Analisi Logica del Distanziamento Sociale

Prendiamo un bicchiere colmo di lenticchie e teniamolo perpendicolare sopra un largo vassoio con una scarsa concavità quindi versiamolo, bene o male le lenticchie si spargeranno in tutta l’area del vassoio più o meno distanziate, alcune vicine tra loro, molte altre più distanziate. Poi riempiamo di nuovo il bicchiere di lenticchie e versiamolo in una piccola ciotola il cui volume interno corrisponda a quello del vassoio. Ebbene, le lenticchie si ammasseranno inevitabilmente tra loro fino a colmare la ciotola. Questo esperimento di elementare logica fisica dimostra che se si vuole ottenere un distanziamento di singole entità si deve disporre di uno spazio idoneo. Per l’appunto il vassoio rappresenta un territorio, mentre la sua ampiezza rappresenta uno spazio temporale ampio di 24 ore. Al contrario la ciotola rappresenta uno spazio e un tempo ristretti in cui le lenticchie invece di versarsi diradandosi si ammassano. La logica e l’esperienza diretta mi suggeriscono che se si vuole ottenere un distanziamento effettivo, data la costante delle inevitabili attività di sopravvivenza dei componenti di una società civile, occorre diluire le attività in un arco di tempo più ampio, invece di restringerlo. Ho verificato questo più volte in questi tempi di chiusure e aperture di impedimenti forzati di attività che non possono fermarsi laddove un ristorante era desolatamente vuoto, mentre pochi metri accanto, l’ufficio postale e il supermercato erano pieni di gente tra l’altro stremata e troppo nervosa per stare attenta a mantenere le distanze utopiche di un metro e mezzo. Penso che chiunque possa verificare che questo è davvero ciò che accade in molti luoghi pubblici dove il troppo vuoto si alterna e convive con il troppo pieno, nel momento in cui è possibile fare quello che si farebbe molto più saggiamente se fosse “sempre” possibile farlo. Mi sembra evidente che un reale distanziamento utile a contenere il contagio si otterrebbe di più “ampliando” gli orari di svolgimento delle attività civili e al tempo stesso mantenendo in essere la vitalità economica e sociale benefica alla salute e al sistema immunitario di un complesso di individui. Questa è la mia tesi che ho il diritto costituzionale DEMOCRATICO di esporre da libero pensatore e cittadino. Ci sono regole imposte da chi al momento guida la cosa pubblica ma non ho ancora avuto il beneficio di poter esaminare analiticamente le motivazioni e i termini della tesi opposta e imposta, che sostiene la necessità di chiusure e aperture limitate nel tempo e nello spazio, producendo inevitabilmente l’effetto “ciotola” a intermittenza, disposizioni decise con la pretesa di arginare la diffusione del contagio e non con la ragione, perché la ragione deve essere validata da evidenze che in questa situazione sono davvero carenti.

Ennio Romano Forina

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