I Racconti Della Quercia Insonne/ La Tempesta

Per la prima volta nella vita avevo accettato di partecipare ad una vacanza in montagna insieme a un gruppo eterogeneo di gitanti estivi. Mi trovavo sul versante occidentale alpino e mi ero allontanato dal gruppo un paio di ore prima per una solitaria passeggiata contemplativa tra i sentieri che si dipartivano dall’Hotel, costeggiando un piccolo ma impetuoso torrente che riversava a valle la sua acqua diamantina, dalle invisibili sorgenti in alto. Stavo percorrendo lo stretto sentiero che fiancheggiava il torrente e poiché avevo ancora del tempo prima di tornare all’hotel per la cena, mi diressi per guadagnare una vista migliore da un promontorio di roccia scura poco distant
Una quercia con un’immensa chioma di foglie si ergeva orgogliosa un po’ più in alto sul pendio del monte, circondata da un verde e scintillante tappeto d’erba e sembrava che stesse lì ferma come un gigantesco baluardo per impedire alla montagna di cadere giù nella valle.
Non potei fare a meno di fermarmi ad ammirare tanta munifica bellezza di foglie che si espandevano dai rami robusti protesi da tutti i lati sfidando la gravità come fossero braccia tese all’aria e al vento colme di nubi verdi . Spesso, passeggiando tra gli alberi, osservavo con interesse le diverse forme dei semi e gli espedienti che le piante usano per renderli trasportabili dal vento, dagli uccelli e insetti, e inventando molte altre tecniche ingegnosissime per spargerli intorno il più lontano possibile. Una serie infinita di meravigliosi metodi e differenti strutture per assicurare la diffusione e la sopravvivenza di ogni tipo di pianta.
Non so quando iniziai nel corso della mia vita a raccogliere dei semi che trovavo a terra e a portarli altrove, in qualche terreno favorevole per la loro crescita.Venivo preso da una specie di empatia per l’impegno che gli alberi, come i lecci, le querce, avevano impiegato nello sviluppare le loro efficaci tecniche milioni di anni prima, senza sapere che il mondo e il suolo sarebbero in questi ultimi secoli cambiati così tanto a causa dell’impatto umano. I loro semi ora in gran parte finiscono in terreni improbabili o impossibili perché una nuova pianta possa svilupparsi, cemento, asfalto o le moltissime aree impregnate di rifiuti e sostanze tossiche. Mi commuove vedere ghiande che una grande quercia da sughero di fronte alle mie finestre “spara ” intorno e finiscono in strada schiacciate dalle automobili, specialmente pensando a quante altre piante vedono i loro sforzi riproduttivi vanificarsi per la modificazione del suolo. Ma le piante non si arrendono e senza che noi ce ne rendiamo conto combattono una guerra silenziosa contro le nostra prepotenza, contro la nostra visione di un mondo che diventa sempre più grigio fatto di megalopoli che sono sempre più simili a gangli cancerosi, metastasi di cemento e acciaio che crescono ovunque e continuamente alle intersezioni delle strade. Ma le piante crescono, lo stesso si specializzano e diventano più virulente. Ci sono delle erbe alte qualche decina di centimetri così tenaci ai lati delle strade e tra le fessure del cemento o della pietra impossibili da strappare. Noi le chiamiamo con disprezzo “erbacce,” ma loro ridono di noi e sanno che la guerra alla fine la vincono loro. Le città fantasma intorno a Chernobyl in cui la vita umana e degli animali superiori è impossibile, ora sono ricoperte di alberi e vegetazione che ha trovato i modi di prosperare nonostante la radioattività. Noi non ne siamo capaci con tutta la nostra supponenza.
Gli alberi sono sempre stati per me una presenza amichevole, un campo di gioco, un rifugio non solo da condizioni atmosferiche avverse, dalla pungente aria fredda d’inverno, come dal calore implacabile del sole e dell’estate, mi sono stati di conforto in alcuni dei momenti più desolati della mia vita, quando la conflittualità e la fragilità umane rischiavano di frantumare le famiglie così come i sogni legati ad esse.
Non era solo per gratitudine, ma per seguire l’idea che se si può fare qualcosa di bene per un’altro essere vivente in qualsiasi momento casuale e che non include nemmeno un impegno rilevante, perché perdere l’occasione? Spesso causiamo del male semplicemente non attuando il bene, con l’indifferenza ma anche se nessuno può biasimarci dovremmo noi stessi biasimarci.
Si tagliano rami con le gemme non dischiuse e i fiori per metterli nei nostri vasi che sono null’altro che urne funebri per decorare un tavolo, una stanza, mentre avvizziscono e di fatto si gode della loro agonia, chiamandola bellezza. Ai bambini non viene mai detto di non spezzare e strappare rami perché sono parti di un organismo vivente, essi lo fanno come un gesto atavico senza capire e senza rendersi conto che i gesti fatti senza riflettere sono quasi sempre distruttivi nella sostanza e dal piccolo ramo spezzato con indifferenza, alla distruzione di una foresta intera il passo è breve, l’azione distruttiva è racchiusa nella intima matrice del gesto, che è lo stesso di quelli che l’azione umana compie in scala maggiore.
Ogni anno, sacrifichiamo miliardi di abeti per celebrare feste in cui nemmeno crediamo, insegnando ai piccoli che la nostra gioia può tranquillamente ignorare e disprezzare la vita altrui.
Stava diventando tardi, mi scossi così da queste riflessioni e raccolsi velocemente alcune ghiande in più da terra, riempiendo le tasche della giacca a vento, con l’intenzione di lasciarle in qualche luogo adatto il mattino seguente perché potessero eventualmente diventare dei magnifici alberi come la loro madre quercia.
Ma ad un tratto avvertii un fremito strano mentre mi volgevo in direzione dell’hotel e immediatamente sentii l’impulso di guardare la scura chioma della quercia sopra di me con ammirazione, come si indugia per alcuni istanti a osservare un tramonto o le nubi fluttuanti nel cielo o una catena montuosa rilucente di neve, così con il naso all’insù e senza nemmeno rendermene conto, iniziai quasi a “parlare” alla quercia per chiederle cosa l’avesse fatta diventare così bella, fiera e robusta nel suo vestito verde scuro, rilucente di toni argentati ancora visibili e misti ai riflessi d’oro e di fuoco della luce del tramonto. Questa era la domanda che si era delineata nella mia mente; sapere quale fosse stata la potenza, l’impulso e l’energia che le aveva dato così tanta vitalità, l’intelligenza e la capacità di lanciare i suoi semi intorno come fossero proiettili accompagnati da un sonoro crack lontano da sé stessa.
E mentre i miei pensieri si dipanavano vaganti come parole espresse, improvvisamente la sua chioma iniziò a vibrare e tremare, al passaggio di una brezza insinuata veloce attraverso. E a quel punto, ogni foglia sembrò trasmettere un sussurrio di parole vibranti. Era come se stessero parlando con parole simili a un soffio di vento ma che sorprendentemente ero in grado di decifrare e queste parole avevano un suono grave e sembravano come un avvertimento.
–“ Come la maggior parte di voi, quello vostri occhi riescono a vedere sono solo le forme e non l’essenza delle cose e quello che riuscite a sentire sono solo suoni, e non il messaggio che esprimono.”-Non sentite la tempesta avvicinarsi? Come tante volte prima, ma ora la prossima sarà molto più potente e rovinosa che mai. È una tempesta che ha molte forme e molte dimensioni, può colpire da tutti i lati senza lasciare vie di fuga e non ci sarà riparo da essa ovunque voi siate”.–
Non riuscivo a credere di aver potuto concepire nella mia mente tali pensieri, né perché sembrassero venire dall’albero, dalle sue foglie o fossero solo un riflesso della memoria di orrori passati richiamati dai reconditi recessi della mente e dell’anima. Ma perché saltavano fuori ora? Non essendoci riferimenti allusivi nel contesto di una semplice vacanza un po’ noiosa e nel corso di una semplice passeggiata ricreativa? Di nuovo la mia mente senza che lo volessi si rivolse alla quercia girando a lei la stessa domanda. E le foglie ancora una volta sembrarono emettere vibranti parole in risposta verso la mia mente –“C’è una sola energia che possa fermare la tempesta, un unico luogo dove ripararvi perché la tempesta verrà e non ci saranno altri rifugi se non quello, l’unica vera barriera, ma è una difesa rara da trovare e difficile da costruire, e a voi non importa molto di cercarla e non sapete usarla né conservarla, solo pochi di voi prima hanno conosciuto questa energia ed è solo per questo che ancora esistete su questo Terra.”-
-“Noi, alberi- madre, offriamo a voi e ad altri esseri viventi i frutti che contengono i princìpi della Vita. Gli altri animali li apprezzano, li mangiano e ci ringraziano facendo crescere altre piante e altri alberi e loro sono soddisfatti e noi siamo soddisfatti e ci sosteniamo senza rubare nulla gli uni e agli altri. Voi invece prendete i frutti per ottenere altre cose, che si acquistano con foglie che non hanno vita, sono velenose ma hanno un potere immenso. E per ottenerle coprite i nostri frutti di veleni, mangiate la polpa e poi buttate la parte più preziosa per noi senza renderci il favore e se lo fate lo fate per il vostro vantaggio non per riconoscenza né per ammettere la genialità e la bellezza della nostra invenzione e dite che quello che noi siamo stati capaci di scoprire e inventare e fare è stato fatto da qualcuno che vi somiglia, ma non esiste, e noi lo sappiamo perché oltre ai frutti cercate anche di toglierci i nostri meriti.”-
-“Fate lo stesso con il modo in cui amate: siete attratti dalla bellezza del frutto dell’amore, lo costringete a vestirsi del veleno di mille ipocrisie e di sottostare a regole e leggi che lo imprigionano e gli impediscono di crescere, così come imprigionate noi, gli date forme stupide, come fate con noi quando ci potate per adattarci ai vostri schemi di bellezza, lo consumate come si consuma un frutto e quando di esso resta la parte più preziosa, la buttate via così come gettate via i nostri semi che sono i nostri embrioni, o li costringete a nascere e vivere in schiavitù a vostro vantaggio non al nostro. Lasciateci in pace, Ridateci la libertà e restituite la libertà anche al vostro frutto dell’amore, e sarete meno infelici e tristi. Quello che fate lo fate nel bene e nel male, nei risultati e negli effetti, ma ciò che è profondamente sbagliato è il pensiero che vi fa agire, un pensiero di supremo egoismo volto solo a voi stessi e che non considera e non vuole ammettere che la Vita è una sola. Fino a quando una parte di Vita vive, lasciando vivere le altre parti, la Vita intera vive, mentre voi agite come l’organo di un corpo che dopo aver divorato tutti gli altri organi, non avrà altro da divorare che se stesso”. –

Potresti Essere…

Potresti essere schiavo,

o una mente libera.

Potresti essere una spina,

o un fiore sbocciato.

potresti essere grandine,

o pioggia gentile.

Potresti essere un vento forte,

o leggera brezza,

Potresti essere tempesta,

o una nuvola splendente.

Potresti essere un fortunale,

o un’onda leggera,

o una dura tempesta,

o un calmo giorno di sole.

Potresti essere una cascata,

o un ruscello che scorre.

Potresti essere un’alluvione

o un laghetto tranquillo.

Potresti essere una pietra,

o soffice sabbia.

Potresti essere un deserto,

o un grande campo verde.

Potresti essere rude,

o d’animo gentile.

Potresti essere avaro,

o anima generosa.

Potresti essere una morta autostrada,

o una foresta vivente.

Potresti essere un cancello,

o un orizzonte infinito.

potresti essere lacrime,

o un sorriso splendente.

Potresti essere una fine,

o un nuovo principio.

Potresti essere rammarico

o puoi essere Amore.

ennio forina gennaio, 2018

You Could Be…

You could be slave,

or a free thinker.

You could be a spine, 

or an open flower.

You could be hail,

or a gentle rain.

You could be a blast,

or a light breeze.

You could be a storm,

or a shining cloud.

You could be a squall,

or you could be a wave,

or an harsh tempest, 

or a calm and shining  day.

You could be a fall,

or a flowing stream.

You could be a flood,

or a placid pond.

You could be a stone,

or a soft sand.

You could be a desert,

or a wide green field.

You could be rough,

or kindly hearted.

You could be mean,

or a giving soul.

You could be a dead highway

or a living forest.

You could be a gate,

or a vast horizon.

You could be tears,

or a shining smile.

You could be an end,

or a new beginning.

You could be regret

or you can be Love.

ennio forina  january, 2018

Travel Notes

Nowadays, the human kind travels

too fast from point A to many points B,

thinking to have known them

having been able to be there and seen them, 

and in the illusion of finding in point B

what hasn’t been able to find in point A.

But this way of traveling is always too fast

and its soul becomes always slower,

therefore doesn’t learn anything by traveling

not by the route, neither by the destination.

In my lingering times I traveled a lot,

even though I took only a few

fast means of transportation,

and I have reached few far away destinations.

But I traveled always inside me,

and instead of leaving to find other worlds,

I let the other worlds to travel inside me,

because above all,

I am a Traveler of the Mind.

 

ennio forina

I’d just like to stress the fact that the urge of traveling always, is becoming an unreasonable addiction…going places, going nowhere…

Come il Vento

“Il vento scorre fluido e parla in un gesto continuo, fino a placarsi o a diventare tempesta…come la Vita.”
16 luglio 2017
 Come il vento scorrendo e accarezzando
le foglie le trasforma in flauti vibranti
anche il gesto di un corpo rivela l’armonia dell’impulso
anche i movimenti sono parole sincere, inascoltati pensieri
trascurate espressioni di sentimenti
che parlano come i sospiri e le grida
e come il vento dialogano anch’essi, sono frasi espresse
che tutto ciò che vive conosce e sa decifrare
come le parole anche i gesti sono ostili ed altri amichevoli
gesti prepotenti ed altri generosi
gesti che feriscono ed altri che carezzano
gesti che rivelano l’essenza di se stessi oppure il nulla
sono rivolti non a qualcuno ma ai tutti sconosciuti
e vogliono dire a voce alta, io vivo per amare comunque
per questo dono ricevuto che mi ha fatto esistere
nonostante il dolore che attraversa a volte
la mia compagna solitudine vera e il deserto degli affetti
o il rammarico di non poter mutare il corso degli eventi
le molte sconfitte senza battaglie
nonostante tutto sono qui per amare
ed è questo che importa, come il vento gentile
che continua a scorrere attraverso le foglie 
per farle vibrare dolcemente e non per strapparle
e dalle chiome degli alberi accarezzate il suono si diffonde
a riempire le anime e tornare  al buon vento che l’ha generato
poiché la Vita ama solo chi ama la Vita.
 

ennio forina 

Il respiro della Libertà.

senza-liberta

È talmente ovvio il valore perduto della libertà sottratta dalla grande quantità di tempo usato non per essere liberi di essere creativi e produttivi di altre cose nobili o semplicemente pratiche, ma schiavi di meccanismi troppo complessi e infidi che stupisce come nessun governo dia al recupero di questo valore un significato di primaria importanza.

R.I.F. Rest In Freedom.

Free horse

Peace is Freedom.

Freedom to think,

to choose, to doubt, to search,

to follow or forsake,

to study, to analyze,

to criticize, to agree or dissent, 

to speak, to be,

to believe in something or deny it,

to change one’s mind

and let the the others

 free to be and do the same.

Peace is not to give or get harm

for your beliefs.

Peace is a state of mind

not a command. 

ennio forina