Quando gli Angeli sono uccisi dai Diavoli.

Il titolo vale per tutti gli atti di violenza assassina e sadica commessi

verso qualunque essere vivente.

Quasi sempre la crudeltà umana, specialmente giovanile e di ogni livello e grado viene espressa per compensare il vuoto esistenziale che caratterizza  alcuni soggetti, che purtroppo rappresentano una buona parte del genere umano. Essendo vuoti dentro e non potendo veramente sentire la vita pulsare nelle loro vene e nei loro cuori  essi sono invidiosi della vita che scorre felice nelle vene, nei cuori e nella mente altrui. È il caso del martirio di un meraviglioso cane bianco rimasto vittima  – e testimone – dunque, di questo vuoto distruttivo a cui la società umana non dà molta importanza fino a quando esso non si esprime in tutta la sua sadica e nefasta violenza. Probabilmente i protagonisti di questa infame azione di cronaca hanno visto in un meraviglioso cane dolce, affettuoso e amato da molti, la gioia di vivere e di relazionare che loro non hanno e non possono godere e perciò non restava loro che l’impulso di “distruggerlo” così come i bambini sadici distruggono il giocattolo che non sanno far funzionare. Lo hanno distrutto con sadismo e per bieca invidia perché Angelo,- questo era il suo nome – era VIVO e loro al contrario sapevano e sanno di essere morti dentro, simili a zombi privi di sentimenti e senza sensibilità. Nel pubblicare il video della tortura essi inoltre hanno voluto sfidare il mondo che li circonda pensando, nel loro delirio di onnipotenza di attirare su sé stessi quella attenzione che non avrebbero potuto avere altrimenti essendo delle nullità di base. Individui che fanno simili ingiustificate azioni di sadica crudeltà sono sicuramente pericolosi per tutta la società umana più “giusta”, non perché e non soltanto perché hanno commesso un atto assassino infame e vile verso una creatura che non poteva difendersi, ma per il loro incolmabile vuoto esistenziale che è e resta un’arma potente e distruttiva sempre pronta a colpire qualsiasi bersaglio che gli venga a tiro, anche umano. Non c’è distinzione fra i soggetti che subiscono i devastanti effetti del vuoto distruttivo, siano essi umani o animali. Il “Nulla” è la matrice di tutti i delitti. Ennio Forina

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