NOI. The Broken Words

NOI, LE PAROLE SPEZZATE

Noi siamo le voci perdute

che non saranno più ascoltate,

siamo le ombre evanescenti

di quelli che non torneranno,

frammenti che una volta erano corpi

fatti in cenere e in pezzi

dal mortale soffio

di questo improvviso fuoco d’inferno.

Per quello che l’inferno può contare.

Noi siamo quelli che saltavano

attraverso i vetri infranti e le pareti

sperando in una morte veloce

per finire il dolore insopportabile

di soffocante bruciore,

o sperando che qualche angelo

ci raggiungesse prima

della dura pietra del suolo.

Noi non sapevamo che il mondo

stava guardando attonito e sgomento,

per noi il mondo stava finendo.

Noi siamo i pensieri, evaporati

nell’acciaio incandescente

anelando per il cielo altrove.

Noi siamo le parole non dette

e le chiamate non fatte

a quelli a noi più cari.

Noi siamo morti così come molti morirono

e muoiono per violenza ottusa

in esplosioni e nubi di polvere.

Noi siamo morti, chiedendoci

perché siamo stati scelti

per finire così senza preavviso.

Noi abbiamo perso tutte le occasioni

di raggiungere i nostri amati e cari

e di possibili altri splendidi giorni futuri.

Noi siamo i nostri desideri nostalgici

non ancora e mai più espressi,

desideri e speranze non svelate

di inesplorati giorni a venire.

Noi siamo i perduti e nascosti sentieri

di conoscenza sconosciuta per sempre.

Non siamo santi o martiri, né eroi

perché distrutti così e impreparati

come per qualunque essere vivente

ucciso per disprezzo

ma nell’attimo eterno in cui perdiamo

quello che noi tutti siamo

improvvisamente possiamo capire:

-chi non sente la morte degli altri

non è affatto vivo.-

Ed ora che le parole sono inutili

e tutto il dolore sembra scomparire,

quello che possiamo imparare

andrà via con noi soltanto,

via da tutti voi, sopravvissuti

e persi in questo mondo senza amore.

Adesso, tutti voi e gli altri,

sia che guardiate piangendo

o esultando per una vittoria,

continuerete a vagare ciecamente

e ciecamente a continuare a distruggere

senza voler conoscere la ragione

e il perché dell’odio che non vede.

Noi siamo ora questo fumo che cresce

e nasconde ogni sensazione

di ciò che di noi è rimasto

mentre il respiro della vita

non è più nemmeno un sospiro.

Presto scompariremo,

nell’aria limpida del giorno,

senza un tocco o un sussurro

da coloro che ci amavano tanto

ma in qualche modo resteremo

come diamanti nelle loro anime.

E anche noi da ora in poi

come tanti prima e sempre

nella storia indegna

di questa stirpe umana

saremo spettri di memoria

per tutti i distruttori

di ogni tempo e luogo.

Per tutti quelli che hanno esultato

per la nostra morte

e acclamato una vittoria,

noi saremo sì ora null’altro

che una nuvola di fumo denso e scuro

che sale e invade lentamente il cielo

ma un fumo più denso e scuro

resta in tutte le menti e le anime

di tutti i popoli, in tutti i tempi,

generato in tutte le bare dell’odio

disperse dai venti del male,

senza aver mai toccato e sentito

nessuna parte dell’Amore

che muove, guida e dà vita

a tutto l’Universo.

WE

We are the lost voices
that nevermore you’ll hear,
we are the fading shades
of those that won’t come back,
shreds of what once were bodies
in ashes and in pieces,
made by the deadly blow
of a sudden hell’s fire.

 For what the Hell can count.

We are those who jumped off
the broken glass and walls,
hoping our death came quickly
to end the pain so unbearable
of burns and suffocation,
hoping that some angel
would save us just before
reaching the hard stone
down on the ground

We didn’t know the world
was watching all astonished.

For us the world was ending.

We are the thoughts,
evaporating in incandescent steel,
reaching the sky somewhere.

We are the words unspoken,
the calls we never did
for those we cared so much.

We died like many died and die,
for blinding violence,
in blasts and clouds of dust.

We died asking why
were we the chosen ones,
to end like this so abruptly.

We missed all the chances
to reach again our loved ones
and shining days ahead.

We are our lost and hidden pathways
of knowledge unknown forever.

We are the cry of shame
for an unjust death
as for many living beings
killed with harsh contempt.

It’s hard to feel the pain of others
until you try that on yourself
then, on the eternal moment,
of losing what you are
you suddenly realize

 – Those who don’t feel
the death of others
are not alive at all. –

But now all words are useless,
’cause all the pain has gone
and what you may learn by this
will go with us away
from all the rest of you,
survivors but lost
in this world that has no love.

Now, all of you people,
whether you watch crying
or cheer about a victory
you’ll keep wandering blind
and blindly keep destroying
until you’ll wish to find
the ousted sense of wisdom.

We are this growing smoke
that’s hiding all the feelings
of what is left of us. 

While the life’s breathing
is not even a sigh.


Soon we’ll disappear,

in this shining daylight
without a touch or whisper
from all our loved ones,
but in some way we’ll stay
like diamonds in their souls.

And shades of darkness inside
anyone who only knows to hate.

For those who cheered our death
exulting about a victory
we may well be some smoke now
scattered by winds of evil,

just raising in the sky,
but smoke more thick and dark
stays in all the minds and souls
that always are raised

in all the graves of hate.

Ennio Romano Forina 9/11 – 2001 – 2022

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