Il Mito dell’Essere Superiore

Una nota per la religione, la scienza e la filosofia.

Se guardo a quello che fanno i vegetali e quello che fanno gli animali direi che non solo pensano, inventano, meditano e contemplano il grande scenario molto più della maggior parte di noi. Le nostre scoperte scientifiche derivano in gran parte da ciò che l’intelligenza della Vita ha già scoperto trovando modi molto sofisticati di utilizzarle per rendere il pianeta vivibile per la vita organica e che ha permesso a tutte le forme viventi di prosperare, scienziati e filosofi inclusi che dovrebbero mostrare gratitudine al pensiero prima di noi che ha permesso questa evoluzione spontanea, voluta e determinata da una intelligenza che consideriamo come un “automatismo”. Il nostro straparlare è indice della nostra presunzione, i nostri stereotipi: “la Natura ha fatto, “la tale specie “si” è evoluta”, tutto in modo impersonale e con il riferimento al “deus ex machina” che muoverebbe le forme viventi come burattini mentre esalterebbe l’animale umano che certamente ha il pregio di essere estremamente curioso, ma anche di essere un campione nell’imitare e sfruttare le invenzioni altrui .

I vegetali hanno saputo inventare ed elaborare un numero vastissimo di sostanze che hanno funzioni vitali indispensabili non solo per loro stessi ma per la vita universale, permettendo anche agli animali di abitare questo pianeta. E non avevano studiato nelle accademie della società civile umana. Noi, fino all’altro ieri, facevamo sacrifici al sole e ancora oggi la quasi totalità del popolo umano globale sacrifica esseri viventi agli dei nella continuazione di insulse tradizioni.

Le piante, sapevano cosa fosse il sole miliardi di anni prima di noi, trovando modi sofisticatissimi di assorbirne l’energia e trasformarla in carburante per la Vita. I nostri stereotipi mistificanti, sono l’emblema della nostra presunzione e stupidità; ancora oggi lodiamo il genio (umano) di Leonardo, che tentava di imitare la capacità di volare degli uccelli e disprezziamo l’intelligenza degli uccelli che il volo lo hanno inventato e realizzato. Le evidenze della superiore intelligenza della vita sono infinite, ma non vogliamo ammettere queste evidenze e allora inventiamo i miti e le entità che ci somigliano in tutto e che soddisfano il nostro narcisismo, tanto gli dei abitano gli inaccessibili Olimpi, che nessuno sa dove siano né potrebbe andare a verificare se essi realmente esistono.

La realtà è che il genere umano non vuole scendere dai due piedistalli che la religione prima e la scienza poi, gli hanno indebitamente assegnato e che occupa con poco merito da millenni.

Considerando che il numero di cose stupide e distruttive che fa seguendo il proprio raziocinio supera di molto il numero di cose intelligenti che sono ispirate dall’intelligenza cosmica, che non ha un numero e un genere e non ci somiglia affatto.

Ennio Romano Forina

Vita Senziente?

VITA SENZIENTE?
Vita senziente? detesto questa locuzione; non esiste una Vita che possa NON essere senziente o non sarebbe vita, senza contare che tutto l’Universo è senziente e la vita organica è appunto parte ed espressione dell’Universo.
E anche le famigerate “leggi” della Natura sono solo una nostra invenzione, comoda per giustificare le cose ingiustificabili che facciamo. Quando un predatore uccide, non segue nessuna legge naturale, lo fa per “condizione” e non per obbedire a leggi o per scelta.
Non esiste in Natura la legge del più forte e della prepotenza; nessun animale è veramente prepotente, ma tra noi umani esistono i prepotenti.
Chissà, se qualcuno nella luce della cronaca attuale, saprà riflettere su cosa vuol dire avere l’esistenza della propria famiglia violata e minacciata, da chi con prepotenza, vuole rubare pezzi della tua vita con la violenza delle armi, come accade agli animali nel bosco, che devono subire la pretesa umana di poter rapinare le loro vite e la loro felicità essenziale e giusta di vivere, per soddisfare il piacere vizioso di chi vaga nei boschi e nelle campagne per sopprimere quella vita che non riesce a sentire nella sua anima arida, per invidia e per noia esistenziale, violando la loro tranquillità costantemente, nell’ambito di leggi unilateralmente imposte dalla società umana e non da una presunta e inesistente legge naturale.
Vite distrutte, disprezzate nella loro bellezza e apprezzate per le pance o il vanto vile di averle schiacciate con armi potentissime e sproporzionate, che certamente non possono dare gloria a chi le usa contro esseri fragili e inermi, e che per invidia sono uccisi e imputridiscono nelle pance o restano appese, impagliate sui muri come stupidi trofei del nulla, senza ricevere la compassione, l’indignazione e la solidarietà della massima parte della società civile e di TUTTE le parti politiche e delle istituzioni che continuano a ignorare il tremendo problema etico rappresentato da tutte le forme di uccisioni per divertimento, come se non bastasse di aver aver dato a questo pianeta la forma di un orrendo macello di esseri viventi ai quali diamo il nome delittuoso e ipocrita di “risorse”.

EnnioRomano Forina

ARTE? QUALE?

L’Arte è un linguaggio, uno strumento che dovrebbe servire per esprimere pensieri ed emozioni che provengono da quello che si percepisce e da quello che si elabora soggettivamente dentro ognuno e al di fuori di ognuno di noi, e come tutti i linguaggi il loro valore viene dalla sostanza del pensiero che li genera e non dalla sola forma di espressione che può essere tanto sensazionale quanto vacua. Nell’arte contemporanea non vedo espressione di pensiero o di emozioni ma un’ubriacatura di effetti speciali con l’esposizione di prodotti di scarto delle attività civili e persino macelleria gratuita.

La sofferenza degli animali rappresentata nella loro morte non è un’opera d’arte, non serve vedere un cadavere in un museo, se si vuole riflettere su questa realtà, sull’ostinazione umana a voler essere quello che non si è fisiologicamente, cioè carnivori, ci sono ovunque, nei supermercati e nei piatti del costume umano tutte i variegati esempi di “opere” dell’arte di uccidere e fare a pezzi gli esseri viventi, la cui vista deve solo indurre riflessione e dolore e suscitare vergogna e non essere messa alla berlina in un museo. Gli effetti speciali tecnologici, una specie di stimoli allucinatori e onirici, non sono “arte” ma semplici effetti speciali, possibili e potenziati dalla tecnologia attuale, più o meno banali più o meno insignificanti, che si prefiggono lo scopo di stupire e provocare, ma non di trasmettere vibrazioni ed emozioni .

La vera arte, come linguaggio sensibilmente concepito e sensibilmente espresso, non è la ricerca dell’effetto sensazionale o banalmente provocativo per ottenere la visualizzazione curiosa o morbosa di pochi secondi di cose che altrove nel mondo reale non susciterebbero nessun interesse ma messe in un museo da un nome conosciuto acquisiscono un’importanza senza senso e una attenzione immeritata, null’altro che la copertura e la mistificazione del nulla, come accade nel mondo della musica da stadio, in cui la rappresentazione scenica tecnologica e il rumore che inebria e stordisce, nascondono il vuoto della musica e delle sensazioni universali che la musica vera può dare, laddove l’unico quadro interessante è la rappresentazione del delirio che si verifica nel fenomeno ancestrale della partecipazione contagiosa all’esaltazione collettiva.

Ennio Romano Forina

The Room – Part 2

To the unknown S.

Something may be left behind

in all your locked and rusty drawers,

when you thought the key to open them

was lost or stolen, 

but what is really true

is your fear to open them 

and find them empty.

No new life frames inside, 

no more chances, 

to fill their empty spaces

with some reborn love’s memories.

Fearful to find inside

just all of your fears

and nothing true to remember,

nothing to forget, 

nothing worth while 

that we suffered for,

nothing to regret,

nothing to be happy about,

nothing to leave behind,

nothing to long for, 

no one to feel together,

no one to say farewell,

no one to wait for,

or meet again somewhere.

But there will always be – soon or later –

a point in time when you’ll be able

to let the past slide away behind you

yet unforgotten, but harmless  

and only look ahead of you, for future hopes

thinking at what you have been or done

and how great a part of a real lived life 

came inside your days and time,

this may happen in just one single day 

but if you are a truly loving creature

as I believe you are,

don’t waste the chance to open them the same 

because they are surely full

of all the love’s feelings 

you were able to give away for free

this is your true richness 

that will stay with you forever. 

You sure have the key to open them, Simona,

for your beautiful and forever loving soul.

A volte le chiavi dei cassetti dei ricordi

sembrano perse e dimenticate

o rubate da qualcuno

ma quello che realmente impedisce

di aprire i nostri cassetti

è la paura di vedere che dentro non ci sia nulla

sapendo di non avere

un’altra occasione di riempirli ora di altro amore 

o l’amore di qualcun altro per noi.

Senza memorie d’amore

non avremmo nulla da ricordare,

nulla da dimenticare,

nulla per cui aver sofferto

nulla per cui essere stati felici

nulla da rimpiangere

nessuno a cui aver nemmeno detto addio

nessuno con cui sentirci ancora insieme

da lontano nel tempo, 

nessun treno da aspettare 

nessuna nostalgia per ciò che ci ha lasciato 

e nessuno da incontrare nuovamente.

Presto o tardi ci sarà sempre un punto nel tempo 

in cui guardando indietro capiremo 

che il passato di vero amore, 

in noi non è mai perso  

e davanti a noi per sperare

e guardare a tutto quello che siamo stati o abbiamo fatto

e quanta vita vera sia entrata nei nostri giorni vaghi.

Questo avverrà in un solo giorno e istante,

quando saremo in grado di non pensare solo al passato 

e non potremo far altro che tendere a un nuovo futuro.

Così se ancora c’è tempo, 

non perdere l’occasione 

di riempire gli ultimi cassetti

con dei veri, profondi, 

generosi sentimenti di amore,

perché essi saranno sempre con te, 

verso tutti i tuoi orizzonti nuovi. 

L’energia d’amore, 

 è come una piccola, potente luce 

che si diffonde in tutto l’universo

e non può perdere la chiave 

dei cassetti arrugginiti dalle delusioni,

deve solo continuare a cercarla,

nascosta e avvolta nei recessi luoghi 

di un’anima davvero amante.

Ennio Romano Forina

The Lost Key

Something may be left behind

in all your locked and rusty drawers

when you thought the key to open them

was lost or stolen 

but what is really true

is your fear to open them 

and find nothing inside.

No life frames, 

no more chances 

to fill their empty spaces

with some reborn love’s memories.

Without them you…

fear nothing true to remember,

and nothing to forget, 

nothing worth while 

to have suffered for,

nothing to regret,

nothing to be happy about,

nothing to leave behind,

nothing to long for, 

no one to feel together,

no one to say farewell,

no one to wait for,

or meet again somewhere.

There will always be – soon or later –

a point in time when you will be able

to let the past slide away behind you

unforgotten but harmless  

and look ahead of you, for future hopes

thinking at what you have been or done

and how great a part of a real lived life 

came inside your days and time,

this may happen in just one single day 

but if you are a truly loving creature

as I believe you are,

don’t waste the chance to open them the same 

because they are surely full

of all the love’s feelings 

you were able to give away for free

this is your true richness 

that will stay with you forever. 

You sure have the key to open them Simona,

your beautiful and forever loving soul.

A volte le chiavi dei cassetti dei ricordi

sembrano perse e dimenticate

o rubate da qualcuno

ma quello che realmente impedisce

di aprire i nostri cassetti

è la paura di vedere che dentro non ci sia nulla

sapendo di non avere

un’altra occasione di riempirli ora di altro amore 

o l’amore di qualcun altro per noi.

Senza memorie d’amore

non avremmo nulla da ricordare,

nulla da dimenticare,

nulla per cui aver sofferto

nulla per cui essere stati felici

nulla da rimpiangere

nessuno a cui aver nemmeno detto addio

nessuno con cui sentirci ancora insieme

da lontano nel tempo, 

nessun treno da aspettare 

nessuna nostalgia per ciò che ci ha lasciato 

e nessuno da incontrare nuovamente.

Presto o tardi ci sarà sempre un punto nel tempo 

in cui guardando indietro capiremo 

che il passato di vero amore, 

in noi non è mai perso  

e davanti a noi per sperare

e guardare a tutto quello che siamo stati o abbiamo fatto

e quanta vita vera sia entrata nei nostri giorni vaghi.

Questo avverrà in un solo giorno e istante,

quando saremo in grado di non pensare solo al passato 

e non potremo far altro che tendere a un nuovo futuro.

Così se ancora c’è tempo per noi

non perdiamo l’occasione di riempire gli ultimi cassetti

con dei veri, profondi, generosi sentimenti di amore,

perché essi saranno sempre con noi, 

e ci seguiranno ovunque sia la destinazione finale

è impossibile perdere la chiave 

dei nostri cassetti arrugginiti 

si deve solo cercarla

avvolta nei recessi luoghi 

della nostra anima amante.

Ennio Romano Forina

The Room

There must be a secret room

in your house of love,

where you may confine yourself

every so often, in thoughts and meditation

and may  keep inside the jewels

of many lightly touched experiences.

Where you can wipe off the dust

on the library of all your unread dreams

and retrieve captive, subdued

yet unforgotten memories.

Where each day of your life’s calendar,

has become a rusty drawer

that only you may have the key to open

and look back at all the times and places

that have been lost in love and understanding.

A room of unfulfilled nostalgia,

with four open, endless horizons

in place of its four walls,

a room with a ceiling so transparent

to let you touch the sky

and have a pack of stars

coming to dine with you.

So, when stepping out of it,

you’ll be once more the sudden stranger

with a bright eyes gleam

and gentle touch,

that your lover had always known you were,

and still may bring again with you

the most precious and fascinating gift,

you may ever have a chance to offer,

What was known,

unknown again,

to be known once more.

Ennio Romano Forina