In Memory of One and Every Xmass Tree

Life and Death
Well, it looks like even in other countries, there are so many people ready to insult and deride like little kids in the elementary school sadistically do, when in a perverted fashion, they cruelly mock anyone who is less brave, less cool, less strong, or may have some physical defects or simply is different by them.
And out of the burial recesses of the social media, suddenly myriad of pitiless “zombies”, show up with gags and jokes to deride and hurt the dead roman tree. And supposedly the entire city of Roma. And the news on most channels broadcast and show all over the stocks without shame. What are all you, naughty and snotty nosed people, laughing and mocking about? The city of Roma and its people? Italians insensitive superficial and ignorant are doing the same already, because they are exactly what you are, dull, mindless, without compassion and probably with no soul, because you and them make fun of a living being whose life has been raped and taken away brutally, like that of all the trees in all the squares and courtyards all over the world, for no good reasons at all, other than stand a slow agony in the middle of the squares in the “civilized world” so that all the stupid people can say: “wooow”, “uuuhh”, “ooooh” to a life who’s suffering and dying amid thousands stupid shining lights for fake joy, when a simple candle would be enough to express true joy. If you don’t feel any compassion for this tree and all the other trees sacrificed and the unnecessary bloodsheds of the human feasts, when billions of animals are sacrificed to our “joy”, that means you are more dead and decaying than the tree itself ‘cause: “ Those who don’t feel the death of others are not alive at all”. And we all complain for the climate change and the pollution and despair when hurricanes, tornadoes and floods destroy homes and our sureness believed to be untouchable. And claim to have the right to dispose of other’s being lives as if they were our toys. The world already has become a broken toy in our childish hands, but toys don’t last long when played by the hands of careless and naughty children. And last but not least, please, stop naming ROMA, Rome. ROMA is ROMA it’s an aesthetically and architecturally beautiful and strong logo, for a city that gave an immense contribution to the civilization of the entire modern world. Please do not cripple it anymore. The Roman Empire has fallen long, long time ago, the everlasting Roman culture, achievements and foundations did not.
ennio forina Xmass 2017
Advertisements

Un Albero ucciso è morto! Che sorpresa!

Tree hearthIncredibile!
Un essere vivente, un abete, muore anzitempo, e ci si preoccupa sopratutto della brutta figura, della sua apparenza mentre dai loculi pubblici dei “social”, spuntano come funghi tutte gli zombi insensibili, senza compassione né anima, facendo a gara per ricoprire con lazzi e sarcasmi disgustosi e impietosi un essere vivente. Fingendo di scandalizzarsi, anche o solo per lo spreco di denaro impiegato per avere e per trasportare un cadavere “in fieri” e peggio ancora, ci si preoccupa che la sua agonia non sia durata abbastanza a lungo per far gioire il popolo vorace di “feste”.
Questo è il progresso etico, la consapevolezza del valore della vita esistente? Ripianteranno 10, 100, 10.000 alberi? E che differenza fa? Dove sono i princìpi dei cambiamenti, i segni di evoluzione della mente e dei comportamenti? Quest’albero era stato ucciso comunque, folla stolta che irridi la morte altrui, –
– Chi non sa sentire la morte degli altri, non è affatto vivo! – Era sacrificato per niente in ogni caso, anche se fosse riuscito a dare una illusione di vitalità mentre si decomponeva lentamente. Dobbiamo invidiare tutti gli altri cadaveri decorati sparsi nelle piazze e nelle case del mondo? Questa per me non è festa, ma una dolorosa constatazione che niente è cambiato e niente cambierà finché la mente umana resterà sempre ottusa a raccontarsi le stesse vere storie di orrore travestite da false favole. 
Possibile che questo stupido mondo umano, non sappia che la gioia e la morte non possono coesistere?
Alberi di Natale e bestie da macello; è come dire la stessa cosa, il fatto è che non esistono bestie e alberi da macello. Esistono animali e alberi, da noi bestialmente macellati.
ennio forina

Elementi di Verità

Quando si usa la capacità intellettiva per la conoscenza reale delle cose piuttosto che per l’affermazione di opinioni precostituite proprie o altrui, non si potrà coltivare questo virtuosa attitudine senza essere liberi da legami stretti di ordine ideologico, politico o religioso, perché solo per mezzo del libero pensiero sarà possibile veramente discernere e apprezzare gli eventuali elementi validi che possono essere contenuti comunque anche in ciascuno di questi ordini. Gli ordinamenti sociali variano da generazione a generazione e all’interno di esse e non sempre sono giusti, spesso sono costruiti come modi forzati di coesistenza che recano nelle loro strutture diverse molte imperfezioni e deformità, ma anche  per i loro aspetti giusti e necessari, essi valgono solo nell’ambito di una indispensabile, imperfetta e migliorabile coerenza sociale per il bene comune, ma non sono assoluti  e devono essere considerati come livelli dell’evoluzione di una etica più giusta possibile.
Sono sempre stato un cercatore di ragioni se non di verità e non ho mai preteso di trovare una “Verità” assoluta, ma solo elementi di essa, per usarli come pietre miliari rivelatrici del nome della via che stavo percorrendo e al tempo stesso come indicazioni certe della sua direzione. Vi sono verità relative alla nostra dimensione, alle nostre percezioni e vi sono verità fondamentali, ma non sono fatte di una unica entità e di sicuro non sono contenibili in nessun libro sacro, codice delle leggi o trattato filosofico, perché la loro percezione va al di là delle nostre strutture mentali, culturali e linguistiche, oltre i nostri miti, le illusioni e le ansie e le nostre paure, oltre i sistemi sociali, le rigide analisi scientifiche ed i diversi costumi di pensiero dei popoli. Sono verità o meglio parti di verità ineffabili che possono solo essere intuite, rilevate da capacità sensoriali estese e profonde ma non possono essere descritte né con le illusioni dei miti né con la logica opportunista e razionale dominante nella mente umana, che ha reso questa specie “almeno per ora” dominatrice del Pianeta.

Fondamentalismo Specista

In risposta alla definizione di “fasciovegani” diffusa da alcune fonti dei media, per definire quelli che difendono i diritti, la libertà e la vita degli altri animali.

“Nam saepe ante deum vitulus delubra decora turicremas propter mactatus concidit aras…” Lucrezio – Liber secundus

Stasera in libreria, mi è capitato sotto gli occhi un libro con una copertina bianca, asettica e con una icona del giornalista che lo ha scritto – più credo, la fotina di una bistecca discretamente cruda – Nel libro, stando a quello che viene riferito online, si difende ad oltranza la priorità del genere umano su tutto il mondo vivente e il suo diritto assoluto di disporre della vita altrui nel nome della “libertà” di scelta e contro le “imposizioni” animaliste e di tutti quelli che nel libro sono definiti i “fasciovegani”, che vorrebbero deprivare il genere umano del sacro diritto di scannare gli animali nei modi e nella misura che conosciamo bene. Ho cercato in rete e mi è subito apparso il libro e vari riferimenti, tra questi, un articolo che un quotidiano ha scritto a convalida di questa tesi ed a elogio del giornalista. Se avete tempo leggetelo anche voi, è breve e superficiale…

Io ritengo che essere definito “fascista vegano”, (perché sono un vegano e sono contro i massacri degli animali), sia un insulto intollerabile. Io sono vegano e opero in difesa degli animali per mezzo della dialettica, non vado in giro con un bastone o l’olio di ricino per punire i carnivori, ma sono un esponente sincero di una rivoluzione etica ed evolutiva che sta acquisendo sempre più consistenza, per volontà, consapevolezza e presa di coscienza di popolo e non per squadrismo.

Uso la forza degli argomenti, degli elementi di analisi, non la forza della prepotenza e della supponenza che hanno invece i sostenitori dello status quo e della barbarie vigente. Loro versano il sangue, io/noi versiamo parole e sentimenti di compassione. Spesso molti di quelli che piangono per la sorte degli animali reagiscono anche con insulti, emotivamente per la frustrazione, per non poter fare altro di fronte allo strapotere delle leggi e degli interessi che “impongono” agli animali di essere vittime. E dato che il giornalista accusa noi vegani di essere compassionevoli solo per gli animali e indifferenti alla sorte degli umani, rivela con estrema chiarezza la sua incapacità di comprendere il sentimento della compassione nel suo significato sostanziale, poiché la compassione vera è universale, vale per il lombrico quanto per l’umano – considerando ancheche senza il lombrico e l’albero nemmeno noi potremmo esistere – e si esprime per qualsiasi forma vivente riconoscendo il principio dell’unicità della vita. Il fatto che l’amicizia per gli animali e la preferenza di rapporti affettivi con essi e l’impulso di difendere i loro diritti naturali si stia così diffondendo è dovuto al desolante riconoscimento della miseria e della falsità dei rapporti umani in confronto.

Ci sono state altre rivoluzioni nel mondo degli umani per sancire i diritti naturali di ogni individuo che erano stati rapinati dalle varie tirannie in atto di tempi non troppo lontani e le rivoluzioni sono servite a ridare ai popoli e agli individui quei diritti naturali depredati. Ma queste rivoluzioni sono ancora incomplete e malfatte, ci sono ancora schiavi e padroni, ancora prìncipi e sudditi, con nomi diversi e usando poteri diversi, e la società umana non è ancora perfetta perché non si è ancora evoluta eticamente e preferisce rapinare il pianeta in cui vive anziché convivere in esso rispettandolo. Il riconoscimento dei diritti e il rispetto di tutte le forme viventi rappresenterebbe un salto significativo di una vera evoluzione della specie, che porterebbe anche un immenso beneficio non solo alle vittime animali ma alla stessa specie umana.

La compassione e la saggezza sono sorelle e viaggiano insieme. Da prima di Empedocle in poi, molti umani compassionevoli e saggi hanno detto queste cose, donne e uomini, ma la voracità e la presunzione umana dominante cerca di soffocarle pervicacemente più che mai nel nostro tempo, sia la compassione che la saggezza. Ma per meglio chiarire le idee ai sostenitori dei massacri degli animali possibile che non riescano a capire che a rigor di logica che il confronto vero non è fra due fazioni dell’umana società che hanno idee diverse, escludendo la parte in causa, cioè gli animali. Non si tratta di sinistra contro destra o rosa bianca rosa nera, ma complessivamente di genere umano versus animali. Chi parla a vanvera di diritti e libertà, vada a chiederlo a loro, agli animali, se sono felici di offrirsi come vittime sacrificali per far fare agli umani operosi un sacco di soldi con la loro pelle e con il loro sangue. Essi sono in grado di rispondere, con le loro grida strazianti, con il terrore degli sguardi, con l’inutile resistenza alle mani dei carnefici, vadano a chiederlo a loro mentre li trascinano nel sangue dei loro fratelli e dei loro figli e delle loro madri. Guarda caso anch’essi hanno madri, figli e fratelli. Sono esseri viventi, come noi, nascono, si accoppiano, fanno figli che accudiscono amorevolmente e senza il nostro egoismo, anche quelli più forti e feroci si nutrono solo di quello che a loro occorre in un giorno, sono crudeli quanto basta, ma non conoscono il sadismo, le perversioni e le falsità che abbiamo noi, sono disposti a diventare docili e ad amarsi anche fra specie diverse di prede e predatori se si trovano in condizioni favorevoli, mentre noi ci scanniamo persino in un condominio e fra parenti stretti. Non hanno loro il diritto di rifiutare di essere considerati come dei prodotti? Quale giustizia per le madri di qualsiasi specie a cui vengono strappati i figli per trasformarli in denaro? Chi potrà restituire alla vita universale l’amore materno di cui il genere umano ha fatto scempio?

E a proposito del fondamentalismo di cui ci accusate, dai pulpiti delle vostre confortevoli alcove mediatiche, cari divoratori di bistecche sanguinolente, il fondamentalismo è un termine molto più confacente al vostro ostinato rifiuto di qualsiasi confronto dialettico e di riconoscimento di tutte le evidenze intuitive e scientifiche che rivelano l’anima sensibile e l’intelligenza di tutta la vita, così come un tempo molto vicino a questo attuale si rifiutava la giusta collocazione di questo pianeta nel cosmo. C’è un brano meraviglioso del “De Rerum Natura” che narra del dolore di una madre di una specie diversa, una mucca, alla quale è stato tolto il piccolo per sacrificarlo agli dei. Il poeta descrive così minuziosamente il vagare penoso di questa madre, dalla stalla al prato, annusando ovunque alla ricerca disperata del figlio che si capisce che deve aver osservato lui stesso la scena e di aver provato quel sentimento a voi sconosciuto: – la compassione-, così fortemente da sentire la necessità di riferire l’episodio nella sua grande opera.

Lucrezio, signori, uno scienziato visionario e rivoluzionario che è nato circa cent’anni prima di Cristo, vi deve insegnare la compassione? Che evoluzione c’è stata in questi duemila anni? Oggi non ci dovrebbero essere più gli dei fasulli inventati per giustificare le nefandezze umane, purtroppo quelli arcaici sono rimasti da noi e in molte altre culture e a questi se ne sono aggiunti altri, tutte le persone che pensano di essere divine entità terrestri e che pretendono che a loro si sacrifichino gli stessi animali che si sacrificavano duemila anni fa per la stessa prepotenza, con la stessa crudeltà.

Tori, Daniza, KJ2, Cinghiali…

Medusax.jpg

MEDUSA ERA UNA BELLA E DOLCE FANCIULLA ED I TORI, DANIZA, KJ2, CINGHIALI…NON SONO MAI STATI MOSTRI…

Una Diva potente e perversa che assolda un miserabile sicario con la promessa di una facile gloria e costui che munito di armi letali, va ad uccidere l’innocente trasformata in mostro da una mostruosa e insana gelosia e raccoglie il suo premio sulle spoglie e la testa della povera fanciulla che non avrebbe mai fatto del male a nessuno.

Non c’è stato nella cultura storica un biasimo letterario o artistico per la potente dea dell’intelletto, né mai ho rilevato un cenno di compassione per questa innocente, mitica creatura che subisce la tremenda trasformazione, nell’inane consapevolezza comune, e nella cultura classica, per secoli e secoli. Solo perché è un mito? No, non è solo un mito e il riflesso di qualcosa che è stato ed è terribilmente reale e attuale. Lo ritroviamo in tante tradizioni in cui innocenti e innocue creature vengono deliberatamente trasformate in mostri per avere poi la scusa di abbatterle e distruggerle. Come per i tori delle corride mentre i loro carnefici  si guadagnano, con tutti i loro specchi magici, la gloria infame della sofferenza e della morte, applaudita da una platea assetata del sangue di innocui esseri viventi se lasciati vivere indisturbati.
Continuiamo così a ricoprire di gloria i veri “mostri” e a distruggere le creature belle e innocenti.

Sono le Meduse attuali, i Tori delle corride, gli Orsi del trentino, i Cinghiali della maremma e tanti altri animali la cui bellezza viene sacrificata alla dea del profitto, che di sicari ne può ingaggiare moltissimi. Ma i veri mostri si riconoscono dalle loro azioni, non dal loro aspetto.

ennio forina

 

 

 

“Italia” Est Omnis Divisa In Partes Tres

CMYK base

156 anni, un paese ancora disunito e dormiente, che riposa sui suoi antichi allori senza nemmeno prendersene cura e senza saperli sfruttare degnamente e con intelligenza. Un paese che nasconde frettolosamente negli scatoloni alcune sue belle statue antiche in segno di sottomissione per un visitatore esterno e che mette in discussione persino la legittima presenza dei simboli millenari che hanno accompagnato e guidato, la sua storia e il suo sviluppo. Un paese in cui si è sviluppata la prima vera concezione di uno stato moderno e magistralmente regolato, che con i suoi principi di diritto civile e di governo, ha creato le fondamenta di uno stato moderno a cui si sono direttamente e indirettamente inspirate le nazioni attuali di tutto il globo. Un paese che ha un immenso patrimonio artistico e storico rende quasi impossibile visitarlo permettendo a orde di nuovi barbari nativi ed alieni, di fare scempio delle città d’arte, delle periferie, delle stazioni, delle coste e delle aree naturali. Un paese che chiama “piromani” gli incendiari criminali e non sanziona mai i deficienti che gettano le sigarette accese fuori dei finestrini delle auto per non sporcarle con i loro vizi. Un paese dove tutto è proibito e tutto è permesso. Un paese che scoraggia e deprime l’inventiva e le potenzialità  individuali. Dove il merito, il talento e la creatività sono solo un lontano ricordo. Un paese conforme e conservatore, ma facile preda delle mode più insulse. Un paese di servizi, lotterie, sale da gioco, recupero crediti, compro – oro,  bar e ristoranti e gente che vive nelle scatole di cartone per strada e che lascia trasformare ogni strada, ogni piazza ogni angolo in un suk disperso e frammentato. No, fratelli d’Italia. L’Italia non è ancora desta, direi che giace sempre languidamente nel suo letto, senza rendersi conto che il prossimo passo, dalla decadenza è il baratro della barbarie.

ennio forina

Perseverare Autem Diabolicum

Bestia umana

Dato l’imperversare da parte dei media e dei politici della indegna locuzione “trattati come bestie” riferendola ad umani che, sempre per cause umane, subiscono trattamenti di questo genere, sono costretto a pubblicare di nuovo il mio aforisma, sperando che serva a far riflettere qualcuno tra quelli che usano frequentemente questa analogia, senza minimamente rendersi conto del significato implicito e del messaggio culturale che ne deriva: Il trattamento “bestiale” riservato agli animali sarebbe giusto, ma non lo è per gli umani, quindi, stabilire che le bestie possono essere trattate male e che il trattamento a cui sono sottoposte è qualcosa di definitivo e immutabile, significa avallare e continuare la cultura dei trattamenti infami, riservati solo agli animali. Che fra l’altro, sarebbe un concetto contrario a quelle leggi “teoriche” che dalle nostre parti, non ammettono la crudeltà gratuita e non necessaria verso tutti gli animali. 

Stupisce, che quasi tutti quelli che hanno il privilegio di parlare dai pulpiti dei media sono anche dei super laureati con 110 e lode, si fanno chiamare dottori, – anche se non ho mai capito cosa possano insegnare,-  ma non arrivano a capire che le parole generano cultura e dalla cultura derivano i comportamenti collettivi. Quindi, se è comunemente accettato che gli umani non debbano mai essere trattati come bestie è altrettanto ammesso che per le bestie quel trattamento sia normale e attuabile e di conseguenza la politica non sentirà mai il bisogno di emanare leggi per abolire i trattamenti “bestiali”, gli allevatori avranno il permesso legale e culturale di maltrattare gli animali come vogliono e i bambini che imparano questo linguaggio continueranno a pensare che la vita animale è una vita inferiore, senza valore e senza sentimenti e può essere avvilita e annientata a nostro piacimento.

Oggi abbiamo finalmente capito che il colore della pelle e le forme del viso, non distinguono gli esseri umani in soggetti inferiori e superiori ma solo “temporaneamente” diversi nelle loro forme. Ma, riguardo agli altri animali, la nostra superiore etica si ferma ai confini delle differenze di forma, ignorando il fatto che anche i nostri progenitori nuotavano come pesciolini e progressivamente avevano acquisito quattro zampe, una pelliccia e una bella coda per abitare sugli alberi e nutrirsi di frutti in modi simbiotici. Oggi che siamo più evoluti e più intelligenti, continuiamo a perseverare in una analoga’’ideologia” razzista, applicandola ad altri esseri viventi, definendoli “vita animale” che abbiamo arbitrariamente classificato in specie diverse per comodità d’uso.

Facciamo crescere i cuccioli umani nella menzogna del perbenismo, mentre altrove nella larga parte del mondo si fanno partecipare agli orrendi massacri e alle uccisioni nei mattatoi rudimentali e nel ritualismo sanguinario definito tradizione e cultura. Da noi l’ipocrisia pervade e falsifica le informazioni che i piccoli umani ricevono da qualsiasi supporto mediatico e dai produttori di cibo animale. Così si mostrano mucche felici a pascolare nei clivi montani felici di donare il proprio latte e i propri corpi alle fameliche fauci umane, fanciulle avvenenti che sembrano tante Terese d’Avila berniniane, nell’atto di entrare in una profonda estasi sensuale mentre introducono fette di prosciutto nelle loro labbra tumultuose, e sorrisi sgargianti ovunque si consumi carne, che segnano l’apoteosi del cibo prodotto e generato proprio dai trattamenti bestiali, oggetto di queste considerazioni.

Altro che prati verdi, altro che felicità del sacrificio per il nostro benessere, altro che raggi di sole che baciano la pelle bagnata di vitelli e agnelli appena nati, altro che amorevoli effusioni delle madri che non riescono a dar loro nemmeno una piccola leccata e un sorso di latte materno. Vergogna!, Vergogna a tutti noi cuori di pietra e ipocriti.

Abbiamo costruito un mondo di falsità, di illusioni e di distorsioni che periodicamente causano i nostri rovinosi conflitti, ma che “continuamente” causano la sofferenza di tutto il mondo vivente. E i tribuni della plebe umana non si degnano di riflettere a fondo nemmeno su quello che dicono ripetendo fino alla nausea i nuovi stereotipi verbali del momento, fino a che sono così tanto sfruttati da tutti, che inevitabilmente si estinguono lasciando il posto ad un’altra nuova parola abbastanza versatile da poter essere infilata dappertutto nel vuoto frasario mediatico, per dare l’impressione che si stia dicendo qualcosa di sensato o minimamente logico e non di esercitare le mascelle e la lingua.

Adesso va di moda la “narrazione ” e tutti sono diventati narratori, anche se devono riferire quale colore di cravatta o acconciatura di capelli scelgono per la giornata. Ma ci sono stereotipi linguistici pericolosi e uno di questi è appunto il “trattamento bestiale” nonché la stessa definizione di “Bestie”. Concetti di cui forse non capiscono nemmeno il significato, perché non hanno mai imparato a riflettere profondamente sin da piccoli ma ad accettare supinamente quello che la cultura dominante imponeva di seguire, facendo rivoluzioni e sommosse,sporcando muri e rompendo vetrine, quando erano giovani, non per costruire una nuova morale più giusta e universale, ma per ricattare e chiedere più soldi alla “mamma stato” perché altrimenti, poverini, non sarebbero stati in grado di studiare, cosa che avviene anche adesso.

Io non sono un tribuno della plebe umana, sono un tribuno della vita universale, quindi sono un tribuno degli animali e lotterò fino all’ultimo respiro con le mie parole per il diritto di esistere liberi degli animali e la difesa della vita contro le parole che uccidono la vita.

ennio forina