CROCE

L’Italia non è, come il politicamente corretto vuole far credere e come le altre culture credono – un paese laico, In Italia solo lo Stato è laico e nemmeno del tutto, tant’è che i funerali di stato si fanno nelle chiese. Il paese Italia è profondamente religioso, anche se ognuno esprime la religiosità a suo modo, poiché il fondatore non dava alcun valore ai formalismi ma alla sincerità dei sentimenti che non doveva essere dimostrata a nessuno.In questi millenni, milioni e milioni di persone hanno trovato conforto e speranza di rinascita nella magnifica simbologia della croce, simbolo universale di amore incondizionato, il sacrificio di sé per la salvezza di tutti gli altri, dell’altruismo supremo, che altri vogliono vedere irrispettosamente come un misero cadavere inchiodato su due pezzi di legno.
La quasi totalità di famiglie fa battezzare i propri figli nelle chiese e la quasi totalità dei funerali sono celebrati nelle chiese, dunque la religiosità di questo popolo e di questo paese va rispettata e deve rimanere integra.
Io non credo affatto in ciò che molti altri nel mondo credono, apprezzo solo la bontà delle idee e non dei miracoli, rifiuto gli assoluti, le imposizioni e quelli che dicono di parlare a nome di qualcun altro, apprezzo i buoni propositi, le buone attitudini, da qualunque parte vengano, ognuno può credere in quello che vuole senza imporre ad altri le proprie convinzioni, altrimenti non si tratta di universale convivenza, ma di particolare e specifica voglia di conquista.
La pretesa di eliminare i simboli di una cultura, di conseguenza porterà prima o poi alla richiesta di eliminare tutto ciò che quella cultura rappresenta nella sostanza e nella forma. Via dai luoghi pubblici? Cosa c’è di più pubblico delle strade di una città? Le città italiane sono disseminate, permeate di chiese e quasi tutti questi edifici hanno la forma di una croce, dovremmo demolire anche quelle offrendole in sacrificio al politicamente corretto?
Il politicamente corretto prevede, in teoria, la convivenza pacifica e tollerante delle diverse forme etniche, religiose, non dico razze perché le razze non esistono e per fortuna siamo tutti diversi. chiamatele tipologie diverse, anche in una stessa famiglia, nascono persone con occhi azzurri e capelli biondi che hanno fratelli e cugini di carnagione olivastra e occhi neri.
La razza non esiste nella realtà, ma solo nella fantasia perversa delle culture, così come non esistono i confini geografici, ma necessari per evitare conflitti e predazioni senza fine.
Il politicamente corretto dovrebbe esistere nel nome dell’universalità e nel rispetto di ciascuna fede, ma se una fede pretende di obliterare i simboli delle altre culture, rivela di non avere rispetto e tolleranza e di avere il proposito subdolo di sostituire una fede e una cultura – peraltro del paese che le appartiene – con un’altra.
Ennio Romano Forina

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