Cercatore di Ragioni
Chi usa la capacità intellettiva desiderando la conoscenza delle cose piuttosto che l’affermazione di opinioni proprie o acquisite, non potrà coltivare questo virtuosa attitudine se non sarà libero da legami stretti di ordine ideologico, politico o religioso. Anzi, solo per mezzo del libero pensiero gli sarà possibile anche discernere e apprezzare gli eventuali elementi validi che possono essere contenuti comunque in ciascuno di questi ordini.
Sono sempre stato un cercatore di ragioni se non di verità, – e non ho mai preteso di trovare “La Verità” assoluta – ma solo elementi di essa per usarli come pietre miliari rivelatrici del nome della strada e al tempo stesso indicazioni certe della sua direzione.
Vi sono verità relative alla nostra dimensione, alle nostre percezioni e vi sono verità fondamentali ma non sono fatte di un unico corpo e di sicuro non sono contenibili in nessun libro sacro, codice delle leggi o trattato filosofico, perché la loro percezione va al di là delle nostre strutture mentali, culturali e linguistiche, oltre i nostri miti, i sistemi sociali, le analisi logiche dei diversi costumi di pensiero dei popoli. Sono verità o meglio parti di verità ineffabili che possono essere intuite, rilevate dalle sensazioni estese ma non possono essere descritte con la stessa logica pervasiva della mente umana che ha reso questa specie almeno per ora, dominatrice della Terra.
ennio forina
La Materia nella Vita e la Vita nella Materia…
Chiedersi si vi sia vita nell’Universo è come chiedersi se vi sia acqua nell’ oceano, perché l’Universo “è vivo”, nella sua essenza e nel suo divenire, ma il genere umano è in grado di riconoscere solo quei termini di paragone che corrispondono alle logiche di forma simili e riconducibili alla sua, perciò chiama se stesso e gli altri organismi“vita”, – pur facendo le opportune, comode e arbitrarie distinzioni tra vita superiore: (la propria) e vita inferiore: (animali e piante)- definendo tutto il resto“materia”, sebbene sia lui che tutto il pianeta che lo ospita siano fatti con la stessa sostanza del Cosmo e dimostrando così che nonostante i mirabili strumenti che è riuscito a costruire per indagare lo spazio, la sua mente resta ancora in gran parte confinata in un livello di miopia primordiale.
ennio forina
Il Dono e la Rapina
Se mangiare una mela
era sufficiente
per essere cacciati
dal Paradiso Terrestre,
quale punizione
dovremmo aspettarci
per divorare
un intero pianeta?
ennio forina
Impieghi Collaterali

In tutti i sensi naturalmente…
Le Porte dell’Inferno
L’inferno comincia
dove finisce
la compassione.
ennio forina
Non c’è bisogno di perdersi in una oscura foresta,
le sue porte sono dentro tutti noi.
Sentire Oltre
La sensibilità
è l’intelligenza dell’anima
e l’anima è l’intelligenza
sensibile.
ennio forina
Io non credo che l’anima sia una entità di cui tutti sono indifferentemente dotati ma credo piuttosto che sia una intelligenza, una capacità di sentire oltre, che si ha già o si può avere, può essere coltivata o negletta e che senza essere curata costantemente può essere persa e dissolversi nel nulla… l’anima non è un dono ma una conquista.
ORO ROSSO
di Ennio Forina
Un fiume dilaga incessante nelle vene di questo magnifico pianeta azzurro tingendolo di rosso, è un fiume di sangue, il sangue dei suoi animali che viene versato senza sosta e senza limiti dalla specie più ingorda e predatrice che si sia mai generata in questo luogo del Cosmo: la specie umana, aggressiva, possessiva, conflittuale, distruttiva e folle che esprime la sua follia in modi orrendi ma a volte sorprendentemente in azioni nobili e generose. Tuttavia il mondo degli umani non si può dividere semplicemente come le pedine di una scacchiera in soggetti buoni e cattivi come si fa spesso, bensì in individui sensibili e altri che non lo sono e non vogliono esserlo. Ma anche la sensibilità non è uno stato esistenziale definitivo e occorre che sia nutrita costantemente dalla volontà dell’intelletto per evitare che le paure e le angosce nascoste nel profondo di noi stessi impediscano le giuste riflessioni e rendano sopportabili le azioni più malvagie così come rendere accettabili le fittizie categorie culturali che le giustificano.
Non esiste un popolo o una nazione di questo pianeta che in qualche segmento di tempo della propria storia non abbia commesso crimini orrendi dei quali nemmeno si vergogna, crimini verso altri popoli e verso soggetti della propria società e che, alternativamente non sia stato persecutore e altre volte vittima, ma tutti i popoli hanno sempre e continuamente commesso e commettono crimini inenarrabili verso il mondo animale.
“Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno mai, in nessuna occasione, osserva”, dice Sherlock Holmes al suo assistente Watson, ma ancora di più non c’è animale vivente che possa o voglia deformare e nascondere le evidenze più dell’animale umano. Già perché la specie umana è una specie animale, nonostante le varie pretese di tutte le religioni e anche del mondo scientifico e laico comunemente accettate, di collocarla comunque in qualche improbabile Olimpo abitato da semidei.
Saremmo quindi noi la specie eletta, un concetto tristemente affine a quello della razza superiore, sola ad avere un destino principe, sola ad essere fornita di una prerogativa e di una garanzia speciale di sopravvivenza oltre il mondo visibile. Da sempre gli “illuminati” custodi della scienza ufficiale hanno provato a comprendere e decifrare i segreti degli organismi viventi osservandone l’aspetto, giudicandoli secondo parametri antropomorfici e partendo dal presupposto che essi sono comunque attori solo per istinto, ma incapaci di pensare razionalmente e sentire emotivamente. Questi presupposti sono ancora operanti in larga misura tra i sapienti esponenti della scienza tanto quanto nella coscienza popolare diffusa e nella didattica elementare espressa dai media.
Quanto più poi un animale si comporta in modo servile e vagamente simile a quello umano tanto più viene gratificato con qualche blando attestato di intelligenza e ancora oggi gli stereotipi dei nomi di molti animali si usano per rappresentare i peggiori vizi umani e restano radicati nelle pigre coscienze collettive rivelando che ben poco progresso è stato fatto nella comprensione essenziale della vita sulla terra. Il proto-medico romano Galeno praticava disinvoltamente la vivisezione degli animali per capire i meccanismi vitali e le funzioni dei vari organi senza porsi problemi di etica o di compassione e nei secoli a seguire l’umanità non ha ancora smesso di giocherellare sadicamente con gli esseri viventi senza considerazione e senza pietà dimostrando di non possedere affatto la capacità tanto vantata di una superiore etica o dimostrando ancora più tristemente di inibirla per convenienza.
Se le culture religiose fondatrici delle attuali congregazioni “spirituali” hanno fatto nulla o poco per la conoscenza e l’evoluzione di un giusto rapporto con le altre creature viventi, ignorando il fatto che riferendosi ad un unico Creatore di tutti i mondi visibili e invisibili va da sé che quelli che vengono denominati animali in senso dispregiativo sono esseri generati da quello stesso Creatore e a Lui quindi altrettanto preziosi, anche la scienza laica ha dimostrato largamente la stessa ottusa miopia riservando alla specie umana un primato abusivo e lasciando che la morale comune così plagiata facesse scempio e strage di tutto il resto senza alcuna riflessione.
L’ “Agnello” sulla croce nell’ultimo sospiro di vita terrena invocava il Dio supplicando il perdono per i suoi assassini per non essere in grado di capire la gravità della loro azione ma in realtà essi erano perfettamente consapevoli di quello che stavano facendo come noi lo siamo di quello che accade negli allevamenti e nei mattatoi di tutto il mondo. Ma i tempi in cui la nebulosa ragione umana costruisce miti a sostegno delle proprie ambizioni predatorie e dominatrici non sono ancora finiti così la religione prima e la scienza poi, creano categorie mentali per sostenere la “moralità” della schiavitù, della tortura e dell’uccisione senza limiti degli animali. È cambiato qualcosa forse? Una piccola parte di soggetti umani particolarmente dotati di una sensibile intelligenza si impegna generosamente nella difesa dei diritti e della vita degli altri esseri viventi, ma la tecnologia applicata alla produzione alimentare ha generato una nuova deforme morale, una artefatta koinè sub-etica alla quale tutte le culture si attengono comodamente nonostante le differenze. Si dice per far mangiare i popoli affamati ma non è vero, i lager per gli animali esistono perché il loro sangue si tramuta in oro che poi è la principale e inesauribile fonte di energia e di denaro per le moltitudini umane e tutte le loro industrie. Oro rosso molto più profittevole dell’oro nero.
Altri, molti altri nel passato e ancora di più nel presente, continuano tranquillamente a rapinare gli animali delle loro vite nel modo brutale di sempre ma con molti più pretesti, facendoli protagonisti e vittime dei loro giochi “sportivi” di morte come dei loro conflitti e della loro vanità. Una ricerca scientifica obsoleta e fallace che sperimenta su loro ogni tipo di sostanza tossica, li sottopone a torture di ogni genere e intensità, alle radiazioni più nocive, alla dissezione in vivo dei loro cervelli, tutto nella asettica realtà delle sale santificate della mitica e sacra“ricerca” nei numerosi laboratori della vivisezione sparsi nel mondo che funzionano sopratutto in nome del profitto e senza limitazioni istituzionali riguardo la sofferenza a cui sono sottoposti gli animali, per pura didattica finanziata o peggio – nonostante vi siano nuovi, più affidabili e promettenti metodi di indagine e sperimentazione – spesso ripetendo esperimenti già eseguiti all’infinito e i cui dati sono stati già elaborati e acquisiti nella conoscenza medica effettuati su organismi comunque molto diversi dai nostri e quindi anche poco attendibili.
Quale ipocrisia sostenere la validità di questi arcaici e barbarici strumenti di conoscenza e allo stesso tempo promuovere qualche blando atteggiamento compassionevole verso solo alcune di queste vittime. Come se nei lager nazisti ci fossero stati degli incaricati per dare carezze e far giocare i bambini prima di asfissiarli nelle camere a gas. Nei molti, grandi allevamenti-lager di tutto il mondo si “lavorano” e vengono ammazzati maiali e polli a milioni ogni giorno. Che tipo di cure e dolce morte si può pensare che questi esseri viventi possano ricevere da una industria della carne così feroce e ingorda? Le industrie alimentari mostrano nelle loro comunicazioni pubblicitarie le loro vittime in atteggiamenti felici su improbabili prati verdi bagnati dal sole, mucche felici di donare le loro carni, maiali contenti di elargire i loro prosciutti e ai pargoli umani si insegna che non è vietato distorcere la realtà quando fa comodo, che l’ipocrisia è una convenienza comune mentre il realismo e la sincerità sono degli optional. Si dice spesso che questo è quanto accade in Natura e dunque non facciamo altro che seguire le regole naturali. È vero solo in parte e se anche fosse non abbiamo noi sedicente specie evoluta superato le “bestie” e la natura selvaggia e stabilito comportamenti e princìpi esistenziali di più alto livello? L’amore altruista, la compassione e la pietà non sono forse prerogative della specie umana? E la capacità di distinguere fra il bene e il male? Ciò che è giusto e ciò che non lo è?
La Natura non stabilisce regole e non codifica leggi altrimenti non potrebbe essere così varia e creativa e non potrebbe evolversi ma lascia che gli organismi inventino da sé molte e diverse risposte e soluzioni al problema della sopravvivenza e se è vero che noi siamo così intelligenti e così eticamente superiori dovremmo saper scegliere fra i vari, incruenti metodi che nella Natura sono già stati realizzati e utilizzati, come i vari tipi di mirabili simbiosi. La specie umana non ha inventato lo scambio di merci, largamente praticato nelle relazioni animali e vegetali da milioni di anni. Perché noi dovremmo comportarci da predatori quando i nostri corpi rivelano inequivocabilmente una vocazione diversa? Eravamo da sempre raccoglitori di bacche e frutti sviluppando in modo eccellente la tecnologia delle mani e questo ha anche favorito la costruzione di linguaggi più articolati e complessi e di primitivi sistemi di calcolo. Altri organismi si sono specializzati in modi che consentono loro di essere quello che sono e di sopravvivere in virtù di quello che i loro strumenti possono procurargli. Così essi hanno zanne e artigli anziché denti e unghie, corrono veloci, volano o nuotano in miriadi di variazioni.
La nostra struttura morfologica e organica non è quella di un predatore carnivoro, il nostro intestino è troppo lungo e le carni ingerite sostano molto tempo tra le sue pieghe tortuose rilasciando pericolose sostanze, tutto l’apparato digerente fatica a metabolizzare la carne e deve subire l’azione deleteria e prolungata dei grassi saturi e ora anche di molte pericolose sostanze inquinanti aggiunte. Ogni serio nutrizionista avverte spesso dei rischi legati al consumo eccessivo di carne invitando comunque a una associazione alimentare costituita da dosi abbondanti di verdure, legumi, frutta e semi. La nostra dentatura è inadatta a lacerare la carne a parte la presenza di modesti canini generati dall’ultima glaciazione che costrinse gli umani a cibarsi di animali morti o uccisi per mancanza di vegetali e a conciare le pelli con i denti per difendersi dal freddo, trasmettendo così ai discendenti quelle caratteristiche. Le nostre mani non sono adatte ad afferrare le prede vive, corriamo troppo lentamente anche per una semplice lucertola. Le nostre zanne e i nostri artigli ausiliari sono costituiti da sassi, frecce, coltelli e forchette e senza il fuoco per cucinare, sarebbe davvero difficile continuare ad essere carnivori.
Ma l’aspetto più sconcertante di questa società umana attuale è il suo mai dismesso antropocentrismo, che altro non è che l’estensione dell’ottuso pensiero tolemaico. Da qualche tempo non si può più negare che la Terra sia un semplice suddito del Sole e che lo stesso sole, a sua volta condizionato da altre forze cosmiche compie complicate evoluzioni come gli altri colleghi del sistema planetario e non viceversa, ma non si è ancora smesso di riservare alla specie umana la posizione centrale di dominio e predilezione rispetto alle altre forme viventi. La cultura attuale è schiacciata dalle ganasce di una tenaglia di cui una rappresenta una religione che si potrebbe definire razional-mitologica e oggi ha accettato con disinvoltura di utilizzare senza problemi le evidenze scientifiche quasi sempre contrastanti le certezze del mito e l’altra ganascia è ancora figlia di un illuminismo miope, tecno-verso, cartesiano e grettamente relativista rappresentante e complice del più potente motore di questa immensa macchina tecnologica e finanziaria che domina il mondo regolandolo a sua discrezione attiguo e conforme allo spiritualismo miope e antropocentrico di molte religioni. È molto comodo e conveniente continuare ad attenersi all’assioma dell’uomo come essere”sacro” per le religioni e superiore per la scienza relegando gli altri esseri viventi dominati e vinti il ruolo di risorse per volere di Dio o dello Stato.
Non inventavano ragioni simili per giustificare lo schiavismo? I popoli appartenenti a razze ritenute inferiori dovevano sottostare a quelli di razze ritenute superiori e si negava persino che avessero un’anima. Almeno nel lontano passato non giustificavano con false motivazioni questa orribile realtà quelli che perdevano la guerra diventavano schiavi, come regola del gioco per diritto di predazione ma non si metteva in dubbio la loro identità umana anzi, spesso i vinti asserviti di paesi diversi erano molto più colti e progrediti dei loro vincitori e diventavano tutori, insegnanti e consiglieri dei loro”padroni” “Graecia capta ferum victorem cepit”.
Sento spesso definire gli animali come una “risorsa per la fame nel mondo”, altri come fastidiosi o nocivi da eliminare totalmente e quelli più simpatici e addomesticabili come “risorsa affettiva”, il tutto senza chiedere la loro approvazione ma senza il rispetto e il profondo e sincero moto dell’anima la relazione con gli animali non porta alcun vantaggio e chi ha davvero la capacità di essere “toccato” dall’intelligenza, dalla sensibilità e dal ricambio di adamantina, sincera affettività che sopratutto loro sono in grado di dare non può ignorare l’intelligenza e la sensibilità anche di tutti gli altri a noi meno graditi. Gesù Cristo riusciva ad amare i ladri e gli assassini ma non sopportava gli ipocriti e l’ipocrisia è una prerogativa esclusiva della specie umana insieme al sadismo e gli altri animali non sono mai ipocriti per questo molte persone sono attratte dalla sincerità di un rapporto affettivo con loro molto più gratificante di quello fra soggetti della propria specie. Quelli che giocano alla guerra sentendosi padri – eterni perché spappolano gli uccellini con potentissime armi da fuoco non capiscono che a ogni colpo e animale fatto a pezzi, anche la loro possibilità di elevarsi a livelli superiori si perde in frammenti del nulla e poiché non esiste pena più grande, dolorosa e insanabile del rimorso, nel caso in cui un giorno acquisissero coscienza degli inutili e dolorosi massacri si renderebbero conto di essere gli unici fautori del loro personale inferno.
Affermare che gli animali sono esseri viventi ma che in realtà non amano e non soffrono come noi, rivela menti dal pensiero circoscritto, abilitate a valutare e gestire banalità e sentimenti rudimentali. Così come le grandi religioni hanno assimilato comodamente le usanze barbare e ottuse dei tempi precedenti continuando a scannare agnelli e cuccioli per tradizione e per far festa, anche adesso, che siamo così progrediti, il tessuto e le corporazioni scientifiche e commerciali depredano la vita trasformandola in un oggetto e da lì a “prodotto” così che consumatori superficiali e apparentemente inconsapevoli possono utilizzare come cibo i corpi fatti a pezzi degli animali chiamandoli con altri nomi. Se non si deve seguire il processo intero del “prodotto” finale messo in vendita è più facile metabolizzarlo in modo diverso prima ancora di averlo masticato e digerito.
Questo implica il fatto che la realtà degli infami allevamenti e delle brutali esecuzioni degli animali resti totalmente occulta e ignorata. La scusa che la necessità di sfamare i popoli sia prioritaria ma su questa ragione si aggiunge anche la tanto ricercata gratificazione del senso del gusto che ha un alto valore di mercato e giustifica tutti gli eccessi e gli sprechi di vite, la conseguenza è che in nome di ciò che è necessario si avvia una industria globale che supera enormemente sia il fabbisogno “necessario” che lo spreco del cibo che definirei “ludico” mettendo in moto un enorme motore industriale globale che gira solo in nome del profitto ad ogni costo dai piccoli mattatoi dei nuclei famigliari alle gigantesche macchine di macellazione di massa che le industrie hanno saputo realizzare determinando un aumento esponenziale dello sfruttamento degli esseri viventi e il peggioramento della condizione già tragica negli allevamenti e nei mattatoi tradizionali. Più volte ho cercato di esprimere a voce alta il concetto che i crimini sono composti da due elementi: gli esecutori e i mandanti, i veri, principali responsabili delle droghe che nebulizzano le menti sono innanzitutto i mandanti poi gli esecutori e i mandanti non sono altro che i consumatori. Lo stesso si può dire della grande industria alimentare, senza dimenticare quello che avviene in tutte quelle micro – fattorie della morte dove gli animali secondo le varie culture vengono maltrattati e uccisi con una varietà enciclopedica di modi. Questa è davvero la realtà, molte persone pensano che gli animali se la passino meglio che in passato perché ce ne sono alcuni milioni che diventano parte delle famiglie umane ma questo spiraglio luminescente di conoscenza, compassione e affetto non ha nessun effetto per fermare il diluvio di sangue degli animali che scorre incessante nel mondo. Non c’è mai stato nella storia degli umanità un impatto peggiore sul mondo vivente di quello attuale. Non penso che lo stato delle cose possa cambiare nel prossimo futuro né in quello più lontano per una nostra nuova acquisizione di coscienza o reale senso di giustizia. Gli obiettivi e gli sforzi pur nobili delle migliori associazioni animaliste e delle poche leggi di tutela degli stati meno barbari sono ben poca cosa rispetto alla dimensione del massacro.
Queste riflessioni sono l’espressione di un pensiero indipendente perciò non assimilabile a nessuna associazione animalista, chi coltiva la sensibilità cercando al tempo stesso la ragione delle cose non appartiene a nessuna categoria. I falsi filosofi e i falsi scienziati si inseriscono nei recinti comodi delle aggregazioni e delle corporazioni, orientano le loro valutazioni secondo la parte politica nella quale si sono inseriti, diventano seguaci di correnti di pensiero che ignorano ciò che è al di fuori dei loro interessi.
In conclusione cari nutrizionisti video-immanenti di regime, le vostre supponenti, pedanti, suadenti e paternali dichiarazioni sul rapporto popolo umano-animali a volte elargisce qualche misera concessione ai diritti degli animali per non parlare del loro benessere ciò che in altri termini si potrebbe definire una formale elemosina di comprensione per lo stato delle cose auspicando una utopica, umana sensibilità e attenzione anche per gli animali da macello (quali?) – giusto per migliorare un tantino le loro condizioni senza rinunciare alle nostre sacre necessità.
Certamente dopo i vostri interventi di buona alimentazione seguiti , gli allevatori, i produttori di latte e di uova investiranno un sacco di soldi per ristrutturare le stalle, faranno uscire le mucche dalle gabbie melmose liberandole dalle catene, lasceranno che i vitelli passino sei mesi con le loro madri prima di scannarli per la tanto preziosa carne bianca, compreranno migliaia di ettari di terreno per allevare le decine di migliaia di polli all’aria aperta senza tagliarli il becco e senza riempirli di farmaci, assumeranno costosa mano d’opera e macchinari adeguati per gestire il tutto, così risolveremo in parte anche il problema dell’occupazione, gli allevatori di pellicce “ecologiche” non faranno più crescere gli animali nelle graticole metalliche con il fondo aperto per le deiezioni e al freddo intenso per ottenere un pelo più gonfio e soffice. E anche per i maiali si cambierà tutto per infondere questa nostra umana cura nella produzione di carne più felice.
I maiali si sa, sono molto prolifici e remunerativi e spesso ne nascono più di quanti se ne possano allevare e “processare” nei mattatoi, così allevatori e ristoratori si sono inventati il menù del prelibato “maialino” che viene largamente richiesto e offerto nei ristoranti. Quindi oltre alla carne, le ossa, gli organi, le zampe, anche i cuccioli tolti brutalmente alle madri possono essere messi in commercio con grande profitto e senza l’onere di farli crescere e ingrassare perché l’offerta supererebbe la domanda.
Mi capita spesso di vedere per un po’ questi ameni programmi televisivi dove gli intervistatori dei carnefici vanno ad accarezzare gli animali nelle orrifiche gabbie degli allevamenti “modello”.
Si vedono spesso in note trasmissioni televisive queste escursioni didattiche all’interno degli stabilimenti, ricordo che in una di queste andavano a visitare una allevamento esemplare dove alcune decine di maiali contenuti in spazi appena sufficienti a mantenerli in piedi affondavano nel fango e nei loro escrementi mentre una provvida ragazzotta in camice bianco dispensava mangime con grande impegno e alle femmine veniva concesso di allattare sette o otto cuccioli ma inglobate in gabbie di robuste sbarre di ferro e subito dopo senza un miserabile segno di emozione, dai corpi scannati, grondanti sangue e penzolanti dagli uncini si passava alla presentazione dei prodotti finali così ottenuti, nella forma di succulente “leccornie” (così ho sentito definirli) saltando opportunamente alcune fasi “sensibili” del processo di lavorazione.
Il cibo si dirà, è necessario, il mondo è pieno di popolazioni affamate e anche nelle città e nelle campagne delle zone più ricche esiste la fame, questo è un altro problema del quale conosco tutte le risposte ma questa è un’altra storia che allungherebbe di molto questa esposizione dei fatti ma anche ammettendo di non poter fare a meno di disporre degli animali depredandoli del loro diritto di vivere in questi modi, allora non dovremmo smettere di vantarci di essere quello che non siamo, attribuendo a noi stessi una superiorità e sacralità non confermata dai fatti. Nessuno può osare contestare che noi siamo immensamente più feroci e spietati di qualsiasi altro animale in natura e solo se volessimo instaurare condizioni diverse da quelle in atto nella generale lotta per la sopravvivenza allora potremmo davvero con orgoglio tirarci fuori dal crudele contesto naturale.
Solo una percentuale molto bassa di pochi individui ad ogni generazione agisce secondo la compassione rinunciando ad uccidere per procura gli animali ma non è sufficiente a collocare l’intera specie ai livelli così elevati declamati. Per quanto mi riguarda non penso che la mia vita nell’universo sia più importante di quella di un lombrico, anche se la difenderei a scapito del lombrico o di altri più feroci animali se fossi attaccato così come penso che qualsiasi altro animale ha lo stesso diritto di difendere la sua esistenza a danno della mia se fossi io ad attaccare lui e mi dispiacerebbe comunque di dovermi tristemente attenere al terribile teorema “mors tua vita mea”.
Ma non è così che la pensa la maggior parte del genere umano il cui predominio durerà forse molto, molto a lungo imponendo agli altri esseri viventi di continuare a nascere non vivere e morire nell’inferno che ha costruito per loro, per questo a differenza degli altri sinceri, appassionati relatori e difensori dei diritti degli altri esseri viventi, piuttosto che invocare la salvezza dall’estinzione perpetrando le loro sofferenze e questo ingiusto infinito olocausto io spero che gli animali si estinguano scompaiano tutti miracolosamente, che vengano rapiti da un’arca senza un Noè e senza umani che li trasporti forse su altri mondi lasciando noi, vincitori e persi in questo mondo finalmente dominatori del deserto che meritiamo della nostra squallida e barbara solitudine e forse faremo la fine degli abitanti dell’isola di Pasqua, che dopo aver distrutto alberi ed ecosistemi per realizzare quegli insulsi faccioni di pietra, non avendo più nulla da mangiare si sono massacrati tra loro, fino al punto che la nostra ultima destinazione potrebbe essere non già il paradiso degli eletti, ma l’inferno dei folli.
Ennio Forina
Bianche Colombe, Pecore Nere e Porci
Non esistono animali spregevoli,
tutti gli animali sono sacri
anche quelli da cui
dobbiamo difenderci
e ancora più quelli che
non possono difendersi da noi,
poiché sacra è la Vita.
ennio forina
Selfless Love
Love
is the only weapon
that can kill you
when you don’t have it,
when you don’t use it.
ennio forina
Amore altruistico.
L’amore
è l’unica arma
che può ucciderti
quando non la possiedi,
quando non la usi.
ennio forina
Selfless Love
Love
is the only weapon
that can kill you
when you don’t have it,
when you don’t use it.
ennio forina
After the Darkness – Dopo l’Oscurità

Non importa chi siamo
come ci sentiamo
dove ci troviamo.
Non importa quanto profonda
e oscura sia stata la notte.
Non importa quello che ci è sfuggito
in fede, sogni e coraggio
nell’oscurità della notte.
Ci sarà sempre un’altra alba
e la luce splendente di un nuovo giorno
che si aprirà aspettando
di incontrare le nostre anime
e allontanare paura e dolore
che spesso crescono aspramente
nel buio della notte.
Resta solo a noi esser presenti
quando la nuda Speranza
solleva il manto oscuro
svelando una nuova
rigenerata offerta di Vita.
ennio forina
No matter who we are,
how we feel,
where we are,
No matter how deep
has been the darkness of the night.
No matter what we have missed
in dreams, in faith and courage
and how lost we were
in the darkness of the night.
There will always be another dawn
that opens up for us
in the shining light of a new day
waiting to meet our souls
and send away the fear and all the sorrows
that often harshly grow
in the darkness of the night.
We just need to be there
when the naked Hope
unveils the blanket of the darkness
and gives us a new chance
of a reborn offer of Life.
ennio forina
Il Pagamento Sicuro
Il Male e il Bene
a volte possono non ricevere
nessuna punizione o ricompensa.
Ma sono sempre
ripagati da sé stessi.
ennio forina
The Sure Payment
Evil and Good
sometimes may not receive
any punishment or reward.
But they are always paid back
by themselves.
ennio forina
La Giustizia Nelle Parole
Non esistono
“bestie da macello”.
Esistono animali
da noi bestialmente
macellati.
ennio forina
Perché non c’è giustizia nei fatti, vi sia almeno giustizia nelle parole. Tutti noi conosciamo la verità, facciamo agli altri quello che non vorremmo mai che fosse fatto a noi stessi… inventando ogni tipo di giustificazione e sigillandola anche con le espressioni verbali.
Vite Bruciate
Al centro del grande abbraccio di un bellissimo colonnato anche quest’anno si vedranno insieme altre due colonne di forma e materia diverse ma che hanno almeno due fattori in comune, ambedue sono state strappate a un mondo lontano e ambedue sono senza vita, ma con la differenza che mentre una di queste colonne la vita non l’ha mai avuta, l’altra invece sì e ne aveva tanta. Era una vita ricca di sensazioni che offriva sicuro conforto, riparo e cibo a molti altri esseri viventi specie nella stagione invernale, passeri, scoiattoli, corvi, per nominarne alcuni, donando anche la sua brava parte di ossigeno a questo pianeta soffocato da gas venefici e letali, tutte sostanze immesse nell’atmosfera principalmente dalle attività umane, sostanze che solo gli alberi sanno metabolizzare nella loro immensa saggezza e rendere innocue per tutti gli animali mobili del pianeta incluso gli ingrati bipedi umani, sedicenti “evoluti” che ancora oggi continuano a sacrificare esseri viventi per celebrare le loro tradizioni negli stessi modi barbari in cui i popoli antichi, primitivi e pagani le celebravano. Non potremmo esistere senza le piante, non saremmo nemmeno comparsi su questo pianeta se non fosse stato per loro, non saremmo approdati sulla terraferma senza di loro e da loro prendiamo sostanze elaborate dalla loro più profonda conoscenza. Sono esseri viventi, intelligenti e senzienti e noi li trattiamo come oggetti. Molto, molto tempo prima che noi smettessimo di considerare il sole una divinità a cui offrire sacrifici tanto crudeli quanto idioti, le piante sapevano già sfruttare la sua energia con sistemi biochimici sofisticatissimi, tuttavia non abbiamo ancora finito di sacrificare animali alle improbabili divinità di molte culture umane così ancora una volta e chissà per quanti anni a venire saremo spettatori dell’ulteriore sacrificio di uno di questi giganti verdi spezzato, umiliato e soffocato dai decori luccicanti festivi, un triste simulacro di falsa felicità coperto di luci fatue che celano la sua agonia e le cui foglie durante tutto il trasporto e la collocazione in situ hanno cercato invano di dialogare con le radici perse per sempre. Ma quello che ancora più sconcerta è che nonostante la consapevolezza della vita che scorre nella linfa di tutte le piante e della loro evidente intelligenza si continua a trattarle come se ciò non importasse nulla e per questo il genere umano è doppiamente e perversamente colpevole.
E lo stesso genere umano che pretende da vari pulpiti di voler proteggere la Natura e l’ambiente che ritiene gli appartengano non sa insegnare ai propri figli amore e rispetto verso queste creature portatrici di protezione e benessere essenziali per tutto ciò che vive su questa terra, ma se non abbiamo rispetto del ramoscello o dell’arbusto o del piccolo albero non saremo mai capaci di fermare la distruzione delle foreste.
Anche questa volta un albero sarà sacrificato, non alla gioia festiva, ma all’altare dell’ignoranza, all’interpretazione arbitraria e distorta del concetto di felicità e sacralità, la sua “esecuzione”finale sigillata dal fuoco che consumerà il suo corpo nei vari camini non è diversa dal rogo di un’altra piazza in un altro tempo, allora non si volevano ammettere le evidenze rilevate da una mente geniale ed evoluta, qui ed oggi si ignora l’evidenza di una realtà vivente che finisce miseramente bruciata nel rogo di una tradizione peraltro aliena. Le puerili e insulse dichiarazioni provenienti dai media che giustificano l’uccisione dell’albero con il contemporaneo semina di altri alberi da sacrificare aggiungono al danno e alle ferite le beffe. Noi parliamo di vite loro parlano di prodotti, non riconoscere la pianta come essere vivente e senzienti a tutti gli effetti significa essere totalmente immersi nel buio della ragione oltre a quello dell’anima.
Ma gli eventi passano e passa anche l’illusione della gioia festiva, dei fuochi artificiali, degli addobbi e dei decori e quando tutte le luci della festa si spegneranno, più tardi e altrove si accenderanno le luci dei piccoli roghi dei pezzi del gigante verde e dei tanti piccoli roghi di tanti altri piccoli giganti verdi nati o fatti nascere solo per morire.
La gioia che esige il prezzo di una vita – quale essa sia – non potrà mai essere una vera gioia.
Custodia Self-Cautelare
Se il crimine aumenta
e i luoghi di detenzione e di recupero sono insufficienti,
ai cittadini non resta altro che auto condannarsi
alla libertà condizionata e a rinchiudersi
nelle loro case sbarrate e sigillate da grate di ferro
che di fatto somigliano sempre più
ad edifici penitenziari.
ennio forina
From “A Different Evolution”. The Living Matter.
All living beings are organisms made of the same association of cells and cosmic substance but as far as individuals we have different attitudes and these attitudes are generated by different levels of sensitivity. Sensitivity is the real soul of the organisms in that it can give conscience and ethical principles making a difference between those who are good makers and others who are bound and choose to be destroyers. All the other animals have a truthful sensitivity because they are closer to the very essence of life meanwhile the major part of the human beings have lost it substituting it with factitious, unreal and distorted entities. We are all made of the same stardust but sensitivity makes the difference and it makes the difference between us and the rest of the living world, call it Nature if you like, that seen as a whole is an entity that although pitiless and cruel in most of its aspects brings more life than it kills while we bring more death and destruction than life in it. ennio forina “ A Different Evolution”
True Joy needs candles not fireworks which scare and harm animals by the millions in the world.
IN QUESTO MOMENTO IL CIELO DI ROMA È SCOSSO DALLE ESPLOSIONI DEI PETARDI E DEI FUOCHI D’ARTIFICIO E QUINDI SONO GLI UCCELLI, I CANI, I GATTI E TUTTI GLI ALTRI ANIMALI CHE STANNO SUBENDO IL TERRORISMO UMANO. COMPLIMENTI POPOLO DI ROMA! TU CHE CHIEDI IL CAMBIAMENTO PER IL BENE COMUNE, PER L’AMBIENTE, L’ORDINE E LA SICUREZZA ALLA CLASSE POLITICA CHE ELEGGI, NON VUOI CAMBIARE TE STESSO LASCIANDO DIETRO DI TE LE PIU’ BARBARE USANZE.
MA DI SICURO NIENTE SARA’ DIVERSO O MIGLIORE NELL’ANNO FUTURO PERCHÈ ANCHE QUESTA NOTTE NON È STATA DIVERSA.
Aspettando Un Anno Diverso
LA MAGGIOR PARTE DEGLI ANIMALI NEL MONDO
NON HA NESSUN “FELICE ANNO NUOVO” DA ASPETTARSI.
PER ME NON C’È NULLA DA CELEBRARE
FINO A QUANDO L’ORRORE CONTINUA.
ennio forina
Anche la maggior parte dei popoli umani non ha molte ragioni per aspettarsi una esistenza migliore e più giusta con il semplice passaggio da un anno all’altro. Ma gli animali non sono colpevoli del male degli umani, mentre il genere umano è la causa principale dell’immane massacro e sopruso degli animali schiavizzandoli, uccidendoli e togliendo loro il diritto di vivere per se stessi e non al suo servizio. Di anno in anno e in tutti gli anni a seguire.
R.I.F. Rest In Freedom, George Michael
IF YOU DON’T HAVE PEACE YOU CAN STILL GO ON.
IF YOU DON’T HAVE FREEDOM YOU CAN’T DO ANYTHING.
I’LL SHARE WITH YOU THIS EPITAPH I MADE FOR MYSELF…
REST IN FREEDOM, LIKE YOU TRIED TO DO IN LIFE.
ennio forina
Fuochi Fatui
La spettacolarità dei fuochi d’artificio
è inversamente proporzionale
alla sincerità della gioia
che con essi si vorrebbe esprimere.
ennio forina
Alla Fine…
Alla fine della storia…
potremo aver raggiunto la meta
o esserci sperduti nella nebbia.
Potremo aver avuto il mondo
a fianco ad acclamarci
o nella dimora della solitudine
soggiornato a lungo.
Potremo aver ghermito le vittorie
o aver patito sempre la sconfitta.
Potremo aver danzato insieme al sole
o attraversato a fatica le tempeste,
ma quello che conterà davvero
sarà ciò che è stata
di tutti i nostri intenti,
la sostanza.
365 giorni, senza distinzioni.
Se questo è il giorno mondiale
dei diritti umani,
per me è solo uno dei 365 giorni,
di ogni anno,
dei diritti di tutti gli esseri viventi.
ennio forina
Gioia Mortale…
Quest’albero avrebbe dovuto essere fra i pendii di un monte o tra i suoi fratelli dei boschi, a dipingere le pianure di verde, a profumare l’aria delle valli a offrirsi come dimora per gli uccelli o almeno in un parco cittadino per attenuare lo squallore delle prigioni di cemento che chiamiamo case. Questo non doveva essere il suo destino, non era nato per questo né per essere torturato dalla gloria degli orpelli luminescenti festivi che scintillano come fuochi fatui e dispensano felicità illusoria come una droga ottica da aggiungere alla droga delle abbuffate fatte per soddisfare orgasmi organolettici e non per nutrirsi . Tutte cose che non hanno vita come quella vita che è, era nelle sue foglie e se fosse rimasto nella terra e nell’aria sarebbe stata vita donata a noi anche e che invece lentamente si spegne nello scempio di un bidone della spazzatura in cui non solo il suo corpo si disgrega ma anche la nostra etica, la nostra coscienza, la sensibilità e finanche la nostra migliore ragione. In natura quest’albero sarebbe stato un gigante di sensazioni vitali, mentre nelle nostre case è solo un attaccapanni delle nostre più artefatte illusioni ma preferiamo godere della loro morte che della loro vita, di quella piena vita che possono offrire per il solo fatto di esistere. Tale è l’insana sostanza della nostra mente e le limitate pulsazioni dei nostri cuori. Se la sacralità delle tradizioni pretende il sacrificio di esseri viventi non può esservi vera gioia né vero amore in esse, solo l’oblio del Giusto e della Compassione.

Incontrarsi
“Come va?, Tutto a posto? ”
Spesso sono solo domande ipocrite
poiché quasi nessuno
vuole davvero conoscere le risposte.
“Sono contento di rivederti! Anche se è passato molto tempo sei sempre una persona importante per me e se vuoi raccontarmi quello che è avvenuto nella tua vita, devi sapere che io sono sinceramente interessato/a ad ascoltarti e spero che tu sia interessato/a ad ascoltare me, perché una volta, per breve o lungo tempo siamo stati compagni di viaggio”.
Ma senza questo sincero desiderio di conoscenza e di contatto, non chiedermi nulla, perché il mio benessere non ha bisogno della tua invidia e al mio disagio non serve la tua commiserazione.
Parole Senza Pensiero
Gli animali non sarebbero mai
stati trattati come bestie
se la bestia umana non avesse inventato
questo tipo di trattamento.
ennio forina
A Different Evolution.
– This is the title of an essay I started to write few years ago. Hopefully the first part of it will be completed soon and published as a paper book and on my blog. To anyone that may be interested in reading it.-
Excerpt from: “A Different Evolution”.
“Long before the time when humans used to worship the sun considering it a divine entity and offering bloody sacrifices, the primordial vegetable cells were already aware of it as a source of energy that could have been exploited through very complex biochemical processes in order to build up organisms and synthesize many other new substances for an immense number of different needs.
Meanwhile “we”, the intelligent and superior species, still nowadays keep considering plants just as vegetables, eatable or decorative, greens and salads, weeds, fences, flowers like a colorful background within the natural scenario depriving them of any prerogative of neither sensitivity or intelligence or will, to the point that – whenever some of us falls into an almost lifeless coma- we call that a “vegetetive state” as if plants were neither intelligent or even really living beings. This is how deep is our ignorance and inability to comprehend the evidences of the reality.
ennio forina
Il respiro della Libertà.

È talmente ovvio il valore perduto della libertà sottratta dalla grande quantità di tempo usato non per essere liberi di essere creativi e produttivi di altre cose nobili o semplicemente pratiche, ma schiavi di meccanismi troppo complessi e infidi che stupisce come nessun governo dia al recupero di questo valore un significato di primaria importanza.
Quando gli Angeli sono uccisi dai Diavoli.
Il titolo vale per tutti gli atti di violenza assassina e sadica commessi
verso qualunque essere vivente.
Quasi sempre la crudeltà umana, specialmente giovanile, di ogni livello e grado, viene espressa per compensare il vuoto esistenziale che caratterizza alcuni soggetti, che purtroppo rappresentano una buona parte del genere umano. Essendo vuoti dentro e non potendo veramente sentire la vita pulsare nelle loro vene e nei loro cuori essi sono invidiosi della vita che scorre felice nelle vene, nei cuori e nella mente degli altri esseri viventi. Questa è la condizione che ha provocato il martirio di un meraviglioso cane bianco rimasto vittima – e testimone – dunque, di questo vuoto distruttivo a cui la società umana non dà molta importanza, fino a quando esso non si esprime in tutta la sua sadica e nefasta violenza. Sicuramente i protagonisti di questa infame azione di cronaca hanno visto in un meraviglioso cane dolce, affettuoso e amato da molti, la gioia di vivere e di relazionare che loro non hanno e non possono nemmeno immaginare e perciò non restava loro che l’impulso di “distruggerlo” così come i bambini sadici distruggono il giocattolo che non sanno far funzionare. Lo hanno ucciso con sadismo e per bieca invidia, perché Angelo,- questo era il suo nome – era “vivo” e loro al contrario sapevano e sanno di essere morti dentro, simili a zombi privi di sentimenti e senza sensibilità.
Nel pubblicare il video della tortura inoltre, hanno voluto sfidare il mondo che li circonda pensando nel loro delirio di onnipotenza, di attirare su sé stessi quella attenzione che non avrebbero potuto avere altrimenti essendo delle nullità di base. Individui che fanno simili ingiustificate azioni di sadica crudeltà sono sicuramente pericolosi per tutta la società umana più “giusta”, non perché e non soltanto perché hanno commesso un atto infame e vile verso una creatura che non poteva difendersi, ma per il loro incolmabile vuoto esistenziale che è e resta un’arma potente e distruttiva, sempre pronta a colpire qualsiasi bersaglio che gli venga a tiro, quindi anche umano. Non c’è distinzione fra i soggetti che subiscono i devastanti effetti del vuoto distruttivo, siano essi umani o animali. Il “Nulla” è la matrice di tutti i delitti.
ennio forina
Per Sempre Perso.

In questo paese si promuove senza pudore la pratica del gioco delle lotterie di qualsiasi tipo e livello di vincite pubbliche e private nelle forme più disparate con il solo avvertimento ipocrita dei rischi di accanimento e assuefazione e rovina ai quali una simile dedizione può facilmente portare. Milioni di cittadini dedicano quotidianamente un’enorme quantità di tempo nel gioco e nell’attesa dei risultati che potrebbe invece essere impiegato nella produzione di beni reali industriali e artigianali nonché di tutte le attività creative che riguardano lo studio, il pensiero e l’arte che potrebbero generare interesse, profitto e immagine per il nostro paese da parte del resto del mondo. Le lotterie che promettono vincite miliardarie sono antitetiche ad uno stato sociale che vuole livellare il benessere esistenziale ad una più vasta gamma di cittadini…esse non fanno altro che contribuire al divario vergognoso fra la maggior parte della popolazione povera o in difficoltà verso i pochissimi molto ricchi. Specialmente le lotterie super miliardarie fanno in modo che moltissimi poveri divengano più poveri – per la speranza di vincere somme ingenti – permettendo invece ad uno solo di loro di andare a collocarsi tra l’esiguo numero degli straricchi, aumentando così la distanza sociale e lasciando che il Paese decada nella improduttività concreta seguendo il miraggio dell’illusione mentre avvilisce e spreca il possibile positivo sviluppo della maggior parte del suo virtuoso ingegno.
Fashion Victims

Anche questo autunno vedremo apparire le pelli strappate ad animali vivi cucite sull’orlo dei giubbotti senza che la coscienza collettiva si renda consapevole e non complice di questa indicibile crudeltà. Se tutti quelli che indossano con disinvoltura il resto dei corpi straziati e non vogliono conoscere la realtà orrenda che fa produrre questi decori inutili avessero la capacità intellettiva di porsi domande profonde e l’immaginazione se non la sensibilità di percepire l’immane sofferenza di un essere vivente a cui si strappa la pelle dal corpo mentre è vivo forse in almeno alcuni di loro potrebbe nascere un sentimento di orrore o persino di compassione all’idea di indossare il sangue e il dolore di un altro essere vivente vittima della macchina del profitto. Non c’é stato di necessità che giustifichi o attenui il malvagio commercio di questi cadaveri. Internet dà a tutti la possibilità di conoscere quello che accade dietro le coltri dell’ottusità della società civile che non si cura nemmeno di occultare le sue malefatte perché tutti le accettano senza voler pensare e senza reagire. E questi sono tutti quelli che accettano supinamente i prodotti della crudeltà estrema preferendo seguire le mode piuttosto che l’etica. Sono tutti quelli che comprano i prodotti del massacro i veri colpevoli, sono loro che danno l’energia distruttiva alle mani dei mostri che non fanno altro che eseguire i loro ordini perché vogliono causare il dolore di milioni di animali per un misero fregio. Ma la superficialità esistenziale, l’indifferenza e l’insensibilità hanno un effetto a lunga o breve scadenza con il quale prima o poi si faranno i conti e sarà la decadenza, l’anticamera della barbarie diffusa la vera, reale inevitabile nemesi di una società che non è in grado di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Continuate pure così, a moltiplicarvi all’infinito e moltiplicare le vostre esigenze finché c’è un mondo da divorare. Predare il mondo vivente sarà la cosa che saprete fare meglio cosicché alla fine, senza saggezza né temperanza né compassione a fermare la voracità del genere umano non resterà che divorare se stessi.
Il Terzo Occhio
Nell’era digitale
è bene lasciare sempre acceso il televisore.
Per controllare chi controlla noi.
ennio forina
Directions
Knowledge
is the polar star
of the soul.
ennio forina
Direzioni
La conoscenza
è la stella polare
dell’anima.
ennio forina

















