E questi record dell’orrore sono continuamente superati, nella perenne olimpiade globale in cui tutte le nazioni sono campioni.
Vorrei un’Olimpiade, che invece di alzare i record delle prestazioni umane, fosse una competizione di discipline tese ad abbassare i record degli sfruttamenti, delle distruzioni e delle rapine che le nazioni operano sul mondo vivente, dove l’unico vero oro da conquistare fosse quello della Vita, tutta. Ennio Romano Forina
Io penso alla cattiveria umana, alla prepotenza, all’avidità, alla diffidenza, all’intolleranza, all’odio, al pregiudizio, alla malizia, all’inganno, non come cause di tutta la crudeltà che l’umanità da tempi lontanissimi esprime contro sé stessa e contro gli altri esseri viventi ma come conseguenze di un unico fattore comune: l’inconsistenza, il vuoto dell’anima.
Quando i vizi e le crudeltà umane si esprimono sono sempre facilmente riconoscibili, le leggi sono fatte apposta per reprimere e sanzionare questi aspetti distruttivi tipicamente umani, ma le leggi si occupano di contenimento, repressione e punizione e non possono nulla per impedire che i semi del male si formino.
Non dipende dalle condizioni più o meno ottimali o privilegiate esistenziali: i demoni ricchi sono altrettanto numerosi e malevoli dei demoni poveri.
Le buone attitudini, la buona volontà non dipendono da quello che si ha, ma da quello che si è e si è scelto di essere.
Spesso, si parla anche di ignoranza, il mancato riconoscimento degli orrori tenuti convenientemente nascosti o mistificati che ben sappiamo dall’industrie alimentari, ma anche prima che erano evidenti nelle culture popolari non muovevano la compassione dei popoli, i maiali e i vitelli si scannavano festosamente senza farsi domande, dunque qual’è il problema vero di comprensione tale da suscitare le virtù superiori della compassione, dell’alimentazione simbiotica ed etica.
Per me, è il pensiero debole che rifiuta di porsi domande e prospera e si crogiola nel fare quello che si è sempre fatto, perché piace, perché conviene, così producendo l’inconsistenza, il vuoto esistenziale e in questa inconsistenza si formano tutti i delitti tipicamente umani.
Ancora una volta, dico che l’intelligenza naturale (altrimenti detta Natura) persegue e agisce in base a ciò che in questo grado di evoluzione della vita organica è opportuno per tutti, per il grande scenario, mentre l’umanità segue ed esalta e giustifica il pensiero debole; opportunistico, egoistico, chiuso e ostile, in ciò che va bene per i singoli individui, gruppi e nazioni ed è per questo che da uno stato di decadenza evidente in questi ultimi decenni, siamo scivolati inesorabilmente in uno stato di barbarie in cui tutti alla fine sono frustrati e sfogano sui terzi il livore derivato dalla propria inconsistenza, a tutti i livelli.
Dai ragazzini, (o adulti mai cresciuti) che scelgono di odiare qualcuno e vanno a devastare le piazze e a scontrarsi con chi fa il proprio dovere senza voler analizzare a fondo le questioni e senza capire che la ragione non è mai da una sola parte e quella giustizia o quel dio che invocano, se esistessero, non si schiererebbe al fianco di nessuno, non avrebbe senso, non sarebbe un dio, ma un capo come tanti capi umani, piuttosto lo fanno alla disperata ricerca di protagonismo e costruendo una fittizia “consistenza” nell’aggregazione. E nell’illusione della invulnerabilità tipicamente giovanile e nella certezza dell’impunibilità di cui godono, esprimono la stessa violenza ottusa che dicono di voler combattere perpetrando il circolo vizioso dei conflitti umani.
È sempre stato così nelle guerre dei secoli scorsi, i furbi regnanti delle nazioni, reclutavano i giovani contadini fornendo loro delle vistose uniformi decorate da ninnoli inutili ma luccicanti e nell’inconsistenza delle loro menti, la gioventù di allora buttava la vanga in cambio dei bottoni dorati e della promessa di gloriose avventure, dell’effimera ammirazione delle fanciulle come in un gioco, sognando saccheggi e stupri dalle improbabili vittorie, senza rendersi conto di esseri fantocci da sacrificare per la folle ambizione dei governanti, di coloro che detenevano il potere.
Ma questo accade oggi, in forme diverse. Il pensiero debole, che non si pone domande, fazioso, che si farcisce di pregiudizi è sempre lo stesso, ha solo cambiato le forme di espressione. La gioventù attuale non si pone domande come tutte le generazioni precedenti non si ponevano domande e andavano in guerra a macellare e farsi macellare in fondo per mero protagonismo.
Ora, le guerre non sono mai cessate, ma negli ultimi decenni si sono trovate armi più convenienti per evitare gli altissimi costi delle ricostruzioni dalle macerie delle guerre convenzionali. Il denaro non ha mai smesso di essere usato come un’arma nel passato, comprava legioni e bande di barbari criminali, oggi in modi più sottili compra e vende il potere distruttivo che la scienza tecnologica e gli scienziati hanno messo a disposizione del potere ma questo è avvenuto e avviene nel pieno assenso dei popoli e nell’indifferenza delle coscienze.
Eh già, perché chi cerca il potere e il controllo sugli altri e sul mondo vivente è un bullo frustrato, la sua inconsistenza lo rende insoddisfatto e ossessionato dal bisogno di compensare il suo vuoto esistenziale riversando il veleno generato in questo vuoto sugli altri, si potrebbe tranquillamente parafrasare Cartesio e dire :”odio quindi sono”. Infatti questo è lo spirito delle manifestazioni distruttive pubbliche di una fazione e dell’altra, non fa differenza. Costoro cercano nell’odio la motivazione esistenziale che non sanno e non VOGLIONO trovare in sé stessi come sempre. Cosa induceva Hitler a odiare così tanto una stirpe? La sua abissale frustrazione, la subcoscienza di non avere proprie valide motivazioni esistenziali, la sua angoscia di non essere e di non contare nulla, e quindi di odiare e invidiare chi dimostrava di averne, almeno nella sua visione psicotica e incapacità di riconoscere le cose. Ma non era solo lui, tutto un popolo si era aggregato intorno alle stesse frustrazioni e nella propria inconsistenza cercava il riscatto e la compensazione proprio nell’odio e nell’ambizione del predominio e del potere, come sempre. Ho citato un caso, ma gli esempi, storici, recenti e attuali, sono innumerevoli. E non solo di personaggi assurti alle importanti cronache storiche per le loro gesta e i loro misfatti “gloriosi” e per i conseguenti effetti nefasti.
Miei cari amici, difensori del diritto di vivere e della libertà degli altri animali, mi chiederete cosa c’entrano queste riflessioni riguardo la causa che ci collega con sentimenti profondamente uniti per la stessa sofferenza che è subita dagli animali per volontà umana? Ebbene, io penso che se non cercheremo le cause profonde che generano e scatenano la specifica malvagità umana e le sue peculiari forme di crudeltà, inedite nell’intelligenza della vita organica e cosmica, non riusciremo a realizzare un vero salto evolutivo che possa restituire agli animali tutto quello di cui li abbiamo depredati; a differenza di noi, essi conservano la loro PIENEZZA esistenziale, perché le loro anime non sono state inquinate e deformate dall’uso e dall’abuso della ragione, drogata e avvelenata dal delirio di onnipotenza. Essi nonostante tutto, nonostante le nostre demoniache prepotenze non riescono a odiarci, a volte si difendono, anche loro per paura limitata, o esperienza negativa nei confronto umano, ma MAI per odio, partito preso, ideologia e falsità di stampo antropocentrico e religioso.
Il web ha evidenziato questi aspetti inequivocabilmente con documenti filmati e testimonianze; date affetto a un cucciolo di qualsiasi specie, anche la più feroce e questo si legherà a voi per sempre senza pretendere nulla, anche se non potrete fornire il cibo non sarà deluso accettando la difficoltà senza colpevolizzarvi.
Osservate invece il comportamento dei cuccioli umani.
Eternamente insoddisfatti, li distingue la prepotenza, la pretesa e la reazione rabbiosa se non ottengono quello che vogliono dai genitori, queste caratteristiche purtroppo piuttosto che essere corrette, sono quasi sempre esaltate e stimolate dai genitori che le considerano come virtù esistenziali nella prospettiva dell’affermazione e dell’acquisizione di privilegi e poteri nell’età adulta.
È in questa fase che inizia a formarsi il terreno di coltura dei vizi e delle prepotenze umane e allo stesso tempo della presunzione, che genera il distacco dall’intelligenza dell’Amore che è l’intelligenza della Vita e alfine, l’incapacità nei successivi stadi di sentire la Vita e di riversarla nel vuoto della propria coscienza e della propria esistenza.
Il culto della prepotenza e della mistificazione sono stati dall’inizio, la nostra prevalenza ma anche la nostra dannazione.
Quando diciamo che anche gli animali vanno in paradiso, sbagliamo; il paradiso è già in loro, perché non essendo inquinati, deviati e resi folli dall’uso smisurato che facciamo del raziocinio e dell’egoismo, essi stessi sono il paradiso, mentre noi in gran parte e per gran parte delle nostre vite, il “paradiso” vero lo abbiamo perso. Non per nulla l’esistenza umana è segnata dall’angoscia esistenziale, dal non capire il senso della vita e dalla paura di non esistere più che non tocca gli altri animali che al contrario hanno la certezza di essere generati dal Tutto ed essere parte del Tutto anche dopo il salto dimensionale. Gli animali temono la morte prematura solo quando sono in pericolo, perché seguono il loro impegno vitale in pieno, ma la conoscono e la rispettano al momento giusto, noi invece abbiamo paura della morte ogni singolo istante, perché abbiamo smesso di amare la Vita molto tempo fa, e non possiamo né amare né capire la morte perché viviamo nell’angoscia di perdere quello che in realtà è stato già perso in noi, nello stesso momento in cui questa angoscia esistenziale ci spinge a inventare e a farci guidare da surrogati, fantasmi e persino mostri, che nulla hanno a che vedere con il vero paradiso per nulla simile a quello che immaginiamo e a quello che le religioni o la religione della scienza pretendono di conoscere. La chiave per comprendere tutto questo è l’amore incondizionato per la Vita Universale; amare la Vita in tutte le sue espressioni vanifica la millenaria paura umana di scomparire nella morte. Ennio Romano Forina
GIORNALISTIII!! Dottori dell’informazione, sono Incendiari, non piromani!
Smettetela di chiamarli PIROMANI dai vostri pulpiti, l’Italia continua a bruciare anche per questa mistificazione che viene ancora usata impropriamente. Sono CRIMINALI! I piromani sono malati di mente, esistono, ma sono pochissimi, molto meno dei farabutti. Se fossero dei veri pazzi, appiccherebbero i fuochi ovunque, anche nelle città e in ogni stagione, invece lo fanno solo in estate, nei luoghi e nelle condizioni migliori per causare la massima distruzione ambientale; aspettano il rialzo delle temperature, aridità e vento, sono criminali che intendono appropriarsi dell’uso dei territori, distruggendo animali e foreste! Chiamandoli pazzi si forniscono loro attenuanti riservate appunto ai malati di mente. La precisione del linguaggio è essenziale per conoscere alla radice ogni tipo di male e combatterlo.Distruggono boschi e fanno morire atrocemente animali. Sono persone spregevoli senza etica e senza anima, non mitizziamoli e non nascondiamoli sotto la coltre della follia. Il piromane; dal greco: pyr fuoco e = mania, è un soggetto che ha una attrazione ossessiva e maniacale nel causare il fuoco, da cui trae il piacere perverso della distruzione.