Una Diversa Evoluzione

Inizio da qui un lungo viaggio a tappe nei sentieri della mente e della riflessione profonda, come un investigatore che percorre le scene di molti delitti compiuti dalla presunzione umana che da sempre ha tentato di nascondere la sue responsabilità per i danni compiuti con i pretesti più assurdi e falsi di molte  religioni.

Mi scuso in anticipo con chi mi segue, per i testi che pubblicherò, concepiti come semplici note di viaggio, poco curate, anche a causa dei terribili tempi che stiamo attraversando.

Appunto, “Note di un viaggiatore della mente”, che per anni ha dedicato tutto il tempo possibile raccogliendo indizi ovunque, per conquistare non la Verità assoluta ma elementi, parti di verità da utilizzare come punti di riferimento nel lungo infinito cammino della conoscenza dell’origine di tutto quanto è e vive . Fuori dei pretestuosi schemi e architetture fittizie di tante religioni, filosofie e stadi di conoscenze scientifiche stabilite come assolute, a volte con caratteristiche di veri e propri dogmi o quantomeno assiomi accettati senza poter essere verificati ma convenienti spesso a confortare la mente umana nei suoi limiti.

Ennio Romano Forina 

 

PIRAMIDI E ALTRE MERAVIGLIE

Sì, la storia della civilizzazione del genere umano è costellata da opere straordinarie e mirabili, che richiedevano l’impiego di intelligenti soluzioni, ma il cui scopo e ragioni erano decisamente stupide.

Molta intelligenza impiegata e sprecata per idee senza senso o addirittura perverse e malefiche.

Farò alcuni esempi- Tutti lodano le piramidi cercando di trovare in quelle forme geometriche così perfette e nelle dimensioni, nella capacità di essere stati in grado di costruire simili edifici, l’esempio dell’intelligenza umana nelle più antiche civiltà. Egiziani, Assiro Babilonesi, e numerosi altri esempi riscontrabili in popoli diversi collocati su continenti diversi, hanno suscitato la fantasia e le congetture più bizzarre o più affascinanti, come il possibile intervento di esseri alieni che avrebbero, visitando il pianeta in un tempo lontano, influito sui preistorici umani consegnando loro le chiavi di una intelligenza superiore e la capacità di sfruttare meglio i loro cervelli.

Un esempio emblematico di queste attitudini di pensiero lo abbiamo trovato nel film 2001 Odissea nello spazio, così tanto lodato e che personalmente ho trovato assolutamente mediocre e persino mistificante.

L’idea che la specie umana abbia sviluppato un tipo di intelligenza “superiore” per l’intervento di un monolito alieno che avrebbe acceso la scintilla di altre intelligenze cosmiche già evolute, non è soltanto ridicola ma nemmeno originale.Derivata da concezioni bibliche analoghe a quelle di tutte le religioni.

Niente altro che la replica in chiave moderna tecnologica del fuoco divino che ha plasmato l’uomo  privilegiandolo di una intelligenza superiore, per chissà quali meriti e quali fini. Perché mai poi solo l’umanoide erectus simile in tutto agli altri animali, avrebbe meritato di acquisire un ruolo speciale nell’ambito del mondo vivente? Perché non tutti allora? È semplice, il film non fa altro che riportare la concezione mitica biblica della predilezione del creatore per la sua opera ultima che tra l’altro, si è dimostrata la meno riuscita e la più distruttiva se volessimo fare una constatazione di fatto ,specie alla luce degli avvenimenti di tutti i millenni, di tutti i secoli, fino all’attuale era.

Io penso che la spiegazione della indubbia bellezza delle piramidi non sia da cercare nell’intelligenza degli architetti umani del tempo, ma nel seguire le condizioni fisiche che la natura dettava e detta e mi spiego: l’ambizioso progetto di costruire una tomba per uno singolo, stupido soggetto, venerato come un dio ma che non era capace di costruirsela da solo, alla ricerca di una impossibile immortalità organica, era dettata da considerazioni di fatto, solo in questo la scintilla del genio si era accesa nella mente degli architetti, la consapevolezza che se si volevano costruire edifici tanto grandi e pesanti questi non potevano che avere QUELLA forma. Non avrebbero mai potuto costruire un cubo di pietra di quelle dimensioni nemmeno sacrificando il triplo di esistenze di animali e schiavi e sarebbe difficile persino oggi, nonostante tutte le energie meccaniche e materiali nuovi di cui disponiamo. Quindi qual’è la logica conclusione di questa mia riflessione se non il fatto che la ragione stupida della costruzione di una tomba immensa, che non serviva assolutamente a nulla è che le piramidi non sono state costruite dall’intelligenza umana, ma che l’intelligenza umana non ha fatto altro che rendersi conto delle possibilità che “l’intelligenza cosmica” concedeva per realizzare simili costruzioni, in pratica, non gli umani, ma la Natura stessa ha progettato quella forma così come progetta e realizza un infinito numero di opere e gli architetti non hanno fatto altro che seguire le indicazioni e i limiti del progetto scritte nelle leggi della fisica naturale.

Nulla di diverso di quanto fanno anche altre specie viventi, Api, Termiti, Formiche, Castori, tutte le piante che progettano una infinità di soluzioni assecondando le indicazioni che provengono dalle armonie cosmiche che loro sanno decifrare e usare in molti casi molto più di noi. Porterò ulteriori evidenze di quanto affermo tese a sostenere la mia idea che l’intelligenza umana non ha nulla di particolare e di eccezionale ma che ha avuto fortuitamente delle possibilità di esprimersi diversamente, una diversa evoluzione ma non per merito ma per condizione.

Questo concetto e molti altri esempi della dicotomia fra intelligenza motivata dalla stupidità, e quella originale creativa, dovrebbe farci riconsiderare tutta l’ammirazione che poniamo per moltissime altre realizzazioni e  opere umane, a meno che non si voglia attribuire alle piramidi la stessa ammirazione e meraviglia che poniamo ammirando i cristalli o la magnificenza delle montagne. Partirò da qui per un viaggio nell’evoluzione umana rivista in un modo credo del tutto nuovo, stanco come sono di sentire gli stessi stereotipi ereditati, inculcati che fanno parte del debole pensiero comune, anche di quello di un mondo scientifico ancorato ai risultati fin qui raggiunti come fossero dogmi di una religione ottusa che cerca e costruisce risposte artefatte comprensibili e facili per convalidare la presunta superiorità del genio umano che ha portato a compiere così tanti progressi e altrettanti delitti, verso il mondo vivente e verso sé stesso.

Ennio Romano Forina

Vegan Poem – Part 1

The Good feeds itself with Truth
Evil thrives within the Lie.
Il Bene si nutre di Verità,
Il Male prospera nella menzogna.
 
 
Ho visto il sole diventare nero
per tutte le creature torturate e uccise
nei luoghi infami del dolore e della morte
un sole nero senza calore e senza luce.
Ho visto le più scure nubi
dell’indifferenza addensarsi
sopra il bugiardo mondo degli umani
per nasconder la vergogna dell’orrore .
Ho visto la gioia fugace della nascita
mutarsi subito in disperato dolore
dei nuovi nati anelanti nutrimento e amore
strappati brutalmente alle mammelle.
Ho visto l’invisibile legame
tra una madre e un figlio reciso
nell’aria fetida di camere di morte
da cieche mani brutali.
 
 
 
 
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
 
Ho visto il sangue uscire
dagli squarci di ferite crudeli.
e l’inutile lotta per l’impossibile fuga.
Ho visto orchi spezzare colli e crani
di animali indifesi e innocenti
con gli occhi densi di stupito terrore
che gridavano solo pietà
con urla soffocate nella gola
per chiedere la salvezza negata.
Ho visto le anime sensibili degli esseri viventi
ignorate e diventate con disprezzo cose
uccise nell’anima, nel cuore e nella mente
uccise due, tre, più volte
prima che i loro corpi fossero spezzati.
Tutti possono vedere queste cose
ma gli occhi umani guardano soltanto
quello che vogliono vedere.
 
 
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
 
Un animale vuol dire occhi, polmoni,
bocca e un cuore palpitante di emozioni,
vuol dire tenero amore di una madre,
vuol dire ricordo ed affezione
e vuol dire anima e vuol dire verità.
Vediamo in loro tutte queste cose
che non si possono negare
ma la compassione nasce solo da un’anima
e soltanto un’anima sana la può generare
come il seme nasce e germoglia nella fertile terra.
La compassione è lo sguardo dell’anima
e un’anima senza compassione
è cieca e spenta, solo una pianta morta.
Compassione e anima sono un’anima sola,
non esiste un’ anima senza compassione,
e non c’è compassione senza un’anima.
 
 
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
 
 
Nessuno ha una vera buona ragione
per rubare una vita che non gli appartiene,
noi tutti siamo tutto per l’amore di una madre
lo stesso che genera quelli che uccidiamo
siamo i doni di questo materno amore universale
che per noi resta intatto e non spezzato.
Siamo vivi, possiamo al cielo e al sole
volger lo sguardo e respirar nel vento
pensare, parlare, amare, ridere
o star senza far niente,
per quell’amore che ci è stato regalato
e non vorremmo mai che a noi
fosse brutalmente tolto lo stesso amore
strappandolo dal seno di una madre.
Non serve chiedere compassione
serve liberare il cielo da ogni falsità
perché solo quando la verità è vittoriosa
anche la giustizia vince nella libertà.
 
 
 
Ma gli animali non saranno mai liberi
se non saremo noi stessi infine liberati
da ogni nostra ipocrita e distorta convinzione,
senza la verità non si può esser liberi,
e quel che è vero è che l’umano
ha ancora adesso come un lontano tempo
un organismo adatto per nutrirsi
di frutti, bacche, semi, noci, radici ma non carne,
ma la mente deformata dal dominio
vuole avere tutto nelle nostre mani,
le armi più micidiali e distruttive mai create
che sono pregne del veleno dell’onnipotenza
che da sempre la mente umana inebria,
rendendola la mente predatrice
più spietata e crudele mai esistita.
 
 
Nessuno è libero dentro la menzogna
e nessuno può essere innocente
se sceglie la menzogna alla verità.
Per liberare gli altri animali
si deve dunque prima liberar la Verità.
Non siamo carnivori,
ma siamo predatori e questo è vero,
zanne e artigli tremendi si sono formati
nel vuoto di quest’anima persa e nelle nostre menti
dove alloggiano tutti ad uno ad uno
i piani e i livelli orrendi dell’inferno
sempre nuovi e perversi e più crudeli
che per gli animali abbiamo costruito.
Mai come ora essi sono vittime designate
del predatore umano che mentre conquista
nuove ambiziose mete di tecnologia e scienza
lascia la sua anima sempre più marcire
nelle grandi e piccole industrie e nelle fattorie,
della strage e della morte sparse
in tutto questo mondo senza amore,
negli allevamenti che spianano foreste ed esistenze
dove le immagini di brutali torture ed uccisioni
sono ormai nelle menti eternamente impresse,
anche di chi ignobilmente ne rifiuta l’esistenza.
Ma anche se la mente ottusa può nascondere
e confondere tutto quel che vede
l’anima non può evitare ciò che è vero
e non ha le stesse scuse della mente.
 
 
 
Che gli animali siano vivi a noi basta
per essere a loro fraternamente avvinti
e restituire la vita tolta è la nostra vera direzione,
e questa amiche e amici è più che una promessa.
Li faremo uscire dalle gabbie atroci
di freddo metallo sporco di sangue ed escrementi
solo quando apriremo le prigioni dell’indifferenza
che rinchiudono le menti umane e i cuori
che muoiono in gabbie infami uguali
a quelle che per tutti gli esseri viventi
hanno voluto costruire.
 
 
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
 
 
 
Non c’è anima vera che non abbia compassione
e se la compassione manca anche l’anima manca
quindi è inutile chiedere compassione
sapere e credere questo è la rivoluzione.
Solo liberando il cielo da tutto ciò che è falso
e guardando tutti dentro noi salveremo
le vite uccise e depredate della carne
nel riflesso delle umane anime spente
ancora incapaci di sentire, capire che
quelle gabbie sono in noi, perciò son vere
e sono state fatte da menti umane abbiette
che osano chiamare prodotto ciò che è Vita
dietro l’ipocrita cortina che nasconde l’orrore.
Siamo tutti colpevoli per essere umani
per quel che gli umani han fatto e stan facendo.
 
 
 
C’é uno spazio vuoto dove forse una volta
c’era un’anima umana pura
come pura era l’anima innocente
di tutti gli altri animali che abbiamo rinchiuso
nei gironi d’inferno esiste e resta viva
mentre la nostra nella viltà muore.
Nemmeno il più feroce predatore
ha mai allevato le sue prede
per venderle ad altri predatori
e vivere nel lusso ricavato
dal loro sangue e morte atroce
ma tutto quello che ormai si deve fare
per metter fine all’olocausto
per fermare questa ingiustizia immane
è di restituire agli animali
la luce del sole che gli abbiamo tolto
restituendo anche alla verità il suo splendore.
 
 
 
L’amore di una madre è lo stesso in ogni specie
è un ‘unica energia che non si può negare.
Chi osa pensare che una vita
sia diversa da un’altra vita?
La vita è solo vita, la morte è solo morte
quella che c’è fuori di noi, qualunque forma abbia,
è la stessa delle parti di vita che sono dentro noi.
In quale angolo dell’universo
c’è una legge che dice questo è giusto
che non sia stata scritta da noi?
Quale dio l’avrebbe mai dettata
se ogni popolo e ogni uomo uccide
perché un dio a lui soltanto parla
mentre da solo sta parlando come un folle.
Gli dei e le menzogne sono sempre
dalla parte di chi tutti e due inventa.
 
 
 
Agli animali abbiamo tolto il sole vero
e da noi hanno avuto un sole nero e senza luce:
le fioche lampade spettrali degli allevamenti .
Dove c’è il sole nero c’è il terrore e c’è la morte
e sono luoghi pieni d’odio e di rancore,
mangiar carne vuol dire anche questo
nutrirsi di odio e di rancore.
Perché chiunque odierebbe chi lo uccide
chi pensa che gli animali non possano
provare odio né rancore sbaglia assai
loro son puri, ma la morte violenta è velenosa
e questo veleno puro e giusto si riversa nella carne
il terrore, la sofferenza della tortura e della morte.
Ed è quello infatti che nella carne resta.
 
 
il veleno di una morte ingiusta.
C’è una formula nel Cosmo
che non si può evitare:
Il Cosmo intero è amore ed armonia
armonia vuol dire carezza e compassione
l’armonia si nutre di energia d’amore
e la Natura ha trovato molte altre vie migliori
di sopravvivenza valide e incruente,
noi le chiamiamo forme di simbiosi;
sono l’evoluzione, il futuro ideale
per tutti gli esseri viventi,
mangiar carne fa andare in senso inverso
indietro nel buio dei primordi.
 
 
 
Ma io voglio nutrirmi di gioia e di sole
e non di oscurità, dolore e morte
nutrirmi dei frutti della terra
e non del veleno del terrore
nutrirmi di cibo regalato e non di cibo rapinato
nutrirmi di nettare dell’anima di vita
che cresce respira al sole e all’aria aperta.
 
 
 
Questo è l’orgoglio e la ragione d’essere vegani.
Cogliere una mela è un atto gentile 
voluto dalla pianta che offre i frutti
in cambio di un semplice trasporto dei suoi semi.
Chi mangia un animale è un uccisore di vita
chi mangia un frutto è un propagatore di vita;
un grande passo nell’evoluzione.
Sgozzare un animale è la rapina
di una vita che non ci appartiene
che non è una cosa, non è una pietra, un sasso
non è sabbia o fango e non è oro.
Oro rosso d’innocente sangue sparso.
Come non sentire le grida di dolore
come non vedere quegli occhi sgranati
e umidi di pianto e quegli sguardi colmi di terrore,
come non immaginare di trovar sé stessi
nati in una gabbia e per sempre non veder la luce
e non sentire il calore di una madre
il dolore che una madre prova a partorir dei figli 
senza la gioia di poterli accogliere
al suo seno ed alle sue mammelle
senza potersi muovere per tutta un’esistenza breve.
 
 
Tutti gli esseri viventi hanno una madre
che li ama in più modi diversi
e non esiste vita che non sia vita
d’amor materno generata
e chi la uccide, uccide quello stesso amore
che la sua propria vita ha generato.
Come si chiama un agnello?
si chiama figlio, figlio di una madre
o si pensa che sia il “prodotto” di una madre?
E quando si sgozza un agnello per far festa
cosa pensiamo è solo un animale?
Chi siamo noi, di cosa siamo fatti?
siamo forse divini, fatti di eterea energia?
I capezzoli che le nostre bocche hanno succhiato
erano gli stessi di quelli di tutte le altre madri
e se qualcuno avesse strappato noi allora
da quel nettare vitale del seno
e dal dolce amore di una madre?
Madre non è un nome, ma è un’essenza.
Vegani non è solo una parola
vuol dire anime che hanno compassione
che credono nella resilienza e nella restituzione
di libertà a tutti gli altri esseri viventi.
Ed essere vegani non vuol dire solo compassione
ma soddisfare fame e sete di giustizia,
e restituire al sole nero e a tutti gli animali
la splendente luce del dono della Vita,
della libertà rapita che da sempre gli appartiene
e del diritto sacro all’universale Amore.
 
 
Ennio Romano Forina
 
There’s an empty space
were once there was a soul
inside the human race.
 
The Good feeds itself with Truth
Evil thrives within the Lie.
 
What we see is what we do
the horrendous cages are not a lie
the shining light of their stolen sun
the green grass they never saw,
that they‘ll never see.
We shall free them by the force of Truth
more than asking for compassion
’cause the assassins do not know compassion
and they’ll only be free
when we’ll be free from all our lies.
 
Non one can be free within the lie…
no one can know the truth when he’s not free.
 
We’ll save and set them free only
if we fight the thousands years of lies.
We’ll set them all free at last
from the horrendous cages
our wicked minds have made.
 
Ennio Romano Forina

I Racconti Della Quercia Insonne/ La Tempesta

Per la prima volta nella vita avevo accettato di partecipare ad una vacanza in montagna insieme a un gruppo eterogeneo di gitanti estivi. Mi trovavo sul versante occidentale alpino e mi ero allontanato dal gruppo un paio di ore prima per una solitaria passeggiata contemplativa tra i sentieri che si dipartivano dall’Hotel, costeggiando un piccolo ma impetuoso torrente che riversava a valle la sua acqua diamantina, dalle invisibili sorgenti in alto. Stavo percorrendo lo stretto sentiero che fiancheggiava il torrente e poiché avevo ancora del tempo prima di tornare all’hotel per la cena, mi diressi per guadagnare una vista migliore da un promontorio di roccia scura poco distant
Una quercia con un’immensa chioma di foglie si ergeva orgogliosa un po’ più in alto sul pendio del monte, circondata da un verde e scintillante tappeto d’erba e sembrava che stesse lì ferma come un gigantesco baluardo per impedire alla montagna di cadere giù nella valle.
Non potei fare a meno di fermarmi ad ammirare tanta munifica bellezza di foglie che si espandevano dai rami robusti protesi da tutti i lati sfidando la gravità come fossero braccia tese all’aria e al vento colme di nubi verdi . Spesso, passeggiando tra gli alberi, osservavo con interesse le diverse forme dei semi e gli espedienti che le piante usano per renderli trasportabili dal vento, dagli uccelli e insetti, e inventando molte altre tecniche ingegnosissime per spargerli intorno il più lontano possibile. Una serie infinita di meravigliosi metodi e differenti strutture per assicurare la diffusione e la sopravvivenza di ogni tipo di pianta.
Non so quando iniziai nel corso della mia vita a raccogliere dei semi che trovavo a terra e a portarli altrove, in qualche terreno favorevole per la loro crescita.Venivo preso da una specie di empatia per l’impegno che gli alberi, come i lecci, le querce, avevano impiegato nello sviluppare le loro efficaci tecniche milioni di anni prima, senza sapere che il mondo e il suolo sarebbero in questi ultimi secoli cambiati così tanto a causa dell’impatto umano. I loro semi ora in gran parte finiscono in terreni improbabili o impossibili perché una nuova pianta possa svilupparsi, cemento, asfalto o le moltissime aree impregnate di rifiuti e sostanze tossiche. Mi commuove vedere ghiande che una grande quercia da sughero di fronte alle mie finestre “spara ” intorno e finiscono in strada schiacciate dalle automobili, specialmente pensando a quante altre piante vedono i loro sforzi riproduttivi vanificarsi per la modificazione del suolo. Ma le piante non si arrendono e senza che noi ce ne rendiamo conto combattono una guerra silenziosa contro le nostra prepotenza, contro la nostra visione di un mondo che diventa sempre più grigio fatto di megalopoli che sono sempre più simili a gangli cancerosi, metastasi di cemento e acciaio che crescono ovunque e continuamente alle intersezioni delle strade. Ma le piante crescono, lo stesso si specializzano e diventano più virulente. Ci sono delle erbe alte qualche decina di centimetri così tenaci ai lati delle strade e tra le fessure del cemento o della pietra impossibili da strappare. Noi le chiamiamo con disprezzo “erbacce,” ma loro ridono di noi e sanno che la guerra alla fine la vincono loro. Le città fantasma intorno a Chernobyl in cui la vita umana e degli animali superiori è impossibile, ora sono ricoperte di alberi e vegetazione che ha trovato i modi di prosperare nonostante la radioattività. Noi non ne siamo capaci con tutta la nostra supponenza.
Gli alberi sono sempre stati per me una presenza amichevole, un campo di gioco, un rifugio non solo da condizioni atmosferiche avverse, dalla pungente aria fredda d’inverno, come dal calore implacabile del sole e dell’estate, mi sono stati di conforto in alcuni dei momenti più desolati della mia vita, quando la conflittualità e la fragilità umane rischiavano di frantumare le famiglie così come i sogni legati ad esse.
Non era solo per gratitudine, ma per seguire l’idea che se si può fare qualcosa di bene per un’altro essere vivente in qualsiasi momento casuale e che non include nemmeno un impegno rilevante, perché perdere l’occasione? Spesso causiamo del male semplicemente non attuando il bene, con l’indifferenza ma anche se nessuno può biasimarci dovremmo noi stessi biasimarci.
Si tagliano rami con le gemme non dischiuse e i fiori per metterli nei nostri vasi che sono null’altro che urne funebri per decorare un tavolo, una stanza, mentre avvizziscono e di fatto si gode della loro agonia, chiamandola bellezza. Ai bambini non viene mai detto di non spezzare e strappare rami perché sono parti di un organismo vivente, essi lo fanno come un gesto atavico senza capire e senza rendersi conto che i gesti fatti senza riflettere sono quasi sempre distruttivi nella sostanza e dal piccolo ramo spezzato con indifferenza, alla distruzione di una foresta intera il passo è breve, l’azione distruttiva è racchiusa nella intima matrice del gesto, che è lo stesso di quelli che l’azione umana compie in scala maggiore.
Ogni anno, sacrifichiamo miliardi di abeti per celebrare feste in cui nemmeno crediamo, insegnando ai piccoli che la nostra gioia può tranquillamente ignorare e disprezzare la vita altrui.
Stava diventando tardi, mi scossi così da queste riflessioni e raccolsi velocemente alcune ghiande in più da terra, riempiendo le tasche della giacca a vento, con l’intenzione di lasciarle in qualche luogo adatto il mattino seguente perché potessero eventualmente diventare dei magnifici alberi come la loro madre quercia.
Ma ad un tratto avvertii un fremito strano mentre mi volgevo in direzione dell’hotel e immediatamente sentii l’impulso di guardare la scura chioma della quercia sopra di me con ammirazione, come si indugia per alcuni istanti a osservare un tramonto o le nubi fluttuanti nel cielo o una catena montuosa rilucente di neve, così con il naso all’insù e senza nemmeno rendermene conto, iniziai quasi a “parlare” alla quercia per chiederle cosa l’avesse fatta diventare così bella, fiera e robusta nel suo vestito verde scuro, rilucente di toni argentati ancora visibili e misti ai riflessi d’oro e di fuoco della luce del tramonto. Questa era la domanda che si era delineata nella mia mente; sapere quale fosse stata la potenza, l’impulso e l’energia che le aveva dato così tanta vitalità, l’intelligenza e la capacità di lanciare i suoi semi intorno come fossero proiettili accompagnati da un sonoro crack lontano da sé stessa.
E mentre i miei pensieri si dipanavano vaganti come parole espresse, improvvisamente la sua chioma iniziò a vibrare e tremare, al passaggio di una brezza insinuata veloce attraverso. E a quel punto, ogni foglia sembrò trasmettere un sussurrio di parole vibranti. Era come se stessero parlando con parole simili a un soffio di vento ma che sorprendentemente ero in grado di decifrare e queste parole avevano un suono grave e sembravano come un avvertimento.
–“ Come la maggior parte di voi, quello vostri occhi riescono a vedere sono solo le forme e non l’essenza delle cose e quello che riuscite a sentire sono solo suoni, e non il messaggio che esprimono.”-Non sentite la tempesta avvicinarsi? Come tante volte prima, ma ora la prossima sarà molto più potente e rovinosa che mai. È una tempesta che ha molte forme e molte dimensioni, può colpire da tutti i lati senza lasciare vie di fuga e non ci sarà riparo da essa ovunque voi siate”.–
Non riuscivo a credere di aver potuto concepire nella mia mente tali pensieri, né perché sembrassero venire dall’albero, dalle sue foglie o fossero solo un riflesso della memoria di orrori passati richiamati dai reconditi recessi della mente e dell’anima. Ma perché saltavano fuori ora? Non essendoci riferimenti allusivi nel contesto di una semplice vacanza un po’ noiosa e nel corso di una semplice passeggiata ricreativa? Di nuovo la mia mente senza che lo volessi si rivolse alla quercia girando a lei la stessa domanda. E le foglie ancora una volta sembrarono emettere vibranti parole in risposta verso la mia mente –“C’è una sola energia che possa fermare la tempesta, un unico luogo dove ripararvi perché la tempesta verrà e non ci saranno altri rifugi se non quello, l’unica vera barriera, ma è una difesa rara da trovare e difficile da costruire, e a voi non importa molto di cercarla e non sapete usarla né conservarla, solo pochi di voi prima hanno conosciuto questa energia ed è solo per questo che ancora esistete su questo Terra.”-
-“Noi, alberi- madre, offriamo a voi e ad altri esseri viventi i frutti che contengono i princìpi della Vita. Gli altri animali li apprezzano, li mangiano e ci ringraziano facendo crescere altre piante e altri alberi e loro sono soddisfatti e noi siamo soddisfatti e ci sosteniamo senza rubare nulla gli uni e agli altri. Voi invece prendete i frutti per ottenere altre cose, che si acquistano con foglie che non hanno vita, sono velenose ma hanno un potere immenso. E per ottenerle coprite i nostri frutti di veleni, mangiate la polpa e poi buttate la parte più preziosa per noi senza renderci il favore e se lo fate lo fate per il vostro vantaggio non per riconoscenza né per ammettere la genialità e la bellezza della nostra invenzione e dite che quello che noi siamo stati capaci di scoprire e inventare e fare è stato fatto da qualcuno che vi somiglia, ma non esiste, e noi lo sappiamo perché oltre ai frutti cercate anche di toglierci i nostri meriti.”-
-“Fate lo stesso con il modo in cui amate: siete attratti dalla bellezza del frutto dell’amore, lo costringete a vestirsi del veleno di mille ipocrisie e di sottostare a regole e leggi che lo imprigionano e gli impediscono di crescere, così come imprigionate noi, gli date forme stupide, come fate con noi quando ci potate per adattarci ai vostri schemi di bellezza, lo consumate come si consuma un frutto e quando di esso resta la parte più preziosa, la buttate via così come gettate via i nostri semi che sono i nostri embrioni, o li costringete a nascere e vivere in schiavitù a vostro vantaggio non al nostro. Lasciateci in pace, Ridateci la libertà e restituite la libertà anche al vostro frutto dell’amore, e sarete meno infelici e tristi. Quello che fate lo fate nel bene e nel male, nei risultati e negli effetti, ma ciò che è profondamente sbagliato è il pensiero che vi fa agire, un pensiero di supremo egoismo volto solo a voi stessi e che non considera e non vuole ammettere che la Vita è una sola. Fino a quando una parte di Vita vive, lasciando vivere le altre parti, la Vita intera vive, mentre voi agite come l’organo di un corpo che dopo aver divorato tutti gli altri organi, non avrà altro da divorare che se stesso”. –

Quia Plus Valeo…

Dominion

Spesso ci riferiamo alla Natura come se fosse una divinità, alla Scienza e ai suoi ministri come se fosse una nuova religione, ed alle Tradizioni delle antiche culture come se fossero leggi. Pretendendo sempre che la Natura, la Scienza e le Tradizioni, siano tutte entità al servizio delle nostre infinite, insaziabili ambizioni di sfruttamento e dominio delmondo vivente. ennio forina

Come il Vento

“Il vento scorre fluido e parla in un gesto continuo, fino a placarsi o a diventare tempesta…come la Vita.”
16 luglio 2017
 Come il vento scorrendo e accarezzando
le foglie le trasforma in flauti vibranti
anche il gesto di un corpo rivela l’armonia dell’impulso
anche i movimenti sono parole sincere, inascoltati pensieri
trascurate espressioni di sentimenti
che parlano come i sospiri e le grida
e come il vento dialogano anch’essi, sono frasi espresse
che tutto ciò che vive conosce e sa decifrare
come le parole anche i gesti sono ostili ed altri amichevoli
gesti prepotenti ed altri generosi
gesti che feriscono ed altri che carezzano
gesti che rivelano l’essenza di se stessi oppure il nulla
sono rivolti non a qualcuno ma ai tutti sconosciuti
e vogliono dire a voce alta, io vivo per amare comunque
per questo dono ricevuto che mi ha fatto esistere
nonostante il dolore che attraversa a volte
la mia compagna solitudine vera e il deserto degli affetti
o il rammarico di non poter mutare il corso degli eventi
le molte sconfitte senza battaglie
nonostante tutto sono qui per amare
ed è questo che importa, come il vento gentile
che continua a scorrere attraverso le foglie 
per farle vibrare dolcemente e non per strapparle
e dalle chiome degli alberi accarezzate il suono si diffonde
a riempire le anime e tornare  al buon vento che l’ha generato
poiché la Vita ama solo chi ama la Vita.
 

ennio forina