Il Fascino dell’Imperfezione

Ciò che affascina nel Cosmo
è la sua energia creativa
che genera astri, sistemi solari e galassie,
li distrugge e li riforma continuamente.
Ma per essere dinamico, creativo e vivo,
è necessario che il Cosmo sia perturbato
ed imperfetto, poiché se fosse perfetto
non ci sarebbe bisogno di creare e ricreare nulla.
Quindi la vera perfezione è l’imperfezione,
che tende all’infinito verso stati di armonia relativi
che non possono mai essere perfetti
e non possono mai essere definitivi,
altrimenti ciò che conosciamo
come universo dinamico si cristallizzerebbe
in unico stato perfetto ma senza moto,
senza Vita e senza Tempo.
E dunque l’imperfezione creativa cosmica,
forse risiede nelle sue tre dimensioni certe
in cui si verificano gli eventi
che possiamo misurare con le nostre menti 
ed in cui tutte le energie fluiscono
generando, nel loro divenire il Tempo,
come quarta variabile dimensione.

Dunque se tutto fosse perfetto e immoto
si realizzerebbe il Nirvana universale,
ma francamente sono convinto
che il Cosmo la pensi proprio come me,
e preferisce agitarsi nel caos creativo
piuttosto che languire nell’ozio della perfezione.

Ennio Forina

Sentire e non Definire

Quando qualche sagace interlocutore mi chiede se credo in un Dio, io rispondo: “No!”, allora lo scaltro inquisitore replica: “Quindi sei ateo!” E io rispondo: “No, non sono ateo, perché non ha senso affermare di essere privo della fede in una entità che è esistita ed esiste solo nella variegata fantasia dei popoli, che si comporta come si comportano i regnanti umani, e si manifesta nelle attitudini, nelle forme e nei modi in cui la limitata immaginazione umana riesce a raffigurare e comprendere. Io credo in ciò che esiste, e quello che esiste è il Cosmo, che non è definibile né con un genere né con un numero e non pensa e non agisce come noi.

Pepite d’Amore

Ho scavato nelle miniere della vita

e nei fiumi che scorrono da tutti i cuori

e sopra i picchi delle montagne sognanti,

cercando qualche vera pepita d’amore,

solo per regalarle a chiunque.

Dentro ed oltre i nascosti paesaggi,

o cercando nei passi segreti,

attraverso le nebbiose montagne dei rimpianti,

vagando nelle vuote, affollate strade

e in ogni scenario dell’immaginazione.

Le ho cercato nel sole splendente,

o sotto la pioggia incessante,

in tutti i ventosi e morti giorni d’inverno,

le ho cercate quando la tempesta colpiva

o attraversando i deserti degli affetti,

le ho cercate a lungo, intorno e invano,

fin quando ho capito che nessuna pepita d’amore

era realmente dove io l’avevo cercata,

perché esse erano davvero tutte nel mio cuore.

E ora so, che tutte le pepite d’amore

che ho dato via, tutte, una ad una,

anche se nessuna era mai rimasta per me,

continuano sempre a splendere nel mio cuore,

mentre se le avessi tenute solo per me

peserebbero molto sulla mia anima

così come le pepite d’oro pesano sulle spalle,

perché tutte le pepite d’amore

non sono fatte per essere conservate,

e la loro luce non pesa affatto.

ennio forina  Gennaio 2018

Scelte…Choices

La Vita è una sfida difficile e piena di insidie

che non si può affrontare senza il coraggio del desiderio,

senza la forza della speranza, della tenacia,

senza voler tendere all’irraggiungibile,

senza il rischio di sognare, senza la nostalgia,

senza lottare per superare gli ostacoli,

senza toccare le anime di altri esseri viventi

stabilendo con esse legami sinceri, profondi e ineffabili,

non di possesso ma di pura conoscenza,

e senza continuare a credere,

sempre e nonostante tutto.

Poiché l’unico altro modo di evitare tutte le sofferenze,

le offese dell’invidia e della malvagità, le inevitabili delusioni,

le incomprensioni, i disagi e le amarezze della vita,

è quello di essere già morti.


Ennio Forina

Illusioni Reali e Realtà Illusorie

Alcuni dicono che lo spirito sia un’illusione, altri che lo sia la materia. Ma la distinzione fra materia e spirito esiste solo nella mente umana, poiché il Cosmo è un tutto unico nel suo dinamismo mutevole, e non ci possono essere parti di esso che siano solo delle illusioni ed altre delle realtà. La materia è energia e l’energia è materia, l’una non potrebbe essere senza l’altra, siamo noi che le percepiamo come fossero diverse perché i nostri sensi e il nostro raziocinio sono imperfetti e parziali, si sono sviluppati per percepire la realtà immanente e per interagire in essa. Quello che noi chiamiamo illusione è il continuo divenire, il dinamismo del Cosmo intero e delle sue parti, così come in evoluzione sono i continenti su cui viviamo e sui quali tracciamo confini arbitrari e convenzionali ma che esistono solo nella mente dei popoli.

Questo perché il genere umano, quando non trova risposte che siano convenienti e che si adattino alla sua capacità di comprensione, cade sempre nel vizio di inventarsele, poiché l’unica realtà in cui crede è il potere illusorio della sua mente.

Se noi e gli altri esseri viventi siamo vivi è perché il Cosmo stesso è vivo e tutti gli organismi sono fatti di materia cosmica, senza di essa non potremmo essere, saremmo noi e loro una illusione. In noi e in tutti gli esseri viventi, la stessa materia, spirito ed energia cosmica, sono gli elementi reali dinamici e creativi che inventano e plasmano anche la vita organica che conosciamo.

Ennio Romano Forina

Spesso, quando la mente umana non vuole guardare oltre il suo circoscritto ambito raziocinante, finisce con il considerare “illusione” ciò che è reale, mentre al tempo stesso costruisce convenienti e inesistenti realtà illusorie, creando distinzioni inesistenti e facili soluzioni ai suoi dilemmi di sempre.
Per questo la storia del genere umano è popolata di fantasmi e di mostri anche per esorcizzare la sua acquisita angoscia esistenziale.materia e spirito.jpg

Inventori del Bene Maggiore…e del Male Maggiore

A torto, il genere umano in ogni era,
si attribuisce il merito e la prerogativa
di essere l’unica specie vivente,
dotata di un’anima in grado di provare
i sentimenti estesi dell’amore e della compassione.
In realtà, questi sentimenti si sono sviluppati e accresciuti
non tanto per scelta etica,
ma come una reazione necessaria per limitare e contenere
tutti i devastanti e auto-distruttivi effetti
della sua natura particolarmente feroce,
che da sempre ha saputo ideare ed attuare
le più terribili, perverse e inutili forme di crudeltà
contro il mondo vivente e contro sé stessa,
di gran lunga superiori a quelle già esistenti nel mondo vivente.
Siamo gli inventori della ruota e delle tecnologie,
come dell’invidia, del sadismo e della vendetta.
Siamo diventati “migliori”, sopratutto perché siamo peggiori.
Ennio Forina

Quale Intelligenza?

Non credo che l’intelligenza sia una entità unica, ma una attività della mente divisibile in tre fattori principali, che raramente sono utilizzati tutti e tutti insieme: il Raziocinio, la Logica e la Visione. Il raziocinio è la parte che – per imitazione, per intuizione o per caso – riesce a concepire e realizzare un’invenzione, La logica è quella che la fa funzionare e la perfeziona nell’ambito degli scopi e delle condizioni in cui essa deve essere utilizzata in una specifica realtà contingente. La visione infine, è quella rara forma di intelligenza che riesce a prevedere le conseguenze future, buone o nefaste di una invenzione. Così con le prime due forme di intelligenza, – le più sviluppate – Il genere umano, inventa e realizza numerose opere d’ingegno e tecnologie stupefacenti per ottenere profitti, fonti di energie e vantaggi immediati, ma trascurando di sviluppare quella parte di intelligenza che va oltre i fini pratici, quasi sempre si trova poi ad affrontare le devastanti conseguenze di scelte razionali che sono però prive di visione futura e a seguito di prevedibili ma trascurate conseguenze è costretto ad inventare sempre altri sistemi razionali superflui, costosi e invadenti per gestire e contenere i danni del suo raziocinio privo di visione, conseguenze che alterano gli equilibri e sono a loro volta generatrici di ulteriori futuri problemi.

Ennio Forina

Luna show

LUNA argentea.jpgPerdonami Luna, ieri non ho alzato come tanti lo sguardo al cielo per ammirarti in quella tua casuale straordinaria performance.Invece appena ho visto dalla collina diffondersi un bagliore giallastro ho chiuso le finestre e ho continuato a ritrarti in un nuovo dipinto. Io ti amo come sei, presenza conosciuta e misteriosa ogni notte in cui appari, nella tua calma e soffice luce blu che dipinge le nuvole, bagna le colline e fa brillare le onde del mare. Per me sei straordinaria sempre, nella tua semplice e affascinante veste argentea che raccoglie e trasfigura i sogni di chi ama ed ama te davvero e che poi, carichi della tua magia riversi e diffondi di nuovo sulla Terra.

Ennio Forina 27/luglio/2018

Penso che quasi nessuno ieri abbia osservato e ammirato la Luna…hanno invece osservato e ammirato il fenomeno spettacolare e insolito, non per la Luna dunque ma per quello che le succedeva. Spesso ci si accorge dell’esistenza di una cosa solo quando un evento straordinario la trasfigura o la distrugge. Ho sempre diffidato degli entusiasmi della folla specialmente quando sono rivolti alla celebrazione del nulla, come nei concerti di pseudo-musica pieni di effetti speciali senza i quali non si potrebbero radunare così tante persone in un delirio collettivo. La matrice è la stessa.

L’Isola di Sogno

C’è un’isola sognante 

nata dalla collisione 

di due anime amanti

tra la Luna e il Mare

sopra le  calme acque

e sopra le tempeste.

È sospesa nel tempo

che le scorre intorno

senza trascinarla via.

Solo la Luna,

dimora dei sogni

più segreti e veri

conosce il suo destino.

Lei, che roteando in cielo

tutto osserva e scruta,

dall’oceano dell’anima 

attrae anche i miei pensieri

li riscrive nei suoi raggi

e sull’Isola splendente

li riflette con parole vive

“Se ti terrò stretta a me,

l’Isola si stringerà a noi.

Se ti abbraccerò,

l’isola ci accoglierà.

Se sarai nei miei pensieri

l’Isola ci nutrirà.

Se vorrò raggiungerti

l’Isola aspetterà per noi.

Quando avrai paura

l’Isola sarà il riparo

e se ti perderai

l’Isola sarà il tuo faro.

Ma amarti ormai è una certezza

anche senza un’Isola che incantata sogna,

sospesa fra la Luna e il Mare.


Ennio Forina  – July 2018

The True Fountain of Youth

All the living forms are generated by love

and love is the true energy of life.

As long as love’s energy drives us,

we are still caught in the powerful flow

of the life within us,

only when the hearts stop trembling

and the minds stop dreaming,

the souls too and the organisms die out,

and it’s then that anyone ages,

whatever may be the number of seasons

until that point

they have gone through.

Ennio Forina

La Vera Fontana della Giovinezza

Tutte le forme di vita sono generate dall’amore,

ed è quindi l’amore la vera energia della vita.

Fin quando l’energia dell’amore ci guida,

siamo ancora nei flussi potenti della vita che è in noi,

solo quando i cuori smettono di palpitare

e le menti smettono di sognare,

anche le anime e gli organismi si spengono,

ed è allora che si diventa veramente vecchi,

qualunque sia il numero di stagioni

fino a quel punto attraversate.

Ennio Forina

Assassini Maggiori e Minori

È impossibile essere degli organismi viventi senza causare ad altri organismi viventi delle difficoltà, delle sofferenze senza spezzare le loro vite. Anche quando non sopprimiamo direttamente e volontariamente altri esseri viventi, qualsiasi meccanismo umano, prima di qualsiasi tipo di energia, come il petrolio e l’elettricità, usa e consuma il sangue e la carne degli altri animali, l’“oro rosso”, non l’oro nero, è la risorsa energetica più sfruttata e meno costosa. Ma anche individualmente, siamo perturbazioni che si muovono nello spazio calpestando altri organismi più piccoli di noi, precipitando su essi così come le valanghe e le alluvioni colpiscono noi.
 
I nostri veleni si riversano nel suolo spazzando via molte forme di vita e le nostre esigenze e abitudini ignorano e disprezzano le esigenze degli altri esseri viventi. Siamo tutti assassini in un modo o nell’altro, ma potremmo almeno cercare di esserlo il meno possibile. Siamo assassini quando mangiamo animali di qualsiasi genere…quando compriamo prodotti che implicano la sofferenza e la morte di esseri viventi, siamo assassini quando gettiamo a terra le sigarette con i loro veleni durevoli che si riversano nel terreno, lo sterilizzano e infine vengono riassorbiti da tutti, noi compresi. Siamo assassini quando gettiamo buste di plastica senza annodarle e tagliare i cappi che possono soffocare, strangolare altri animali e uccelli, siamo assassini quando gettiamo le retine della frutta senza che diventino trappole mortali, quando gettiamo lo scatolame senza piegarlo per non far intrappolare in esso il muso di piccoli animali come gatti e cani, siamo assassini quando usiamo qualsiasi tipo di sapone che non sia altamente biodegradabile, quando cerchiamo di sterilizzare le nostre case e versiamo tonnellate di acidi e sostanze inquinanti per la pulizia che si riversano nei fiumi e nei mari, siamo assassini quando per le nostre coltivazioni rapiniamo l’acqua dei ruscelli e li avveleniamo.
 
E siamo assassini con tutti i nostri mezzi di trasporto e con le nostre strade e molte, molte fabbriche di oggetti inutili e tossici per la biosfera. Ma alla fine, sui piatti della bilancia delle nostre azioni, ci sarà da un lato la somma delle vite che anche indirettamente abbiamo fatto soffrire e ucciso per le nostre scelte e sull’altro piatto, quelle che invece abbiamo aiutato a sopravvivere o che abbiamo evitato di uccidere. Da quale parte ci sarà il piatto che pesa di più, per dare o togliere valore alle nostre anime, dipende da ognuno di noi. Forse non è possibile essere perfettamente incolpevoli, ma meno crudeli sì, se invece di essere più o meno indifferenti alla sorte degli altri o semplicemente versare un po’ di cenere sulle nostre teste, riuscissimo ad affondare completamente in essa.

Falsità Biologiche e Culturali

In senso biologico il ruolo maschile è subordinato a quello femminile…e siccome gli uomini sono tutti o quasi, dei piccoli “Caini,” non sopportano di avere un ruolo secondario rispetto alle donne …così alleandosi fra loro(cosa che alle donne riesce difficile), sono da sempre riusciti a soggiogarle e a negare nel merito persino la loro funzione di base relegandole a dei semplici vettori di nuove vite generate dal seme maschile più che dal corpo e dal grembo e dalle anime delle madri…tutto per pura e semplice invidia…esattamente come nel mito biblico….Per di più, gli uomini temono – lasciando alle donne il potere di decidere per se stesse – di perdere la ragione fondamentale che giustifica la loro esistenza che è appunto l’asservimento al supremo compito della procreazione…fornendo materiale genetico diverso, cibo e protezione…Di fatto è l’angoscia esistenziale dell’uomo, la sua debolezza di base e la sua cattiva natura ad aver determinato nei millenni una supremazia ingiusta, crudele, oppressiva, persecutoria e in molti casi assassina, nei confronti delle donne in genere…Anche nel lessico si riscontra il grande inganno del genere maschile: il maschio non “feconda” la donna per via dell’atto sessuale…ché gli organismi femminili di qualsiasi specie avrebbero potuto essere strutturati per partenogenesi a procreare senza l’intervento di un maschio….ma questo non sarebbe opportuno perché si produrrebbero individui troppo simili alla madre e quindi poco adatti ad evolversi…la funzione di qualsiasi organismo maschile è unicamente di fornire geni diversi per realizzare organismi nuovi differenziati dai genitori e in grado di adattarsi e perfezionare le loro specifiche caratteristiche di specie…in altre parole: di evolversi più velocemente e in meglio… ( Tratto da:“ A Different Evolution“
– Ennio Forina

Miti Assassini

Anche i Miti concepiti dagli uomini, come molte delle loro Leggi, sono stati creati per distorcere la verità con il fine di prevalere sulle donne e obbligarle a destini confinati e senza orizzonti, rapinandole della gioia di vivere e della loro libertà…Li rivisiterò uno ad uno… perché proprio nella memoria dei miti e delle loro menzogne vi sono molte radici della prepotenza millenaria del genere maschile sulle donne. Medusa…Pandora…Ifigenia e molte altre figure che simboleggiano nel mito e nella realtà questa detestabile ed ingiusta condanna e che ancora prosegue incessantemente a diversi livelli, in ogni parte del mondo. Figure emblematiche non solo violate ma in seguito anche vilipese nella memoria storica e nelle rappresentazioni artistiche.   Ennio Forinaatlanta.jpg

Versi di Luna Pieni

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Tratto dal libro :“Versi di Luna Pieni”.
Riflessioni poetiche di ennio forina

Perché amo la Luna? Arcana, sacra vestale vagante, scrigno e custode dei sogni, e di intangibili gioie nascoste. Improvvisamente appare come una star raggiante imperiosa sul palco scuro di velluto blu della notte, e prende tutta la scena per se, facendo svanire delle altre stelle la luce, sempre puntuale ad esibirsi vestita d’argento nel suo show sfrontato, canta, sorride, ammalia, attrae a sé i fluidi terrestri e i miei come quelli del mare, ad un tratto scompare dietro una cortina di nubi e aspetta celata l’applauso che la richiama in scena, poi scostandole con un gesto riappare decisa, solo quando lei vuole. A volte si veste di nubi sottili, sensuale, come avvolta in una vaporosa, trasparente veste fluttuante, spiritosa e leggiadra, seducente, levitando in un vuoto pieno di tutti i colori e luminoso di tutte le luci. “Eccomi”, dice per essere amata e di solo desiderio, accarezzata, baciata, ma non fermata. Sì, vorrei che la Luna mi amasse davvero ma forse lo fa a modo suo anche quando rotolando via impietosa si prepara ad uscire di scena. Ed ora capisco, ecco perché amo la Luna e so che la Luna ama me… perché anche se so che la Luna non può amarmi lo stesso vuole che io ami lei e così è come se mi amasse del mio amore riflesso, come riflessa è la luce del sole che la rende così viva e felice…. Ed è per questo che torna sempre a me, per ricordami di continuare a sognare, poiché senza il sogno si spegne il desiderio dell’essere. In fondo tale è l’amore, il sogno di un’armonia incompiuta, sfuggente e come te o Luna, irraggiungibile, ma al tempo stesso vera e viva, sempre presente, pervadendo la realtà di chi sa come amarti, rassicurante, ispirante, ricordandomi che sognare è salire i gradini del cielo e senza il sognare non c’è null’altro che vale. Mi dici Luna, che i sogni sono le scintille che accendono il fuoco sacro dell’anima e la rendono ricca di sensazioni, sono il passaggio segreto che porta ad uno spazio più distante e diverso, dove nessuna strada o mezzo può arrivare. Poiché sognare è lo stesso che amare. ennio forina May, 2018

Declinazione dei Sogni

Sogni e realtà.jpg

Mentre la realtà può essere uccisa dagli altri, o dalle circostanze, i sogni sono invulnerabili…
perché i sogni nutrono l’anima e restano per sempre in essa. La realtà passa come un fiume che scorre…e li rende veri, perché l’anima che si nutre di sogni è più forte e più ricca, anche se non li realizza. Il risultato non è nei sogni realizzati, ma nel beneficio che l’anima sognatrice ne ricava. Ciò che accade all’esterno dell’anima è solo una contingenza…

You Can Not…

You can't.jpg

You can protect yourself by the wind but you can’t stop it. You can take cover from the rain but you can’t impede it to fall, whether you want it or not clouds shall form and dissolve in the sky. You can’t stop the ocean’s breathing or the waves endless caress of the beach. You must not stop the river flowing or you’ll kill it. Neither impede the grass to grow or you’ll spread deserts. You can’t persuade the moon, to dance with you all night long, neither you can tell her to not go away in the daylight. You can’t stop the merry carousel of the planets like captive moths around the charming, shining, arcane lamp lingering in Space. All of these things have sense because are free to express their right energy. And if you can’t stop all this,by will, how can you stop Love to love over and over, since among all the forces that move the Universe by far is the greatest?

ennio forina

Non Puoi…

Puoi ripararti dal vento,

ma non puoi fermarlo,

puoi rifugiarti dalla pioggia,

ma non puoi impedirle di cadere.

Che tu lo voglia o no le nubi si formeranno

o si scioglieranno in cielo.

Non puoi fermare il respiro degli oceani

o l’incessante carezza delle onde sulla spiaggia,

non devi fermare un fiume che scorre

o lo ucciderai.

Né impedire all’erba di crescere

o diffonderai deserti.

Non puoi convincere la luna

a danzare con te tutta la notte,

né puoi dirle di non andar via di giorno,

non puoi fermare il girotondo allegro dei pianeti

come falene avvinte nel fascino

della splendente e arcana lampada

sospesa a bruciare nello spazio.

Tutte queste cose hanno un senso e sono giuste

perché sono libere di esprimere la loro energia.

 

E se non si può fermare tutto questo

come si può impedire all’Amore di amare

essendo di tutte le forze che muovono il Cosmo

la più grande?

ennio forina

Risposta a un Quesito

Sì anche quando faccio l’amore io penso,

il pensiero per me è come un fiume

che nasce sprigionato dai monti, si insinua,

precipita giù dalle rocce impetuoso,

le scava deciso, a tratti sereno,

a volte impedito da ostacoli improvvisi,

ma li supera e scende fra i terreni e le valli

diventando sempre più grande e più calmo,

è un fiume che mi trasporta e da cui mi lascio trasportare,

passa per i dirupi, supera i salti a cascata,

si perde in rivoli e poi si ricompone,

penetra nel terreno e poi risale alla luce,

raccoglie detriti preziosi e li porta con sé,

scorre, scorre sempre e scorrendo e pensando “ama”,

sì, quando faccio l’amore penso,

perché anche l’amore è pensiero fluido che scorre,

per raggiungere il grande pensiero della Vita..

ennio forina

Inutile Sacrificio di un Albero

Al centro del grande abbraccio del colonnato di S. Pietro ci sono altre due colonne di forma e materia diverse ma che hanno almeno due fattori in comune, ambedue sono state strappate a un mondo lontano e ambedue sono senza vita ma con la differenza che mentre una di queste colonne la vita non l’ha mai avuta, l’altra invece sì e ne aveva tanta. Era una vita ricca di sensazioni che offriva sicuro conforto, riparo e cibo a molti altri esseri viventi specie nella stagione invernale, passeri, scoiattoli, corvi per nominarne alcuni donando anche la sua parte di ossigeno a questo pianeta soffocato da gas venefici e letali sostanze immesse nell’atmosfera principalmente dalle attività umane, sostanze che solo gli alberi sanno metabolizzare nella loro immensa saggezza e rendere innocue per tutti gli animali mobili del pianeta, incluso gli ingrati bipedi umani, sedicenti “evoluti” che ancora oggi continuano a sacrificare esseri viventi per celebrare le loro tradizioni negli stessi modi barbari in cui i popoli antichi, primitivi e pagani celebravano le loro. Non potremmo esistere senza di loro, non saremmo nemmeno comparsi su questo pianeta se non fosse stato per loro,  non saremmo approdati sulla terraferma senza di loro e da loro riceviamo sostanze e conoscenza. Sono esseri viventi, intelligenti e senzienti e noi li trattiamo come oggetti. Molto, molto tempo prima che noi smettessimo di considerare il sole una divinità a cui donare sacrifici tanto crudeli quanto idioti, le piante sapevano già sfruttare la sua energia con sistemi biochimici sofisticatissimi, tuttavia non abbiamo ancora finito di sacrificare animali agli dei così ancora una volta e chissà per quanti anni a venire abbiamo assistito all’ulteriore sacrificio di uno di questi giganti verdi, spezzato, umiliato e soffocato dai decori luccicanti festivi, un triste  simulacro morente coperto di luci fatue che celano la sua agonia e le cui foglie durante tutto il trasporto e la collocazione in situ hanno cercato invano di dialogare con le radici perse per sempre. Ma quello che ancora più sconcerta è che nonostante la consapevolezza della vita che scorre nella linfa di tutte le piante e della loro evidente intelligenza si continua a trattarle come se ciò non importasse nulla e per questo il genere umano è doppiamente e perversamente colpevole.

E lo stesso genere umano che pretende da vari pulpiti di voler proteggere la Natura e l’ambiente che ritiene gli appartengano non sa insegnare ai propri figli amore e rispetto verso queste creature portatrici di protezione e benessere essenziali per tutto ciò che vive su questa terra. Se non abbiamo rispetto del ramoscello o dell’arbusto o del piccolo albero non saremo mai capaci di fermare la distruzione delle foreste. E l’ipocrisia che nasconde il delitto lo giustifica con l’insulto finale del riutilizzo “ecologico” del corpo.

Quest’albero è stato sacrificato non alla gioia festiva ma all’altare dell’ignoranza, all’interpretazione arbitraria e distorta del concetto di felicità e sacralità, la sua esecuzione non è diversa dal rogo di Campo dei Fiori, in quel luogo e in quel tempo non si volevano ammettere le evidenze rilevate da una mente geniale ed evoluta, qui ed oggi si nasconde l’evidenza di una realtà vivente che viene annientata nel più barbaro e primitivo dei modi, bruciata sul rogo di una tradizione peraltro aliena.

Resilienza

Per quanto possiamo tentare
di dominare i nostri destini,
abbiamo solo un debole potere su di essi,
spesso possiamo solo resistere
cercando di contrastare
ogni improvvisa o annunciata tempesta
che attraversi il sentiero della nostra vita,
sia consapevoli del suo arrivo, o del tutto ignari
per quello che possiamo decidere
o per il volere e la ragione di quelli che amiamo.
 
Per comprensione o per errore di valutazione,
per sentimenti d’amore perduti,
e sentimenti d’amore ritrovati.
 Per abbandoni e nostalgie,
per aver perdonato o dimenticato,
per tutti i pensieri svelati,
per tutte le parole espresse,
per tutte le parole non dette,
per tutti i sorrisi repressi,
per l’amore conquistato o rubato,
per tutta la gioia dimostrata.
 
E quasi sempre, nel finale sommario
di questo tempo che chiamiamo vita,
c’è una vera parola finale a suggello
di ciascuno e di tutti gli eventi:
 
Rassegnazione.
 
Oltre la nostra volontà e oltre le speranze,
Ma a dispetto di quanto abbiamo regalato o ricevuto
quello che veramente conta,
non è quello che siamo riusciti ad ottenere,
ma la sincerità, la profondità e la forza
dell’Amore che ha guidato la nostra volontà,
perché se non possiamo essere i dominatori dei nostri destini…
di sicuro siamo noi a guidare le nostre anime.
ennio forina

Realtà Sovrapposte

Mondi finti e veri.jpg

Abbiamo costruito un mondo finto

che nasconde sempre più il mondo vero,

e abbiamo scelto con le nostre menti

di affidarci solo al mondo finto,

allontanandoci sempre più da quello vero.

Ma se le nostre menti razionali

credono di più nel mondo finto,

l’intelligenza dei nostri organismi

appartiene e si riferisce sempre al mondo vero.

Nel tentativo di soggiogare il nostro organismo

alle nostre finzioni, così come per millenni

abbiamo costretto molti altri esseri viventi

a subire gli effetti della nostra ottusa prepotenza,

c’è la chiave che spiega

la natura di tutte le nostre angosce,

la nostra devastante follia e il nostro fallimento.

ennio forina

Angeli senza Nome

wings1.jpg

Alcuni sono come porte sull’Universo,

aspettando che qualcuno bussi per aprirle,

Altri sono sentieri da percorrere,

Orizzonti a cui aspirare,

Sogni senza paura,

che vogliono essere realizzati,

Destinazioni da raggiungere,

non per promesse o ricompense.

Negletti e innominati Angeli,

nascosti eppure svelati,

fra tutti gli esseri viventi,

solo aspettando un segnale

e un vero profondo contatto.

Possono vagare per secoli o eoni

nei deserti di anime riluttanti,

nelle folle della solitudine perse,

negli abissi delle incomprensioni

e nei precipizi delle paure.

Ma se tu sai riconoscerli,

ovunque ti trovi 

e avvertire la loro presenza,

quando ti passano accanto

prima che essi trovino te,

vuol dire che anche tu

puoi essere una di loro.

Ennio Romano  Forina

Nameless Angels

Some of them

are like doors to the Universe,

waiting for someone

to knock and open them.

Others, are paths to travel on,

horizons to long for,

destinations to strive for,

fearless dreams,

waiting to be fulfilled,

not for promises or rewards.

Nameless, and neglected Angels

hidden yet unveiled,

among all the living beings,

just waiting for a signal

or a true deep contact,

they may wander vainly

for thousands years or eons

in the deserts of the souls,

among the lost crowds of loneliness,

in the abyss of the incomprehensions,

in the precipices of the fear.

But if you can discern them

wherever you are

and feel their presence

when they pass by you

before they find you,

that’s because you too,

may be one of them.

Ennio Romano Forina

Mayfly Forever

Prefazione

    La vita è costituita da tanti eventi consecutivi, ognuno con il suo inizio e il suo epilogo, ma come gli anelli di una collana fatta di grani diversi, ogni nuovo evento resta comunque agganciato a quello precedente. Ognuno di noi quindi, si trascina dietro tutto il peso o la leggerezza delle proprie azioni, persino dei pensieri, fino a giungere alla fine di un percorso in cui tutti gli eventi trascorsi, gioiosi o drammatici, si congiungono, il luogo finale dove il primo e l’ultimo anello si incontrano ineluttabilmente insieme a tutti i tratti di un cammino unico.

Eventi che spesso si svolgono nello spazio di un solo giorno o di poche ore, o di un istante.

Molti di questi non hanno nemmeno una fine ma restano sospesi nel tempo e di tanto in tanto tornano ad essere reali e visibili reclamando un esito, una conclusione possibilmente liberatrice, come infatti succede nelle storie immaginarie. Sono sempre presenti  perché sono stati reali e possono ricomparire a distanza anche di molti anni come le comete, che si allontanano per secoli o millenni dalle stelle da cui sono state attratte e dalle quali non riescono a fuggire, ritornando sempre a riavvicinarsi ad esse.

In questa storia, avrei potuto raccontare ipotetiche esperienze di esistenze altrui, di caratteri e vicende particolari, storie ispirate alla realtà, o fittizie, ma alla fine la mia esperienza sembrava più interessante, non tanto per quello che avevo fatto o per l’impatto degli eventi che avevano attraversato, turbato o allietato questo intervallo di tempo, ma per tutto quello che avevo profondamente pensato.
Per molte parti della mia esperienza che sono state teatro di riflessioni e che andavano ben oltre la mia sola sfera vitale.

Tuttavia, questa non è una biografia, anche se riferendomi alle diverse tappe/fasi del mio cammino, ho usato alcune mie esperienze, come luoghi di sosta in cui in effetti, il mio viaggio si interrompeva solo in parte; spazi di osservazione e di riflessione, così come un viandante che attraversa una fitta foresta, di tanto in tanto sale su un punto più alto, sopra la distesa di alberi, per rendersi conto di dove realmente si trova. Infatti questo scritto si riferisce proprio ad alcuni di questi particolari momenti di pausa, di visione e di elaborazione delle esperienze vissute e sopratutto delle riflessioni che spesso sono scaturite da quelle esperienze, in questo mio lungo e interminabile cammino verso la conoscenza della ragione delle cose.

THE MAYFLY – IL Tempo /1 Parte

Quanto dovrebbe essere lunga la vita di ciascuno di noi, quale valore numerico ci renderebbe finalmente soddisfatti per aver percorso una via scadenzata dalle pietre miliari di risultati ottenuti, di mete raggiunte, di luoghi esplorati, territori conquistati e popoli e luoghi visitati, nei modi in cui oggi si possono facilmente ottenere molte di queste cose e per la facilità con la quale si possono incontrare molte altre persone, illudendoci di averle conosciute.

Vorremmo che fosse un tempo interminabile, oppure a molti di noi basterebbe solo aggiungere qualche decade per poter finalmente essere sazi di esperienze, di aver vissuto il più a lungo possibile, nella migliore salute ed efficenza fisica, con molti figli e nipoti e di averli visti crescere e procreare più volte? Quest’ultimo è infatti l’obiettivo della scienza umana, prolungare l’esistenza umana in condizioni il più possibile ottimali e funzionali.

Ma per quanto lungo possa essere il tempo guadagnato, glorioso o miserabile, gratificante o deludente, vittorioso o perdente, nella somma dei suoi atti questo fluire di eventi e di trasformazioni che chiamiamo vita, prima o poi diventa un punto sommario e riepilogo, nel quale tutto si condensa alla fine in un unico, compresso, spazio temporale, e in cui tutte le azioni e i pensieri passati nelle nostre menti, le sensazioni che ci hanno fatto soffrire o gioire, le idee in cui abbiamo creduto, le angosce che ci hanno perseguitato, le attese di momenti felici, le speranze sopravvissute alle delusioni, smettono di essere ricordi e diventano un nuovo presente. Tutto in un attimo.

 Forse riusciremo nell’intento di vivere molto più a lungo, anche duecento anni e in piena efficenza, ma poiché nessuna forma sarà mai eterna nell’universo,  alla fine dovremo sempre lo stesso fare i conti con quell’ultimo inesorabile attimo, che come un misterioso buco nero cosmico attrae, ingloba in sé e comprime tutte le esperienze vissute, le azioni compiute, nessuna esclusa alla sua forza, nessuna lasciata indietro.

 In fondo non siamo diversi dalle efemere, gli alati e misteriosi insetti dalle lucenti ali smeraldine che popolano l’aria delle sere di maggio e che vivono gloriosamente in un solo giorno la fase finale ma più importante della loro vita nei loro abiti nuziali e in un volo apparentemente erratico, effondendo una magica presenza nello spazio intorno.
Perché il nostro giorno, dal risveglio al dormire, rappresenta nella sua unicità temporale, tutta una vita. In quel giorno, per noi divenuto presente e solo in quel giorno è la realtà vivente che conta in assoluto, le relative azioni e le esperienze che hanno anche il potere di determinare gli eventi futuri.

Un giorno solo può dare o togliere tutto il senso ad una vita, un giorno solo può essere persino più importante ed influente di una vita intera ed è così infatti che dovremmo considerarlo e curarlo.
In un giorno o in un attimo, si possono commettere crimini orrendi o creare opere meravigliose, ambedue con qualsiasi mezzo.  Con le armi o con la mente o con il cuore o le parole.
Non è possibile agire in un modo in quel solo giorno, senza che tutti i giorni a seguire non ne risentano le conseguenze per sempre, anche se apparentemente non sia successo nessun evento rimarchevole, anche se non sia stata presa nessuna decisione o azione importante, anche quel nulla avrà un peso e una conseguenza nel percorso a seguire. Se avremo desiderato di ritrovare qualcosa che era perso o se avremo nostalgia di qualcosa che non abbiamo ancora conosciuto, se ci saremo rallegrati per un evento felice, o se avremo sofferto in silenzio, supereremo quel momento solo se quella sofferenza non sarà riuscita a farci cambiare direzione e se anche la delusione verrà come l’esito di una sconfitta personale, non avrà importanza, perché quello che conta è il percorso, non la meta.
Ma questo vale solo per tutto quello che può succedere a noi “senza” averlo voluto o meritato, mentre nessun scorrere di tempo potrà mai risanare nell’anima, l’eventuale dolore che avremo “volontariamente” causato ad altri.

Così le azioni virtuose quanto quelle scellerate, i pensieri generosi e buoni e quelli offensivi e malvagi, le vite che potremmo aver aiutato e quelle che invece potremmo aver spezzate o ferite per la nostra presunzione e prepotenza, per il nostro delirio di onnipotenza lasciato libero di prevalere e distruggere, saranno tutte evidenti con la loro devastante presenza, mentre resteranno indietro le illusioni di ricchezze e proprietà, non trasportabili dalle nostre anime, così come le diafane ali dell’efemera non possono trasportare  la sua bellezza nel passaggio ad una nuova dimensione di inconsistente aria.
E resteranno indietro anche tutte le occasioni perdute di conoscenze preziose, con creature diverse da noi ma vive della stessa vita che fa vivere noi e possibili compagne di viaggio, ignorate e neglette, lasciate con indifferenza ai margini del percorso, come con tutti gli esseri viventi che anche indirettamente avremo ferito per scelte volontarie o superficiale indifferenza e ai quali abbiamo impedito l’esperienza di vita, inibiti dal crescere e dallo sperimentare l’amore materno, resi schiavi, torturati e uccisi.

Ci accorgeremo anche che non sarà sufficiente essere stati benevoli e generosi solo e soprattutto con i nostri simili, nel nostro ambito esistenziale, con i nostri familiari, amici e concittadini, ignorando che ogni altra espressione, ogni forma di vita proviene dalla stessa origine ed è a noi e connessa da un primordiale e fraterno legame invisibile, anche se la sua forma è diversa e diverso è il suo modo di esistere, ma che segue gli stessi impulsi primari essenziali, crescere, svilupparsi e generare nuova vita attraverso un unico, universale, misterioso e formidabile impulso: l’amore materno, solo apparentemente diverso, nei molteplici modi in cui si esprime dall’inizio del tempo.

Solo se un nostro qualsiasi unico giorno viene affrontato con questa consapevolezza, sia che stiamo procedendo nella calma dei venti o affrontando le inevitabili tempeste, tra il sorgere e il calare di un sole come di molti soli, noi come le efemere, siamo chiamati a svolgere interamente il nostro compito vitale, partecipando così all’intero processo creativo del Cosmo.

 Fin dai primi anni della nostra vita, la consapevolezza di una scadenza inevitabile e del passaggio in una destinazione ignota, immette nella nostra coscienza l’ombra della paura. Quando restiamo svegli nella distrazione  di un giorno favorevole, non vorremmo mai andare a dormire e quando siamo immersi in un sonno confortevole, non vorremmo mai svegliarci e abbandonare il rifugio di un caldo letto e l’abbraccio di un corpo amato. Allo stesso modo forse, quando siamo nel pieno della vita non vorremmo mai smettere di esserlo e prima di nascere forse non vorremmo mai entrare nella vita, per la conoscenza insita nelle memorie ancestrali di tutto quello che l’essere vivi comporta.

Per nove lunghi mesi il nostro corpo si è costruito, parte per parte, formando gli organi e i mezzi di interazione in previsione dei luoghi nei quali è delegato a svolgere la sua missione di essere vivente e da quel momento la paura di esistere verrà superata dalla paura ancora più grande di non esistere più e le azioni dei giorni successivi senza nemmeno rendercene conto, saranno permeate dal cercare di costruire difese contro ogni tipo di paura, specialmente quando dovremo smettere di aggrapparci alla rassicurante presenza dell’amore e del corpo di una madre. Ed è infatti questa è una considerazione fondamentale la sfida che aspetta tutti noi che nasciamo, la vita è una prova che si può superare, ma non vincere e comunque solo se la si affronta con l’amore.

In diversi momenti, nel corso di questi anni e di questa mia identità, mediata fra gli impulsi basilari dei vari stadi di crescita e il pensiero proiettato lontano, di contemplazione, meditazione e di conoscenza, mi chiedevo cosa vi fosse di così rasserenante nel profondo spazio notturno costellato di luci, nel disco del sole al tramonto, nel voluttuoso svolgersi delle nubi, nello stormire del vento tra le foglie e lo scrosciare ritmico della pioggia, nell’abbraccio di un albero e nel gentile vibrare di foglie. O persino il brontolio delle nubi in cui si delineano i guizzi di luce accecante dei fulmini che preannunciano lo squarcio del tuono, il sibilo di un turbine di vento e il fragore della pioggia che batte mentre siamo in un rifugio sicuro.
Il fascino delle tempeste risiede nelle energie che le generano che riferiscono dell’energia cosmica senza la quale il Cosmo stesso sarebbe inane e senza vita.
Perché mai la consapevolezza dell’esistenza di tutte queste cose e dei fenomeni connessi, siano di grande conforto e rassicurazione, come se tutte insieme in modo corale dicessero: “Non preoccuparti, siamo i segni della giusta direzione, non aver paura, se saprai riconoscerli, non potrai perderti, testimoniano la continuazione, non devi far altro che assecondarli, lasciarti trasportare e affidarti ad essi.

Così passavano quei primi giorni nel periodico evolversi di piccoli eventi, insieme ad altre esistenze, compagnie di viaggio, animali e piante, dalle albe ai tramonti quando persino i cieli e l’aria avevano una dimensione tangibile della loro consistenza, guardarli semplicemente significava immergersi in essi anche e molto più di notte, quando tutte quelle piccole luci tremule comparivano quali presenze indispensabili, confortanti e amiche anche se immensamente lontane e irraggiungibili.
Certo non avremmo la percezione dell’infinito se non vi fosse l’ombra della notte, e non avremmo il risveglio e il rinnovarsi della vita se non ci fosse il sonno dell’inverno o quello della morte. Il giorno di vita della maggior parte degli umani si svolge in una sottile fascia, una realtà orizzontale per lo più limitata all’interno di un dislivello di pochi metri, i nostri occhi e la nostra mente sono fatti per navigare in questo spazio ristretto di percezione e cognizione e ben poco sappiamo di quello che è sotto di noi e sopra di noi, ma la notte dischiude altre realtà che guardiamo come se fossimo lontane da esse mentre siamo completamente in esse immersi, noi siamo parte di queste dimensioni anche noi siamo distanti e irraggiungibili per qualche altra realtà, con i nostri corpi e con tutti i passeggeri del pianeta intero che ci ha generati nel suo grembo utilizzando gli stessi elementi presenti e sparsi nell’universo.
Ma questo non significa che siamo figli del caso né che la terra e l’acqua siano un caso, sono invece gli elementi che preesistevano in attesa che si verificassero le condizioni favorevoli per avviare l’esperimento della vita. Perché questo avvenisse c’era una condizione essenziale; non la semplice commistione di elementi diversi che presenti nel calderone di un  “brodo primordiale” e stimolati dalla luce del sole abbiano forgiato le molecole della vita organica. Questo è potuto accadere perché la materia che crediamo inerte è invece anch’essa viva e gli elementi che la compongono si combinano non per caso, ma per amore. Affinità elettive, gli atomi che si compensano e per amore si uniscono, creando nuovi elementi, lo stesso fanno le cellule che si uniscono scambiandosi il plasma e rinnovandosi e lo stesso fanno gli organismi complessi come noi per creare vita nuova diversa ed evoluta, e sempre non per caso, ma per un “amore”, che trascina nel suo fluido, nella sua energia, anche noi esseri “superiori ”.
Elementi che vogliono unirsi come degli amanti e che quando si incontrano, insieme producono nuovi elementi e nuova energia, come quella delle stelle. Quindi la sostanza dell’universo non è il caso né una suprema volontà esterna confacente alle nostre aspettative e comprensibile alle nostre menti, ma è l’amore, ineffabile, invisibile più reale della realtà e più forte di qualunque altra energia, poiché le racchiude tutte e da esso tutte emanano. Esso pervade tutto il Cosmo e spinge magicamente anche le più piccole particelle a cercarsi come si cercano gli amanti e una volta insieme, fanno nascere altre forme di vita.

Quando guardiamo all’infinità del cielo e all’indefinibile, forse un’unica parola può descrivere l’arcana emozione che da quella visione proviene: nostalgia, nostalgia dell’origine, del punto di partenza, non perché l’origine si sia allontanata da noi ma perché siamo noi ad esserci allontanati perdendo la capacità di sentirla, soffocando le sensazioni con gli artifici del pensiero razionale che ha in gran parte inibito il pensiero sensibile, così le nostre esistenze si svolgono in una realtà artefatta che nasconde la realtà vera, così come le luci delle nostre città nascondono le luci delle stelle, dove si sono combinati gli elementi per formare i pianeti e gli organismi.

Con il loro canto di  luci le stelle rendono l’abisso scuro dell’universo un luogo amichevole nel quale non possiamo perderci, e ogni volta che alziamo lo sguardo ad esse in qualche modo “ritroviamo” noi stessi così come quando ci troviamo al cospetto degli oceani ritorniamo ad essere i cuccioli che vogliono di nuovo tuffarsi nella culla che li ha ospitati eoni prima abbandonando i nostri orpelli ed artifizi e gli abiti scudo che delimitano i territori dei nostri corpi e che il mare rifiuta come inutili e stupidi e così i nostri volti si distendono, le angosce si placano, e gli sguardi si rasserenano, confortati dallo spettacolo sublime del Cosmo, che non è mai stato un abisso pauroso in cui precipitare, ma un immenso sorriso, che infonde una pura sensazione di intimo contatto con tutti gli elementi vitali in cui siamo inesorabilmente immersi, qualunque sia il drammatico evento possibile per ciascuno di noi, qualunque sofferenza, dolore e angoscia saremo deputati a sopportare e specie dopo aver sperimentato la dura e deludente realtà dei primi rapporti con i nostri simili, alla fine di ogni giorno, quando il sole salirà sul palcoscenico nello scenario di colori e di forme, un’altra realtà ed un altro scenario si dischiuderà per continuare la rappresentazione di un nuovo atto della commedia o del dramma della vita e sopra di noi un manto di oscurità luminosa si estenderà sempre all’infinito, in cui vedremo pian piano riaccendersi le presenze luminose e palpitanti di luce, come falene siderali, per suggerirci dalle loro immense distanze che non siamo soli e che la fine della rappresentazione non sarà mai veramente finita, ma continuata su un palco diverso e con costumi e trame diverse. Perché le stelle sorridono sempre… e ci assicurano che rinasceremo ancora, anche se morissimo milioni di volte e anche che resteremo insieme a tutti quelli a cui abbiamo toccato le anime, siano essi umani, animali o piante, tutti della stessa sostanza, gocce di un oceano vivente.

Ennio Romano Forina

Love’s Seasons

Love follows the same cadences of the seasons.

It begins in a powerful and inebriating way,

inflames itself and is fruitful all through the summer,

gets weaker, gathering its fruits in autumn,

and, under the layer of the memories

of the past, lived seasons,

falls asleep in the winter’s oblivion

and in the silence of the emotions.

But the chance that it may be revived again 

strong and hearty in a new spring,

depends on the kind of food has kept it alive

and the kind of fruits that has produced

during the past and active seasons,

so that the inevitable winter of the sensations,

may only be a sleep and not a death.

ennio forina

Summary

When a future is still ahead of us, 

we can leave the past behind,

but when there is no future anymore,

the past comes back again

as a new present.

 

ennio forina

The past is like the shadow of our conscience, 
it's hidden in the dimness of our perceptions 
but whenever some light hits us, becomes evident once more 
for whatever we've done or suffered. 

Non Rompete gli Embrioni…

Il mondo vivente è tale ed è creativo perché è libero, 

se non fosse libero non sarebbe creativo e forse non esisterebbe nemmeno. 

Ma noi stiamo togliendo all’intelligenza del mondo vivente 

tutta la sua libertà e autodeterminazione, con la scusa di produrre più cibo 

e debellare le malattie e sostituendoci ad esso come se fossimo dio. 

In realtà la maggior parte delle nostre ricerche tendono a controllarlo 

per riuscire a trarre vantaggi esclusivi alla nostra specie 

e alle parti di essa, facendo scempio degli altri esseri viventi, 

ma l’ipocrisia che nasconde l'egoismo e le vere ragioni di questo impegno, 

potrebbe segnare la fine di tutte le ambizioni, 

quando il caos derivato da tutte le nostre arbitrarie e audaci manipolazioni 

sarà diventato incontrollabile e irreparabile.
 

ennio forina

ROMA VS ROME

ROMA nova copy

Di solito tratto argomenti molto più tragicamente seri, che riguardano considerazioni di carattere antropologico e dell’impatto della specie umana sul resto del mondo vivente, ma in un’era decadente e di superficialità diffusa come questa attuale, contraddistinta dalle droghe degli sms, dell’entertainment, dello sport e della politica, vorrei che vi fosse maggiore considerazione per l’identità storica della città in cui sono nato e vivo, che nel bene e nel male ha lasciato una eredità immensa al progresso e all’ordinamento degli stati moderni. Anche se mi sento cittadino del pianeta, purtroppo gli altri luoghi non sono tutti ideali, sono abitati da altre culture con altre regole, l’idea di poter vivere bene dappertutto non è sempre realizzabile in pratica e quindi preferisco valorizzare il luogo in cui vivo piuttosto che cercare un inesistente mondo perfetto altrove. Penso che ogni popolo dovrebbe darsi da fare a rendere migliore il luogo in cui vive, senza spostarsi nei giardini dove l’erba sembra essere più verde. Mi riferisco all’abuso dell’identità di questa città mediante l’alterazione arbitraria e senza senso del suo nome di battesimo e quindi della sua connotazione, nel passato solo da chi era estraneo a questa città, ma ora sempre più spesso anche dagli stessi cittadini romani. Sembra quasi che si stia instaurando la volontà di compiacere il resto del mondo, storpiando il nome e marchio della città, così come da molto tempo fanno i paesi anglosassoni che hanno contagiato il resto del mondo ad usare la loro distorsione grafica e fonetica, anziché il nome originale. ROMA  non è “ROME”, ROMA è una combinazione felice di quattro lettere che si adattano perfettamente all’anima del popolo fondante originario, che da semplice villaggio di pastori sulle sponde del Tevere ha costruito un sistema di vita moderno di codici e leggi e regole razionali e opere di ingegno esportate poi anche nei territori di conquista o a quelli alleati e ha dato un impulso enorme all’architettura, alle arti e alla cultura, anche assimilando e sviluppando quella di altri popoli come gli etruschi e greci e non solo. Le quattro lettere R-O-M-A esprimono perfettamente nella grafica, nella loro combinazione architettonica monumentale e nel suono persino, il carattere antico della città:  “ROME” fra l’altro, si pronuncia ROM, amputando impietosamente una delle 4 colonne che formano da sole questo monumento grafico e vocale. Si può persino tentare una decifrazione ideale e simbolica delle lettere che compongono il nome di questa città che si attiene credo molto bene alla sua storia: La “R” è una lettera regale per natura ma è anche l’inizio del termine “Res Publica”, La “O” nei caratteri usati dagli antichi romani, è un cerchio quasi perfetto e può simbolicamente rappresentare il  solco tracciato da Romolo nel terreno per delimitare l’area della fondazione, e dare anche il senso della unità di un popolo, la “M” ha tutto l’aspetto della facciata di un tempio e indica quindi la sacralità di regole etiche, e per ultima la “A” è una piramide pura che può indicare lo slancio e la determinazione verso il futuro. Nelle iscrizioni marmoree, archi di trionfo, su ogni reperto antico, ROMA non smette mai di essere ROMA, allora perché usare un nome diverso dato che i turisti che visitano questa città scattano miliardi di foto di monumenti e targhe su cui è inciso il nome vero di questa città? Ma quello che sconvolge è che questa distorsione del nome la fanno ormai anche i romani attuali. Vedo spesso nomi di alberghi che abbinano “Rome” al nome proprio dell’albergo pensando forse di facilitare i flussi turistici, vedo “Rome” sugli opuscoli turistici di ogni tipo, sulla letteratura dei percorsi storici, le librerie e gli shop di souvenir dei musei spesso e persino nei junk stores, su usa con disinvoltura ROME al posto di ROMA. Io difendo la realtà storica e se permettete anche l’estetica,  l’efficacia e l’armonia grafica e difendo il retaggio storico di cui il nome di questa città è parte fondamentale, altrettanto quanto difendo il buon gusto e senso “alto” dell’estetica così tanto devastata in questa città da orribili esempi di arte contemporanea disseminati ovunque a contrastare con la loro importuna presenza l’immutata bellezza delle rovine e dell’architettura romana, delle sue opere, delle strade, delle colonne e persino della bellezza dei resti delle opere murarie che ancora cingono il perimetro di questa città e affiorano in vari punti all’interno di essa. Gli italiani non dicono più “Nuova York” ancora chiamano “Londra” London, Parigi invece di Paris, sbagliato anche questo. E sono anche, come cittadino romano, uno strenuo difensore dell’arcano, suggestivo acronimo S.P.Q.R. che qualcuno, mi sembra qualche tempo fa velleitariamente, avrebbe voluto sostituire con “I love Rome” nella letteratura turistica e non so in cos’altro, (imitando gusti estranei, banali e volgari in tutti i sensi), alla cultura e alla identità antica e storica di questa città, giusto a dimostrazione di questa perduta ma ancora tanto decantata superiore fantasia, del senso estetico degli italiani odierni o alla coerenza e cura del loro originale retaggio culturale.

ennio forina 2018