Oro Rosso. Oro Verde.

Tutti coloro che si ostinano a definire come “animali” le persone che fanno le azioni più spregevoli dimostrano non soltanto una odiosa, profonda e ingiusta ignoranza della realtà ma anche la loro superficiale e scarsa intelligenza. Nessun animale per quanto predatore feroce o parassita è in grado di emulare minimamente il sadismo, la voracità, la perversione, la malvagità e la stupidità dell’animale umano. Un animale non uccide e non mangia per soddisfare il palato, né per guadagnare un trofeo, né per lo show dei circhi e degli zoo, delle corride e persino dei festival orrendi come nel lontano oriente, non fa a pezzi qualsiasi essere vivente per le loro pellicce, per diventare ricco, non li rende schiavi per profitto strappando alle madri i loro cuccioli per derubarli del nutrimento del suo amore, non li usa come cavie dilaniandoli sui tavoli di laboratorio e lasciandoli nell’agonia del dolore e del terrore, non li droga per vedere che effetto fa, non li massacra senza compassione per sacrificarli agli dei, come accade in qualunque cultura umana e nemmeno li coinvolge nelle sue guerre come da sempre gli umani hanno fatto con gli animali asserviti per forza o con l’inganno e infine non avvelena il loro ambiente con i suoi rifiuti tossici e non,  inquinando i corsi d’acqua o estinguendoli, spianando al suolo le foreste e soffocandoli nel petrolio e nella plastica con la consapevolezza di fare tutto questo.

Ci sono sempre stati fra gli umani conflitti  minori e guerre devastanti, massacri, genocidi, persecuzioni e schiavitù, inquisizioni e odio di etnie, ci sono state tirannie e rivoluzioni e in ogni luogo la desolante realtà del crimine umano. Ma tra un conflitto e l’altro, un massacro e un genocidio, una tirannia e una rivoluzione, l’umanità ha sempre conosciuto momenti di relativa calma e pacificazione, di progresso etico persino, di leggi e regole comuni più equilibrate, di compassione applicata, di sistemi sociali più progrediti e di diritti individuali e collettivi garantiti, sopra tutto grazie alla saggezza di pochi individui illuminati e alle reazioni dei popoli che alla fine di ogni conflitto dopo l’annientamento di generazioni e le devastazioni o semplicemente alla paura superavano l’ambizione di supremazie e l’odio delle nazioni col desiderio naturale di una vita pacifica.

Ma per gli animali tutto questo non è avvenuto mai. In nessun luogo e nessun tempo. Non solo essi hanno sempre subito la caccia totale e indiscriminata, le sevizie e lo sterminio domestico praticato anche per divertimento dalla gioventù umana e sono sacrificati alle tradizioni popolari e hanno sopportato la sofferenza immane di conflitti che non erano i loro, ma non hanno mai  avuto una breve tregua, una pausa del loro sfruttamento, della loro persecuzione, del loro massacro, persino del disprezzo dei loro carnefici umani e di una schiavitù che oggi parte dalle loro più intime cellule quando essi non sono nemmeno nati o sono fatti nascere apposta per essere subito uccisi.  Mai come oggi essi subiscono l’inferno umano in modo sempre crescente, ancora con i mezzi primitivi di un tempo lontano ma ancora di più per gli attuali mezzi tecnologici ideati apposta per rapinarli in massa della loro vita e quasi sempre per profitto e non per necessità.

Sempre, senza sosta in tutto questo pianeta la specie umana cresce e si sviluppa per mezzo di una energia per la quale non si fanno guerre poiché è a disposizione di tutti, si rinnova da sola in abbondanza, chiunque può estrarla liberamente senza limiti e chiunque può trarne profitto, i popoli poveri come quelli ricchi. Le nazioni si confrontano e scatenano guerre per quello che chiamano – l’Oro Nero – il petrolio, l’energia tanto ambita che muove le loro macchine, ma nessuno fa guerre per la vera energia che permette davvero alla specie umana di esistere con tutta la sua supponenza ingrata, prepotenza perversa e scellerate attitudini che hanno tutti i popoli nessuno escluso anche quelli sedicenti più progrediti anche se in modi e livelli diversi. Questa energia ha una sostanza e un  nome: il sangue degli animali – l’Oro Rosso – che insieme all’Oro Verde, il sangue degli animali piante, costituisce l’orrenda realtà senza fine dell’immane Olocausto a cui la “superiore” specie umana li ha condannati.

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