odio e di rancore,
mangiar carne vuol dire anche questo
nutrirsi di odio e di rancore.
Perché chiunque odierebbe chi lo uccide
chi pensa che gli animali non possano
provare odio né rancore sbaglia assai
loro son puri, ma la morte violenta è velenosa
e questo veleno puro e giusto si riversa nella carne
il terrore, la sofferenza della tortura e della morte.
Ed è quello infatti che nella carne resta
il veleno di una morte ingiusta.
 
C’è una formula nel Cosmo
che non si può evitare:
Il Cosmo intero è amore ed armonia
armonia vuol dire carezza e compassione
l’armonia si nutre di energia d’amore
e la Natura ha trovato molte altre vie migliori
di sopravvivenza valide e incruente,
noi le chiamiamo forme di simbiosi
sono l’evoluzione, il futuro ideale
per tutti gli esseri viventi,
mangiar carne fa andare in senso inverso
indietro nel buio dei primordi.
 
  • Ma io voglio nutrirmi di gioia e di sole
e non di oscurità, dolore e morte
nutrirmi dei frutti della terra
e non del veleno del terrore
nutrirmi di cibo regalato e non di cibo rapinato
nutrirmi di nettare dell’anima della vita
che cresce respira al sole e all’aria aperta.
Questo è l’orgoglio d’essere vegani.
 
Cogliere una mela è un gentile atto
voluto dalla pianta che offre i suoi frutti
in cambio di un semplice trasporto dei suoi semi.
Chi mangia un animale è un uccisore di vita
chi mangia un frutto è un propagatore di vita
un grande passo nell’evoluzione.
Sgozzare un animale è la rapina
di una vita che non ci appartiene
che non è una cosa, non è una pietra, un sasso
non è sabbia o fango e non è oro.
Come non sentire le grida di dolore
come non vedere quegli occhi sgranati
e umidi di pianto e quegli sguardi colmi di terrore,
come non immaginare di trovar sé stessi
nati in una gabbia e per sempre non veder la luce
e non sentire il calore di una madre
il dolore che una madre prova a partorir dei figli
senza poterli accogliere al suo seno e alle sue mammelle
senza potersi muovere per tutta un’esistenza breve.
Tutti gli esseri viventi hanno una madre
che li ama in molti modi diversi
e non esiste vita che non sia vita
d’amor materno generata
e chi la uccide, uccide quello stesso amore
che la sua vita ha generato.
Come si chiama un agnello?
si chiama figlio, figlio di una madre
o si pensa che sia il “prodotto” di una madre?
E quando si sgozza un agnello per far festa
cosa pensiamo è solo un animale?
Chi siamo noi, di cosa siamo fatti?
siamo forse divini, fatti di eterea energia?
I capezzoli che le nostre bocche hanno succhiato
erano gli stessi a quelli di tutte le altre madri
e se qualcuno avesse strappato noi allora
da quel nettare vitale del seno
e dal dolce amore di una madre?
Madre non è un nome, ma è un’essenza.
Vegani non è solo una parola
vuol dire anime che hanno compassione
che credono nella resilienza e nella restituzione
di libertà a tutti gli altri esseri viventi.
E vegan non vuol dire solo compassione
ma soddisfare fame e sete di giustizia,
e restituire al sole nero e a tutti gli animali
la splendente luce della libertà perduta,
della Vita e dell’universale Amore.
Ennio Romano Forina
There’s an empty space
were once there was a soul
inside the human race.
The Good feeds itself with truth
Evil thrives within the lie.
What we see is what we do
the horrendous cages are not a lie
the shining light of their stolen sun
the green grass they never saw,
they ‘ll never see
We shall free them by the force of truth
more than asking for compassion
and they’ll be free when we’ll be free
from all our lies.
Non one can be free within the lie…
no one can know the truth when he’s not free.
We’ll save and set them free only
if we fight the thousands years of lies
we’ll set them all free at last
from the horrendous cages
our wicked minds has made.

Allegoria dell’Anima

Quando nasciamo siamo lasciati nudi

sul bordo di un fiume d’acqua

che scorre veloce ma non bagna.

Sappiamo di dover camminare in questo fiume

nella sua discesa verso il mare

e per far questo,

ci vengono affidati due doni:

il nostro corpo e un bellissimo setaccio,

per cercare i grani e la polvere d’oro nell’acqua.

Così iniziamo il cammino immergendo il setaccio

e raccogliendo molta sabbia e inutili detriti

ma ogni tanto nella melma, che il setaccio scarta,

vediamo granelli d’oro splendere nella luce del sole.

Finché il setaccio è tenuto ben pulito,

potrà estrarre tante preziose sabbie e grani d’oro

dal grigio fango, dalla terra e dai sassi

ma quasi sempre accade che la nostra mente

e i nostri sensi siano affascinati e attratti

da altre seducenti pietre preziose,

più grandi e lucenti che le mani possono prendere

perché a noi l’oro non basta.

Quindi ci diamo da fare a raccoglierne tante

provando a metterle nel setaccio,

ma il setaccio non è fatto per quelle grosse pietre

è uno strumento fine e delicato

e sotto tutto quel peso e le asperità

che i granelli d’oro non hanno,

il setaccio si storce e si lacera

e a quel punto con disprezzo lo buttiamo via.

Così ci dotiamo di grossi sacchi

per mettere dentro le grosse pietre preziose

e le vogliamo davvero tutte, ne vogliamo

più di quante ce ne occorrano, più di quante

possano essere trasportate da noi soli,

allora convinciamo altri a unirsi nella raccolta

e tutti si procurano grossi sacchi

gettando via i loro setacci

moltissimi setacci, sbattuti sulle rocce,

strappati, calpestati e distrutti

che non possono nemmeno più essere utilizzati

per trattenere tra le fini maglie,

la sabbia d’oro come prima.

Il fiume è il Tempo,

che scorre veloce per ognuno di noi.

Il setaccio con cui siamo nati è la nostra Anima.

La mente e le mani sono il raziocinio e il potere.

I sacchi sono gli scrigni dove pensiamo

di conservare le pesanti pietre

che sono le nostre illusioni

che il setaccio non potrà mai contenere.

Solo alla fine del viaggio ci rendiamo conto

che senza un setaccio per filtrare,

insieme alle pietre preziose nei sacchi

abbiamo messo anche le scorie e la melma

dell’inevitabile Male,

che il setaccio dell’Anima invece avrebbe scartato

lasciandolo disperdere e dissolvere nelle acque.

I grani d’oro infine, sono tutte le preziose emozioni,

l’Amore e la compassione, il sussurro dei sogni

e la meraviglia e la carezza dell’amicizia

con tutto ciò che vive nel fluire dell’acqua del Tempo

e che rimangono splendenti in un setaccio integro e puro

così da portarle insieme a noi, fino alla fine del fiume,

in quell’immenso Oceano, dove finisce il Tempo.

Ennio Romano Forina

Uragani d’Amore

URAGANI.jpg

 

Gli uragani liberano energie

che hanno un tremendo potere distruttivo,

più grande è la loro forza

più devastanti sono gli effetti che causano

Non è così in amore,

il potere distruttivo dell’amore

non deriva da una grande forza ed energia

ma da una grande debolezza.

A tutte le donne sopratutto dico:

“Non fidatevi di amori che siano di livelli inferiori

a quello di una tempesta tropicale”.

E non lasciatevi ingannare dalle false energie,

la prepotenza e il possesso non sono delle forze,

ma armi letali. Ennio Romano Forina

Le Zanne e gli Artigli nella Mente

“Nessuno può essere libero all’interno di una menzogna”. E.R.F.

Non c’è Libertà nella Menzogna e non c’è Verità senza Libertà, e se il genere umano continua a credere nelle sue menzogne, sarà sempre schiavo di esse e al tempo stesso, con mille ragioni false, renderà schiavi tutti gli altri esseri viventi.
E il genere umano infatti ha scelto da tempo immemore la schiavitù credendo alla menzogna che lo rende colpevole dell’infame ingiustizia che compie sugli animali. Se, in altri momenti della storia della sua evoluzione aveva avuto qualche giustificata ragione – per la sopravvivenza – di doversi adattare a nutrirsi di animali, ora queste ragioni sono decadute nella degenerazione di un immane eccidio fatto in nome del profitto e non della necessità.
La schiavitù fisica imposta agli animali è la stessa che opprime quella mentale della specie umana, segregata nella prigione della sua menzogna, con cui costruisce le infernali prigioni e metodi per depredare della vita tutti gli esseri viventi.
Depredare è la parola giusta poiché l’uomo non è un predatore…nel corpo, ma purtroppo lo è nella mente.
Ed è il predatore più feroce, vorace e insaziabile mai esistito su questo pianeta. Le sue zanne e i suoi artigli sono nella sua mente che domina su un’anima spenta.
Ma non ci si può definire carnivori senza avere il corpo di un predatore, e nessun individuo onesto di qualsiasi livello intellettuale e culturale può negare l’evidenza che noi NON abbiamo nessuna caratteristica morfologica di un animale predatore.
Se il nostro organismo fosse stato progettato per mangiare carne, sarebbe dotato di zanne, artigli, e sensi come la vista, udito e odorato, molto più acuti di quelli che abbiamo, avremmo conservato una coda, che agisce da propulsore, da bilanciere nei salti e come un timone per scartare direzione rapidamente all’inseguimento di una preda come i felini, che sono predatori veri, mentre senza accessori e armi “esterni” ai nostri corpi, non potremmo sopravvivere cercando di catturare altri animali, né piccoli né grandi. Tutti corrono, saltano, volano, nuotano si nascondono, meglio di noi, e per quelli più grandi saremmo noi le loro prede. È talmente evidente che è incredibile che si continui a sostenere una dieta da onnivori che include una cospicua quantità di carne, rifiutando di considerare la realtà, come fino a non molto tempo fa, si negava la rivoluzione della terra intorno al sole.

Ma la ragione di questa negazione risiede in una peculiare caratteristica umana che affligge anche le menti degli intellettuali e dei titolati di ogni disciplina: il rifiuto delle evidenze per opportunismo. L’ipocrisia è uno dei peggiori vizi della mente umana, una specie di droga che offusca non solo le emozioni più alte come la compassione e i sentimenti, ma anche la ragione, può essere cosciente e malevole o indotta dal pensiero debole ma la sua azione è comunque devastante. L’ipocrisia rende possibile credere a quello che fa comodo, che è conveniente, non a quello che è vero. Le caratteristiche umane, sono certamente state deviate in parte, dal consumo millenario di carne, ma che ancora non ci rende dei veri carnivori anche se ci siamo assuefatti come ci si abitua a tutto. Gli organismi hanno un grande capacità di adattamento anche alle sostanze più tossiche, come le droghe, il fumo all’alcol, che alterano gli equilibri creando stimoli insani, gli organismi sopportano molti veleni anche se gli effetti nefasti occorrono dopo qualche tempo, e quindi anche i veleni della carne oltre a quelli che alla carne aggiungiamo noi.
Ma la dipendenza dal consumo di carne è stimolata sopratutto dal fatto di costituire un carburante facile e completamente rinnovabile a tutti i livelli, familiare tribale e industriale. Il petrolio: l’Oro Nero, può anche finire prima o poi, il sangue degli animali no, è l’Oro Rosso, inestinguibile, quindi l’ipocrisia umana si è concentrata sull’allevamento di animali che provvedono altissimi profitti con pochissima fatica, mistificandolo come necessario per la fame nel mondo. Sappiamo che questo è falso, al contrario gli allevamenti intensivi son placano nessuna fame, anzi causano fame di ossigeno e fame di sana nutrizione. Così la vergogna e l’orrore è ammessa e istituzionalizzata ovunque nel mondo, tanto loro sono bestie e possono sopportare qualsiasi trattamento bestiale senza che governi, istituzioni, partiti politici, coscienza collettiva, religioni, mai intervengano con un rigurgito di elementare compassione a limitare almeno le loro sofferenze.

Ma, come sempre avviene nella storia di questa specie deviata e smarrita, il potere è una droga formidabile, un delirio di onnipotenza che non sa viaggiare nel sentiero della saggezza, ma percorre ad alta velocità la strada maestra della follia e della distruzione.
Ennio Romano Forina