Quale Intelligenza?

Non credo che l’intelligenza sia una entità unica, ma una attività della mente divisibile in tre fattori principali, che raramente sono utilizzati tutti e tutti insieme: il Raziocinio, la Logica e la Visione. Il raziocinio è la parte che – per imitazione, per intuizione o per caso – riesce a concepire e realizzare un’invenzione, La logica è quella che la fa funzionare e la perfeziona nell’ambito degli scopi e delle condizioni in cui essa deve essere utilizzata in una specifica realtà contingente. La visione infine, è quella rara forma di intelligenza che riesce a prevedere le conseguenze future, buone o nefaste di una invenzione. Così con le prime due forme di intelligenza, – le più sviluppate – Il genere umano, inventa e realizza numerose opere d’ingegno e tecnologie stupefacenti per ottenere profitti, fonti di energie e vantaggi immediati, ma trascurando di sviluppare quella parte di intelligenza che va oltre i fini pratici, quasi sempre si trova poi ad affrontare le devastanti conseguenze di scelte razionali che sono però prive di visione futura e a seguito di prevedibili ma trascurate conseguenze è costretto ad inventare sempre altri sistemi razionali superflui, costosi e invadenti per gestire e contenere i danni del suo raziocinio privo di visione, conseguenze che alterano gli equilibri e sono a loro volta generatrici di ulteriori futuri problemi.

Ennio Forina

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5 thoughts on “Quale Intelligenza?

  1. credo che la visione anche se presente venga dislocata, abbandonata perchè poco conveniente per i guadagni immediati e rapidi.Da troppo tempo tutto si muove senza pensare al futuro, che non ci appartiene direttamente ed egoisticamente si pensa solo al proprio tornaconto; ed è triste (usando un eufemismo) una civiltà che non si preoccupa dei propri pronipoti e anzi, in alcuni casi li condanna a un maggior peso di problemi e malattie incurabili

    1. Eh si, questo è anche il paradosso che tutti i malvagi, prepotenti, e criminali egoisti, non riescono a vedere: commettono ogni sorta di delitti per se stessi e per consegnare ai figli e nipoti le ricchezze ottenute ma in realtà essi lasciano ogni volta in eredità alle loro progenie il mondo peggiore che hanno così contribuito a costruire, un mondo senz’anima, sterile e pauroso…

      1. E ci saranno sempre se il terreno di coltura che li produce non cambia. Nei secoli e millenni le rivoluzioni si sono avvicendate nell’intento di rimuovere una tirannia che alla fine era sostituita da un’altra tirannia…e questo succede perché la rivoluzione vera deve partire dalla fonte delle tirannie, cioè il popolo. Se gli appetiti dei popoli non si nobilitano ci saranno sempre quei pochi che non fanno altro che seguire quello che il popolo vuole…panem et circenses in abbondanza…hai letto il mio aforisma: “ Le fiamme dell’inferno si estinguerebbero rapidamente se non fossero così in tanti a voler riscaldarsi con esse?”

      2. Nulla di più vero di quanto afferma il tuo aforisma, purtroppo al popolo manca la volontà e la determinazione, troppi son coloro che attingono sopravvivenza da questo stato di cose .regna l’irresponsabilità del popolo bue da sempre che si accontenta di briciole, pure quelle strapagate

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