Diffamazione di Esseri Viventi a Mezzo Ignoranza

Fino a quando si continueranno ad usare i nomi che abbiamo imposto agli altri esseri viventi per definire e descrivere i vizi e le perversioni che sono retaggio e specifici della specie umana? Nessun animale vero, denominato Maiale o Porco, corrisponde in realtà al concetto distorto che persiste nella culture dei popoli e basterebbe liberarsi dal pensiero debole e dai luoghi comuni e insegnare anche nelle scuole a rispettare le evidenze e a riflettere profondamente sui comportamenti umani, al contrario si insiste in ogni livello, culturale e sub-culturale, a usare queste rappresentazioni false come insulti in ogni tipo di contesa, politiche, faziose, culturali, religiose, ideologiche, sportive o condominiali.
Maiale, Scrofa, Avvoltoio, Sciacallo, Bue, Vacca, Porco, Lupo, Iena, Serpente, Verme ecc. purtroppo non sono solo nomi che il genere umano ha inventato, per il concetto associato a questi animali nella deforme, malevole e nebbiosa mente umana.
Il pensiero superficiale comune che vuole rappresentare la viziosità, sporcizia, promiscuità e la volgarità, non appartiene all’animale che le culture chiamano con disprezzo porco e maiale nelle varie lingue, ma è piuttosto la proiezione della – parte sporca, viziosa, volgare e promiscua che è presente nella mente e nell’anima di chi ha la cognizione di questi concetti e li attribuisce arbitrariamente ad altri, ignorando e trascurando di verificarne la corrispondenza reale e la loro veridicità.
Uno dei vizi umani mai dismessi, è quello di inventarsi ragioni e miti per giustificare la sua prepotenza e il suo arbitrio che è altrettanto fisico quanto culturale da sempre.Non una voce si leva dai pulpiti mediatici in difesa di questo essere amabile ma tutti insistono sulla gravità del nome arbitrario, usato come terribile insulto. Non un solo grido di commozione, pietà o rispetto, ma nemmeno di consapevolezza. Popolo ignorante e insensibile, il sacrificio e le carni di questi poveri esseri viventi imprigionati, torturati e uccisi barbaramente a milioni e milioni coprono i tuoi occhi e le tue orecchie, perché non ti rechi a visitare i lager degli allevamenti in gabbie orrende che nemmeno riescono a contenere i loro corpi e non vai ad assistere alle mattanze di questi animali prima di pensare ad essi come esempi disgustosi di perversione? Forse il loro sangue dagli squarci ti farebbe riflettere sul linguaggio ma preferisci la convenzione che mostra pezzi e membra dei loro cadaveri come prelibatezze. Il fango che la prepotenza e l’ottusità umana riversa sugli animali è molto più sporco del fango in cui essi si rotolano per giovare alla propria pelle o alla pelliccia e a differenza del fango naturale dei recinti, ( non quello dei lager ) che si lava via facilmente ed è benefico, il fango in cui sguazzano le menti umane sporca da tempo il loro cuore e le loro anime -se mai ve ne sia una traccia- e non si lava via affatto e non è benefico, ma serve solo a perpetrare la prepotenza culturale che motiva e giustifica le violenze e i delitti che questi animali subiscono per la presunzione e la malvagità umana.E dunque, nell’era in cui l’olocausto degli animali ha raggiunto i suoi massimi, orrendi livelli di atrocità indicibili, si continua a insultarli attribuendo ad essi i vizi, le perversioni e le nefandezze che non hanno e che invece sono proprio nelle menti di coloro che credono in queste falsità e le usano con prepotenza e arroganza, in tutte le culture umane e a tutti i livelli, anche da individui che dovrebbero, per conoscenza, studi e titoli, essere proprietari di una consapevolezza più profonda, mentre al contrario dimostrano che si può essere edotti senza essere affatto veramente sapienti, perché altrimenti non si adagerebbero nel confortevole uso della mitologia e degli stereotipi, ma osserverebbero la verità e sarebbero capaci di sentire rimorso per i delitti non solo sui corpi ma anche sullo spirito degli esseri viventi e quindi con i pensieri e con le parole con i quali si tortura e si uccide un animale due volte, con la lama di un coltello e con l’offesa indegna delle parole.È desolante quindi, dover notare che la maggior parte di individui, tanto quelli più superficiali, grossolani e incolti, quanto quelli titolari e satrapi delle scienze, rivelano di avere una stessa forma mentis, condividendo gli stessi concetti mistificati e deformati, per presunzione, convenienza, profitto, ignoranza, disprezzando la realtà che si continua a considerare come un semplice scenario. Una vera evoluzione non avverrà mai per gli sterili conflitti umani basati su faziosità, antipatie, preconcetti e denigrazioni degli avversari, sono solo dei giochi di potere perversi infantili che si fanno da sempre. Quello che serve è il pensiero profondo e forte, serve saper distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, partendo da noi stessi e dalle nostre vere motivazioni. Io non seguo parti, non esprimo mai una opinione ma solo pensieri, analisi, ragionamenti, osservo tutte le cose alla ricerca di elementi di verità e di giustezza che vanno a corredo delle mie tesi e penso che il mondo degli umani sarebbe migliore e più evoluto se ammettesse le proprie colpe, derivanti anche in gran parte dai propri nefandi e falsi pregiudizi, senza cadere nel vizio ancestrale e conveniente di imputarle ad altri. Peraltro, continuare a promulgare la cultura del disprezzo per gli animali contribuisce in modo determinante a giustificare la sadica brutalità che subiscono da parte umana. Ad esempio gli animali saprofiti, opportunisti, che si nutrono dei resti e delle carcasse anche in putrefazione, non hanno nulla a che vedere con gli esempi umani denominati “sciacalli”. Gli sciacalli veri come gli avvoltoi, i corvi, i gabbiani, le iene svolgono un compito utilissimo negli equilibri naturali.
Si chiamino dunque le cose e le azioni con il loro vero nome non con diffamazione a mezzo ignoranza e stupidità.
Ennio Romano Forina

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