Vegan Poem – Part 1

The Good feeds itself with Truth
Evil thrives within the Lie.
Il Bene si nutre di Verità,
Il Male prospera nella menzogna.
Ho visto il sole diventare nero
per tutte le creature torturate e uccise
nei luoghi infami del dolore e della morte
un sole nero senza calore e senza luce.
Ho visto le più scure nubi
dell’indifferenza addensarsi
sopra il bugiardo mondo degli umani
per nasconder la vergogna dell’orrore .
Ho visto la gioia fugace della nascita
mutarsi subito in disperato dolore
dei nuovi nati anelanti nutrimento e amore
strappati brutalmente alle mammelle.
Ho visto l’invisibile legame
tra una madre e un figlio reciso
nell’aria fetida di camere di morte
da cieche mani brutali.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Ho visto il sangue uscire
dagli squarci di ferite crudeli.
e l’inutile lotta per l’impossibile fuga.
Ho visto orchi spezzare colli e crani
di animali indifesi e innocenti
con gli occhi densi di stupito terrore
che gridavano solo pietà
con urla soffocate nella gola
per chiedere la salvezza negata.
Ho visto le anime sensibili degli esseri viventi
ignorate e diventate con disprezzo cose
uccise nell’anima, nel cuore e nella mente
uccise due, tre, più volte
prima che i loro corpi fossero spezzati.
Tutti possono vedere queste cose
ma gli occhi umani guardano soltanto
quello che vogliono vedere.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Un animale vuol dire occhi, polmoni,
bocca e un cuore palpitante di emozioni,
vuol dire tenero amore di una madre,
vuol dire ricordo ed affezione
e vuol dire anima e vuol dire verità.
Vediamo in loro tutte queste cose
che non si possono negare
ma la compassione nasce solo da un’anima
e soltanto un’anima sana la può generare
come il seme nasce e germoglia nella fertile terra.
La compassione è lo sguardo dell’anima
e un’anima senza compassione
è cieca e spenta, solo una pianta morta.
Compassione e anima sono un’anima sola,
non esiste un’ anima senza compassione,
e non c’è compassione senza un’anima.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Nessuno ha una vera buona ragione
per rubare una vita che non gli appartiene,
noi tutti siamo tutto per l’amore di una madre
lo stesso che genera quelli che uccidiamo
siamo i doni di questo materno amore universale
che per noi resta intatto e non spezzato.
Siamo vivi, possiamo al cielo e al sole
volger lo sguardo e respirar nel vento
pensare, parlare, amare, ridere
o star senza far niente,
per quell’amore che ci è stato regalato
e non vorremmo mai che a noi
fosse brutalmente tolto lo stesso amore
strappandolo dal seno di una madre.
Non serve chiedere compassione
serve liberare il cielo da ogni falsità
perché solo quando la verità è vittoriosa
anche la giustizia vince nella libertà.
Ma gli animali non saranno mai liberi
se non saremo noi stessi infine liberati
da ogni nostra ipocrita e distorta convinzione,
senza la verità non si può esser liberi,
e quel che è vero è che l’umano
ha ancora adesso come un lontano tempo
un organismo adatto per nutrirsi
di frutti, bacche, semi, noci, radici ma non carne,
ma la mente deformata dal dominio
vuole avere tutto nelle nostre mani,
le armi più micidiali e distruttive mai create
che sono pregne del veleno dell’onnipotenza
che da sempre la mente umana inebria,
rendendola la mente predatrice
più spietata e crudele mai esistita.
Nessuno è libero dentro la menzogna
e nessuno può essere innocente
se sceglie la menzogna alla verità.
Per liberare gli altri animali
si deve dunque prima liberar la Verità.
Non siamo carnivori,
ma siamo predatori e questo è vero,
zanne e artigli tremendi si sono formati
nel vuoto di quest’anima persa e nelle nostre menti
dove alloggiano tutti ad uno ad uno
i piani e i livelli orrendi dell’inferno
sempre nuovi e perversi e più crudeli
che per gli animali abbiamo costruito.
Mai come ora essi sono vittime designate
del predatore umano che mentre conquista
nuove ambiziose mete di tecnologia e scienza
lascia la sua anima sempre più marcire
nelle grandi e piccole industrie e nelle fattorie,
della strage e della morte sparse
in tutto questo mondo senza amore,
negli allevamenti che spianano foreste ed esistenze
dove le immagini di brutali torture ed uccisioni
sono ormai nelle menti eternamente impresse,
anche di chi ignobilmente ne rifiuta l’esistenza.
Ma anche se la mente ottusa può nascondere
e confondere tutto quel che vede
l’anima non può evitare ciò che è vero
e non ha le stesse scuse della mente.
Che gli animali siano vivi a noi basta
per essere a loro fraternamente avvinti
e restituire la vita tolta è la nostra vera direzione,
e questa amiche e amici è più che una promessa.
Li faremo uscire dalle gabbie atroci
di freddo metallo sporco di sangue ed escrementi
solo quando apriremo le prigioni dell’indifferenza
che rinchiudono le menti umane e i cuori
che muoiono in gabbie infami uguali
a quelle che per tutti gli esseri viventi
hanno voluto costruire.
Io sono vegan e sono forte
mi nutro di sole e non di morte
Non serve uccidere un essere vivente
quando le piante offrono cibo
che non uccide niente.
Non c’è anima vera che non abbia compassione
e se la compassione manca anche l’anima manca
quindi è inutile chiedere compassione
sapere e credere questo è la rivoluzione.
Solo liberando il cielo da tutto ciò che è falso
e guardando tutti dentro noi salveremo
le vite uccise e depredate della carne
nel riflesso delle umane anime spente
ancora incapaci di sentire, capire che
quelle gabbie sono in noi, perciò son vere
e sono state fatte da menti umane abbiette
che osano chiamare prodotto ciò che è Vita
dietro l’ipocrita cortina che nasconde l’orrore.
Siamo tutti colpevoli per essere umani
per quel che gli umani han fatto e stan facendo.
C’é uno spazio vuoto dove forse una volta
c’era un’anima umana pura
come pura era l’anima innocente
di tutti gli altri animali che abbiamo rinchiuso
nei gironi d’inferno esiste e resta viva
mentre la nostra nella viltà muore.
Nemmeno il più feroce predatore
ha mai allevato le sue prede
per venderle ad altri predatori
e vivere nel lusso ricavato
dal loro sangue e morte atroce
ma tutto quello che ormai si deve fare
per metter fine all’olocausto
per fermare questa ingiustizia immane
è di restituire agli animali
la luce del sole che gli abbiamo tolto
restituendo anche alla verità il suo splendore.
L’amore di una madre è lo stesso in ogni specie
è un ‘unica energia che non si può negare.
Chi osa pensare che una vita
sia diversa da un’altra vita?
La vita è solo vita, la morte è solo morte
quella che c’è fuori di noi, qualunque forma abbia,
è la stessa delle parti di vita che sono dentro noi.
In quale angolo dell’universo
c’è una legge che dice questo è giusto
che non sia stata scritta da noi?
Quale dio l’avrebbe mai dettata
se ogni popolo e ogni uomo uccide
perché un dio a lui soltanto parla
mentre da solo sta parlando come un folle.
Gli dei e le menzogne sono sempre
dalla parte di chi tutti e due inventa.
Agli animali abbiamo tolto il sole vero
e da noi hanno avuto un sole nero e senza luce:
le fioche lampade spettrali degli allevamenti .
Dove c’è il sole nero c’è il terrore e c’è la morte
e sono luoghi pieni d’odio e di rancore,
mangiar carne vuol dire anche questo
nutrirsi di odio e di rancore.
Perché chiunque odierebbe chi lo uccide
chi pensa che gli animali non possano
provare odio né rancore sbaglia assai
loro son puri, ma la morte violenta è velenosa
e questo veleno puro e giusto si riversa nella carne
il terrore, la sofferenza della tortura e della morte.
Ed è quello infatti che nella carne resta.
il veleno di una morte ingiusta.
C’è una formula nel Cosmo
che non si può evitare:
Il Cosmo intero è amore ed armonia
armonia vuol dire carezza e compassione
l’armonia si nutre di energia d’amore
e la Natura ha trovato molte altre vie migliori
di sopravvivenza valide e incruente,
noi le chiamiamo forme di simbiosi;
sono l’evoluzione, il futuro ideale
per tutti gli esseri viventi,
mangiar carne fa andare in senso inverso
indietro nel buio dei primordi.
Ma io voglio nutrirmi di gioia e di sole
e non di oscurità, dolore e morte
nutrirmi dei frutti della terra
e non del veleno del terrore
nutrirmi di cibo regalato e non di cibo rapinato
nutrirmi di nettare dell’anima di vita
che cresce respira al sole e all’aria aperta.
Questo è l’orgoglio e la ragione d’essere vegani.
Cogliere una mela è un atto gentile 
voluto dalla pianta che offre i frutti
in cambio di un semplice trasporto dei suoi semi.
Chi mangia un animale è un uccisore di vita
chi mangia un frutto è un propagatore di vita;
un grande passo nell’evoluzione.
Sgozzare un animale è la rapina
di una vita che non ci appartiene
che non è una cosa, non è una pietra, un sasso
non è sabbia o fango e non è oro.
Oro rosso d’innocente sangue sparso.
Come non sentire le grida di dolore
come non vedere quegli occhi sgranati
e umidi di pianto e quegli sguardi colmi di terrore,
come non immaginare di trovar sé stessi
nati in una gabbia e per sempre non veder la luce
e non sentire il calore di una madre
il dolore che una madre prova a partorir dei figli 
senza la gioia di poterli accogliere
al suo seno ed alle sue mammelle
senza potersi muovere per tutta un’esistenza breve.
Tutti gli esseri viventi hanno una madre
che li ama in più modi diversi
e non esiste vita che non sia vita
d’amor materno generata
e chi la uccide, uccide quello stesso amore
che la sua propria vita ha generato.
Come si chiama un agnello?
si chiama figlio, figlio di una madre
o si pensa che sia il “prodotto” di una madre?
E quando si sgozza un agnello per far festa
cosa pensiamo è solo un animale?
Chi siamo noi, di cosa siamo fatti?
siamo forse divini, fatti di eterea energia?
I capezzoli che le nostre bocche hanno succhiato
erano gli stessi di quelli di tutte le altre madri
e se qualcuno avesse strappato noi allora
da quel nettare vitale del seno
e dal dolce amore di una madre?
Madre non è un nome, ma è un’essenza.
Vegani non è solo una parola
vuol dire anime che hanno compassione
che credono nella resilienza e nella restituzione
di libertà a tutti gli altri esseri viventi.
Ed essere vegani non vuol dire solo compassione
ma soddisfare fame e sete di giustizia,
e restituire al sole nero e a tutti gli animali
la splendente luce del dono della Vita,
della libertà rapita che da sempre gli appartiene
e del diritto sacro all’universale Amore.
Ennio Romano Forina
There’s an empty space
were once there was a soul
inside the human race.
The Good feeds itself with Truth
Evil thrives within the Lie.
What we see is what we do
the horrendous cages are not a lie
the shining light of their stolen sun
the green grass they never saw,
that they‘ll never see.
We shall free them by the force of Truth
more than asking for compassion
’cause the assassins do not know compassion
and they’ll only be free
when we’ll be free from all our lies.
Non one can be free within the lie…
no one can know the truth when he’s not free.
We’ll save and set them free only
if we fight the thousands years of lies.
We’ll set them all free at last
from the horrendous cages
our wicked minds have made.
Ennio Romano Forina

Quia Plus Valeo…

Dominion

Spesso ci riferiamo alla Natura come se fosse una divinità, alla Scienza e ai suoi ministri come se fosse una nuova religione, ed alle Tradizioni delle antiche culture come se fossero leggi. Pretendendo sempre che la Natura, la Scienza e le Tradizioni, siano tutte entità al servizio delle nostre infinite, insaziabili ambizioni di sfruttamento e dominio delmondo vivente. ennio forina

Il Rosso dei Papaveri

A Poem, based on a real filmed event of a couple of years ago, when a bull was able to jump over the fences trying helplessly to reach his freedom.

HO SOGNATO IL TORO NEI PRATI LIBERI DEL CIELO, MACCHIATI SOLO
DAL ROSSO DEI PAPAVERI, E NON DEL SANGUE…bull177

I dreamed the Bull in the free fields of the sky, where the only red color
was not from his blood, but the poppies…

Ho visto il Toro scavalcare lo steccato e arrampicarsi sugli spalti
 
ho visto la sua dignità, la sua anima, nell’anelito di libertà.
 
Ho visto fantasmi sui palchi ebbri di sangue vermiglio
 
fuggire da vili all’impeto del coraggio e della ribellione.
 
Ho visto poi il Toro arrancare nella gabbia di panche
 
troppo intricate imprigionando impietose le possenti zampe
 
sul crinale di colle proibito, inaccessibile per lui.
 
Oltre l’arena infame forse erano liberi ma irraggiungibili
 
i prati liberi di verde e del solo rosso dei papaveri illuminati,
 
ma all’interno del festoso cerchio mortale
 
solo un sole di sangue bagnava la sabbia di grumi sinistri,
 
calpestata da demoniache presenze sui costretti cavalli
 
scatenate per fornire i tormenti delle lance e dei pungoli, forgiati
 
nelle fucine d’inferno, ed eroi fantocci ricoperti dalla gloria del nulla,
 
mentre dagli spalti e dai banchi ondate di perverso clamore
 
e urla di piacere ad ogni colpo di pungolo e di sangue sprizzato.
 
“Breaking news!: dramma sfiorato, nessun ucciso, nessun ferito,
 
nessuno”. Dunque il Toro è nessuno? Solo sangue e spettacolo.
 
IL SOGNO
 
Ma più tardi, la realtà di una cronaca confluisce in un sogno
 
e io ho sognato il Toro, umiliato ma grande, l’ho sognato morire
 
ed il suo corpo esplodere in mille getti di sangue
 
che si riversavano su ogni spalto della cerchia infame
 
gremita da volti piccoli e grandi, bocche bavose e braccia esultanti,
 
occhi ebbri di scherno del dolore inflitto a intervalli di morte
 
e di sadica voluttà nel vedere la forza privata pezzo a pezzo
 
dal nobile corpo costretto alla furia, del possente e indifeso Toro.
 
Spettatori gaudenti del male, frementi dalla bramosia del sangue,
 
e il sangue ricadeva su loro e tutti cercavano di coprirsi
 
e ancora dimenandosi volevano farlo scorrere via
 
ma il rosso fluido restava sempre a coprirli
 
a macchiare vestiti, corpi e volti e non si levava
 
continuando a fluire dal Toro ribelle, squartato tra i sedili.
 
Fiumi di rosso continuavano a uscire come soffi di vulcano
 
schizzando in alto, eruttando fiotti di lava rubino
 
che colmava gli spalti scendendo in rivoli e torrenti
 
trascinando nei gorghi e in fondo tutta la folla
 
che adesso più non rideva del sangue e travolta,
 
alla fine affondava nella marea rossa spenta di urla,
 
mentre ormai nel centro dell’arena già colma,
 
altre mille bocche si aprivano del sangue
 
dei mille e mille Tori uccisi nel tempo.
 
Ma i sogni sono solo sogni e tutto questo non accade e non avverrà.
 
non in questo modo, non in questo tempo almeno.
 
Tutti i Tori incolpevoli sono morti così, trafitti e smembrati,
 
uccisi già moribondi e stremati, da spade vigliacche,
 
uccisi due, tre, cento volte e solo per gioco,
 
costretti alla rabbia dai giocolieri di morte,
 
dai mille anni prima e forse ai mille futuri,
 
finché gli occhi umani avranno piacere guardando la morte degli altri.
 
Ma il diluvio del sangue non è un sogno, né un’illusione
 
è l’orrenda, continua realtà, in quella ed altre piazze,
 
così, mentre l’anima dei Tori sale libera nei prati verdi del cielo,
 
qualcosa davvero affonda e si perde per sempre nel sangue delle arene:
 
Le anime spente di chi ha soffocato e tolto alla vita il diritto.
 
Le anime di quelli che hanno goduto vedendo il sangue
 
sgorgare caldo, fumante, dalle narici e dal corpo generoso,
 
e alla fine credono di uscire soddisfatti e indenni dall’atroce scena
 
pronti ad altri giochi e con i loro corpi e vestiti puliti.
 
Ma sono le loro anime ad essersi sporcate, risucchiate nei torrenti
 
e nei gorghi dell’infame gioco e di qualunque altro sangue
 
e così si avviano, sazi del dolore altrui, senza nemmeno sapere
 
di aver lasciato le loro spente anime spente
 
nel sangue dell’arena a imputridire.
 
ennio forina 2018

Karma Minori…

L’odore e la vista del sangue “violento” mi fa orrore anche se è solo riferito ed espresso a parole. Mi trovavo casualmente in attesa di fronte a uno studio medico odontoiatrico prima dell’apertura, che forniva varie indicazioni di prestazioni impegnative e trovandomi nella necessità di servirmi di uno di questi costosi interventi ho pensato perché no, di aspettare che lo studio aprisse per informarmi sui costi e le modalità, e infatti dopo pochi minuti ho visto arrivare un uomo che sembrava essere il titolare e direttore dell’impresa e che nell’atto di aprire lo studio si intratteneva a parlare con una sua conoscenza. Io, essendo lì vicino in attesa della fine della conversazione per parlare con l’uomo,  l’ho udito chiaramente salutare il suo amico a voce alta al momento del commiato, con queste esatte parole: “prepara un abbacchio e mezzo!”

Trattandosi naturalmente di un arrangiamento di qualche riunione conviviale in essere, in occasione della “santa pasqua”. Al suono di quelle sanguinose parole, non ho più né chiesto alcuna informazione né ho varcato la soglia di quello studio, né mai la varcherò. E il direttore di questo studio non saprà mai che l’aver causato la morte di due pecorelle gli avrà fatto perdere anche un buon cliente e un lauto guadagno e che il Karma esiste di sicuro in forme minori e maggiori e colpisce sempre in modi diretti e indiretti.

 

C’è un fondo di verità scientifica nel credere che gli errori delle vite precedenti si pagano in quelle attuali, ma non i nostri errori, bensì quelli dei nostri progenitori ed antenati dai quali ereditiamo le informazioni e le caratteristiche contenute nei geni che si trasferiscono a noi. Più quelle dei nonni che non quelle dei genitori e questo spiega perché i nonni hanno un particolare dedizione per i nipoti e sono pronti a sacrificarsi molto più dei genitori , ma, a parte questa digressione, quello che è certo è che se alcuni dei nostri avi sono stati dei biechi assassini noi potremo aver ereditato il loro nefasto bagaglio in misura tale che anche noi potremmo diventarlo se non prendiamo percorsi diversi. così come si possono ereditare talenti e o predisposizioni genetiche alle malattie. Io non credo alla reincarnazione penso che l’anima sia una intelligenza non una entità e che diventi entità solo dopo aver imparato ad essere una vera anima sensibile, unendosi all’energia universale toccando altre anime. il buddismo considera l’esperienza vitale inutile e degradante e tende a depurarsi e progressivamente a liberarsi dei cicli evolutivi rinunciando a tutti gli impulsi vitali fino a raggiungere uno stato di immobilità spirituale scevro da dolori ed emozioni e quindi senza creatività. Ma assomiglia più ad una morte spirituale che ad una vita. Nel cosmo tutto è dinamismo
e contrasto e differenze e incidenti creativi, se non fosse così il cosmo imploderebbe nel nulla, nell’inania. Ma il fenomeno “vita” è creatività pura e la creatività è sofferenza perché è un divenire continuo. La mia filosofia e il senso del mio poema è il dinamismo creativo che fa anche soffrire ma anche gioire davvero ad ogni stadio, mentre il buddismo è una specie di strada senza uscita. Io non faccio distinzione tra materia e spirito, per me sono la stessa cosa ma diversamente assemblata nel cosmo. Pensa che l’immensa forza distruttiva di un vulcano rende le terre intorno molto più fertili e ricche di vita e che la fornace tremenda del globo solare fa nascere la piccola delicata primula sulla terra a primavera. Senza quel fuoco distruttivo ma creativo, non ci sarebbe la primula non ci saremmo noi e non ci sarebbe l’esperienza che chiamiamo Vita.

Questo è il senso della sofferenza, la sofferenza che possiamo subire passa ed può essere trasformata in sofferenza creativa, ma siccome parliamo di anime e creatività, la sofferenza distruttiva è quella che “noi” causiamo/infliggiamo agli altri e che, distruggendo i corpi altrui (tipo la caccia) distrugge anche pezzo per pezzo l’anima. Chi subisce la sofferenza può perdere il suo corpo ma non l’anima chi la provoca alla fine perde ambedue le cose ed è come se non avesse vissuto.

Vorrei aggiungere un concetto significativo che ricavo dalla semplice osservazione della realtà naturale. Noi cerchiamo di costruire filosofie e religioni strane mondi irreali, mostruosità e fantasmi, quando il mondo vivente può fornire tutte le risposte – non definitive – ma della direzione che sta seguendo. In esso, nel mondo vivente, la vita non si volge in modo univoco. Siamo ancora in una fase evolutiva in cui gli organismi sperimentano 4 metodi principali per sopravvivere e progredire: la predazione – il parassitismo – l’opportunismo e la simbiosi che si evidenzia in molte forme diverse, in pratica l’interazione commerciale degli organismi. Quest’ultima è senz’altro la forma più evoluta, etica ed incruenta di evoluzione e secondo me è il percorso più proficuo e conveniente per tutte le forme viventi. Noi utilizziamo tutti e 4 i metodi e abbiamo trasformato la predazione in puro saccheggio, per questo stiamo andando generalmente nella direzione contraria alla vera evoluzione con i risultati che vedremo presto.

Quindi il Karma esiste e come funziona?

È dovuto alle differenze. Noi tutti possiamo facilmente trovarci nei crocevia o punti nodali dove avvengono le differenze si incontrano e scontrano e se ci siamo in mezzo ne siamo colpiti anche se incolpevoli.

Ma le nostre anime, se sono ben curate sono immuni dalle differenze e dai loro effetti negativi.