Tristia: L’Esilio della Ragione

Io sono una persona che osserva il mondo da sempre, il fenomeno della vita in tutti i suoi aspetti, e oggi c’è un mondo parallelo che è il riflesso di quello reale ma dove accadono le stesse cose ed è frequentato dalle stesse persone, ed è internet, nient’altro che il vaso di Pandora, che rende possibile la visualizzazione concreta di quanto prima non era possibile immaginare con precisione. Io osservo il web come ho sempre osservato la realtà, dal momento che non mi sono mai accontentato di essere confortevole nella mia realtà soggettiva ignorando il resto della realtà vivente, oltre le sue bellezze, sopratutto i suoi drammi e le sue sofferenze anche se non mi toccavano direttamente. E poiché la realtà esterna al mio ambito esistenziale non mi è mai sembrata confortevole, io non sono mai riuscito ad essere confortevole nella mia. Internet mi ha dato due possibilità che prima non avevo che limitatamente, quella di osservare e investigare più ampiamente e graficamente la realtà attuale e quella d esprimere verso gli altri le considerazioni che derivavano dall’osservazione attenta e analitica della realtà. Ma internet, come tutto ciò che ha un uso diffuso e un valore intrinseco, è diventato un bene di cui impossessarsi, una merce e strumento di controllo e potere, e così come è successo per le religioni e le ideologie, l’oro, il petrolio, la sessualità e la droga, si è trasformata anche in un’arma nelle mani dei malevoli che sono pronti ad utilizzare contro fazioni e parti opposte o soggetti individuali anche per sola antipatia o desiderio di distruggere. È il caso emblematico della rivoluzione francese, quando furono costituiti gli scellerati e insani comitati di salute pubblica fondati sul presupposto che sarebbero stati utilizzati da cittadini virtuosi e di alta levatura intellettuale e patriottica per individuare e colpire la reazione in tutti i suoi aspetti, ma finirono invece nelle mani di rozzi, ignoranti e barbari individui che usarono le delazioni e un potere mal demandato per vendicarsi o colpire persone con cui avevano avuto discordie o liti condominiali o per semplici antipatie, così la rivoluzione che avrebbe dovuto aiutare ad affermare le presunte virtù di un popolo rispetto ai suoi tiranni, finì nel rivelare che in gran parte gli oppressi erano persino peggiori dei loro oppressori. Oggi siamo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica dove tutto è permesso e tutto è proibito, dove una massa di soggetti confluisce per scopi e obiettivi diversi, buoni o malevoli o anche semplicemente per lasciare una traccia di sé. Questa rivoluzione tecnologica ha dato poteri immensi ai controllori e ha generato una nuova genìa di sub-poteri gestiti da controllori auto nominati con scopi diversissimi, – oltre a quelli giustamente utilizzati dalle autorità per la sicurezza sociale, – una schiera di “pirati” e cacciatori di taglie, che hanno il vuoto dentro, che non hanno nulla da esprimere, che non sanno nemmeno perché esistono, si avventano sui profili degli individui per carpirne i desideri e le tendenze, per vendere i dati come scavengers saprofagi, divoratori di cadaveri senza nemmeno saper distinguere quello che è marcio e quello che non lo è. E c’è una terribile analogia con chi va a uccidere animali innocui spezzando a fucilate le loro esistenze non per sport o divertimento, ma per invidia poiché essi non sopportano che altri esseri viventi siano felici come sono felici gli animali nel loro ambiente e nella loro libertà. Siamo continuamente spiati, anche nelle nostre case, attraverso i computers, i televisori, gli smart phone, nostri e dei nostri amici e dobbiamo stare ben attenti a non mettere un clic in fallo in questa pericolosa giungla comunicativa, piena di insidie e sabbie mobili, perché possiamo essere inesorabilmente colpiti dai “comitati di salute virtuali”, giudicati sommariamente e ghigliottinati, sempre virtualmente, dagli stessi rozzi, barbari e ignoranti individui che da sempre costituiscono la maggior parte del genere umano. A me personalmente non fa nessun effetto, molto tempo fa ho rifiutato di accettare i parametri di rispettabilità sociale dovuti solo al conseguimento di attestati e di seguire i comodi percorsi delle aggregazioni di potere per trarne un vantaggio personale e sono restato ai margini delle attività, contando solo sulle mie capacità professionali in cambio di modestissime remunerazioni, ma sono rimasto libero e libero di pensare, di osservare e di analizzare le cose. Io seguo la logica della natura più delle leggi umane, seguo le regole di convivenza civile, rispetto delle precedenze e della gentilezza, e nella logica della natura vedo lo stesso principio che costituisce la parte più importante della mia etica, non far male a nessuno, in nessun modo, se non per difesa o per difendere qualcun altro, innocente che subisce una violenza. Ma questo principio largamente presente nel mondo vivente è quasi del tutto inesistente nel mondo degli umani. Per il resto la bio – logica è di gran lunga superiore e positiva delle regole, delle leggi e dei costumi umani, non a caso ci riferiamo alla Natura quando parliamo di armonia, generosità, intelligenza e saggezza. Quando esprimo le mie riflessioni non lo faccio mai indicando delle persone, né per biasimare né per lodare, io osservo e analizzo i fatti, le evidenze e le conseguenze in azioni del volere dei singoli o dei gruppi di individui o dei sistemi di potere, chiunque essi siano, e in base a questi e in base a queste evidenze cerco la ragione delle cose. Le mie intenzioni sono contenute nei testi che scrivo e nei dialoghi pubblici e privati che ho finora sostenuto in rete, qualsiasi altra maldicenza o valutazione negativa e approssimativa che potrebbe essere riferita sul mio conto in rete non mi sorprende e non mi turba affatto, a meno che qualche perverso hacker sia in grado di manipolare i miei testi o dialoghi ma se anche questo potesse succedere non avrebbe effetto su di me, non mi causerebbe un dolore maggiore di quello che sento per la consapevolezza delle ingiustizie e sofferenze imposte a tutto il mondo vivente e a tutte quelle poche persone sensibili e con buone intenzioni. E sarebbe solo una ulteriore conferma della inutilità di continuare a credere che vi sia una minuta possibilità che questa specie possa realmente evolversi prima di implodere in se stessa dopo aver distrutto un mondo. So bene, da tempo immemore, che nella società umana, manifestare liberamente le proprie idee credendo in esse, vuol dire diventare una preda in un mondo di predatori. È così da sempre e di solito sono le menti più libere che vengono prese di mira e diventano bersagli non appena diventano visibili. Mi succedeva quando ero un piccolo uomo e un adolescente, succede anche ora in altre forme; è la predominante natura umana, disgregante, distruttiva, intollerante e invidiosa che non sopporta quelli che hanno una fede aliena, che credono in quello che dicono e che cercano di costruire invece di distruggere.

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6 thoughts on “Tristia: L’Esilio della Ragione

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  1. oggi chi tenta di costruire è in controtendenza, ovunque si tenta di demolire l’altrui pensiero, non di andarvi incontro; non interessa collaborare, trovare accordi e muoversi in sinergia per costruire qualcosa di migliore, interessa la polemica fine a se stessa e l’individualismo che non porta a nulla di buono. Triste, ma la prova la si ha quotidianamente ascoltando. Un saluto

    1. È così Daniela è la prima volta che mi capita di ricevere insulti da una tizia che stamane ha iniziato a seguire il mio blog e come sono solito fare se qualcuno si interessa a quello che scrivo vado a vedere di chi si tratta e così così mi sono trovato in un blog che evocava fate e folletti ma aveva anche tanta pubblicità di films e altro che non sono riuscito a decifrare poi c’era un invito quasi perentorio a mettere un like sulla pagina corrispondente in fb, fatto questo si è aperta la finestrella dei contatto privato e ho scritto un semplice messaggio di poche parole inneggiando al mondo delle favole ma sono stato frainteso come se stessi facendo della maliziosa ironia, poi la persona ha cercato di comunicare in modo farraginoso con messenger ma qualcosa è andata storto è la comunicazione si è bloccata e la cosa è stata recepita come un insulto, ma la cosa peggiore è che la persona in oggetto mi ha definito un malato di mente ( credo in base a quello che scrivo ) anzi persino pervertito forse perché fra i miei dipinti ci sono anche nudi femminili? e che in internet il mio profilo in fb sarebbe anche poco edificante, perché sarei circondato da equivoche amichette quando le mie poche connessioni in facebook riguardano persone – prevalentemente donne mature – che si occupano dei diritti degli animali e sono vegane come me …sono sorpreso e allibito, ma non sono sorpreso e allibito… ormai non mi sorprende più nulla di questa penosa realtà umana.

      1. ti capisco benissimo e mi dispiace per quanto ti è capitato, ma di persone intelligentemente insane ne bazzicano in rete, non mi meraviglio anche se quando ci cozzo non è affatto piacevole…. lascia scivolare la cosa non val la pena farsene cruccio. Ciao

      2. Ti ringrazio, in effetti non vale la pena.. tra l’altro questa persona dopo aver fatto il suo sproloquio ha chiuso vilmente la comunicazione impedendomi la replica…meglio così, avrei perso altro tempo prezioso.

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