Introduzione

L’Amore vero è l’unico, meraviglioso dramma della vita e dell’anima,
tutto il resto non è altro che un’allegra, noiosa o tragica commedia.
Amare è come iniziare a scalare una impervia montagna o nuotare per raggiungere un’isola oltre a un difficile tratto di mare, e arrivati a metà strada di fronte a inaspettate avversità rendersi conto di avere solo due scelte: tornare indietro e rinunciar,e o proseguire nonostante tutto fino a raggiungere la vetta o la terra ambite, sapendo che non è possibile fermarsi a metà strada senza precipitare o affondare.
Questa realtà accompagna tutto l’arco esistenziale di un individuo, la sua coscienza e la sua attitudine di far crescere e perfezionare il desiderio di amare trasformandolo da misterioso impulso universale in una vera energia sconfinata l’intelligenza di amare così da essere incessantemente immersi in una condizione creativa ulteriore a quella che accade nei primi anni dell’adolescenza che sovrasta la propria volontà e la ragione, perché proviene e si riferisce all’intelligenza cosmica.
In questa fase primitiva, siamo presi in un flusso di energia che non pensavamo di avere e che ci travolge, come quando tuffandoci nel mare, improvvisamente siamo catturati da una corrente molto più forte di noi che è inutile contrastare, lasciando che questa ci trasporti in lidi imprevedibili e ad approdi in spiagge diverse e sconosciute, così che nel prepotente desiderio di congiunzione con un altro essere, allo stesso modo è bene aspettare che l’impeto della corrente diminuisca e si possa alfine sentire l’amorevole abbraccio delle onde mitigate provando fino in fondo la sostanza di un sentimento così impetuoso di attrazione.
Questo è ciò che succede nei primissimi innamoramenti di una giovane donna e di un giovane uomo. Travolti dall’energia di irrazionali, misteriosi e potenti incantesimi.
Per quanto mi riguarda, tutte le volte in cui mi sono trovato davanti alla sfida di amare, vagando nelle mistiche atmosfere di amori intensi e incerti, ho sempre scelto di proseguire non come una gara, non per conquistare una vittoria o un premio, ma per capire fino in fondo, la natura del sentimento di attrazione che un’altra anima mi aveva ispirato, vedendo nella sua essenza femminile la risposta della sua energia vitale che sentivo vibrare all’unisono anche dentro me, tanto quanto quella energia che la mente sensibile può ricevere dall’intero mondo vivente e per assecondare quella corrente di emozioni che sapevo essere comunque benefiche e vitali, anche nei probabili insuccessi, nei legami effimeri o bruscamente interrotti che senza soluzione di continuità si formavano e si dissolvevano come nuvole nel cielo nei moti delle correnti aeree.
Ma posso dire di non aver mai tradito la mia anima e mai mentito al mio cuore, perché non ho mai cercato, nel seguire l’impulso di amare, di ottenere il riempimento di un vuoto o la soddisfazione di aspirazioni, né ho cercato mai fittizi equilibri dell’anima presi in prestito da altri, ma piuttosto ho intrapreso il viaggio di conoscenza dell’amore semplicemente amando senza paura di perdere e senza il bisogno di vincere.
Ero e sono cosciente che qualsiasi lacuna, qualsiasi dubbio e possibili angosce esistenziali, possono e debbono essere risolte prima di tutto in noi stessi, certo, anche attraverso le connessioni più estese e profonde, ma non solo dei nostri simili, mi riferisco piuttosto all’anima universale dalla quale possiamo attingere la parte più sostanziale di quello che serve per accrescere la conoscenza dell’anima stessa, per dare un giusto nutrimento ad una singola esistenza, tanto da arrivare, anzi a sentire il bisogno di offrire e condividere le energie vitali di cui l’anima si è già nutrita da sola, molto prima che accada la scintilla di un innamoramento.
Quindi ero intuitivamente consapevole che l’amore fosse l’energia invisibile che pervade il Cosmo, ma che si manifesta come la luce delle stelle solo quando colpisce un corpo e lo vivifica e quello che sentivo crescere in me non era altro che l’inizio di un viaggio verso la conoscenza dell’Amore universale a cui non è possibile sottrarsi se si vuole davvero vivere, poiché senza questa energia non ci sarebbe alcun senso nella vita di tutti gli organismi.
Non si deve aver paura di lasciarsi travolgere dalla forza dei sentimenti ma si deve altresì essere consapevoli che quella forza iniziale non è infinita, essa è solo un primo stadio che imprime solo l’impulso iniziale per un viaggio che richiede l’acquisizione di altre energie che consentano di proseguire.
Analogamente al modo in cui si fanno le esplorazioni spaziali, per vincere la gravità, le sonde vengono lanciate da un potente propulsore per sfuggire all’attrazione planetaria ma il cui impulso presto si esaurisce non appena si raggiunge l’orbita, dopodiché la sonda si nutre delle energie gravitazionali dei pianeti in grado di catapultarla nelle profondità dello spazio.
È così ovunque, io penso che i fenomeni infinitamente piccoli provengano dalla stessa matrice energetica, così come l’acqua scorre a spirale nello scarico di un lavandino o nel gorgo di una depressione del fondo marino o nella formazione di un uragano, lo stesso avvenga nella formazione di una galassia a spirale che si perde o si rigenera nel misterioso abisso di un buco nero.
Non importa se l’aspirazione della fusione di anime non andrà a compimento, se sarà disillusa, se incontrerà improvvisi mutamenti, se sarà ignorata, rifiutata o persino disprezzata da chi la riceve, quello che conta è continuare a percorrere il sentiero arduo, difficile e spesso sofferto, della conoscenza dell’Amore e ad ogni probabile caduta, ritenere come un corredo prezioso la strada già fatta, anche con gli eventuali errori, le incomprensioni non risolte, ma senza più volgersi indietro continuando il cammino, come per un duro allenamento necessario per rendere più forte l’anima e più saggia la mente e per dare al cuore il suo giusto nutrimento, poiché se l’intento è sincero, anche i fallimenti diventano successi.
Non esiste la fine di un amore. Quando un amore finisce, vuol dire che non era Amore e non lo è mai stato. L’Amore non può finire perché esiste in sé, è la forza di attrazione che unisce senza legare, il fuoco, che riscalda senza bruciare.
Quel che c’è in mezzo a questo oceano di stelle è l’amore che le lega e al tempo stesso le accende di energia, spesso sembra distruggerle ma poi le rigenera instancabilmente.
Il Tempo non toglie nulla alla sua forza e non lo uccide, nemmeno la distanza o una separazione, per infinite, possibili, condizioni avverse, può far finir l’Amore che nei labirinti del dubbio e tra i fantasmi delle paure, guida sicuro le anime vaganti.
Se è Amore lo riconosci, è la sola ricchezza che aumenta mentre si spende e viene regalata mentre si perde nella presunzione di metterla da parte.
Lo riconosci, perché quando tutto il resto si smarrisce, sa dove andare, perché resta quando ogni altra cosa scompare, e senza perdere la sua forza esiste, fra tutto il resto che svanisce.
Ma questo mondo umano, come sempre perso nella sua follia, non vuole conoscere l’Amore, ha trovato modi perversi di sfruttare anche la sua energia piegandola alla prepotenza della sua ragione, così come vuole usare senza saperlo vivere, qualsiasi altro dono della Vita.
Come l’eterno Mida dentro la sua mente, tutto ciò che tocca, non diventa oro, ma si deforma e muore e così che uccide anche l’Amore .
Siamo come lucciole, vaganti tra anime che non si incontrano mai o che si sfiorano soltanto, lanciando segnali senza esserne consapevoli spesso inibiti dalle architetture e diaframmi culturali e sopratutto dalle diffidenze, a volte avviene un contatto di energie che si attraggono e si fondono anche per un solo istante per poi svanire in sentieri diversi, tuttavia le possibilità di stabilire connessioni vere non sono scontate, alcune anime si attraggono, altre si respingono e questo dipende dagli elementi che ciascuna anima ha raccolto in sé, ma superando la casualità del tempo e dello spazio all’incrocio del tempo e dello spazio per alcuni, avviene l’evento di un contatto profondo e allora due anime iniziano a dialogare intimamente attingendo nell’ ineffabile, irrazionale linguaggio del Cosmo.
Quando sento parlare di amore, specialmente fra le giovani generazioni, noto il ripetere parole vane, spesso superficiali, opinioni chiuse in preconcetti rigidi, vaghe e incerte consapevolezze superficialmente acquisite dalla cultura comune, quindi stereotipi stantii, quesiti eternamente irrisolti, miti mai superati e mai rivelati nella loro persistente inconsistenza.
Ennio Romano Forina

