La Forma dell’Anima

Non molto tempo fa, ho sentito un noto attore australiano, dichiarare di non avere nessun problema a sgozzare egli stesso un agnello nella sua fattoria. Ebbene, la sua dichiarazione spavalda, mi ha rivelato perché il suo sguardo di ghiaccio inespressivo risultava in una persona non piacevole da guardare negli occhi. Il Lombroso sbagliava quando attribuiva a certi tratti somatici e morfologie del volto peculiarità buone o criminali, e mi sorprende come anche oggi nella consapevolezza comune, la bellezza del volto viene associata alla bellezza dell’anima e alle buone attitudini.In realtà la sostanza di un’anima e di specifiche attitudini, buone o cattive che siano non si rivela affatto ai lineamenti e alla forma degli occhi e del volto di chiunque ma alle espressioni che un volto è abituato ad usare sotto l’impulso delle intime attitudini dell’anima.Compassione, empatia, generosità, saggezza, fierezza, tolleranza, gentilezza, comprensione, e pensiero profondo disegnano inequivocabilmente la forma dell’anima nei volti e nei gesti delle persone. Ecco perché la bellezza del volto e del corpo senza la bellezza dell’anima attrae solo i peggiori narcisi, il cui obiettivo è esclusivamente di avere qualsiasi cosa, non importa che sia un oggetto o una persona, basta che abbia un valore venale nella società umana, dato che costoro si nutrono di apparenze e non di sostanza.
Allo stesso modo del valore venale della bellezza, anche le opportunità che garantiscono e promettono alte remunerazioni attraggono i narcisi del possesso e i campioni dell’egoismo, ecco perché è sbagliato attribuire alti guadagni, emolumenti e privilegi nella politica e in molte cariche burocratiche, poiché i compensi cospicui e spesso molto esagerati, attirano le persone peggiori, avide e false che farebbero di tutto per arrivare a quelle collocazioni. Penso che se i compensi di questi elementi dello stato, fossero moderati e simili ai compensi di altre categorie meno privilegiate, vi sarebbe meno falsità nel cercare di accedere a queste classi alle quali viene affidato il compito di gestire la Res-Publica e la salvaguardia della democrazia nell’uguaglianza, e sopratutto, individui meno avidi di potere e denaro, più virtuosi, altruisti e più sinceramente e generosamente dediti al bene comune.
Ennio Romano Forina

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