9/11 – 2001 The Broken Words

TOWERS-2001-2011- Blog

https://www.911memorial.org/registry/ennioforina/sow

WE

We are the lost voices
that nevermore you’ll hear
we are the fading shades
of those that won’t come back
shreds of what once were bodies
in ashes and in pieces
made by the deadly blow
of this sudden hell’s fire.

 For what the Hell can count.

We are those who jumped off
the broken glass and walls
hoping our death came quickly
to end a pain so unbearable
by burns and suffocation
or hoping that some angel
would reach us right before
the hard stone of the ground.

We didn’t know the world
was watching all astonished

For us the world was ending.

We are the thoughts
evaporating in incandescent steel
reaching for a sky somewhere.

We are the words unspoken
the calls we never did
to all those we cared so much.

We died like many died and die
for blinding violence
in blasts and clouds of dust.

We died thus and asking why
were we the chosen ones
to end like this so abruptly.

We missed all the chances
to reach again our loved ones
and shining days ahead.

We are our lost and hidden pathways
of knowledge unknown forever.

We are the cry of shame
for a death we did not deserve
just like for many living beings
killed with harsh despise.

It’s hard to feel the pain of others
until you try it on yourself
and on the eternal moment
of losing what you are
you suddenly realize

Those who don’t feel
the pain and death of others
are not alive at all.

But now all words are useless
’cause all the pain has gone
and what you may learn by this
will go with us away
from all the rest of you
survivors and lost
in this mad and wrong world.

Now all of you people
wether you watch and cry
or cheer about a victory
you’ll keep wandering blind
and blindly keep destroying
until you wish to find
the ousted sense of reason.

We are this growing smoke
that’s hiding all the feelings
of what is left of us
while the life’s breathing
now it’s not even a sigh.

Soon we’ll disappear
without a touch or whisper
from all the loved ones
but in some way we’ll stay
like diamonds in their souls.

For those who cheered our death
and hailed about a victory
we may well be some smoke
just raising in the sky
scattered by winds of evil
but smoke more thick and dark
flows in each and every mind
that’s raised in graves of hate.

ennio forina 2001

9/11 Parole Spezzate

TOWERS-2001-2011- Blog.jpghttp://www.911memorial.org/registry/ennioforina/sow

NOI 

 Noi siamo le voci perdute
che mai più saranno ascoltate,
siamo le ombre evanescenti
di quelli che non torneranno,
frammenti di quelli che una volta erano corpi
fatti in cenere e pezzi dal soffio mortale
di questo improvviso fuoco d’inferno.

Per quello che l’Inferno può contare.

Noi siamo quelli che saltavano
attraverso i vetri infranti e le pareti
sperando che la morte venisse veloce,
per finire un dolore così insopportabile
di soffocante bruciore e che un angelo
ci raggiungesse prima
di toccare la dura pietra del suolo.

Noi non sapevamo
e a noi non importava
che il mondo stesse guardando
attonito e sgomento.

Per noi il mondo stava finendo.

Noi siamo i pensieri,
evaporati
nell’incandescente acciaio
anelando per il cielo da qualche parte.

Noi siamo le parole non dette
le chiamate mai più fatte
a quelli a noi più cari.

Noi siamo morti così
come molti sono morti

e ancora muoiono
per la violenza ottusa
in esplosioni e nubi di polvere.

Noi siamo morti chiedendoci perché
fummo noi ad essere  scelti
per finire così senza ragione.

Noi abbiamo perso tutte le occasioni
di raggiungere i nostri amati e cari
e di possibili altri splendidi giorni futuri.

Noi siamo i nostri desideri nostalgici
non ancora e mai più espressi
desideri e speranze non svelate
di inesplorati giorni a venire.

Noi siamo i perduti e nascosti sentieri
di conoscenza sconosciuta per sempre.

Non siamo martiri né eroi
perché siamo stati uccisi così 
vilmente assassinati
come per qualunque essere vivente
che si uccide con crudele disprezzo.

È difficile sentire il dolore degli altri
fin quando non si prova per se stessi,
ma nell’attimo eterno
di perdere quello che siamo,
improvvisamente possiamo capire.

Quelli che non sentono la morte degli altri
non sono affatto vivi.

Ed ora che le parole sono inutili
e tutto il dolore sembra scomparso,
quello che potreste imparare da questo
andrà via con noi soltanto,
via da tutti voi sopravvissuti
e persi in questo folle mondo.

Adesso tutti voi popoli,
sia che osservate piangendo
o esultando per una vittoria,
continuerete a vagare ciecamente
e ciecamente continuare a distruggere
fino a quando non vorrete seguire
la via della ragione
e di un universale sentimento.
.

Noi siamo questo fumo che cresce
e nasconde ogni sensazione
di quello che è rimasto di noi
mentre il respiro della vita
non è più nemmeno un sospiro.

Presto scompariremo,
nella tersa aria di un giorno
che noi non potremo più vivere,

senza un tocco o un sussurro
da chi ci ama così tanto,
ma in qualche modo resteremo
come diamanti nelle loro anime.

E ombre di oscurità
in chiunque sa solo odiare.

Per chi ha esultato alla nostra morte
e acclamato per una vittoria,
noi siamo certo questa nuvola di fumo
che sale e invade il cielo
dispersa nei venti del male
ma fumo più denso e scuro 
continuerà a offuscare
tutte le menti e anime che da sempre
sono allevate nelle orrende bare d’odio.

Ennio Forina 2001

 

 

The Broken Words of 9/11 2001

TOWERS-2001-2011- Blog.jpg

https://www.911memorial.org/registry/ennioforina/sow

WE

We are the lost voices
that nevermore you’ll hear,
we are the fading shades
of those that won’t come back,
shreds of what once were bodies
in ashes and in pieces,
made by the deadly blow
of a sudden hell’s fire.

 For what the Hell can count.

We are those who jumped off
the broken glass and walls,
hoping our death came quickly
to end the pain so unbearable
of burns and suffocation,
hoping that some angel
would save us just before
reaching the hard stone
down on the ground.

We didn’t care the world
was watching all astonished.

For us the world was ending.

We are the thoughts,
evaporating in incandescent steel,
reaching the sky somewhere.

We are the words unspoken,
the calls we never did
for those we cared so much.

We died like many died and die,
for blinding violence,
in blasts and clouds of dust.

We died and asking why
were we the chosen ones,
to end like this so abruptly.

We missed all the chances
to reach again our loved ones
and shining days ahead.

We are our lost and hidden pathways
of knowledge unknown forever.

We are the cry of shame
for an unjust death
just like for many living beings
killed with harsh contempt.

It’s hard to feel the pain of others
until you try it on yourself
then, on the eternal moment,
of losing what you are
you suddenly realize:

Those who don’t feel
the death of others
are not alive at all.

But now all words are useless,
’cause all the pain has gone
and what you may learn by this
will go with us away
from all the rest of you,
survivors and lost
in this loveless, crazy, world.

Now, all of you people,
whether you watch crying
or cheer about a victory
you’ll keep wandering blind
and blindly keep destroying
until you’ll want to find
the ousted sense of wisdom.

We are this growing smoke
that’s hiding all the feelings
of what is left of us
while the life’s breathing
now isn’t even a sigh.

Soon we’ll disappear,
without a touch or whisper
from all our loved ones,
but in some way we’ll stay
like diamonds in their souls.

And shades of darkness inside
anyone who only knows to hate.

For those who cheered our death
and exulted about a victory
we may well be some smoke now
just raising in the sky,
scattered by the winds of evil,
but smoke more thick and dark
will stay in all the minds and souls
that are always raised
i
n all the graves of hate.

Ennio Forina 2001

Lo Stupro Uccide -Lentamente –

LO STUPRO E’ UNA FORMA DI ASSASSINIO CHE UCCIDE LENTAMENTE.
Gli stupri, come le rapine, sono forme di assassinio minori, poiché violando brutalmente i diritti fondamentali degli esseri viventi di vivere nei loro spazi esistenziali sacri e inviolabili, producono ferite insanabili che fanno ammalare insieme l’anima e il corpo di una persona. Il corpo è un territorio privato che nessuno, se non invitato, può arrogarsi il permesso di violare, violando anche la volontà di scegliere liberamente. Lo stupro è una invasione brutale della libertà e della dignità e non ha niente a che vedere con la funzione degli organi sessuali che non rispondono solo ad impulsi biologici ma anche sentimentali e intellettuali. Le affermazioni in oggetto sono di estrema gravità perché considerano e riducono un individuo di sesso femminile come se fosse un oggetto costruito intorno ad un solo organo del suo essere. E impadronendosi con la forza di quell’organo si compie una rapina e un assassinio allo stesso tempo. Il piacere sessuale è una combinazione di profonde e ineffabili sensazioni psichiche, connesse a quelle fisiche, che si valorizzano vicendevolmente ed è tutta la psiche della persona che decide con “chi” avere anche un rapporto fisico, che determina il valore di un atto sessuale, come del resto di qualsiasi altra azione umana. Perciò lo stupro è poco meno di un assassinio e molto più di un atto sessuale rapinato, sequestrando la libertà e l’indipendenza del “territorio”privato di una persona, cioè il suo corpo e la sua mente. ma è anche la devastazione dell’equilibrio psichico e la lacerazione dell’anima di una persona che permane nel tempo e causa una sofferenza insanabile. Anche se non si muore a causa di uno stupro, una parte di un’anima sensibile violata, muore lo stesso e non può più essere riparata, può solo essere nascosta, all’interno dei contenitori delle memorie tristi e dolorose, ma non può essere dimenticata. Per sempre. Per questo, chi stupra è un assassino sostanziale anche se non sopprime completamente la sua vittima. Queste due dichiarazioni sopra, oltre ad essere un segno di spaventosa ignoranza e stupidità, sono significative dello stadio di barbarie nel quale stiamo velocemente, e di nuovo, precipitando.

L’Amore Esiste

L’Amore esiste. È il desiderio, è il processo, l’impulso della conoscenza reciproca ma anche della conoscenza verso chi non ricambia lo stesso desiderio. L’amore è il “sentire” che si volge in ogni direzione e vale per la sua sincerità, non per i risultati, non per la durata, non per gli esiti, trova il suo premio in sé nel fatto stesso di amare così come l’odio e il disprezzo si compensano da soli…“ Io voglio conoscerti”, equivale a dire “ti amo”, ed è forse ancora più significativo. Ho scritto altrove : “Ti amo perché esisti, non per averti”. e vale se mi rivolgo alla donna che potrei amare o a un gatto, un uccellino, o un albero. L’Amore è energia, che si produce in una sfera diversa da quella convenzione che chiamiamo matrimonio, condizionata dalla logica della riproduzione in un ambiente sicuro, costruire una famiglia insieme non significa necessariamente amarsi se non vi è anche questa ulteriore energia impalpabile che oltrepassa il semplice impulso di generare nuova vita. E infatti molti si stupiscono del fatto che dopo la scansione dei tempi che servono per nutrire e proteggere i figli, la passione iniziale svanisce. Ma la realtà non è che la passione sia svanita ma che sia stata mistificata per amore. La passione che fa unire due persone per costruire una famiglia spesso non è amore e quindi non è l’amore che che viene a mancare ma la funzione, non appena il compito di allevare figli è esaurito. È necessario conoscere la sostanza delle cose e degli impulsi degli animi, non la loro forma. Il fallimento di tante unioni deriva proprio da una distorta interpretazione dei sentimenti che le realizzano, l’incapacità di riconoscere la vera essenza dei sentimenti che spingono a voler camminare insieme nel sentiero della vita. Io ti amo non può durare se è un impulso di conoscenza compiuto, nessun individuo resta lo stesso nel tempo e nello spazio, mentre il desiderio di conoscenza è una forma di amore molto più significativa e durevole che non può mai esaurirsi, perché il conoscere è una strada senza fine.

Nameless Hurt Women- Rape is a form of a slow assassination

Nameless.jpg

For all the women of all the ages, and all the earth’s latitudes, hurt and abused by wicked males who were generated by women and instead of being grateful to them, they despise their generosity and altruism the same men who would not exist if women did not make them to exist.

LO STUPRO E’ UN ASSASSINIO CHE UCCIDE LENTAMENTE.
Gli stupri, come le rapine, sono forme di assassinio minori, poiché violano i diritti fondamentali degli esseri viventi di vivere nei loro spazi esistenziali che sono sacri e inviolabili. Il corpo di una persona è un territorio privato che nessuno, se non invitato, può arrogarsi il permesso di violare, violando anche la volontà di scegliere liberamente. Lo stupro è una invasione brutale della libertà e della dignità e non ha niente a che vedere con la funzione degli organi sessuali che non rispondono solo ad impulsi biologici ma anche sentimentali e intellettuali. Le affermazioni in oggetto sono di estrema gravità perché considerano e riducono un individuo di sesso femminile come se fosse un oggetto costruito intorno ad un solo organo del suo essere. E impadronendosi con la forza di quell’organo si compie una rapina e un assassinio allo stesso tempo. Il piacere sessuale è una combinazione di profonde e ineffabili sensazioni psichiche, connesse a quelle fisiche, che si valorizzano vicendevolmente ed è tutta la psiche della persona che decide con “chi” avere anche un rapporto fisico, che determina il valore di un atto sessuale, come del resto di qualsiasi altra azione umana. Perciò lo stupro è poco meno di un assassinio e molto più di un atto sessuale rapinato, sequestrando la libertà e l’indipendenza del “territorio”privato di una persona, cioè il suo corpo e la sua mente. ma è anche la devastazione dell’equilibrio psichico e la lacerazione dell’anima di una persona che permane nel tempo e causa una sofferenza insanabile. Anche se non si muore a causa di uno stupro, una parte di un’anima sensibile violata, muore lo stesso e non può più essere riparata, può solo essere nascosta, all’interno dei contenitori delle memorie tristi e dolorose, ma non può essere dimenticata. Per sempre. Per questo, chi stupra è un assassino sostanziale anche se non sopprime completamente la sua vittima. Queste due dichiarazioni sopra, oltre ad essere un segno di spaventosa ignoranza e stupidità, sono significative dello stadio di barbarie nel quale stiamo velocemente, e di nuovo, precipitando.

La Mente di Piombo

Neco, Ergo Sum.

Uccido, Quindi Sono.

Sembra che questo concetto rappresenti il pensiero il punto più alto in cui si spinge la mente dei cacciatori “sportivi”, di chi trova soddisfazione spezzando la vita di altre creature, lacerando i loro corpi e spezzando le loro famiglie e spargendo il terrore nelle campagne.

Il caldo è stato atroce per gli animali dei nostri esigui boschi, gli incendi degli umani li hanno decimati, uccisi ed hanno distrutto i loro rifugi e i loro nidi, non hanno acqua da bere per la siccità e quella poca che si trova è inquinata, sono stremati e affamati, in ritardo con i loro preparativi per l’autunno, e fra poco noi li aiuteremo a morire meglio con il piombo delle menti distruttive umane.

Quale scempio dei diritti universali della Vita! Quale orrore e vergogna insanabile per un gioco mortale chiamato sport, che segna col sangue i punti della vittoria!

Io sono un rinnegato di questa specie distruttrice e ingiusta. 

Mi coprirò di penne e di pelliccia, i miei occhi sapranno vedere nel buio, il mio olfatto diventerà più fine, la mia mente ancora più libera, dialogherò con gli alberi e accarezzerò le foglie e li aiuterò a propagarsi nei terreni che i loro semi non possono raggiungere.
Sarò amico dei serpenti e dei cinghiali, abbraccerò gli orsi e giocherò con i loro piccoli, chiamerò gli uccelli per cantare insieme a loro, poi starò seduto sulle rive di un torrente nel fruscio degli alberi e lascerò che il vento mi parli di una pace e di una speranza ancora lontane ma sicure e di giorni giusti, e parlerò ai popoli viventi che massacriamo e dirò loro: non disperate, non arrendetevi, finirà anche questo, ancora per poco, fino al calar del sole del giorno cosmico che ha visto il dominio umano sulla terra, fino a vederlo scomparire oltre le onde e i monti.
Poi mi immergerò nel sonno e in pace nella prima notte in questo mondo finalmente senza di noi, illuminata solo dalle stelle.

 

Per Tradizione e per Profitto

Matteo – 6-8 Per Tradizione e per Profitto

Posted on 26 August 2017 by ennio forina
C’è un dipinto che rappresenta un episodio biblico riguardo un importante personaggio e il di lui figlio. La storia, che tutti quelli che hanno fatto un po’ di catechismo conoscono, riguarda una brava persona, padre di famiglia che suda, lavora nei campi e alleva pecore e capre e non fornica, ed è insomma un uomo tranquillo, che segue tutti i dettami della cosiddetta legge ivi corrente. A un certo punto però, nella sua vita accade qualcosa di inaspettato, di tremendamente inaspettato.
 
Il Padre suo celeste, che lo ha creato, esige una dimostrazione assoluta e incontrovertibile della sua fedeltà e lo mette alla prova con una richiesta da gelare il sangue che ricorda tanto quella di donne amanti e crudeli che, tanto nelle saghe quanto nella realtà storica, chiedevano ai loro amanti di sacrificare e donare loro quanto di più prezioso avessero per dimostrare il loro incondizionato amore: averi, ricchezze, affetti. La letteratura reale e fantastica è stracolma di esempi a riguardo. Quindi il divino essere supremo in questo racconto vuole ricevere questa prova dal suo figlio nel racconto biblico, in modo antitetico a ciò che affermava Gesù nvece nel “nuovo” testamento: che, poco prima di recitare la preghiera assoluta da rivolgere al Creatore, diceva ai suoi discepoli: “…perciocché il Padre vostro sa le cose di che voi avete bisogno, innanzi che gliele chiediate”. Matteo Capo 6-8
 
Quindi resta solo da decidere quale delle due tesi sia più attendibile e veritiera. Se Dio, come afferma Gesù è in grado di sapere tutto e di vedere tutto e di poter leggere nella mente delle sue creature, non aveva alcun bisogno di ricevere una conferma di dedizione e ubbidienza, l’avrebbe potuta leggere nella sua mente senza ricorrere al trucco di richiedere un sacrificio umano. Quindi o il dio della bibbia non è in grado di leggere nella mente dei suoi figli e Gesù si sbaglia nel dire il contrario, o Gesù ha ragione – come io sarei portato a pensare se fossi un credente di tale o di qualsiasi religione – ed è il racconto biblico che è imperfetto e la messa in scena del sacrificio era solo un altro espediente tutto umano per giustificare il sacrificio di un animale innocente. Come può un dio creatore di vita, volere il sangue e voler riprendersi la vita di un suo essere in modo cruento e prematuro per una semplice informazione di cui sarebbe già in possesso? Per avere una conferma di sottomissione o per decifrarla come se fosse una buona azione? Ma le azioni buone non sono quelle che si fanno per ottenere un compenso o per evitare una punizione, e anche questo è nel messaggio cristiano del vangelo.
 
Ma la ragione per me di riesaminare questo racconto in modo analitico è che viene sempre riportato alla luce nella sua descrizione marginale episodica e non nel suo contesto “sostanziale”, poiché contiene un retaggio culturale rimasto attuale nelle sue esecuzioni pratiche, senza reali giustificazioni di necessità, che proviene da tempi antichissimi e pagani e che il genere umano moderno, tecnologicamente e razionalmente progredito, non ha ancora abbandonato continuando a compiere gli stessi sacrifici sanguinari primitivi, dopo averli santificati e “modernizzati” in modi formalmente diversi nelle varie tradizioni popolari di tutte le latitudini.
 
Infatti, alla fine, questo padre è felice, perché avendo obbedito al suo sovrano è stato risparmiato da questa atroce sfida mortale, il figlio se l’è vista brutta per un momento, ma poi avrà tirato un sospiro di sollievo magari ricevendo qualche emolumento in più dal padre per farsi perdonare dello spavento causatogli. Quindi, tutto bene quel che finisce bene? No, perché la richiesta cruenta rimane, tant’è che al Signore non basta l’obbedienza estrema dell’uomo, vuole anche veder sgorgare il sangue di un’altra sua stessa creatura – meno importante – ad ulteriore riprova dell’osservanza al suo imperio.
 
Questo è piuttosto il comportamento tipico di un sovrano “umano”, non di un creatore amorevole come una madre dovrebbe essere per i suoi figli.
 
E la domanda finale è: perché questa storia viene ancora elargita dai tutori dell’arte e della stessa cultura istituzionale e religiosa in forme descrittive artistiche e aneddotiche, come se fosse una esemplare rappresentazione di virtù umana e di benevolenza divina e nessuno, nella cronaca storica e artistica, si è indignato mai per la sorte ingiusta assegnata al caprone, dato che l’uccisione non necessaria dell’animale viene accettata e praticata senza riflessione né compassione e tramandata per secoli e secoli fino ai giorni nostri?
 
Ma questo è il risultato della perversa mente umana che inventa e racconta a se stessa delle storie fantastiche per giustificare i suoi eccessi, la sua voracità e presunzione.
Ma come! Non avremmo dovuto mordere una semplice mela e abbiamo il permesso di divorare intere greggi e mandrie all’infinito, e uccidere capre e vitelli, agnelli e conigli, ovunque e con ogni scusa, delfini e balene in giappone, volpi in inghilterra, cuccioli di foche in canada, cani e gatti in cina, in asia e qualunque animale da cui si può trarre profitto e nessuna voce, contro questo immane, continuo massacro si eleva dalle religioni che si dichiarano compassionevoli, prima fra tutte quella cattolica e dovunque nel mondo si fanno sacrifici di animali fatti nascere apposta con lo scopo di sacrificarli nell’ambito delle varie credenze religiose dei popoli, motivandoli con scuse diverse e chiamando in causa religione e tradizioni che sono poi la stessa cosa.
 
Perché nessuna voce intellettuale insorge contro le catene culturali che impediscono alla ragione e al sentimento di affermarsi al di sopra della contorta presunzione e prepotenza umana? Uccidere per tradizione è come uccidere per profitto, sono ambedue azioni perverse e contro natura che non appartengono a nessun altro animale esistente e mai esistito, ma che solo l’animale umano compie da sempre, dimostrando di non aver fatto, come specie, nessun passo avanti nel progresso della evoluzione etica.

 

Lettera agli Atei

È solo questione di precisione nel definire quali possano essere i veri parametri di un confronto dialettico. I dogmi sono i protocolli chiusi che annullano ogni dialettica e quindi lasciamoli stare. Io penso che non è necessario professarsi “atei” perché questa è una definizione senza senso in quanto è il contrario di qualcosa che non esiste, o meglio che esiste solo “culturamente” nei vari modelli che descrivono una o più entità superiori costruite dai popoli di tutte le ere per avere riferimenti ipotetici oltre lo scenario delle loro esistenze. L’ateismo prevede un riconoscimento razionale della realtà fisica distinta da una ipotetica realtà spirituale ineffabile, ed è qui che il concetto cade paradossalmente in una caratterizzazione artefatta e dogmatica simile a quelle delle religioni. Io, ad esempio, pur non credendo in nessuna religione – in quanto codifiche di comportamenti e credenze -, ma solo in alcuni selezionati  eventuali elementi di saggezza in esse contenute, non posso e non voglio definirmi “ateo” perché il termine non descrive quelle parti di verità che io conosco, prima di tutto che non esiste una distinzione esistenziale tra il mondo “fisico” e quello ”spirituale” se non nella nostra mente.

L’Universo è unico, come la Vita è unica, le parti di questa vita e di questa realtà unica sono solo distribuite in modi differenti in alcuni corpi e spazi più concentrate, e in altri più diradate ma sopratutto interagenti e indispensabili fra loro e quindi nell’ateismo come nelle religioni si riferiscono come realtà diverse, quando non lo sono. Considerate il nostro corpo e quello di tutti gli animali. È un “organismo” cioè composto di vari elementi diversi, alcuni dei quali potremmo definire “fisici” “materia” come i metalli, l’acqua, i minerali, perciò – non vivi- secondo i nostri criteri razionali, eppure senza di essi non potremmo esistere. Basterebbe essere privi anche di uno solo dei micro-elementi minerali che servono in quantità minime, ad esempio il ferro e moriremmo in breve tempo. La Vita, unica, si sviluppa in un oceano di differenze nelle sue varie forme, altrimenti non potrebbe essere creativa, non potrebbe formare nuovi organismi, sempre più evoluti, sempre alla ricerca di criteri di armonia di funzione e di bellezza.

Tutto questo accade continuamente sotto i nostri occhi, ma noi lo vediamo attraverso i vetri offuscati delle nostre percezioni, della “miopia” delle nostre menti. Ecco perché non ha senso definirsi atei, basta dire di non credere in divinità inventate da noi, che somigliano a noi e che si comportano come si comporterebbero i sovrani umani.
Ma questo non significa che non si deve riconoscere la “divina energia” vitale Cosmica e forse quello che noi chiamiamo “essere supremo” è il Cosmo stesso, in ogni sua piccola parte. Ma che, per fortuna, non ci assomiglia affatto.

La Buona e la Cattiva Terra

Tutti noi portiamo sulle spalle un pesante fardello che grava sui nostri cuori e sulla nostra mente senza conoscerne il contenuto. In esso vi sono le memorie dei nostri progenitori, che vengono passate di generazione in generazione come fossero un terreno ereditato da coltivare, a volte buono e già abbastanza fertile, a volte arido e infruttuoso, sta alla nostra volontà ed alle nostre aspirazioni, decidere di renderlo più virtuoso cosicché possa far crescere dei buoni frutti o lasciarlo ancora più inaridire fino a diventare sterile.

The Mother of all Loves

There’s only one, unique motherly love in all of the Universe. It is the only real Love that there is, mother of all the Love’s kinds, an undeniable truth that shines on us like the stars in space.

Those humans that don’t raise their eyes to this obviousness and can’t, or do not want acknowledge that also the other animals are gifted with the same feelings of motherly love, most certainly are not able to feel it, because they don’t have it in themselves.

_____________________

C’è solo un unico amore materno in tutto l’Universo. È il solo vero Amore che esiste, madre di tutti gli Amori. È una innegabile verità che risplende su di noi come le stelle nello spazio.

Quelle persone che non sollevano lo sguardo all’evidenza e non possono o non vogliono riconoscere che anche gli altri animali sono dotati degli stessi sentimenti di amore materno, sicuramente non sono in grado di sentirlo perché non ne hanno in loro stessi.

ennio forina

Tori, Daniza, KJ2, Cinghiali…

Medusax.jpg

MEDUSA ERA UNA BELLA E DOLCE FANCIULLA ED I TORI, DANIZA, KJ2, CINGHIALI…NON SONO MAI STATI MOSTRI…

Una Diva potente e perversa che assolda un miserabile sicario con la promessa di una facile gloria e costui che munito di armi letali, va ad uccidere l’innocente trasformata in mostro da una mostruosa e insana gelosia e raccoglie il suo premio sulle spoglie e la testa della povera fanciulla che non avrebbe mai fatto del male a nessuno.

Non c’è stato nella cultura storica un biasimo letterario o artistico per la potente dea dell’intelletto, né mai ho rilevato un cenno di compassione per questa innocente, mitica creatura che subisce la tremenda trasformazione, nell’inane consapevolezza comune, e nella cultura classica, per secoli e secoli. Solo perché è un mito? No, non è solo un mito e il riflesso di qualcosa che è stato ed è terribilmente reale e attuale. Lo ritroviamo in tante tradizioni in cui innocenti e innocue creature vengono deliberatamente trasformate in mostri per avere poi la scusa di abbatterle e distruggerle. Come per i tori delle corride mentre i loro carnefici  si guadagnano, con tutti i loro specchi magici, la gloria infame della sofferenza e della morte, applaudita da una platea assetata del sangue di innocui esseri viventi se lasciati vivere indisturbati.
Continuiamo così a ricoprire di gloria i veri “mostri” e a distruggere le creature belle e innocenti.

Sono le Meduse attuali, i Tori delle corride, gli Orsi del trentino, i Cinghiali della maremma e tanti altri animali la cui bellezza viene sacrificata alla dea del profitto, che di sicari ne può ingaggiare moltissimi. Ma i veri mostri si riconoscono dalle loro azioni, non dal loro aspetto.

ennio forina

 

 

 

Beati Qui… Patiuntur Propter Iustitiam

Beatrice.jpg

Beatrice Cenci. Uccisa dalla religione del perdono. Forse la prigione di Via di Monserrato, dove è situata la targa che ho visto  molte volte passeggiando in quei dintorni. Molto tempo fa, quando ancora non sapevo chi fosse, ho visto un dipinto che la riproduceva in questo modo e che mi aveva così colpito per l’espressione del suo sguardo dolce e triste, come quello di un passero in trappola impaurito rassegnato, ma implorante aiuto, che in seguito mi ha spinto a conoscere la sua storia, ma non sono mai riuscito a ritrovare l’immagine di quel dipinto. 

“Italia” Est Omnis Divisa In Partes Tres

CMYK base

156 anni, un paese ancora disunito e dormiente, che riposa sui suoi antichi allori senza nemmeno prendersene cura e senza saperli sfruttare degnamente e con intelligenza. Un paese che nasconde frettolosamente negli scatoloni alcune sue belle statue antiche in segno di sottomissione per un visitatore esterno e che mette in discussione persino la legittima presenza dei simboli millenari che hanno accompagnato e guidato, la sua storia e il suo sviluppo. Un paese in cui si è sviluppata la prima vera concezione di uno stato moderno e magistralmente regolato, che con i suoi principi di diritto civile e di governo, ha creato le fondamenta di uno stato moderno a cui si sono direttamente e indirettamente inspirate le nazioni attuali di tutto il globo. Un paese che ha un immenso patrimonio artistico e storico rende quasi impossibile visitarlo permettendo a orde di nuovi barbari nativi ed alieni, di fare scempio delle città d’arte, delle periferie, delle stazioni, delle coste e delle aree naturali. Un paese che chiama “piromani” gli incendiari criminali e non sanziona mai i deficienti che gettano le sigarette accese fuori dei finestrini delle auto per non sporcarle con i loro vizi. Un paese dove tutto è proibito e tutto è permesso. Un paese che scoraggia e deprime l’inventiva e le potenzialità  individuali. Dove il merito, il talento e la creatività sono solo un lontano ricordo. Un paese conforme e conservatore, ma facile preda delle mode più insulse. Un paese di servizi, lotterie, sale da gioco, recupero crediti, compro – oro,  bar e ristoranti e gente che vive nelle scatole di cartone per strada e che lascia trasformare ogni strada, ogni piazza ogni angolo in un suk disperso e frammentato. No, fratelli d’Italia. L’Italia non è ancora desta, direi che giace sempre languidamente nel suo letto, senza rendersi conto che il prossimo passo, dalla decadenza è il baratro della barbarie.

ennio forina

Perseverare Autem Diabolicum

Bestia umana

Dato l’imperversare da parte dei media e dei politici della indegna locuzione “trattati come bestie” riferendola ad umani che, sempre per cause umane, subiscono trattamenti di questo genere, sono costretto a pubblicare di nuovo il mio aforisma, sperando che serva a far riflettere qualcuno tra quelli che usano frequentemente questa analogia, senza minimamente rendersi conto del significato implicito e del messaggio culturale che ne deriva: Il trattamento “bestiale” riservato agli animali sarebbe giusto, ma non lo è per gli umani, quindi, stabilire che le bestie possono essere trattate male e che il trattamento a cui sono sottoposte è qualcosa di definitivo e immutabile, significa avallare e continuare la cultura dei trattamenti infami, riservati solo agli animali. Che fra l’altro, sarebbe un concetto contrario a quelle leggi “teoriche” che dalle nostre parti, non ammettono la crudeltà gratuita e non necessaria verso tutti gli animali. 

Stupisce, che quasi tutti quelli che hanno il privilegio di parlare dai pulpiti dei media sono anche dei super laureati con 110 e lode, si fanno chiamare dottori, – anche se non ho mai capito cosa possano insegnare,-  ma non arrivano a capire che le parole generano cultura e dalla cultura derivano i comportamenti collettivi. Quindi, se è comunemente accettato che gli umani non debbano mai essere trattati come bestie è altrettanto ammesso che per le bestie quel trattamento sia normale e attuabile e di conseguenza la politica non sentirà mai il bisogno di emanare leggi per abolire i trattamenti “bestiali”, gli allevatori avranno il permesso legale e culturale di maltrattare gli animali come vogliono e i bambini che imparano questo linguaggio continueranno a pensare che la vita animale è una vita inferiore, senza valore e senza sentimenti e può essere avvilita e annientata a nostro piacimento.

Oggi abbiamo finalmente capito che il colore della pelle e le forme del viso, non distinguono gli esseri umani in soggetti inferiori e superiori ma solo “temporaneamente” diversi nelle loro forme. Ma, riguardo agli altri animali, la nostra superiore etica si ferma ai confini delle differenze di forma, ignorando il fatto che anche i nostri progenitori nuotavano come pesciolini e progressivamente avevano acquisito quattro zampe, una pelliccia e una bella coda per abitare sugli alberi e nutrirsi di frutti in modi simbiotici. Oggi che siamo più evoluti e più intelligenti, continuiamo a perseverare in una analoga’’ideologia” razzista, applicandola ad altri esseri viventi, definendoli “vita animale” che abbiamo arbitrariamente classificato in specie diverse per comodità d’uso.

Facciamo crescere i cuccioli umani nella menzogna del perbenismo, mentre altrove nella larga parte del mondo si fanno partecipare agli orrendi massacri e alle uccisioni nei mattatoi rudimentali e nel ritualismo sanguinario definito tradizione e cultura. Da noi l’ipocrisia pervade e falsifica le informazioni che i piccoli umani ricevono da qualsiasi supporto mediatico e dai produttori di cibo animale. Così si mostrano mucche felici a pascolare nei clivi montani felici di donare il proprio latte e i propri corpi alle fameliche fauci umane, fanciulle avvenenti che sembrano tante Terese d’Avila berniniane, nell’atto di entrare in una profonda estasi sensuale mentre introducono fette di prosciutto nelle loro labbra tumultuose, e sorrisi sgargianti ovunque si consumi carne, che segnano l’apoteosi del cibo prodotto e generato proprio dai trattamenti bestiali, oggetto di queste considerazioni.

Altro che prati verdi, altro che felicità del sacrificio per il nostro benessere, altro che raggi di sole che baciano la pelle bagnata di vitelli e agnelli appena nati, altro che amorevoli effusioni delle madri che non riescono a dar loro nemmeno una piccola leccata e un sorso di latte materno. Vergogna!, Vergogna a tutti noi cuori di pietra e ipocriti.

Abbiamo costruito un mondo di falsità, di illusioni e di distorsioni che periodicamente causano i nostri rovinosi conflitti, ma che “continuamente” causano la sofferenza di tutto il mondo vivente. E i tribuni della plebe umana non si degnano di riflettere a fondo nemmeno su quello che dicono ripetendo fino alla nausea i nuovi stereotipi verbali del momento, fino a che sono così tanto sfruttati da tutti, che inevitabilmente si estinguono lasciando il posto ad un’altra nuova parola abbastanza versatile da poter essere infilata dappertutto nel vuoto frasario mediatico, per dare l’impressione che si stia dicendo qualcosa di sensato o minimamente logico e non di esercitare le mascelle e la lingua.

Adesso va di moda la “narrazione ” e tutti sono diventati narratori, anche se devono riferire quale colore di cravatta o acconciatura di capelli scelgono per la giornata. Ma ci sono stereotipi linguistici pericolosi e uno di questi è appunto il “trattamento bestiale” nonché la stessa definizione di “Bestie”. Concetti di cui forse non capiscono nemmeno il significato, perché non hanno mai imparato a riflettere profondamente sin da piccoli ma ad accettare supinamente quello che la cultura dominante imponeva di seguire, facendo rivoluzioni e sommosse,sporcando muri e rompendo vetrine, quando erano giovani, non per costruire una nuova morale più giusta e universale, ma per ricattare e chiedere più soldi alla “mamma stato” perché altrimenti, poverini, non sarebbero stati in grado di studiare, cosa che avviene anche adesso.

Io non sono un tribuno della plebe umana, sono un tribuno della vita universale, quindi sono un tribuno degli animali e lotterò fino all’ultimo respiro con le mie parole per il diritto di esistere liberi degli animali e la difesa della vita contro le parole che uccidono la vita.

ennio forina 

 

Io Voglio Conoscerti. Per sempre.

“ Io ti amerò per qualche tempo”. “Io voglio conoscerti per sempre”.

Suggerirei agli innamorati di sostituire il verbo amare con quello di conoscere, cosicché invece di dire “ti amo”si dovrebbe dire: “Voglio conoscerti”. Il desiderio di amare un’altra persona è un forte, ma vago ed evanescente impulso a tempo determinato, mentre la sete di conoscenza è inestinguibile ed esprime un’attrazione più sostanziale, più impegnativa e più vera, e non è contenibile in limiti temporali né è soggetta ai cambiamenti come l’amore, anche perché, mentre l’amore può estinguersi, per via delle mutazioni a cui ogni persona è soggetta nel corso della sua esistenza, al contrario, il desiderio di conoscere viene “stimolato” dai cambiamenti e dai processi creativi indipendenti che avvengono inevitabilmente nell’arco di una vita, aumentando l’interesse e la dedizione. per l’altra persona che non si può mai finire di conoscere e quindi di amare veramente.

La Forza Debole dei Maschi

Quasi sempre, la forza fisica degli uomini 

è inversamente proporzionale alla loro forza psichica,

Il loro potere sulle donne 

deriva dal fatto che i maschi si aggregano,

perché non hanno compiti essenziali

come la procreazione e quindi per attenuare

la loro angoscia esistenziale si coalizzano

per contenere la superiore forza psichica delle donne, 

riuscendo così a imporre la cultura e le leggi

che fanno più comodo a loro, 

mentre le donne tendono a restare, per via della loro funzione, 

in ambiti più ristretti e più o meno familiari.

Ma la natura prepotente ed egoista

è una caratteristica umana indipendentemente dal sesso.

Spesso gli uomini egoisti e prepotenti

sono quelli che sono stati amati ed allevati

da madri egoiste e prepotenti 

che hanno cercato di educarli per aggredire il mondo,

non per viverlo rispettosamente insieme

agli altri umani ed anche a tutti gli esseri viventi.

 

ennio forina

 

 

“Quia Plus Valeo” – La legge del più forte.

Non esistono animali predatori

che uccidono altri animali

per ottenere una cosa diversa

dal corpo dell’animale stesso.

Solo gli animali umani uccidono su commissione

come dei sicari, per ricavare denaro

dai corpi degli animali uccisi.

Con quale coraggio e intelligenza

possiamo definirci moralmente superiori mentre 

facciamo le cose più odiose e distruttive?

In tutto il mondo vivente la pietà è un bene raro

ma la crudeltà è contenuta entro i limiti del necessario,

anche se vi sono specie che hanno alcuni 

comportamenti simili ai nostri, 

ma l’esercizio del nostro potere distruttivo e oppressivo

non conosce limiti e non è basato

sulla capacità di un pensiero superiore, 

ma sulla brutalità dell’azione

senza nessun tipo di pensiero.

 

ennio forina

Una Evoluzione Diversa…Cosmic Harmony

 

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Quando ho iniziato a scolpire forme umane femminili con rami tagliati da inopportune potature è stato per un senso di rabbia e di frustrazione, per non poter impedire questi massacri periodici fatti per i motivi sbagliati, nei modi sbagliati e nei periodi sbagliati, che di fatto fanno ammalare, alterano la normale crescita e stabilizzazione degli alberi e fanno marcire i monconi di rami amputati che vengono invasi dai funghi e infine causano la morte prematura degli stessi alberi. Ma di tutto questo la gente comune non si rende conto e continua a credere che le potature siano una delle azioni più lodevoli che possano essere intraprese da una amministrazione civica. Io non ho mai sentito venire da nessuna parte  qualche flebile protesta di indignazione per le sigarette consumate a metà che vengono gettate sprezzantemente sul suolo pubblico a miliardi nel giro di un anno, né sentito esprimere una preoccupazione specifica, una campagna sensibilizzatrice da parte delle istituzioni per scoraggiare, se non impedire questo barbaro modo di disporre dei resti dei propri vizi né da parte di nessun condominio o singolo cittadino protestare pubblicamente per i marciapiedi coperti da questi residui tossici e pericolosi. Ma per le foglie degli alberi sì. Non c’è un condominio di questa città che non si preoccupi in modo prioritario della presenza al suolo delle foglie degli alberi non delle sigarette. E in questo caso alle proteste seguono gli interventi autonomi e quelli pubblici quasi senza esitazione. Le foglie degli alberi che non solo non sono tossiche ma hanno la funzione di arricchire il suolo mediante la disgregazione enzimatica delle loro strutture e quindi di dare il giusto nutrimento alla pianta stessa che le ha prodotte per quanto queste sostanze possano attraversare la prigione di asfalto che racchiude le radici. Ma le piante sono intelligenti  molto più intelligenti di quanto si possa comunemente supporre, e trovano il modo di sopavvivere nonostante noi facciamo di tutto per impedirglielo. Ma la ragione che segue questa mia riflessione è un’altra: altrove ho parlato delle false convinzioni che sono stabilite nella cultura generale riguardo le potature degli alberi, qui , invece voglio parlare di un’altra evidenza che ho scoperto per “serendipity” nel momento in cui progredivo nello scolpire la mia seconda statuetta in un tronco di un pino. La mia prima scultura era ricavata da un piccolo ramo di platano abbandonato al suolo nel mese di giugno inoltrato, periodo in cui di consueto vengono fatte le potature, almeno qui a Roma incuranti del fatto che se un albero emette dei rami e genera le foglie vuol dire che sta effettuando una procedura biologica e biochimica imparata in milioni e milioni di anni, la stessa che ha consentito a tutti gli esseri viventi (compreso noi) di esistere e che ci permette di utilizzare il risultato di questa intelligenza vegetale per fare tutte le nostre stupide cose, senza nemmeno un pizzico di gratitudine, pensando che sia scontato che qualcosa nella natura ci abbia dato l’aria da respirare, – così per grazia ricevuta, – ma noi invece di essere riconoscenti ne disponiamo nei modi più ottusi. Dunque, quello che ho scoperto lavorando sul mio primo rametto di pino era che man mano che la figura prendeva forma nelle sue parti, nel torso nei seni nelle cosce, nei glutei, i cerchi concentrici delle varie età dell’albero si disponevano in modo armonioso parallelamente all’armonia da noi riconosciuta ed ammirata delle forme femminili. Tutto il corpo femminile nelle varie parti era segnato  e sottolineato dalla bellezza delle striature e più un elemento del corpo risultava progressivamente ben fatto, più le striature assumevano un disegno più fluido e bello e assecondando ed esaltando le curve e gli spessori, come fossero un abito trasparente aderente al corpo. Non è la bellezza di una formula matematica, perché la matematica come la intendiamo noi vale solo in questa nostra dimensione di mezzo, mentre nel microcosmo quanto nel macrocosmo non funziona affatto così. È il ritmo della vita universale che è armonioso e creativo, erratico e anche nelle sue discordanze è bello proprio per questo… Si pensi cosa sarebbe il cielo notturno se le stelle fossero disposte in ordini geometrici riconoscibili e schematici. Oppure lo skyline di una catena montuosa che invece di essere irregolare e frastagliata fosse fatta di parallelepipedi messi in bella fila. O che le onde del mare si disponessero allineate con le loro increspature bianche, come fossero i soldatini di un esercito di secoli fa, che avanza a farsi massacrare. Come se un gruppo di ingegneri umani avesse il compito e il potere di sistemare una porzione di universo secondo i nostri criteri, facendo quello che gli architetti umani fanno nel progettare i nuclei civici, cioè i nostri sepolcri abitativi. Palazzi e grattacieli come parallelepipedi o cubici o triangolari con finestrelle tutte uguali come  le aperture di loculi di un cimitero vivente. Anche se adesso si cerca di osare delle distorsioni più audaci e meno scontate ma ancora con scarso successo. File di alberelli monotone a fiancheggiare percorsi, strade e aree d’erba degradate a tappeti uniformi.

Ma il cosmo non è così, se non basta quello che possiamo vedere e non guardiamo quasi mai dai nostri consueti punti di osservazione, basta vedere la foto del telescopio Hubble che evidenzia la caoticità armoniosa del cosmo e basta guardare dentro le intime strutture atomiche dei nostri corpi o della materia, che sempre solo nella nostra dimensione di mezzo, riusciamo a plasmare e costringere in forme lineari geometriche precise, ma anche all’interno di questa materia c’è un apparente ma evidente caos. Ma in ciò che chiamiamo Natura tutti i caos sono dinamicamente impegnati a cercare una armonia, una stabilizzazione non definitiva, che nelle nostre limitate capacità sensoriali tuttavia decifriamo come “Bellezza”.  Ecco perché io sostengo che sia l’intelligenza che l’armonia e quindi la bellezza che dall’intelligenza deriva, sono la stessa cosa in  tutto l’universo. Noi non siamo più intelligenti di una pianta perché abbiamo realizzato costruzioni macroscopiche con le combinazioni che hanno prodotto materiali inediti.  Abbiamo realizzato queste cose perché i nostri organismi erano adatti a utilizzare l’intelligenza unica universale in questi modi e a sviluppare questi risultati. Noi siamo l’orchestra, non la musica, siamo le note, non il compositore. L’intelligenza che ha ideato e poi realizzato la piuma di un uccello non è l’intelligenza di quel singolo uccello, ma è l’intelligenza fondamentale che comprende tutte le intelligenze particolari ed è l’intelligenza cosmica.

Abstract from: “A Different Evolution” ennio forina

Unknown Travel Companions

When many souls, wherever they are, have the same sincere feelings of love and compassion for the life that suffers, they may generate a powerful energy that goes beyond space and distances, necessary to fight and maybe to win. In that , “Life” is only one, even if it’s expressed in different ways and shapes. Like the snowflakes, no one alike to another, but each one made of the same substance and coming from the same origin. The disdain for the life of other living beings, extinguishes and scatters this energy, meanwhile on the contrary, the love for Life is the only energy that unifies all the unknown souls together and makes them stronger, so that, whether they may win or lose, what really counts in the end is the company of  the love of all the others, of all the living beings.

Sconosciuti Compagni di Viaggio

Se molte anime, ovunque si trovino, si concentrano all’unisono in un sincero sentimento di amore e compassione per la vita che soffre, generano una energia che travalica gli spazi e le distanze,  necessaria per lottare e forse per vincere. Perché la vita è una sola, anche se espressa in modi ed in forme diverse. Come i fiocchi di neve, nessuno uguale ad un altro, ma tutti composti da una stessa sostanza e con una sola origine. Il disprezzo della vita degli altri esseri viventi annulla e disperde questa energia, mentre all’opposto l’amore per la vita è l’unica energia che unisce le anime sconosciute e le rafforza e che si vinca o si perda, quello che più conta alla fine è la compagnia dell’amore degli altri, di tutti gli esseri viventi.

Noah’s Restaurant

The Global food industry has been able to do even better than Jesus, in the miracle of multiplying the fish and the bread…they do pigs…chicken…cows…goats…sheep… and all those animals that Noah was so benevolent to take with him on board of the Ark, so that they would not drown in the Big Flood, but in the pots and pans of the chosen humans. So that we, global human chosen people, can go on to grow and multiply…to multiply and grow…to grow and multiply, endlessly…well, we haven’t been able to resuscitate the dead, even though we are trying to do that, but at least, we know how to perform the multiplication’s miracle very well.

Le industrie alimentari globali

sono riuscite a superare Gesù nel miracolo

della moltiplicazione dei pesci…

e dei maiali… delle galline…delle mucche …

delle capre… delle pecore…dei mitili …

e di tutti quegli animali che Noè

fu così generoso da portare con sé nell’arca,

per far sì che non annegassero

nelle acque del diluvio, ma nelle pentole

e nelle padelle dei popoli eletti. 

In modo che noi, popolo umano eletto globale,

possiamo crescere e moltiplicarci, 

moltiplicarci e crescere,

crescere e moltiplicarci, all’infinito…

tanto non possiamo ancora resuscitare i morti,

anche se ci stiamo provando,

ma, almeno questo miracolo

lo sappiamo fare bene.

 

ennio forina

Until Death…Until Life. Fino a che la Morte…Fino a che la Vita…

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March, 11 – 12.00 AM.  your plane took off in perfect time, like usual, but it wasn’t going to cross the ocean, Philadelphia wasn’t the destination and your ticket was a – one way ticket –
11 Marzo…il tuo aereo è partito in perfetto orario, come sempre, ma non doveva attraversare l’oceano, Philadelphia non era la destinazione e il tuo biglietto era di sola andata.

Remember how we used to speak to each other? Mixing english and italian altogether, in just one phrase or I would talk to you in english and you’d answer in italian and viceversa, a mess, we were never matching, but it was so good to talk to each other…
Ricordi come ci parlavamo di solito? Mischiavamo inglese e italiano insieme, anche in una piccola frase, oppure io ti parlavo in inglese e tu mi rispondevi in italiano e viceversa, che confusione, non eravamo mai coordinati, ma era così bello parlarsi…

What can I do, my love…how can I be without you, for how long, I wish you could tell me in clear words other than feelings…you said to me, crying… “ then I won’t see you anymore!” and I replied almost yelling “ no! you are not leaving and in any case we’ll always be together no matter what may happen, to you, to me, whenever, wherever! This is what I said to you but in my mind there were other unspoken words which you knew well the same “ … for we ‘ve touched our souls so deeply that they got fused together!”
Che cosa posso fare, amore mio…come posso stare senza te, per quanto tempo, vorrei che potessi dirmelo, con parole chiare oltre che sentimenti…tu mi hai detto, piangendo “poi non potrò vederti più!” e io quasi gridando ti ho risposto, “ no! tu non stai andando via e comunque noi saremo sempre insieme qualunque cosa accada, a te, a me, in qualsiasi momento, in qualsiasi posto!” Questo è quello che ho detto ma nella mia mente vi erano altre parole inespresse che tu conoscevi bene lo stesso…“perché le nostre anime si sono toccate così profondamente da fondersi insieme!”

I’ll live still, I can’t do anything else, nothing unjust, I’ll do my tasks as if you were here, as if you ARE here with me, but I really hope and believe that this time you’ll be at the gate waiting for me when my plane will land, like I used to wait for you, and we’ll get a warm cappuccino at the heaven’s bar in the airport, first time in the morning, before going home…and you’ll make fun of me ’cause I’ve said this in my writing, like in my tale of the “Water”… You only know what I’m talking about…
Vivrò ancora e non posso fare altro, niente che possa essere ingiusto, farò i miei compiti come se tu fossi qui, come se tu SEI qui con me, ma spero e credo davvero che questa volta sarai tu ad aspettarmi al gate, quando il mio aereo sarà atterrato al mattino ,come io ti aspettavo, e prenderemo un cappuccino caldo al “bar del cielo” nell’aeroporto, per prima cosa prima di tornare a casa… e tu mi prenderai in giro perché ho detto questa cosa scrivendo, come nel mio racconto “Acqua”…Tu sola sai di cosa sto parlando…

Yes, before I was the one who waited for you almost always, my love, now it’s your turn to wait, in your different time, but I can’t rush, you know it’s not up to me to decide, it wouldn’t be right and we’ll always wanted to be right and do the right things … “I love you”, were the first two simple words that I translated for you, and you didn’t even know how to say them … and I want to say them out loud again as you may hear them and I’m sure you can hear them… I love you, ti amo…I  love you, ti amo… I love you forever Margaret… until a new life will bring us back together… You are inside me and you’ll always be, my endless love. And I’ll say that again, if I hadn’t meet you then by chance, I would have looked for you all over the Universe, and like I promised you when you where leaving, I’ll find you again dear, wherever you are in the Universe…
Sì, prima ero io che aspettavo te quasi sempre, amore mio, adesso sei tu che mi devi aspettare, nel tuo diverso tempo, ma non posso affrettarmi, tu sai che non sta a me decidere, non sarebbe giusto e noi volevamo sempre essere nel giusto e fare le cose giuste…“Ti amo”, erano le due prime semplici parole che ho tradotto per te e tu non sapevi nemmeno come dirle… E le voglio dire ancora a voce alta come se potessi udirle, sono sicuro che puoi sentirle … I love you, ti amo… I love you, ti amo… ti amo Margaret… fino a che una nuova vita ci riunisca … Tu sei dentro di me e lo sarai sempre, mio amore senza fine.  E lo ripeto ancora, se non ti avessi conosciuta allora, per caso, ti avrei cercata ovunque nell’Universo e come ti ho promesso quando partivi, io ti ritroverò cara, dovunque tu sia, nell’Universo…

your ennio

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I’ve put these pictures of you when you were younger… but there’s no difference for me from then and now, you’ve have always been beautiful inside and out for in your beauty, in your uniquely sweet smile, there always was the eternity of the Universe’s harmony.
Ho messo queste foto quando eri più giovane… ma non c’è differenza per me da allora e adesso, tu sei sempre stata meravigliosa dentro e fuori perché nella tua bellezza, nel tuo sorriso straordinariamente dolce, c’era l’eternità dell’armonia dell’Universo.

 

Fuochi Fatui

Stavo aspettando un autobus che non arrivava mai, all’imbrunire di una serata estiva limpida, con il cielo ancora dipinto di un blu intenso e non avevo fretta perché una splendida Luna sorgente penzolava sul Tevere, proprio di fronte a me. Così, ammirandola, rapito dalla bellezza di quel globo d’argento miracolosamente appeso nel cielo, ho pensato di fare un esperimento:  osservare il comportamento dei passanti e di coloro che aspettavano i loro rispettivi mezzi alla fermata, proponendomi di annotare quanti fra loro, avrebbero alzato gli occhi sull’orizzonte per ammirare la bellezza di quel corpo celeste che si innalzava pigramente nel cielo. Era lì con il suo vestito d’argento ad esibirsi nel suo show speciale, ammiccando alla terra e specchiandosi, vanitosa, riversava sulle acque del Tevere la sua magica luce riflessa facendo risplendere le increspature delle piccole onde e nessuno le prestava attenzione. L’attesa si prolungava già molto oltre una mezz’ora e la pagina del mio notebook era ancora vuota, nessuna persona, giovane o vecchia che fosse, aveva mai in tutto quel tempo alzato gli occhi ad ammirare la Luna, al contrario, la maggior parte fissava lo sguardo ipnotizzato sui piccoli schermi degli smart phone, fuochi fatui senza gemiti degli intelletti di anime ormai spente, incapaci di sentire, incapaci di provare stupore e di chiedersi il perché  di tante reali meraviglie sprecate, ignorate, neglette. Cerchiamo miracoli dove non sono, dove non possono essere e dove abitano solo i fantasmi, le illusioni dei nostri sensi circoscritti e inibiti, resi insensibili, che guardano la goccia e ignorano l’oceano, che inciampano sul sasso e non ammirano le montagne, che curano l’aiuola e non proteggono la foresta, ed ignoriamo sprezzanti, le miriadi di miracoli che sono intorno a noi e si manifestano in immagini chiare, suoni, odori e vibrazioni che in noi si riverserebbero, se solo volessimo vederli, se solo volessimo ascoltarli, se solo volessimo cercarli, se solo volessimo conoscerli.

Come il Vento

“Il vento scorre fluido e parla in un gesto continuo, fino a placarsi o a diventare tempesta…come la Vita.”
16 luglio 2017
 Come il vento scorrendo e accarezzando
le foglie le trasforma in flauti vibranti
anche il gesto di un corpo rivela l’armonia dell’impulso
anche i movimenti sono parole sincere, inascoltati pensieri
trascurate espressioni di sentimenti
che parlano come i sospiri e le grida
e come il vento dialogano anch’essi, sono frasi espresse
che tutto ciò che vive conosce e sa decifrare
come le parole anche i gesti sono ostili ed altri amichevoli
gesti prepotenti ed altri generosi
gesti che feriscono ed altri che carezzano
gesti che rivelano l’essenza di se stessi oppure il nulla
sono rivolti non a qualcuno ma ai tutti sconosciuti
e vogliono dire a voce alta, io vivo per amare comunque
per questo dono ricevuto che mi ha fatto esistere
nonostante il dolore che attraversa a volte
la mia compagna solitudine vera e il deserto degli affetti
o il rammarico di non poter mutare il corso degli eventi
le molte sconfitte senza battaglie
nonostante tutto sono qui per amare
ed è questo che importa, come il vento gentile
che continua a scorrere attraverso le foglie 
per farle vibrare dolcemente e non per strapparle
e dalle chiome degli alberi accarezzate il suono si diffonde
a riempire le anime e tornare  al buon vento che l’ha generato
poiché la Vita ama solo chi ama la Vita.
 

ennio forina 

Nel Profondo dei tuoi Occhi

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Noi viviamo nella materia che può essere toccata

e pensiamo di avere un’anima che può solo essere intuita,

così separiamo la materia dall’anima

e finiamo col credere che siano due cose diverse.

Ma tutto l’Universo è pervaso

dalla stessa vita ed energia dell’ Amore

dalla quale tutte le cose sono diventate,

solo più rarefatte e diffuse per la nostra dimensione.

Quando ciò che chiamiamo materia si concentra in un punto

allora si forma un sole e dove un sole si è formato

possono formarsi dei pianeti fatti della stessa fusione stellare.

Lì può verificarsi il tipo di vita che noi chiamiamo vita.

Ma è tutto il cosmo stesso che è vivo

fatto della stessa sostanza ed energia

ed ogni pianeta potrebbe essere un sole

se non fosse troppo piccolo

per riuscire a bruciare nel fuoco nucleare.

E così questo è quello che tu eri e sei mio amore,

una goccia di amore nell’immenso amore dell’universo

che posso ancora vedere nella profondità dei tuoi occhi

come posso vedere attraverso le finestre nel cielo notturno

la polvere stellare che ti ha fatto e ti fa ancora esistere.

ennio forina